Non sono disponibili dati attendibili sulla nascita, sulla famiglia, sulla formazione o sulla vita personale di Fortunato. Non è possibile stabilire neppure con certezza il luogo nel quale sarebbe nato né ricostruire le circostanze storiche della sua eventuale appartenenza all’esercito romano. L’associazione con la Legione Tebea nasce dal più ampio ciclo agiografico relativo ai martiri di Agaunum. La fonte fondamentale è la Passio Acaunensium martyrum attribuita a Eucherio, vescovo di Lione, composta nella prima metà del V secolo. Il testo racconta il martirio di una legione di soldati cristiani provenienti dalla Tebaide egiziana, comandata da Maurizio, ad Agaunum, nell’attuale Svizzera. La tradizione li presenta come vittime della persecuzione di Massimiano, dopo il rifiuto di obbedire a un ordine incompatibile con la loro fede. La distanza cronologica tra gli avvenimenti tradizionalmente collocati all’inizio del IV secolo e la prima testimonianza letteraria è significativa. La ricerca moderna sottolinea infatti che non possediamo fonti scritte contemporanee al presunto martirio: il racconto di Eucherio costituisce la prima vera narrazione conservata, mentre l’archeologia attesta una presenza cultuale ad Agaunum già in epoca più antica, senza però fornire una prova diretta dell’identità di tutti i martiri ricordati dalla tradizione.
La tradizione della Legione Tebea Secondo il racconto di Eucherio, la legione proveniva dalla Tebaide e fu inviata in Gallia dall’imperatore Massimiano. Giunta ad Agaunum, avrebbe rifiutato di partecipare alla persecuzione di altri cristiani o, secondo una diversa elaborazione della tradizione, di compiere un sacrificio agli dèi. Ne sarebbe seguita la decimazione ripetuta della truppa e infine il suo sterminio. Il numero tradizionale dei martiri varia nelle fonti, con forme come 6.600, 6.660 e 6.666. Anche la ricerca storica considera la tradizione della Legione Tebea un problema agiografico complesso, la cui attendibilità storica è stata discussa dagli studiosi. La fortuna della leggenda fu tuttavia enorme e contribuì alla diffusione del culto dei martiri tebani in numerose regioni dell’Europa occidentale. Nelle testimonianze più antiche non compare però un Fortunato identificabile individualmente. La tradizione romana contemporanea della Legione Tebea conserva esplicitamente soprattutto i nomi di Maurizio, Esuperio, Candido e Vittore. Il Martyrologium Romanum del 2001, alla data del 22 settembre, ricorda infatti Maurizio, Esuperio, Candido, Vittore e i loro compagni, senza nominare Fortunato. Questo elemento rende necessario distinguere la figura storica dei martiri di Agaunum dall’identificazione particolare di Fortunato con uno di essi.
L’identificazione con Fortunato Le fonti locali che tramandano la storia del santo presentano Fortunato come uno dei legionari tebani sopravvissuti allo sterminio iniziale e successivamente catturato e martirizzato. In alcune versioni egli sarebbe stato gettato nudo in un fiume ghiacciato insieme ad altri compagni. Questi particolari non possono tuttavia essere considerati dati biografici storicamente accertati. La loro origine appartiene alla stratificazione successiva della tradizione sulla Legione Tebea e non alla prima testimonianza di Eucherio. È quindi più corretto affermare che Fortunato è stato identificato dalla tradizione agiografica con un martire tebano, piuttosto che presentarlo come un membro della legione la cui identità sia storicamente dimostrata.
Il corpo venerato a Roma Secondo la tradizione trasmessa dalle fonti locali, il corpo attribuito a Fortunato sarebbe stato sepolto a Roma, nel cimitero di Priscilla, fuori dalla Porta Salaria. Anche questo passaggio deve essere considerato con prudenza: la documentazione disponibile non permette di ricostruire una catena ininterrotta che colleghi il presunto martire di Agaunum al corpo successivamente venerato a Roma. La questione delle reliquie è inoltre resa più complessa dalla presenza di altri santi chiamati Fortunato e di altri corpi attribuiti a martiri omonimi e collegati, in epoche diverse, alla Legione Tebea. La stessa tradizione relativa a Fortunato di Casei mostra come, tra XVII e XVIII secolo, corpi santi attribuiti a martiri tebani fossero oggetto di diverse identificazioni e traslazioni. Non è quindi prudente considerare automaticamente identici tutti i resti venerati sotto il nome di Fortunato.
