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Beato Salvatore Estrugo Solves Sacerdote e martire

Festa: 21 agosto

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Alzíra, Valencia, Spagna, 12 ottobre 1862 - Alberico, 21 agosto 1936

Nacque il 12 ottobre 1862 ad Alzira, in provincia di Valencia, in una famiglia di agricoltori cattolici. Fin da giovane avvertì la vocazione sacerdotale e studiò nel Seminario di Valencia, dove fu ordinato sacerdote nel 1888. Svolse il ministero in diverse comunità dell’arcidiocesi, tra cui Tous, Guadassuar e Siete Aguas, fino a stabilirsi ad Alberic, dove nel 1931 fu nominato cappellano dell’ospedale. Allo scoppio della persecuzione religiosa del 1936 rimase in città, continuando ad assistere i fedeli. Arrestato il 10 agosto, festa di san Lorenzo, patrono di Alberic, fu ucciso quella stessa notte nella prigione locale per la sua condizione sacerdotale. Il suo martirio fu riconosciuto dalla Chiesa e fu beatificato da san Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001, insieme ad altri 232 martiri della persecuzione religiosa in Spagna.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Alberic nel territorio di Valencia in Spagna, beato Salvatore Estrugo Solves, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione, sopportò per amore di Cristo ogni avversità fino ad ottenere la palma della vittoria.


Salvatore Estrugo Solves nacque il 12 ottobre 1862 a Bellreguard, nella provincia di Valencia. Le fonti lo ricordano come appartenente a una famiglia di agricoltori nella quale ricevette una formazione cristiana. Fin dall'infanzia maturò la vocazione al sacerdozio e intraprese gli studi ecclesiastici nel Seminario di Valencia.
Il percorso seminaristico si concluse con l'ordinazione sacerdotale nel 1888. Da quel momento iniziò un lungo ministero pastorale che lo portò in numerose comunità dell'arcidiocesi valenciana. Non fu una carriera concentrata in un'unica parrocchia: la sua vita sacerdotale si svolse attraverso diversi incarichi, in località nelle quali fu chiamato a esercitare responsabilità differenti.

Un lungo ministero nella diocesi di Valencia
Le fonti della Real Academia de la Historia ricostruiscono con una certa precisione le tappe del suo ministero. Nel 1893 fu coadiutore a Cocentaina; l'anno seguente divenne economo di Tous. Nel 1903 fu nominato parroco reggente di Lucente e nel 1910 reggente di Alfara de Torres-Torres. Nel 1911 passò come coadiutore a Guadassuar.
Nel 1917 fu economo di Dos Aguas e nel 1921 coadiutore a Benigànim. Nel 1923 venne destinato come ausiliare alla parrocchia di Pinedo, a Valencia, mentre nel 1926 assunse l'incarico di reggente a Siete Aguas. Questi numerosi trasferimenti testimoniano un ministero esercitato in diverse realtà della diocesi e caratterizzato dalla disponibilità ad assumere gli incarichi affidatigli.
Nel 1931 raggiunse infine Alberic, dove fu nominato cappellano dell'ospedale. Qui si dedicò all'assistenza spirituale dei malati, accompagnandoli nel corso della malattia e amministrando loro i sacramenti. Le fonti ricordano in particolare il suo impegno accanto agli infermi.

Il sacerdote di Alberic durante la persecuzione
La situazione cambiò radicalmente nell'estate del 1936. Dopo l'inizio della guerra civile spagnola, la persecuzione religiosa colpì numerosi sacerdoti, religiosi e laici cattolici nelle zone rimaste sotto il controllo repubblicano. Anche nella regione valenciana molti sacerdoti furono costretti a nascondersi o furono arrestati e uccisi. La documentazione relativa alla beatificazione colloca Estrugo all'interno di questo più ampio fenomeno persecutorio.
Ad Alberic, Estrugo rimase in mezzo alla popolazione. Secondo le testimonianze riportate dalla storiografia agiografica, gli fu consigliato di allontanarsi, ma non volle abbandonare i suoi fedeli. Continuò quindi, per quanto possibile, a svolgere il proprio ministero in forma discreta. La sua permanenza in città assunse così un significato particolare: il sacerdote anziano scelse di condividere la sorte della comunità alla quale era stato affidato.
La sua decisione va collocata nel contesto concreto della persecuzione religiosa del 1936. Non si trattava di una situazione nella quale il ministero pubblico potesse essere esercitato normalmente: per i sacerdoti, la stessa identità sacerdotale poteva costituire motivo sufficiente per la persecuzione. Il successivo riconoscimento ecclesiale del martirio di Estrugo si fonda proprio sulla sua morte nel contesto di tale persecuzione.

