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Beato Giuseppe Maria Segura Penades Sacerdote e martire

Festa: 11 settembre

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Ontinyent, Valencia, Spagna, 13 ottobre 1896 - Genovés, 11 settembre 1936

Nacque a Ontinyent, nella provincia di Valencia, il 13 ottobre 1896. Fin dall'infanzia manifestò l'inclinazione al sacerdozio e compì la formazione nel Collegio delle Vocazioni Ecclesiastiche di San Giuseppe e nel Seminario di Valencia. Ordinato sacerdote nel 1921, fu destinato come coadiutore ad Adzaneta de Albaida, dove rimase quasi otto anni distinguendosi per l'attività pastorale rivolta soprattutto ai giovani e al mondo del lavoro. Vi fondò la Congregazione di san Luigi Gonzaga e soprattutto il Patronato Operaio del Sacro Cuore, destinando anche parte dei propri beni alla sua realizzazione e sostenendo attività educative e ricreative. Nel 1929 tornò a Ontinyent come coadiutore della parrocchia arcipretale di Santa Maria e responsabile della chiesa filiale di San Michele. Si dedicò ai poveri, all'educazione e alla Gioventù Cattolica, dirigendo anche le Scuole dell'Ave Maria. Dopo l'inizio della guerra civile spagnola continuò a vivere pubblicamente la propria condizione sacerdotale. All'inizio di settembre 1936 fu arrestato mentre si dirigeva verso Xàtiva. Condotto nella zona di Genovés, fu ucciso l'11 settembre. La Chiesa riconobbe il suo martirio e quello degli altri componenti del gruppo nella causa dei 233 martiri valenciani. Giovanni Paolo II lo beatificò a Roma l'11 marzo 2001.

Etimologia: Dall'ebraico Yosef e significa 'Dio aggiunga' o 'Dio accresca'.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Genovés nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beato Giuseppe Maria Segura Penadés, sacerdote e martire, che nella stessa persecuzione versò il sangue pr Cristo.


José María Segura Penadés nacque a Ontinyent il 13 ottobre 1896. Secondo le testimonianze raccolte nel corso della causa, fu battezzato il giorno successivo nella parrocchia di Santa Maria. I suoi genitori erano Vicente Segura Reig e Concepción Penadés Fenoll, entrambi originari della stessa comunità e appartenenti a una famiglia economicamente agiata. Il padre esercitava la professione di avvocato.
Le testimonianze relative alla sua infanzia ricordano in particolare la precoce inclinazione verso il sacerdozio. Non si trattò quindi di una vocazione maturata soltanto negli anni della formazione ecclesiastica: il desiderio di diventare sacerdote era già presente nella sua giovinezza.
Per questo motivo entrò nel Collegio delle Vocazioni Ecclesiastiche di San Giuseppe a Valencia, dove compì gli studi umanistici. Successivamente proseguì la formazione nel Seminario Conciliar, dedicandosi agli studi filosofici e teologici.

L'ordinazione sacerdotale e Adzaneta de Albaida
Il 12 giugno 1921 ricevette l'ordinazione sacerdotale nella cattedrale di Valencia. Il suo nome compare nel bollettino ufficiale della diocesi tra i sacerdoti ordinati in quella circostanza.
Il primo incarico pastorale fu quello di coadiutore nella parrocchia di Adzaneta de Albaida, località della provincia di Valencia. Vi rimase dal luglio 1921 al marzo 1929, svolgendo un'intensa attività pastorale.
Particolare attenzione dedicò ai giovani. A questo scopo fondò la Congregazione di san Luigi Gonzaga, offrendo ai ragazzi un ambiente nel quale unire formazione cristiana, vita comunitaria e attività religiosa. Una tradizione locale ricorda anche i cosiddetti rosari dei Luises, che la domenica percorrevano le vie del paese.
La sua iniziativa più significativa fu tuttavia il Patronato Operaio del Sacro Cuore. L'opera comprendeva attività educative rivolte ai giovani e lezioni serali, con una particolare attenzione alla formazione umana e cristiana. Le testimonianze concordano nel sottolineare che Segura Penadés investì nell'iniziativa anche parte dei propri beni patrimoniali.
Il Patronato non si limitava all'insegnamento religioso. Vi si svolgevano attività ricreative e rappresentazioni teatrali, creando uno spazio di aggregazione per bambini e giovani. In questa esperienza si coglie uno degli aspetti più caratteristici del suo ministero: la convinzione che l'evangelizzazione dovesse accompagnarsi alla formazione integrale della persona.