Da Roma a Turbigo La parte più precisa della tradizione relativa alle reliquie riguarda il loro trasferimento nell’area milanese. Secondo la documentazione storica locale, il 9 gennaio 1614 papa Paolo V avrebbe concesso alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Turbigo il corpo di san Fortunato martire, insieme a quello di santa Felicita e ad altri tre corpi di martiri. I corpi furono trasferiti a Turbigo e il 29 ottobre 1616 il vicario generale della diocesi di Milano, monsignor Mario Antonino, ne avrebbe effettuato la solenne ricognizione e conferma. La notizia è ripetuta nelle fonti locali e nella tradizione relativa alla traslazione, ma il testo integrale della bolla pontificia e dell’atto di ricognizione non è stato reperito nelle fonti digitali consultabili per questa ricerca. È quindi preferibile considerare questi dati come documentazione storica locale da verificare direttamente negli archivi ecclesiastici, piuttosto che come prova dell’identità biologica del corpo con il martire dell’antichità.
La traslazione a Lonate Pozzolo Il legame stabile con Lonate Pozzolo risale al XX secolo. Secondo le fonti locali, il parroco don Antonio Tagliabue, dopo avere conosciuto la presenza dei corpi dei martiri a Turbigo, si interessò affinché uno di essi fosse trasferito nella propria parrocchia. La traslazione del corpo attribuito a san Fortunato avvenne nel 1951. Una testimonianza locale descrive il 27 settembre 1951 come una giornata solenne per la comunità: il corpo fu consegnato a Milano alla presenza delle autorità religiose e civili e quindi portato a Lonate Pozzolo. L’autorizzazione è attribuita al cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano. Le fonti locali presentano talvolta il 22 settembre 1950 come data della traslazione, mentre la documentazione relativa alla solenne consegna e alla traslazione indica il 27 settembre 1951. La discordanza consiglia di non utilizzare il 22 settembre 1950 come data certa dell’arrivo definitivo delle reliquie. La data del 27 settembre 1951 è quella meglio documentata nelle testimonianze reperite.
Il culto a Lonate A Lonate Pozzolo il culto di Fortunato si è progressivamente legato alla chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio. Le fonti locali lo indicano come compatrono della comunità insieme a sant’Ambrogio e ricordano la presenza del corpo attribuito al martire all’interno dell’altare, in un’urna di vetro. La stessa toponomastica cittadina conserva la memoria del santo: la parrocchia di Sant’Ambrogio ha oggi il proprio indirizzo in via San Fortunato e la comunità pastorale mantiene questo riferimento nella denominazione degli spazi e degli edifici collegati alla chiesa. La storia di Fortunato a Lonate Pozzolo è dunque soprattutto una storia di culto e di reliquie. La comunità non conserva una memoria biografica antica autonoma del santo, ma ha accolto e stabilizzato una tradizione martiriale già sviluppata, legandola al corpo attribuito al martire e alla celebrazione annuale del 22 settembre.
Fortunato e i martiri della Legione Tebea Il caso di Fortunato permette di osservare un fenomeno tipico della tradizione agiografica medievale e moderna: il progressivo ampliamento del gruppo dei martiri attribuiti alla Legione Tebea. La narrazione originaria di Eucherio ricordava una moltitudine di soldati dei quali non conosceva tutti i nomi. Questa caratteristica favorì, nei secoli successivi, l’inserimento nella Legione di martiri venerati in differenti località. La ricerca contemporanea ha evidenziato proprio questo processo di espansione della memoria dei martiri tebani. Per Fortunato non è quindi possibile partire dalla sua presenza nella tradizione locale per dedurre automaticamente una biografia individuale. È invece la storia della sua identificazione, delle reliquie e del culto a fornire gli elementi più solidi per comprendere come questa figura sia entrata nella memoria religiosa di Lonate Pozzolo.
Il problema delle reliquie La presenza di corpi attribuiti a san Fortunato in più località italiane costituisce un problema agiografico significativo. A Casei Gerola, per esempio, è venerato un altro Fortunato tradizionalmente collegato alla Legione Tebea, mentre la tradizione relativa a Turbigo e Lonate Pozzolo attribuisce a un diverso corpo il nome del martire. Alcune fonti hanno ipotizzato che possano essere esistiti più martiri chiamati Fortunato successivamente collegati alla medesima tradizione tebana. Non è quindi possibile utilizzare la semplice presenza di reliquie come dimostrazione dell’identità storica del martire. Nel caso di Lonate Pozzolo, il dato storicamente più sicuro è l’esistenza di una reliquia attribuita a Fortunato e la sua traslazione documentata in età moderna e contemporanea.
