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Beato Felice Yuste Cava Sacerdote e martire

Festa: 14 agosto

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Chulilla, Valencia, Spagna, 21 febbraio 1887 - El Saler, Valencia, Spagna, 14 agosto 1936

Appartiene al vasto gruppo dei martiri della persecuzione religiosa scoppiata in Spagna durante la Guerra Civile. Sacerdote della diocesi di Valencia, fu ricordato dai contemporanei come uno dei parroci più stimati del clero valenciano per la sua preparazione culturale, il suo zelo pastorale e l'impegno nell'educazione cristiana dei giovani. Dopo brillanti studi compiuti presso il Collegio Spagnolo di Roma e la Pontificia Università Gregoriana, mise le proprie competenze al servizio della diocesi sia nell'insegnamento sia nella cura delle anime. Quando, nell'estate del 1936, la violenza anticlericale investì la regione valenciana, fu costretto a nascondersi insieme ai fratelli sacerdoti. Arrestato dai miliziani, affrontò serenamente la morte e venne fucilato a El Saler il 14 agosto 1936. La Chiesa lo riconobbe martire in odio alla fede e San Giovanni Paolo II lo beatificò nel 2001 insieme ad altri 232 martiri valenciani.

Etimologia: Dal latino Felix, ossia fortunato, fecondo, felice.

Emblema: Abito sacerdotale, palma del martirio, croce.

Martirologio Romano: In località El Saler vicino a Valencia sempre in Spagna, beato Felice Yuste Cava, sacerdote e martire, che per la sua coraggiosa fedeltà ricevette dal Signore il premio della vita eterna.


Felice Yuste Cava nacque il 21 febbraio 1887 a Chulilla, piccolo centro dell'entroterra della provincia di Valencia, in una famiglia profondamente cristiana. Fin dall'infanzia manifestò una viva inclinazione religiosa e una particolare sensibilità verso la vocazione sacerdotale.
Entrò dapprima nel Collegio di San José di Valencia e successivamente nel Seminario conciliare della città. Le sue qualità intellettuali e morali attirarono l'attenzione dell'arcivescovo, che lo inviò a perfezionare gli studi ecclesiastici presso il Collegio Spagnolo di Roma. Frequentò la Pontificia Università Gregoriana, conseguendo i dottorati in filosofia, teologia e diritto canonico, un percorso accademico allora riservato ai sacerdoti più promettenti della diocesi.

Il ministero sacerdotale
Ordinato sacerdote nel dicembre 1910, rientrò nella diocesi di Valencia, dove svolse inizialmente il ministero come vicario in varie parrocchie e insegnò nel seminario diocesano.
Nel 1919 fu nominato parroco della chiesa di Santa María del Mar di Valencia. Undici anni più tardi ottenne la guida della prestigiosa parrocchia dei Santi Giovanni e Vincenzo nella capitale valenciana.
I contemporanei lo descrissero come un sacerdote colto, equilibrato e profondamente dedito al ministero pastorale. Promosse con convinzione l'Azione Cattolica, riuscendo a organizzare nella sua parrocchia tutti i suoi principali rami associativi. Diede inoltre grande impulso all'educazione dei ragazzi, fondando scuole parrocchiali affinché anche le famiglie più modeste potessero offrire ai figli una solida formazione cristiana. Per queste qualità era considerato tra i migliori parroci del clero valenciano.

La persecuzione religiosa del 1936
Nel luglio del 1936, allo scoppio della Guerra Civile Spagnola, la diocesi di Valencia fu investita da una violenta persecuzione anticlericale. Numerosi sacerdoti, religiosi e laici furono arrestati o uccisi esclusivamente a motivo della loro appartenenza alla Chiesa.
Anche don Felice dovette abbandonare la propria parrocchia e rifugiarsi nell'abitazione di un fratello. Con lui trovò rifugio anche un altro fratello sacerdote. Nonostante il pericolo continuarono, con estrema discrezione, a celebrare la Messa e a vivere la loro vocazione sacerdotale.
Secondo le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione, l'abitazione subì diverse perquisizioni. In una di esse le ostie consacrate, che i sacerdoti custodivano con grande venerazione, non furono rinvenute dai miliziani, episodio tramandato dalla memoria locale come segno della Provvidenza. Questo particolare appartiene tuttavia alla tradizione delle testimonianze processuali e non costituisce un fatto storicamente documentabile con assoluta certezza.

Il martirio
Nella notte tra il 13 e il 14 agosto 1936 i miliziani individuarono i due sacerdoti durante una nuova perquisizione dell'edificio. Furono arrestati e condotti a El Saler, nei pressi di Valencia.
La mattina del 14 agosto vennero fucilati senza processo esclusivamente per la loro condizione sacerdotale e per la fedeltà alla fede cattolica. Il Martirologio Romano ricorda il Beato Felice Yuste Cava come sacerdote che ricevette il premio della vita eterna per la sua incrollabile fedeltà a Cristo.

Beatificazione e culto
La causa dei martiri della diocesi di Valencia portò al riconoscimento ufficiale del loro martirio.
L'11 marzo 2001 San Giovanni Paolo II beatificò don Felice insieme ad altri 232 martiri della persecuzione religiosa spagnola del 1936-1939. La memoria liturgica è celebrata il 14 agosto, anniversario della sua morte. Il suo culto rimane particolarmente vivo nella diocesi di Valencia e nella natia Chulilla, dove continua il ricordo anche del fratello sacerdote Francesco, anch'egli ucciso nel 1936 e attualmente oggetto di una distinta causa di beatificazione.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il Beato Felice (Felix) Yuste Cava nacque il 21 febbraio 1887 a Chulilla, provincia di Valencia in Spagna.
Fin da giovane ha dimostrato un grande attaccamento alla religione cattolica. Dopo aver deciso di farsi sacerdote è entrato nel Seminario di Valencia.
Divenuto sacerdote diocesano, subito dopo l’ordinazione ha completato i suoi studi presso il Collegio Spagnolo di Roma, conseguendo un dottorato in Filosofia, Teologia e Diritto Canonico presso l'Università Gregoriana.
Rientrato a Valencia è stato nominato coadiutore in diverse parrocchie e insegnante del seminario.
Il Beato Felice Yuste Cava nel 1919 fu nominato parroco di Santa María del Mar, di Valencia, dove rimase per oltre un decennio, mentre nel 1930 divenne parroco nella parrocchia di San Juan e San Vicente nella capitale Valenciana.
Quale sacerdote pio e devoto, ha promosso con grande zelo l'Azione Cattolica, di cui era un attivo sostenitore, organizzandone tutti e quattro i rami nella sua parrocchia.  Inoltre, ha fondato alcune scuole parrocchiali per garantire l'educazione cristiana ai bambini.
Il Beato Felice Yuste Cava era ritenuto uno dei migliori parroci del clero Valenciano.
Con l’arrivo della rivoluzione nel luglio 1936, fu costretto a lasciare la parrocchia e dovette rifugiarsi con l’altro suo fratello sacerdote a casa di suo fratello.
Il 13 agosto 1936, di notte, mentre perquisivano la casa, i miliziani trovarono il sacerdote, e nel mattino del 14 agosto, portato a El Saler, venne fucilato.
Don Felice è stato beatificato l'11 marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II nella cerimonia congiunta per i 233 martiri della persecuzione religiosa a Valencia negli anni 1936-1939.
La festa per il il Beato Felice Yuste Cava è stata fissata nel giorno 14 agosto.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-08-06

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