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Torrente, Valencia, 16 aprile 1866 - Montserrat, Valencia, 18 settembre 1936
I beati Ambrogio Maria da Torrente e i suoi quattro compagni appartengono alla prima generazione dei Terziari Cappuccini di Nostra Signora Addolorata, congregazione fondata dal cappuccino Luis Amigó per l'educazione e il recupero dei giovani in difficoltà. Originari di Torrente e formatisi nell'ambiente della Famiglia Amigoniana, esercitarono il ministero sacerdotale, l'educazione dei giovani, la catechesi e diversi servizi comunitari. Ambrogio Chuliá Ferrandis, già diacono, entrò nella congregazione e fu ordinato sacerdote nel 1892; Valentino Jaunzarás divenne sacerdote e si dedicò soprattutto all'educazione della gioventù; gli altri tre svolsero come fratelli religiosi attività educative, amministrative e assistenziali. Nell'estate del 1936, allo scoppio della persecuzione religiosa collegata alla guerra civile spagnola, le comunità religiose furono disperse. I cinque furono arrestati e rinchiusi nella prigione La Torre di Torrente. Nella notte tra il 17 e il 18 settembre furono condotti nella località La Mantellina, nel territorio di Montserrat, dove vennero fucilati insieme ad altri sacerdoti e religiosi. Il Martirologio Romano riconosce nel loro sacrificio un martirio per la testimonianza resa a Cristo. Beatificati da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 insieme a José Aparicio Sanz e ad altri 232 martiri della persecuzione religiosa in Spagna, sono oggi ricordati soprattutto come testimoni della fedeltà cristiana vissuta fino alla morte.
Etimologia: Dal greco ambrosios e significa immortale.
Emblema: Abito religioso, croce e palma del martirio.
Martirologio Romano: A Montserrat nella stessa regione in Spagna, beati martiri Ambrogio (Salvatore) Chuliá Ferrandis e Valentino (Vincenzo) Jaunzarás Gómez, sacerdoti, e Francesco (Giusto) Lerma Martínez, Riccardo (Giuseppe) López Mora e Modesto (Vincenzo) Gay Zarzo, religiosi del Terz’Ordine di San Francesco degli Incappucciati della beata Vergine Addolorata, che sempre nella medesima persecuzione ricevettero la corona del martirio per la testimonianza data a Cristo.
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La loro vicenda è legata alla nascita e allo sviluppo dei Terziari Cappuccini di Nostra Signora Addolorata, fondati dal cappuccino Luis Amigó. La congregazione aveva sviluppato un particolare apostolato rivolto ai ragazzi e ai giovani in situazione di disagio, con un metodo che univa educazione, formazione cristiana, disciplina e attenzione alla persona. Il documento ufficiale della beatificazione del 2001 ricorda che il carisma amigoniano era espresso nell'immagine evangelica del Buon Pastore, chiamato a cercare la pecora smarrita. Proprio questo riferimento aiuta a comprendere l'originalità dell'apostolato esercitato dai religiosi: non soltanto assistenza religiosa, ma anche educazione e reinserimento sociale dei giovani.
Ambrogio Maria da Torrente Salvatore Chuliá Ferrandis nacque a Torrente il 16 aprile 1866. Compì gli studi ecclesiastici nel Seminario conciliare di Valencia e, ricevuto il diaconato, entrò tra i Terziari Cappuccini. Fu ordinato sacerdote il 4 aprile 1892 e pronunciò i voti religiosi perpetui nel 1898. La sua personalità viene descritta dalle fonti amigoniane come mite, semplice e poco incline all'esercizio dell'autorità. La sua indole lo portava maggiormente all'obbedienza che al comando. Nel ministero svolse soprattutto il compito di consigliere, direttore spirituale e confessore dei religiosi e degli alunni. La spiritualità eucaristica, la preghiera e il servizio nel confessionale furono elementi caratteristici della sua attività. Il 21 agosto 1936 fu arrestato nella casa dei genitori e condotto alla prigione La Torre di Torrente. Qui rimase insieme ad altri nove Terziari Cappuccini. Secondo le testimonianze raccolte nelle biografie della congregazione, i prigionieri continuarono per quanto possibile la vita comunitaria e dalla strada si potevano udire i loro canti dedicati alla Vergine Addolorata e alle piaghe di san Francesco. All'alba del 18 settembre fu condotto alla località La Mantellina, detta anche Puchá d'Alt, nel territorio di Montserrat. Secondo la tradizione biografica amigoniana, prima dell'esecuzione incoraggiò i compagni e, nel momento conclusivo, alzò le mani per benedire e perdonare i suoi uccisori. Il dato centrale, documentato nel processo e recepito dalla Chiesa, è comunque la sua morte durante la persecuzione religiosa del 1936.