L'arresto e la morte
Il 10 agosto 1936, festa di san Lorenzo, patrono di Alberic, Estrugo fu arrestato nella propria abitazione. Fu condotto nella prigione del paese. Secondo la testimonianza riportata dalla Real Academia de la Historia, quella stessa notte venne ucciso all'interno della prigione. La fonte riferisce inoltre che morì invocando Cristo Re.
Aveva settantatré anni ed era sacerdote da quasi mezzo secolo. La sua morte concludeva una vita interamente trascorsa nel ministero pastorale e nell'assistenza alle comunità affidategli.
È importante distinguere la data della morte dalla memoria liturgica. Le fonti storiche e il documento ufficiale della beatificazione indicano il 10 agosto 1936 come data della morte; il 21 agosto è invece il giorno nel quale la Chiesa celebra liturgicamente la sua memoria.

Il riconoscimento del martirio
Salvatore Estrugo fu inserito nella causa di José Aparicio Sanz e dei suoi compagni, comprendente numerosi sacerdoti, religiosi e laici uccisi durante la persecuzione religiosa in Spagna. Il riconoscimento del martirio fu concluso sotto il pontificato di Giovanni Paolo II.
Il 18 dicembre 2000 fu promulgato il decreto relativo al martirio dei Servi di Dio compresi nella causa. Pochi mesi dopo, l'11 marzo 2001, Giovanni Paolo II celebrò in piazza San Pietro la beatificazione di José Aparicio Sanz e di 232 compagni. Tra i nuovi beati figurava anche Salvador Estrugo Solves, indicato nel documento ufficiale come cappellano dell'ospedale di Alberic.
La beatificazione fu particolarmente significativa per la Chiesa valenciana. Il gruppo comprendeva sacerdoti diocesani, religiosi, religiose e laici appartenenti a diverse realtà ecclesiali. Nel caso di Estrugo, il riconoscimento ecclesiale riguarda dunque non un fondatore o uno scrittore di particolare notorietà, ma un sacerdote impegnato per decenni nel ministero ordinario e morto nel contesto della persecuzione religiosa.

Le reliquie
Le fonti successive alla beatificazione indicano che le reliquie di Salvador Estrugo Solves sono conservate nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo ad Alberic. Il volume dedicato ai beati di Giovanni Paolo II specifica la sepoltura nella chiesa di San Lorenzo, in piazza della Constitución.
La memoria del sacerdote è rimasta legata anche a Bellreguard, sua città natale. Nel 2016 una reliquia del beato fu destinata alla chiesa locale in occasione della consacrazione dell'altare, a testimonianza del legame con il paese d'origine.

Una figura di sacerdote diocesano
La vicenda di Estrugo Solves non è caratterizzata da una produzione letteraria o teologica particolarmente ampia, né da fondazioni religiose o da iniziative che abbiano avuto una vasta influenza oltre i confini della diocesi. Il tratto distintivo della sua figura emerge piuttosto dalla continuità del ministero sacerdotale.
Per quasi cinquant'anni fu sacerdote in diverse comunità valenciane e, negli ultimi anni, cappellano di un ospedale. La sua vicenda mostra quindi una forma di santità legata alla fedeltà quotidiana al ministero: la predicazione, l'assistenza pastorale, la cura delle comunità e soprattutto la vicinanza ai malati costituiscono lo sfondo nel quale si colloca il martirio.
La sua morte non può essere separata da questa lunga esperienza pastorale. Il riconoscimento ecclesiale del martirio non riguarda soltanto l'atto finale della sua vita, ma la testimonianza di fedeltà alla vocazione sacerdotale che egli continuò a vivere anche quando le condizioni rendevano pericolosa la permanenza ad Alberic.

Culto e memoria liturgica
Il Martirologio Romano commemora il beato Salvatore Estrugo Solves il 21 agosto e lo presenta come sacerdote e martire ad Alberic, ricordando che durante la persecuzione sopportò per amore di Cristo le avversità fino alla palma del martirio.
La sua memoria liturgica è quindi distinta dalla data storica della morte, avvenuta il 10 agosto 1936. La scelta del 21 agosto inserisce il beato nel calendario liturgico insieme agli altri martiri e santi commemorati in quel giorno.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-11

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