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† Sainte-Marie-au-Bois, Pont-à-Mousson, Lorena, Francia, 30 agosto 1155
Originario della Lotaringia e discepolo a Laon del maestro Radolfo,
Riccardo, commosso da una predica di s. Norberto sulla vanità delle cose
terrene, seguì il fondatore dell’Ordine Premostratense nel monastero di
Prémontré, non lungi da Laon. Ivi si distinse per la vita austera e
quindi dal b. Ugone, successore di Norberto nella direzione dell’Ordine,
fu inviato presso Pont-à-Mousson, nell’abbazia di Ste-Marie-aux-Bois di
cui fu il primo priore. Morì il 30 agosto 1155. Secondo la tradizione era dotato del dono delle profezie e della facoltà di fugare i demoni.
Etimologia: Dal germanico antico 'ric', potere, signoria, e 'hard', forte, valoroso: forte nel comando, potente nel reggere.
Emblema: Abito bianco premostratense con almuccio, pastorale priorale, libro aperto della Regola, rotolo di profezia, demonio in fuga ai piedi.
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Della famiglia e dell'anno di nascita di Riccardo non sappiamo nulla: era originario della Lotaringia, la terra di confine tra l'Impero e il regno di Francia, e nacque probabilmente nell'ultimo decennio del secolo XI. Certa è invece la piazza della sua formazione: Laon, la città alta la cui scuola cattedrale, fiorita sotto i maestri Anselmo e suo fratello Radolfo, fu uno dei più vivaci centri intellettuali d'Europa. Riccardo fu discepolo proprio di Radolfo, e il dettaglio, trasmesso dalle fonti dell'Ordine, lo colloca in quella generazione di chierici che tra la fine del secolo XI e il secondo decennio del XII affollavano le scuole per studiare le Scritture e la dialettica. Era un mondo di maestri e scolari, di glosse e dispute, ma anche un mondo attraversato da urgenze religiose nuove: la critica alla ricchezza del clero, la ricerca della vita apostolica, l'ideale della povertà evangelica.
L'incontro con Norberto e la scelta di Prémontré Fu in questo clima che giunse a Laon, intorno al 1118-1120, il predicatore itinerante Norberto di Xanten, accolto dal vescovo Bartolomeo. Norberto parlava della vanità delle cose terrene e della necessità della conversione con una forza che i cronisti descrivono irresistibile: tra i suoi ascoltatori vi furono scolari e maestri della scuola, fra essi Ugo di Fosses, destinato a diventare l'organizzatore dell'Ordine nuovo. Riccardo fu scosso da quella predicazione. Lasciò la scuola e seguì Norberto nella valle appartata di Prémontré, dove intorno al 1120-1121 prese forma il primo nucleo dei Canonici Regolari di Prémontré, sotto la Regola di sant'Agostino e l'abito bianco che ne sarebbe diventato l'emblema. Qui Riccardo compì la sua trasformazione da scolastico in canonico regolare: le fonti ne sottolineano la vita austera, la pazienza, l'umiltà, il distacco dal mondo. È il ritratto della prima generazione di Prémontré, fatta di convertiti delle scuole che trasferirono il rigore dello studio nel rigore della penitenza.
Il primo priore di Sainte-Marie-au-Bois L'Ordine giovane si espanse con rapidità straordinaria. Quando Norberto partì per Magdeburgo e poi morì, nel 1134, fu Ugo di Fosses a guidarne la crescita, moltiplicando priorati e abbazie in tutta Europa. Intorno al 1131 Ugo inviò Riccardo nella Lorena lotaringia, sulle alture boscose a una decina di chilometri dall'attuale Pont-à-Mousson: vi sorse, con il sostegno del duca Simone I di Lorena, la fondazione di Sainte-Marie-au-Bois, la più antica casa premostratense della regione, i cui inizi si collocano tra il 1130 e il 1139. Riccardo ne fu il primo priore. Il suo compito fu quello di ogni fondatore del suo secolo: dissodare, edificare la chiesa e gli edifici regolari, dare ritmo alla liturgia corale, contemperare lavoro e preghiera, inserire la comunità nuova nella rete delle signorie laiche ed ecclesiastiche circostanti. Le fonti monastiche lo riassumono con formule agiografiche - pietà, pazienza, umiltà, buone opere che riportarono molte anime a Dio - ma dietro quelle formule c'è il lavoro quotidiano di un superiore di frontiera: la chiesa di legno e pietra dedicata a Nostra Signora, il primo chiostro, lo scriptorium, l'ospitalità ai pellegrini e ai poveri.
Gli ultimi anni, la morte e il culto Riccardo resse la comunità di Sainte-Marie-au-Bois fino alla morte, avvenuta il 30 agosto 1155. Fu sepolto nella chiesa del priorato, e attorno alla sua tomba si sviluppò quella venerazione locale che l'Ordine custodì: il suo nome fu iscritto al giorno della morte nel martirologio premostratense, e la memoria liturgica del 30 agosto è rimasta nei secoli il suo vero monumento. La storia successiva della sua casa - eretta in abbazia, protagonista con Servais de Lairuelz della riforma lorenese del Seicento, infine trasferita nel grande complesso di Sainte-Marie-Majeure a Pont-à-Mousson - ha disperso le tracce materiali della tomba, non la memoria, che i repertori agiografici moderni hanno restituito alla conoscenza dei fedeli. La tradizione riferita dalle fonti dell'Ordine gli attribuisce il dono della profezia e la facoltà di fugare i demoni: corredo agiografico tipico dei fondatori, che lo dipinge uomo della parola e vincitore del male, e che consegna la chiave della sua iconografia.
Profezia ed esorcismo: una santità della parola I due carismi che la tradizione associa a Riccardo - la profezia e il potere sui demoni - appartengono al lessico classico dell'agiografia medievale, ma nel suo caso dicono qualcosa di storicamente plausibile: l'uomo formato alla scuola di Laon, convertito da una predicazione e divenuto a sua volta guida e maestro di una comunità, fu ricordato come un uomo della parola. La parola che legge il futuro di Dio e la parola che libera dal male sono il prolungamento spirituale del predicatore e del priore. Non possediamo racconti di miracoli a lui attribuiti in forma antica e dettagliata: la scheda deve distinguere con nettezza il dato storico (il fondatore venerato) dal rivestimento tradizionale (i carismi taumaturgici).
Da Sainte-Marie-au-Bois a Pont-à-Mousson La fondazione affidata a Riccardo ebbe vita lunga e gloriosa. Considerata a lungo la più antica implantazione premostratense di Lorena, l'abbazia conobbe l'apogeo nel Cinquecento, fu al centro della riforma regolare promossa da Servais de Lairuelz e fu trasferita all'inizio del Seicento a Pont-à-Mousson, dove sorse la monumentale Sainte-Marie-Majeure. Il sito medievale, immerso nel bosco che gli diede il nome, conserva la memoria delle origini; il complesso seicentesco e settecentesco di Pont-à-Mousson resta oggi uno dei grandi monumenti dell'Ordine.
Iconografia Non esiste un'iconografia antica e stabile del beato. Gli attributi con cui può essere raffigurato derivano dal suo stato e dalla sua tradizione: l'abito bianco dei canonici di Prémontré con l'almuccio, il pastorale priorale, il libro aperto della Regola di sant'Agostino, il rotolo che allude alla profezia, il demonio in fuga che richiama la facoltà di scacciare gli spiriti maligni.
Autore: Enrico Quiri
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