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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera F > Beati Ferdinando Garcia Sendra e Giuseppe Garcia Mas Condividi su Facebook

Beati Ferdinando Garcia Sendra e Giuseppe Garcia Mas Sacerdote e martire

Festa: 18 settembre

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Ferdinando: Pego, Alicante, Spagna, 31 marzo 1905; Giuseppe: Pego, Alicante, Spagna, 11 giugno 1896 - La Pedrera de Gandía, presso Gandía, provincia di Valencia, Spagna, 18 settembre 1936

Furono due sacerdoti diocesani originari di Pego, nella provincia di Alicante, accomunati dalla vocazione sacerdotale, dal ministero pastorale e infine dalla morte durante la persecuzione religiosa che colpì la Spagna nel 1936. Ferdinando García Sendra, nato nel 1905, dopo la formazione presso i Francescani e nel Seminario di Valencia fu ordinato sacerdote nel 1931. Svolse il ministero nelle parrocchie di Bolulla e Sagra, dove si distinse per la dedizione ai fedeli. Giuseppe García Mas, nato nel 1896, ricevette una formazione iniziale presso i Francescani, quindi entrò nel Seminario di Valencia e fu ordinato sacerdote nel 1923. Dopo diversi incarichi pastorali, tornò a Pego come cappellano del santuario dell'Ecce Homo, dedicandosi al culto, ai poveri, agli ammalati e alla promozione delle vocazioni. All'inizio della guerra civile spagnola entrambi furono arrestati a Pego. Trasferiti in carcere, furono sottoposti a maltrattamenti e infine condotti a La Pedrera de Gandía, dove vennero uccisi il 18 settembre 1936. Giovanni Paolo II li beatificò l'11 marzo 2001 come martiri della persecuzione religiosa in Spagna.

Etimologia: Ferdinando deriva dal germanico e viene generalmente interpretato come 'ardito nella pace' o 'coraggioso nella pace'; Giuseppe deriva dall'ebraico Yosef e significa 'Dio aggiunga', 'Dio accresca'.

Emblema: Abito sacerdotale, palma del martirio e simboli propri del ministero sacerdotale.

Martirologio Romano: Vicino alla città di Gandía nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beati Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas, sacerdoti e martiri, che durante la stessa persecuzione confermarono con il loro sangue la fedeltà a Dio.


Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas nacquero a Pego, località della provincia di Alicante appartenente all'arcidiocesi di Valencia. Erano separati da quasi nove anni di età, ma condivisero lo stesso ambiente ecclesiale e, alla fine della loro vita, la stessa sorte. Entrambi furono infatti inseriti nel gruppo dei sacerdoti diocesani valenciani perseguitati e uccisi nel 1936.
La loro vicenda si colloca nel clima drammatico della guerra civile spagnola, iniziata nel luglio 1936. Nelle zone controllate dalle forze repubblicane si verificarono anche violenze contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici. Nel territorio valenciano numerosi membri del clero furono arrestati e uccisi. La Chiesa ha riconosciuto il carattere martiriale di una parte di queste vittime attraverso specifici processi canonici.

Ferdinando García Sendra
Ferdinando García Sendra nacque a Pego il 31 marzo 1905. Fin dall'infanzia frequentò l'ambiente francescano locale: fu chierichetto presso i Francescani e ricevette da loro una parte significativa della propria formazione. Successivamente proseguì gli studi presso il Seminario di Valencia, preparandosi al sacerdozio.
Fu ordinato sacerdote nel 1931. La sua esperienza pastorale si svolse in due comunità della provincia di Alicante, Bolulla e Sagra. Nonostante la giovane età, la sua opera pastorale gli procurò una reputazione di sacerdote particolarmente vicino alle persone. Una fonte dedicata ai martiri valenciani riferisce che veniva chiamato 'padre di tutti' per le sue qualità umane e sacerdotali.
A Sagra il suo ministero lasciò una memoria particolarmente significativa. La chiesa parrocchiale conserva oggi una sua reliquia nella cappella della Comunione, restaurata in occasione della beatificazione del sacerdote. La presenza della reliquia testimonia la continuità del culto locale sviluppatosi intorno alla sua memoria.