Il ritorno a Ontinyent
Nel 1929 Segura Penadés fu trasferito nella città natale, dove divenne coadiutore della parrocchia arcipretale di Santa Maria e fu incaricato anche della chiesa filiale di San Michele.
La sua attività si sviluppò in diversi ambiti. Continuò a occuparsi dei giovani, collaborò alle iniziative del Centro Parrocchiale di Santa Maria e fu direttore delle Scuole dell'Ave Maria. Ebbe inoltre un ruolo importante nella Gioventù Maschile Cattolica di Ontinyent.
Le testimonianze successive alla sua morte lo descrivono come un sacerdote semplice, sobrio, affabile e particolarmente attento alle persone in difficoltà. La sua condizione economica familiare avrebbe potuto garantirgli una vita agiata, ma le fonti relative alla sua causa insistono invece sulla scelta di utilizzare una parte considerevole delle proprie disponibilità per opere caritative e pastorali.
Questo tratto della sua figura è importante per comprendere la continuità tra il ministero di Adzaneta e quello di Ontinyent. L'attività educativa, l'attenzione ai giovani e la carità verso i poveri non furono iniziative isolate, ma elementi ricorrenti della sua vita sacerdotale.

La guerra civile e la persecuzione religiosa
Nel luglio 1936 lo scoppio della guerra civile trasformò profondamente la situazione della Spagna. Nelle zone rimaste sotto il controllo repubblicano si sviluppò una violenta persecuzione contro numerosi esponenti del clero e contro altre persone legate alla Chiesa cattolica.
La documentazione relativa alla causa presenta Segura Penadés come un sacerdote che non aveva svolto attività politica e che non cercò di nascondere la propria identità sacerdotale. Rimase a Ontinyent anche dopo l'inizio della persecuzione, continuando per quanto possibile la propria vita religiosa e pastorale.
Secondo una testimonianza raccolta nel procedimento, egli era consapevole della gravità della situazione. Invitava a rafforzare la vita interiore e la preghiera per rimanere saldi davanti agli avvenimenti. La testimonianza interpreta questo atteggiamento come disponibilità ad accettare anche l'eventualità del martirio. Si tratta di una testimonianza raccolta nel contesto della causa e va pertanto distinta dalla documentazione diretta sugli ultimi giorni della sua vita.
Un episodio riferito dalle fonti agiografiche locali è particolarmente significativo per comprendere il rapporto che aveva instaurato con i giovani. Nel giorno di san Giovanni del 1936, i giovani dell'Azione Cattolica a lui affidati avrebbero offerto al parroco una torta con una frase che esprimeva la loro intenzione di seguire il proprio sacerdote fino alla croce. L'episodio è tramandato nelle testimonianze successive e non dispone dello stesso grado di certezza documentaria degli atti ecclesiastici relativi alla sua ordinazione, al martirio e alla beatificazione.

L'arresto
Segura Penadés rimase nella propria abitazione fino ai primi giorni di settembre. In quel periodo la situazione a Ontinyent e nei centri circostanti era diventata sempre più pericolosa per i sacerdoti.
Le fonti relative alla causa riferiscono che egli si mise in viaggio verso Xàtiva. Durante il percorso fu fermato da miliziani e arrestato. Una ricostruzione più dettagliata riferisce che era insieme a un altro sacerdote che disponeva di un salvacondotto per Valencia e che i due furono fermati a Xàtiva, presso il convento di San Francesco.
La documentazione vaticana identifica ufficialmente Segura Penadés come coadiutore di Ontinyent e colloca la sua morte a Genovés l'11 settembre 1936.