La memoria del santo nella comunità Il culto lonatese mostra come la memoria di un santo possa assumere una forte identità locale anche quando le notizie sulla sua vita sono quasi completamente assenti. Il corpo venerato nella chiesa di Sant’Ambrogio, la festa del 22 settembre e il legame con il patronato cittadino hanno trasformato Fortunato in una figura riconoscibile della storia religiosa di Lonate Pozzolo. In questo caso la storia del culto è quindi molto più leggibile della biografia del santo. È precisamente questa differenza che permette di evitare sia la cancellazione della tradizione locale sia la trasformazione della tradizione in una biografia storicamente non dimostrabile.
Curiosità • Il nome Fortunato deriva dal latino Fortunatus, participio di fortunare, con il significato di “fortunato”, “favorito dalla sorte” o “beneficato dalla fortuna”. • La tradizione di Lonate Pozzolo collega Fortunato alla Legione Tebea, ma il suo nome non compare tra quelli esplicitamente ricordati dal Martyrologium Romanum del 2001 per il 22 settembre, che menziona Maurizio, Esuperio, Candido, Vittore e i loro compagni. • Il corpo attribuito a Fortunato fu trasferito a Turbigo nel XVII secolo e, secondo la documentazione locale, giunse successivamente a Lonate Pozzolo nel 1951. • La chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio a Lonate Pozzolo conserva ancora oggi la memoria del santo anche nella toponomastica: l’indirizzo della parrocchia è in via San Fortunato.
Cronologia • Inizio IV secolo: la tradizione colloca in questo periodo il martirio della Legione Tebea ad Agaunum, nell’attuale Saint-Maurice, durante la persecuzione di Diocleziano e Massimiano. • Prima metà del V secolo: Eucherio, vescovo di Lione, compone la Passio Acaunensium martyrum, prima grande narrazione conservata sul martirio della Legione Tebea. Fortunato non è nominato nel racconto originario. • Età tardoantica e medievale: la tradizione sui martiri tebani si sviluppa e si amplia, favorendo l’attribuzione a quella legione di ulteriori figure martiriali. • 9 gennaio 1614: secondo la documentazione storica locale, papa Paolo V concede alla chiesa di Santa Maria Assunta di Turbigo i corpi attribuiti a san Fortunato, santa Felicita e altri tre martiri. • 29 ottobre 1616: il vicario generale della diocesi di Milano, monsignor Mario Antonino, compie a Turbigo la ricognizione e conferma dei corpi secondo la tradizione documentaria locale. • 1943: il parroco di Lonate Pozzolo don Antonio Tagliabue prende visione dei corpi custoditi a Turbigo e inizia a interessarsi al trasferimento di uno di essi nella propria parrocchia. • 27 settembre 1951: il corpo attribuito a san Fortunato viene trasferito da Turbigo a Lonate Pozzolo, con l’autorizzazione dell’arcivescovo di Milano, cardinale Alfredo Ildefonso Schuster. • Dal 1951: il corpo attribuito a san Fortunato è custodito nella chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio a Lonate Pozzolo. • 22 settembre: la comunità di Lonate Pozzolo celebra la memoria del santo.
Valutazione storico-critica • La documentazione biografica diretta su Fortunato è praticamente assente. Non sono conosciuti con certezza nascita, origine familiare, carriera militare, luogo di morte o circostanze individuali del martirio. • Il collegamento con la Legione Tebea appartiene alla tradizione agiografica sviluppatasi attorno ai martiri di Agaunum. Le fonti antiche fondamentali sulla Legione non consentono di identificare Fortunato come uno dei suoi membri. • La Passio Acaunensium martyrum di Eucherio costituisce la prima testimonianza letteraria importante sul martirio di Agaunum, ma fu redatta diversi decenni dopo gli avvenimenti tradizionalmente collocati all’inizio del IV secolo. La ricerca moderna considera ancora discusso il valore storico complessivo della narrazione. • L’attribuzione a Fortunato del corpo venerato a Lonate Pozzolo appartiene alla storia del culto delle reliquie. La documentazione disponibile consente di ricostruire con maggiore sicurezza la loro traslazione da Turbigo nel XX secolo che non l’identità del corpo con un martire vissuto nell’antichità. • La presenza di altri santi Fortunato collegati alla Legione Tebea e di reliquie attribuite a omonimi in diverse località rende particolarmente prudente ogni identificazione automatica dei resti. • Il dato storicamente più significativo per la storia di Lonate Pozzolo è la formazione e la stabilizzazione del culto locale nel XX secolo, culminata nella traslazione del corpo attribuito al martire nel 1951 e nella sua venerazione nella chiesa di Sant’Ambrogio.