Giuseppe García Mas
Giuseppe García Mas nacque a Pego l'11 giugno 1896. Anche la sua prima formazione ebbe legami con i Francescani di Pego e Benissa. Dopo un periodo trascorso nell'ambiente francescano, entrò nel Seminario di Valencia, dove completò la preparazione al sacerdozio.
Fu ordinato nel 1923. Nei primi anni del ministero esercitò diversi incarichi pastorali: fu vicario a Carroja e successivamente parroco a Patró, con l'annessa cura di Benisili. In seguito tornò a Pego, dove venne nominato cappellano del santuario dell'Ecce Homo, uno dei principali luoghi di devozione della cittadina.
Nel santuario si dedicò al rinnovamento della vita religiosa. Curò il decoro della cappella, favorì la regolarità del culto e promosse iniziative di carattere eucaristico, tra cui le associazioni delle Marías de los Sagrarios e i Jueves Eucarísticos. Il suo ministero comprendeva anche l'assistenza ai poveri e agli ammalati e l'attenzione alle vocazioni sacerdotali.
La sua figura emerge quindi soprattutto attraverso l'attività pastorale quotidiana: non tanto attraverso scritti o opere teologiche, quanto attraverso il servizio alla comunità e la cura del culto.

La persecuzione del 1936
Con lo scoppio della guerra civile la situazione religiosa nella regione valenciana divenne rapidamente pericolosa. Le autorità e i gruppi rivoluzionari presero di mira numerosi sacerdoti e religiosi. Anche Pego fu coinvolta nella persecuzione.
Ferdinando, che aveva lasciato la propria parrocchia e si era ritirato nella casa dei genitori a Pego, fu arrestato il 4 settembre 1936. La documentazione e le testimonianze successive descrivono il sacerdote come consapevole del pericolo e deciso a non rinnegare la propria condizione sacerdotale. Secondo testimonianze raccolte durante il processo, quando gli fu suggerito di nascondersi o di rinunciare al sacerdozio, avrebbe rifiutato di farlo. Questi elementi appartengono alla documentazione testimoniale relativa alla causa e vanno distinti dalle formule proprie della tradizione devozionale.
Nella stessa giornata venne arrestato anche Giuseppe García Mas. Secondo una testimonianza relativa a Ferdinando, quando quest'ultimo venne a sapere che Giuseppe era stato arrestato, non tentò di sottrarsi alla cattura. Quando i miliziani giunsero a casa sua, si presentò spontaneamente dichiarando di essere il sacerdote che cercavano. La stessa testimonianza riferisce che, interrogato sul motivo dell'arresto, egli avrebbe risposto che, se veniva arrestato per essere sacerdote, accettava quella sorte.

La prigionia
I due sacerdoti furono inizialmente rinchiusi nel carcere di Pego insieme ad altri religiosi e laici. Successivamente furono trasferiti a Gandía, dove rimasero detenuti per alcuni giorni.
Le testimonianze raccolte sulla prigionia di Ferdinando lo descrivono come sereno, disponibile e rispettoso verso gli altri detenuti, nonostante le condizioni difficili. Un compagno di prigionia lo ricordò come animoso e tranquillo, mentre altri riferirono delle condizioni di sovraffollamento e dei maltrattamenti subiti dai prigionieri.
Anche Giuseppe, secondo le testimonianze relative alla sua detenzione, affrontò il periodo precedente alla morte con atteggiamento di perdono. Una tradizione biografica riferisce che prima dell'arresto avesse chiesto ai propri fratelli di perdonare coloro che eventualmente lo avessero ucciso.

La morte a La Pedrera
Il 18 settembre 1936 Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas furono condotti a La Pedrera de Gandía, località nei pressi di Gandía. Il Martirologio Romano colloca espressamente la loro morte nei pressi di Gandía, nel territorio di Valencia, durante la persecuzione religiosa. La documentazione ufficiale della Santa Sede identifica entrambi con lo stesso luogo e la stessa data: 18 settembre 1936.
Secondo le testimonianze tramandate nella documentazione biografica, i due sacerdoti furono condotti insieme ad altri prigionieri e uccisi nella notte. Le ricostruzioni locali riferiscono che Ferdinando, dopo essere stato colpito dagli spari, sopravvisse inizialmente alle ferite. Riuscì ad allontanarsi e cercò aiuto, ma venne nuovamente raggiunto e ucciso. Questo episodio appartiene alla documentazione testimoniale della causa e non deve essere confuso con il testo ufficiale del decreto sul martirio.
La morte dei due sacerdoti fu dunque legata direttamente alla loro condizione sacerdotale e si inserì nella più ampia persecuzione che colpì il clero e il mondo cattolico nella Spagna del 1936.