Valentino Maria da Torrente Vicente Jaunzarás Gómez nacque a Torrente il 6 marzo 1896. Entrò nella comunità amigoniana nel 1911, emise i voti perpetui nel 1919 e fu ordinato sacerdote nel 1920. La sua attività si svolse in diverse istituzioni della congregazione, dedicate in particolare all'educazione dei giovani. Fu educatore e pedagogo, con incarichi in varie case amigoniane in Spagna e anche nell'asilo di San Antonio a Santafé de Bogotá, in Colombia. Tornato in Spagna, operò in Navarra e quindi a Godella, dove ricoprì anche responsabilità di governo nella comunità. Le fonti lo descrivono come uomo di personalità energica e di carattere lieto, particolarmente adatto all'attività educativa. Con Ambrogio e gli altri compagni condivise gli ultimi giorni della vita nel contesto della persecuzione religiosa. Morì il 18 settembre 1936 a Montserrat, nella località La Mantellina.
Francesco Maria da Torrente Justo Lerma Martínez nacque a Torrente il 12 novembre 1886. Proveniva da una famiglia legata al Terz'Ordine francescano e fin dall'infanzia ebbe rapporti con i Terziari Cappuccini. Nel 1905 vestì l'abito religioso come fratello laico. Svolse attività educative nelle istituzioni amigoniane, tra cui quelle di Yuste e Madrid, dove manifestò particolari capacità pedagogiche. Le fonti della congregazione lo descrivono come lavoratore, semplice, metodico e uomo di preghiera. La sua vita religiosa fu caratterizzata dall'umiltà e dalla dedizione quotidiana al lavoro. Fu ucciso il 18 settembre 1936 insieme agli altri quattro compagni.
Recaredo Maria da Torrente José María López Mora nacque a Torrente il 22 agosto 1874. Entrò tra gli Amigoniani ancora giovane, nel 1889, come fratello religioso. Nel corso della vita prestò servizio in diverse opere educative della congregazione, rivolte soprattutto ai giovani in difficoltà. Negli ultimi anni si dedicò in modo particolare al catechismo, all'educazione dei bambini poveri, alle scuole serali e alle opere di carità, comprese le visite agli ammalati e ai detenuti. Le fonti ne sottolineano la semplicità, l'umiltà, la cordialità e il carattere profondamente francescano. Dopo la dispersione della comunità, trovò rifugio presso una nipote. Fu arrestato il 4 agosto 1936 e condotto nella prigione La Torre. Da lì fu trasferito con gli altri compagni al luogo dell'esecuzione.
Modesto Maria da Torrente Vicente Gay Zarzo nacque a Torrente il 19 gennaio 1885. Proveniva da una famiglia vicina al Terz'Ordine francescano e nel 1903 entrò tra i Terziari Cappuccini, assumendo il nome religioso di Modesto Maria da Torrente. Rimase fratello religioso per tutta la vita. All'inizio alternò l'attività educativa con il lavoro di muratore e si occupò della formazione dei giovani postulanti. Successivamente si dedicò all'insegnamento delle prime nozioni scolastiche ai bambini e all'amministrazione della comunità. Le fonti lo ricordano per l'obbedienza, la laboriosità, la semplicità e lo spirito di servizio. Quando la comunità fu dispersa, trovò rifugio presso la sorella Concha. Fu arrestato nei primi giorni di settembre e rinchiuso nella prigione La Torre. Il 18 settembre condivise con gli altri quattro amigoniani la sorte del martirio.
La persecuzione del 1936 La morte dei cinque si colloca nella più ampia persecuzione religiosa sviluppatasi nella zona repubblicana durante la guerra civile spagnola. Dopo l'inizio della guerra, nel luglio 1936, numerose comunità religiose furono disperse e molti sacerdoti e religiosi furono arrestati e uccisi. La documentazione ufficiale della Santa Sede relativa alla beatificazione del 2001 distingue il fenomeno della persecuzione religiosa dalle vicende militari della guerra civile e ricorda che i processi canonici cercarono di accertare, caso per caso, le circostanze delle morti e la presenza degli elementi propri del martirio. Per i 19 Terziari Cappuccini compresi nella causa, il decreto sul martirio fu emanato il 18 dicembre 2000. Nel caso dei cinque martiri di Torrente, il Martirologio Romano li presenta non come combattenti, ma come sacerdoti e religiosi che, durante la persecuzione, ricevettero la corona del martirio per la testimonianza resa a Cristo.
La Mantellina La notte tra il 17 e il 18 settembre 1936 un gruppo di otto sacerdoti e religiosi fu condotto nella partita La Mantellina, conosciuta anche come Puchá d'Alt, nel territorio di Montserrat, a sud-ovest di Valencia. Tra essi si trovavano Ambrogio, Valentino, Francesco, Recaredo e Modesto. Le fonti agiografiche riferiscono che le vittime furono condotte sul posto legate e che vennero uccise mediante fucilazione. I cinque appartenenti alla famiglia amigoniana furono successivamente sepolti con gli altri martiri. La memoria dell'evento è rimasta legata alla tradizione martiriale della congregazione e alla comunità di Torrente.
