Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera V > Beato Vincenzo Rubiols Castellò Condividi su Facebook

Beato Vincenzo Rubiols Castellò Sacerdote e martire

Festa: 14 agosto

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

Gandía, Valencia, Spagna, 13 marzo 1874 - Picassent, Valencia, Spagna, 14 agosto 1936

Nacque a Gandía, in provincia di Valencia, il 13 marzo 1874. Entrato nel seminario della sua città, fu ordinato sacerdote nel 1894. Per oltre quarant'anni svolse il ministero di parroco a La Pobla Llarga, distinguendosi per la generosa carità verso i poveri e la premurosa assistenza agli ammalati. Allo scoppio della guerra civile spagnola dovette allontanarsi temporaneamente dalla parrocchia, ma vi fece presto ritorno per non abbandonare i suoi fedeli. Arrestato dai miliziani anticattolici, tra i quali vi erano anche alcuni da lui battezzati, fu fucilato il 14 agosto 1936 nei pressi di Picassent. Il suo corpo, lasciato sul ciglio della strada, fu recuperato tre giorni dopo e sepolto con dignità. San Giovanni Paolo II lo beatificò l'11 marzo 2001 insieme ai 233 martiri della persecuzione religiosa nella diocesi di Valencia.

Etimologia: Dal latino Vincentius, participio di vincere, cioè 'colui che vince'.

Emblema: Abito sacerdotale, palma del martirio, croce.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Picassent nel territorio di Valencia in Spagna, beato Vincenzo Rubiols Castellò, sacerdote e martire, che durante la persecuzione testimoniò con il martirio la sua fede in Cristo.


Vicente Gregorio Rubiols Castelló nacque a Gandía, nella provincia di Valencia, il 13 marzo 1874, in una famiglia profondamente cristiana. Fin dalla giovinezza manifestò inclinazione per il sacerdozio e fu ammesso al Seminario di Valencia, dove ricevette una solida formazione teologica e spirituale.
Fu ordinato sacerdote nel 1894, in un periodo nel quale la Chiesa spagnola era impegnata ad affrontare profonde trasformazioni sociali e culturali.

Un parroco interamente dedicato al suo popolo
Dopo alcuni primi incarichi pastorali, l'11 febbraio 1898 venne nominato parroco di La Pobla Llarga, comunità nella quale rimase fino alla morte.
Per quasi quarant'anni esercitò il ministero con continuità e straordinaria dedizione. Le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione lo descrivono come un sacerdote mite, disponibile e profondamente vicino ai suoi fedeli. Visitava con frequenza gli ammalati, soccorreva i poveri con elemosine personali e non cercava mai incarichi più prestigiosi.
Era particolarmente legato alla celebrazione della liturgia e alla catechesi, considerandole il centro della vita della parrocchia. Persino nei periodi di riposo si allontanava raramente dalla propria comunità, limitandosi normalmente a una breve visita annuale ai familiari nella natale Gandía.

La persecuzione religiosa del 1936
Con lo scoppio della guerra civile spagnola, nell'estate del 1936, numerosi sacerdoti della diocesi di Valencia furono costretti a nascondersi o ad abbandonare le rispettive parrocchie.
Anche don Vincenzo lasciò temporaneamente La Pobla Llarga per prudenza. Tuttavia il distacco dai suoi fedeli durò pochissimo. Ritenne infatti che il proprio posto fosse accanto alla comunità affidatagli e decise di ritornare, pur consapevole dei rischi cui andava incontro.
La sua scelta rappresenta uno degli aspetti più significativi della sua vicenda umana: non cercò il martirio, ma non volle sottrarsi ai doveri del ministero sacerdotale.

Arresto e martirio
Pochi giorni dopo il suo ritorno venne arrestato da miliziani anticattolici. Secondo le testimonianze, tra gli arrestanti vi erano anche persone che egli stesso aveva battezzato negli anni precedenti.
Condotto nei pressi di Picassent, fu fucilato il 14 agosto 1936 esclusivamente a motivo della sua identità sacerdotale e della sua fede cristiana. Il corpo rimase abbandonato sul ciglio della strada e soltanto dopo alcuni giorni fu recuperato e sepolto con dignità.
La Chiesa ha riconosciuto che la sua uccisione avvenne in odio alla fede, configurando così il martirio in senso cristiano.

Beatificazione e culto
Dopo un accurato esame storico e canonico delle circostanze della morte, Vincenzo Rubiols Castellò venne inserito nel gruppo dei 233 martiri della diocesi di Valencia.
San Giovanni Paolo II lo proclamò beato l'11 marzo 2001, indicando la sua testimonianza come esempio della fedeltà dei cristiani che, durante la persecuzione religiosa spagnola, preferirono perdere la vita piuttosto che rinnegare la propria fede.
La sua memoria liturgica ricorre il 14 agosto, anniversario del martirio, e il suo nome è iscritto nel Martirologio Romano.


Autore:
Giampietro Cattini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-08-06

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati