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Sant' Ansegiso di Fontenelle Abate
Festa:
20 luglio
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Lione, Francia, 770 circa - Abbazia di Fontenelle,Saint-Wandrille-Rançon, Normandia, 20 luglio 833 (o 834)
Nacque verso il 770 nel Lionese da nobile famiglia franca. Nel 788 entrò nel monastero di Fontenelle (diocesi di Rouen), dove l'abate, suo parente s. Gervoldo, lo presentò a Carlo Magno. Poiché le cronache lo definiscono ancora "re", l'incontro avvenne prima dell'800. Carlo gli affidò l'amministrazione dei monasteri di S. Sisto a Reims e S. Memmio a Châlons. Nell'807 fu eletto abate di S. Germer-de-Fly e nominato da Eginardo exactor operum regalium, dirigendo le fabbriche reali e svolgendo missioni diplomatiche. Nell'817 Ludovico il Pio lo volle abate di Luxeuil e, nell'823, di Fontenelle. Pur ricoprendo tali cariche, Ansegiso promosse la riforma monastica, restaurando moralmente e materialmente Fontenelle, arricchendone biblioteca e scriptorium. Nel gennaio 827 raccolse e pubblicò i Libri IV Capitularium (787-826). L'opera, divisa in quattro libri (capitolari ecclesiastici e civili di Carlo Magno e Ludovico il Pio) con tre appendici, fu stampata da J. Du Tillet nel 1548 e poi inserita nei Monumenta Germaniae Historica. Colpito da paralisi, morì nell'833, nominando esecutore testamentario il vescovo di Beauvais, Ildermano.
Etimologia: Dal germanico 'Ans' (dio) e 'gis' (lancia, freccia), con il significato di 'lancia di Dio' o 'protetto da Dio'.
Emblema: Abito benedettino nero, libro manoscritto illuminato (i Capitolari), bastone abbaziale.
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Ansegiso (in latino: Ansegisus) nacque intorno al 770 nella regione di Lione, da una famiglia franca di antica nobiltà. La sua vocazione si orientò presto verso la vita cenobitica: nell'anno 788 fece il suo ingresso nell'abbazia di Fontenelle (oggi Saint-Wandrille), in Normandia. A guidare la comunità era in quel periodo l'abate Gervoldo, suo parente, il quale ne riconobbe rapidamente le doti intellettuali e morali, introducendolo progressivamente alle responsabilità della vita monastica e presentandolo in seguito alla corte carolingia.
Al servizio dell'Impero Le cronache, in particolare il Chronicon Fontanellense, attestano che Ansegiso ottenne la fiducia di Carlo Magno prima dell'anno 800, quando il sovrano portava ancora il titolo di re. Il monarca gli affidò l'amministrazione dei monasteri di San Sisto presso Reims e di San Memmio a Châlons. Nell'807 fu eletto abate di Saint-Germer-de-Fly e, contemporaneamente, Eginardo lo nominò exactor operum regalium, affidandogli la direzione delle fabbriche reali e importanti missioni diplomatiche. Sotto Ludovico il Pio, la sua ascesa proseguì: nell'817 ricevette l'abbaziato di Luxeuil e, nel 823, tornò a Fontenelle come abate, succedendo allo stesso Eginardo.
La riforma delle abbazie e i Capitolari Pur accumulando cariche di grande prestigio, Ansegiso non trascurò mai il suo dovere primario di pastore. Si adoperò instancabilmente per ripristinare la stretta osservanza della Regola di San Benedetto nei monasteri franchi. A Fontenelle, la sua opera di restaurazione fu sia materiale che spirituale: arricchì la biblioteca, potenziò l'attività dello scriptorium e promosse la formazione culturale dei monaci. In questo contesto di riorganizzazione si inserisce il suo contributo più duraturo alla storia: la compilazione dei Libri IV Capitularium. Nel gennaio dell'827, Ansegiso raccolse e pubblicò i capitolari carolingi emanati tra il 787 e l'826. L'opera, divisa in quattro libri, ordinava in modo sistematico le disposizioni ecclesiastiche e civili di Carlo Magno e Ludovico il Pio, integrandole con appendici per i testi incompleti o ripetuti. Questa raccolta, stampata per la prima volta in epoca moderna nel 1548 e successivamente inclusa nei Monumenta Germaniae Historica, garantì la sopravvivenza di fonti giuridiche fondamentali per il Medioevo.
Gli ultimi anni e la morte Colpito da paralisi negli ultimi anni di vita, Ansegiso continuò a governare con saggezza, preparando la successione e garantendo la stabilità della comunità. Morì il 20 luglio 833, dopo aver nominato suo esecutore testamentario il vescovo di Beauvais, Ildermano. La sua memoria fu immediatamente onorata dalla comunità monastica di Fontenelle, che ne custodì il ricordo come modello di abate sapiente, fedele e lungimirante.
L'opera giuridica La raccolta dei Capitolari di Ansegiso non fu una mera operazione di copia, ma un atto di selezione e sistemazione giuridica. Dividendo i testi per argomento (ecclesiastico e civile) e per sovrano, dimostrò una mentalità organizzativa eccezionale, creando uno strumento di lavoro pratico per vescovi e abati dell'epoca.
Culto e reliquie Il suo culto è storicamente legato alla vita dell'abbazia di Saint-Wandrille, che lo venera come uno dei suoi massimi riformatori, colui che riportò il monastero agli antichi fasti dopo periodi di declino.
Curiosità Il Chronicon Fontanellense specifica con precisione che Carlo Magno, quando incontrò per la prima volta Ansegiso, era ancora definito "re" e non "imperatore". Questo dettaglio cronologico è stato fondamentale per gli storici moderni per datare con accuratezza l'inizio della sua ascesa a corte, collocandola saldamente prima dell'incoronazione imperiale dell'800.
Autore: Enrico Quiri
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