Il martirio a Genovés
L'11 settembre 1936 Giuseppe Maria Segura Penadés fu condotto nella zona di Genovés, a sud di Xàtiva, e venne ucciso. Aveva 39 anni e avrebbe compiuto quarant'anni poco più di un mese dopo.
Le ricostruzioni disponibili collocano l'uccisione lungo il percorso verso il porto di Benigánim, nel territorio di Genovés. Una fonte che ha studiato la vicenda attraverso la documentazione della Causa General riferisce che il sacerdote fu ucciso con colpi d'arma da fuoco.
Il Martyrologium Romanum sintetizza l'evento in termini essenziali: nel villaggio di Genovés, nel territorio di Valencia, ricorda il beato Giuseppe Maria Segura Penadés come sacerdote e martire, che durante la persecuzione versò il sangue per Cristo.
La causa ecclesiastica non considera dunque la sua morte semplicemente come una delle numerose vittime della guerra civile, ma come un martirio subito in odio alla fede. È su questa base che il suo nome è stato inserito nella causa dei martiri valenciani.

I 233 martiri valenciani
Segura Penadés appartiene al gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna beatificati da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001.
Il gruppo comprendeva persone con differenti stati di vita e differenti incarichi ecclesiali. La maggioranza apparteneva al clero diocesano e agli istituti religiosi, ma erano presenti anche laici. Segura Penadés figura tra i sacerdoti diocesani dell'arcidiocesi di Valencia.
Il decreto sul martirio fu promulgato il 18 dicembre 2000. Pochi mesi dopo, l'11 marzo 2001, Giovanni Paolo II procedette alla beatificazione a Roma. Nella documentazione ufficiale della cerimonia Segura Penadés è indicato come coadiutore di Ontinyent, nato a Ontinyent il 13 ottobre 1896 e morto a Genovés l'11 settembre 1936.
Il suo caso è quindi inserito nel più ampio riconoscimento ecclesiale del martirio dei sacerdoti, religiosi e laici uccisi durante la persecuzione religiosa legata alla guerra civile spagnola.

Le reliquie e la memoria ad Adzaneta
La memoria di Segura Penadés rimase particolarmente viva ad Adzaneta de Albaida, dove aveva esercitato il suo primo ministero sacerdotale.
I suoi resti mortali furono trasferiti il 23 settembre 1976 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista di Adzaneta de Albaida e collocati nella cappella della Comunione. Una lapide ricordava il trasferimento e la sepoltura del sacerdote. Dopo la beatificazione, la devozione locale fu ulteriormente rafforzata e nel 2007 fu collocata presso l'altare delle reliquie una raffigurazione del beato mentre svolgeva la sua attività evangelizzatrice tra bambini e ragazzi.
La presenza delle reliquie nella comunità nella quale aveva iniziato il ministero crea un legame concreto tra la sua esperienza sacerdotale e la memoria successiva del martire.

Un sacerdote impegnato nell'educazione
L'elemento più originale della figura di Segura Penadés non sembra essere legato a scritti teologici o a incarichi ecclesiastici di particolare rilievo. La sua importanza emerge soprattutto dalla concreta attività pastorale.
Ad Adzaneta de Albaida comprese l'importanza della formazione dei giovani e del sostegno alle classi lavoratrici. Il Patronato Operaio del Sacro Cuore costituì il principale strumento di questa azione. A Ontinyent proseguì sulla stessa linea attraverso il Centro Parrocchiale, le Scuole dell'Ave Maria e l'attività con la Gioventù Cattolica.
La sua figura rappresenta quindi un modello di sacerdote diocesano impegnato nella pastorale ordinaria e nell'educazione, lontano da ruoli di primo piano ma profondamente inserito nella vita delle comunità affidategli.
La vicenda personale assume un significato particolare proprio per il contrasto tra la normalità del suo ministero e la violenza degli ultimi mesi. Un sacerdote impegnato nell'educazione, nella carità e nell'assistenza ai giovani divenne infatti una delle vittime della persecuzione religiosa del 1936.

