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Beato Salvatore Ferrandis Seguì Sacerdote e martire
Festa:
3 agosto
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L'Orxa, Alicante, Spagna, 25 maggio 1880 - Carretera del Vergel, Alicante, Spagna, 3 agosto 1936
Nato nel 1880 nella provincia di Alicante, dedicò tutta la propria vita al ministero sacerdotale, distinguendosi soprattutto come parroco di Pedreguer. Sacerdote colto, generoso e profondamente legato alla sua comunità, investì perfino il proprio patrimonio personale nel restauro della chiesa parrocchiale e nell'assistenza ai poveri e agli ammalati. Quando nell'estate del 1936 la violenza anticlericale travolse numerose diocesi spagnole, non rinnegò la propria identità sacerdotale. Arrestato e condotto lungo la strada del Vergel, venne fucilato il 3 agosto esclusivamente a motivo della sua fede e del suo ministero. La Chiesa lo riconobbe martire e lo beatificò l'11 marzo 2001 insieme ad altri 232 testimoni della medesima persecuzione.
Etimologia: Salvatore deriva dal latino Salvator, 'colui che salva', titolo attribuito a Cristo.
Emblema: palma del martirio, veste sacerdotale, croce
Martirologio Romano: Ad Alicante in Spagna, beato Salvatore Ferrandis Seguì, sacerdote e martire, che versò il sangue per Cristo durante la persecuzione contro la fede e conseguì la palma della vittoria.
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Salvatore Ferrandis Seguì nacque il 25 maggio 1880 a L'Orxa, piccolo centro della provincia di Alicante, in una famiglia profondamente cristiana. Le notizie sui suoi primi anni sono limitate, ma le fonti concordano nell'affermare che ricevette un'educazione religiosa solida, maturando presto la vocazione al sacerdozio. Dopo gli studi elementari entrò nel seminario, completando la formazione presso il prestigioso Collegio del Corpus Christi di Valencia, noto anche come Collegio del Patriarca, uno dei principali centri di formazione ecclesiastica della regione.
L'ordinazione sacerdotale Fu ordinato sacerdote nel 1904. I primi incarichi pastorali lo portarono dapprima a Villalonga e successivamente a L'Alqueria de la Comtessa, dove svolse il ministero con semplicità e dedizione, guadagnandosi la stima dei fedeli.
Parroco di Pedreguer La fase più significativa della sua vita sacerdotale coincise con la nomina a parroco di Pedreguer. Qui manifestò una particolare attenzione sia alla vita spirituale della comunità sia alle sue necessità materiali. Con risorse economiche personali contribuì al restauro della chiesa parrocchiale, dimostrando un forte senso di responsabilità verso il patrimonio religioso affidatogli. Fu inoltre particolarmente vicino ai poveri, agli ammalati e alle famiglie in difficoltà, esercitando un ministero caratterizzato dalla disponibilità e dalla carità concreta più che da iniziative straordinarie.
La persecuzione religiosa del 1936 Nel luglio del 1936, allo scoppio della guerra civile spagnola, numerose zone della Spagna repubblicana furono teatro di una violenta persecuzione contro il clero, i religiosi e molti fedeli laici. La provincia di Alicante fu tra quelle maggiormente interessate dagli episodi di violenza anticattolica. Molti sacerdoti vennero arrestati e uccisi senza processo esclusivamente a motivo del loro ministero. Anche don Salvatore Ferrandis Seguì fu individuato come sacerdote e per questo condannato alla morte.
Il martirio Il 3 agosto 1936 venne condotto sulla strada del Vergel, nei pressi di Alicante, dove fu fucilato. Le testimonianze raccolte nel processo di beatificazione concordano nel riconoscere che la motivazione della sua uccisione fu esclusivamente l'odio verso la fede cristiana e il suo stato sacerdotale, elemento essenziale per il riconoscimento ecclesiale del martirio.
Il culto La memoria del sacerdote martire rimase viva soprattutto nella diocesi di Valencia e nelle comunità dove aveva esercitato il ministero. Dopo l'accurata istruttoria della causa, san Giovanni Paolo II lo proclamò beato l'11 marzo 2001 a Valencia insieme ai 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna del 1936. Essendo stato riconosciuto martire in odium fidei, per la beatificazione non fu richiesto il riconoscimento di un miracolo.
Autore: Giampietro Cattini
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