La beatificazione La causa dei Terziari Cappuccini fu inserita nella grande causa dei martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il decreto relativo alla causa dei Terziari Cappuccini di Nostra Signora Addolorata porta la data del 18 dicembre 2000. Nella documentazione ufficiale della Santa Sede Ambrogio Chuliá Ferrandis, Vicente Jaunzarás Gómez, Justo Lerma Martínez, José María López Mora e Vicente Gay Zarzo figurano rispettivamente ai numeri 169, 175, 178, 179 e 172 dell'elenco dei candidati della causa. L'11 marzo 2001, in piazza San Pietro, Giovanni Paolo II beatificò José Aparicio Sanz e 232 compagni martiri. I cinque amigoniani di Torrente erano compresi in quel gruppo. La celebrazione costituì una delle più grandi beatificazioni del pontificato di Giovanni Paolo II e raccolse martiri appartenenti a diverse diocesi, congregazioni e realtà ecclesiali della Spagna.
Culto e reliquie La memoria liturgica individuale dei cinque martiri è fissata al 18 settembre, giorno della loro morte e della commemorazione riportata dal Martirologio Romano. Le reliquie di Ambrogio e dei compagni sono venerate a Torrente, nella Cappella dei Martiri della parrocchia di Nostra Signora di Monte Sion. La memoria dei cinque è particolarmente legata alla città natale di Torrente e alla Famiglia Amigoniana.
Spiritualità ed eredità La caratteristica più evidente del gruppo è la complementarità delle loro vocazioni. Ambrogio e Valentino esercitarono il sacerdozio e il ministero della direzione spirituale e dell'educazione; Francesco, Recaredo e Modesto vissero invece la vocazione di fratelli religiosi, dedicandosi all'educazione, al catechismo, al lavoro quotidiano e ai servizi della comunità. Il loro profilo spirituale non coincide quindi soltanto con l'atto finale del martirio. La documentazione amigoniana presenta una lunga esistenza fatta di educazione dei giovani, accompagnamento spirituale, lavoro, preghiera, servizio e vita comunitaria. In questo senso il martirio rappresentò il momento conclusivo di una vocazione già orientata alla fedeltà e al servizio. Il riferimento al Buon Pastore, centrale nel carisma di Luis Amigó, permette di cogliere il legame tra la loro attività apostolica e il sacrificio finale. La beatificazione del 2001 ha inserito questi cinque religiosi nella memoria ecclesiale dei martiri spagnoli del XX secolo. La loro vicenda conserva inoltre un particolare interesse storico perché documenta il destino di una comunità religiosa impegnata nell'educazione dei giovani e travolta dalla persecuzione religiosa del 1936.
Curiosità - Tutti e cinque erano originari di Torrente, nell'area valenciana. - Due erano sacerdoti, Ambrogio Chuliá Ferrandis e Vicente Jaunzarás Gómez; gli altri tre erano fratelli religiosi. - Quattro dei cinque avevano assunto un nome religioso che richiamava Torrente: Ambrogio, Valentino, Francesco, Recaredo e Modesto Maria da Torrente. - Ambrogio aveva già compiuto gli studi seminaristici e ricevuto il diaconato prima di entrare tra i Terziari Cappuccini. - Valentino svolse parte del proprio apostolato educativo anche in Colombia, presso l'asilo di San Antonio a Santafé de Bogotá. - Modesto, pur avendo chiesto di essere ammesso al sacerdozio, rimase fratello religioso e svolse per molti anni attività educative, amministrative e manuali.
Cronologia - 16 aprile 1866 - Nasce a Torrente Salvatore Chuliá Ferrandis, futuro Ambrogio Maria da Torrente. - 1892 - Ambrogio viene ordinato sacerdote. - 1898 - Ambrogio emette i voti religiosi perpetui. - 1911 - Vicente Jaunzarás Gómez entra tra i Terziari Cappuccini. - 1920 - Jaunzarás viene ordinato sacerdote. - 1936 - Inizia la persecuzione religiosa durante la guerra civile spagnola. - 21 agosto 1936 - Ambrogio viene arrestato e condotto nella prigione La Torre di Torrente. - 18 settembre 1936 - Ambrogio, Valentino, Francesco, Recaredo e Modesto vengono uccisi a La Mantellina, nel territorio di Montserrat. - 18 dicembre 2000 - Viene promulgato il decreto sul martirio relativo alla causa dei Terziari Cappuccini. - 11 marzo 2001 - Giovanni Paolo II beatifica a Roma José Aparicio Sanz e 232 compagni martiri, tra i quali i cinque amigoniani. - 18 settembre - Memoria liturgica dei cinque martiri.
Autore: Giampietro Cattini
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