Il processo canonico e la beatificazione
Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas furono inseriti nella causa relativa a José Aparicio Sanz e ai suoi compagni, comprendente numerosi sacerdoti, religiosi e laici dell'arcidiocesi di Valencia uccisi durante la persecuzione religiosa.
Il decreto sul martirio venne promulgato il 18 dicembre 2000. L'11 marzo 2001, in piazza San Pietro a Roma, papa Giovanni Paolo II procedette alla beatificazione di 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Tra essi figuravano anche Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas.
Il riconoscimento della Chiesa non si fondò semplicemente sulla morte violenta subita durante la guerra civile, ma sull'accertamento canonico del martirio, cioè della morte inflitta in odio alla fede e della perseveranza nella professione cristiana. La Santa Sede li presenta infatti ufficialmente come sacerdoti e martiri.

Il rapporto con Pego
Pego rappresenta il punto di incontro della vicenda dei due beati. Entrambi vi nacquero e vi ricevettero parte della formazione religiosa. Giuseppe vi esercitò il ministero presso il santuario dell'Ecce Homo, mentre Ferdinando vi tornò durante i mesi della persecuzione, nella casa dei genitori.
La loro memoria è rimasta particolarmente legata alla città natale. Anche la documentazione storica locale ricorda che tra i sacerdoti di Pego inseriti nella causa dei martiri valenciani figuravano Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas.

Il santuario dell'Ecce Homo
L'attività di Giuseppe García Mas presso l'Ecce Homo costituisce uno degli elementi più caratteristici della sua biografia. Il sacerdote si dedicò al mantenimento del culto e alla promozione della vita eucaristica, affiancando alle celebrazioni l'attenzione ai poveri, agli ammalati e alle vocazioni.
Questa attività mostra un sacerdote inserito nella pastorale ordinaria della propria comunità, in un'epoca nella quale la promozione delle associazioni eucaristiche costituiva una componente importante della vita cattolica spagnola.

La memoria di Ferdinando a Sagra
A Sagra la memoria del sacerdote è rimasta legata alla chiesa parrocchiale di San Sebastiano. La cappella della Comunione conserva una sua reliquia e venne restaurata in occasione della beatificazione. Si tratta di una delle testimonianze materiali più significative della venerazione locale riservata al sacerdote.

Martirio e contesto storico
Il caso di Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas deve essere letto nel contesto della violenta persecuzione religiosa che colpì vaste aree della Spagna durante la guerra civile. La Chiesa ha riconosciuto come martiri numerosi sacerdoti e laici uccisi in quegli anni.
Il loro riconoscimento non implica una valutazione complessiva delle vicende politiche e militari della guerra civile spagnola. Il processo canonico riguarda invece la circostanza specifica della morte e il suo rapporto con la fede cristiana e con il ministero sacerdotale.

Curiosità
- Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas erano entrambi originari di Pego e morirono nello stesso luogo e nello stesso giorno.
- Ferdinando era il più giovane dei due: al momento della morte aveva 31 anni.
- Giuseppe aveva esercitato il ministero in diverse comunità prima di tornare nella propria città natale come cappellano dell'Ecce Homo.
- Ferdinando è ricordato a Sagra anche attraverso una reliquia conservata nella chiesa parrocchiale di San Sebastiano.
- La loro memoria liturgica è celebrata insieme il 18 settembre, secondo il Martirologio Romano.

Cronologia
- 31 marzo 1905 - Nasce a Pego Ferdinando García Sendra.
- 11 giugno 1896 - Nasce a Pego Giuseppe García Mas.
- 1923 - Giuseppe García Mas viene ordinato sacerdote.
- 1931 - Ferdinando García Sendra viene ordinato sacerdote.
- 4 settembre 1936 - Ferdinando e Giuseppe vengono arrestati a Pego.
- settembre 1936 - I due sacerdoti vengono trasferiti e detenuti nell'area di Gandía.
- 18 settembre 1936 - Ferdinando García Sendra e Giuseppe García Mas vengono uccisi a La Pedrera de Gandía.
- 18 dicembre 2000 - Viene promulgato il decreto sul martirio.
- 11 marzo 2001 - Giovanni Paolo II li proclama beati a Roma.
- 18 settembre - Memoria liturgica dei due beati.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-08

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