Il Patronato Operaio del Sacro Cuore
Il Patronato fondato da Segura Penadés ad Adzaneta de Albaida rappresenta l'opera più caratteristica della sua attività pastorale. Le fonti ricordano lezioni serali per giovani di entrambi i sessi, attività di formazione umana e cristiana e momenti ricreativi.
L'iniziativa mostra una concezione della pastorale giovanile che non si limitava alle pratiche religiose, ma comprendeva educazione, istruzione e aggregazione sociale. La scelta di destinare alla realizzazione dell'opera anche risorse personali costituisce uno degli aspetti più frequentemente ricordati nella sua memoria biografica.

Il rapporto con i giovani
La cura della gioventù attraversò entrambe le principali tappe del suo ministero. Ad Adzaneta de Albaida fondò la Congregazione di san Luigi Gonzaga e organizzò attività educative e ricreative; a Ontinyent seguì la Gioventù Maschile Cattolica e lavorò nelle strutture del Centro Parrocchiale.
Questa continuità permette di individuare nell'educazione cristiana dei giovani uno dei tratti più caratteristici della sua azione sacerdotale.

La condizione economica e la carità
Le testimonianze raccolte sulla sua vita sottolineano il contrasto tra le disponibilità economiche ereditate dalla famiglia e la sobrietà del suo stile di vita. Secondo tali testimonianze, utilizzò parte delle proprie risorse per opere pastorali, per il Patronato Operaio e per aiutare persone povere e bisognose.
Non si tratta di una spiritualità elaborata attraverso opere scritte, ma di una forma di vita sacerdotale testimoniata soprattutto dall'attività concreta.

Il martirio nella prospettiva della Chiesa
Il riconoscimento ecclesiale del martirio di Segura Penadés va distinto dalla semplice ricostruzione storica della sua morte. Gli atti della causa hanno valutato le circostanze della sua uccisione e il rapporto con la persecuzione religiosa, giungendo al riconoscimento ecclesiale del martirio.
Il Vaticano lo presenta infatti ufficialmente come sacerdote diocesano martire, insieme agli altri componenti della causa dei 233 martiri valenciani.

Curiosità
- Fu ordinato sacerdote il 12 giugno 1921 insieme ad altri sacerdoti della diocesi di Valencia; il suo nome compare nel bollettino ufficiale diocesano relativo alle ordinazioni.
- Rimase ad Adzaneta de Albaida dal 1921 al marzo 1929, quasi otto anni, prima di tornare a Ontinyent.
- Il Patronato Operaio del Sacro Cuore prevedeva anche attività teatrali e ricreative, oltre all'insegnamento serale.
- I suoi resti furono trasferiti ad Adzaneta de Albaida nel 1976, quarant'anni dopo il martirio.
- Una campana della parrocchia di San Giovanni Battista di Adzaneta de Albaida, realizzata nel 1972, porta il nome di José Maria Segura Penades, testimonianza della memoria locale mantenuta prima ancora della beatificazione.
- Fu beatificato insieme ad altri 232 martiri da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001; il decreto sul martirio era stato promulgato il 18 dicembre 2000.
- La sua memoria liturgica è fissata all'11 settembre, anniversario della morte.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il Beato Giuseppe María Segura Penadés nacque il 13 ottobre 1896 a Onteniente (Valencia).
Sentita la vocazione al sacerdozio, ha studiato presso il colleggio delle Vocazioni del seminario di Valencia.
Il Beato Giuseppe María Segura Penadés è stato ordinato sacerdote il 12 giugno 1921. Ha svolto il suo ministero sacerdotale come coadiutore di Adzaneta de Albaida. Qui ha saputo svolgere un grande lavoro attraverso il Patronato Obrero, che ha fondato con il suo patrimonio economico.
Successivamente è stato nominato coadiutore a Santa María de Onteniente, suo paese natale, dove si è contraddistinto per la sua particolare attenzione al mondo giovanile.
Con lo scoppio della rivoluzione è stato arrestato e il giorno 11 settembre 1936 è stato fucilato a Genovés, colpevole solo di essere sacerdote.
Giuseppe María Segura Penadés è stato beatificato nel gruppo dei 233 martiri a Valencia da San Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001. La sua festa è stata fissata all’11 settembre, giorno del suo martirio.
 


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-09-03

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