Fonti e bibliografia essenziale • Eucherio di Lione, Passio Acaunensium martyrum, in Bruno Krusch (a cura di), Scriptores rerum Merovingicarum, III, Hannover, 1896, pp. 20-41. È la fonte narrativa fondamentale per la tradizione del martirio della Legione Tebea. • Martyrologium Romanum, editio typica, Città del Vaticano, 2001, memoria del 22 settembre. La redazione attuale ricorda san Maurizio, Esuperio, Candido, Vittore e i compagni della Legione Tebea, senza nominare Fortunato. • Karla Pollmann, “Poetry and Suffering: Metrical Paraphrases of Eucherius of Lyons’ Passio Acaunensium Martyrum”, in The Baptized Muse: Early Christian Poetry as Cultural Authority, Oxford University Press, 2017, pp. 120-139. Studio sulla trasmissione e trasformazione letteraria della tradizione della Legione Tebea. • Otto Wermelinger et al. (a cura di), Mauritius und die thebäische Legion. Akten des internationalen Kolloquiums, Freiburg, Saint-Maurice, Martigny, 17.-20. September 2003, Fribourg, Academic Press Fribourg, 2005. Opera specialistica dedicata alla tradizione, alla storia e al culto della Legione Tebea. • David Woods, “The Origin of the Legend of Maurice and the Theban Legion”, The Journal of Ecclesiastical History, 45 (1994), pp. 385-395. Studio fondamentale sul problema dell’origine della tradizione tebana. • Documentazione e memoria parrocchiale relativa alla traslazione del corpo di san Fortunato da Turbigo a Lonate Pozzolo nel 1951, compresa la testimonianza pubblicata nel 1951 nell’inserto parrocchiale del periodico La Fiamma. La documentazione è richiamata dalla storiografia locale sulla chiesa di Sant’Ambrogio. • Testimonianza relativa alla cerimonia del 27 settembre 1951 per la consegna e la traslazione del corpo da Milano a Lonate Pozzolo, conservata nella memoria storica locale. Autore: Giampietro Cattini
Di San Fortunato, le cui ossa riposano dal 22 settembre 1950 nella Chiesa Parrocchiale di Lonate Pozzolo (VA), località di cui è patrono insieme a Sant'Ambrogio, non si hanno notizie certe. L'unica notizia sicura è che apparteneva alla Legione Tebea. Questa legione era formata da 6666 soldati, di origine egiziana, al comando di san Maurizio. La legione prestava servizio di solito ai confini orientali dell'impero, ma l'imperatore Diocleziano richiamò a Roma la legione perchè si erano sollevati i Bagaudi della Gallia, ed egli la mandò in aiuto di Massimiano, suo socio nell'impero, affinché li debellasse tali nemici. Massimiano accordò qualche giorno di riposo alla Legione per riposarsi dalle fatiche di un cammino così penoso, ed essa si accampò ad Ottoduro, oggi Martinac nel Vallese. Qui però la legione ricevette un ordine imperiale al quale non volle obbedire. Due sono le versioni. Secondo alcunil'imperatore ordinò ai legionari di giurare fedeltà all'impero sull‚altare di Giove; altri invece raccontano che alla legione fu chiesto di scovare i cristiani che si nascondevano nella zona. I soldati, che erano quasi tutti cristiani, si rifiutarono di obbedire e l‚Imperatore diede ordine che la legione fosse decimata, cioè che fosse ucciso un soldato ogni dieci. Né la prima né la seconda decimazione fecero cambiare idea ai soldati. Allora Massimiano ordinò lo sterminio completo della Legione, al quale sopravvissero pochissimi uomini: tra questi Alessandro, Cassio, Severino, Secondo e Licinio che ripararono in Italia, e forse tra questi c'era anche san Fortunato. Secondo alcune fonti Fortunato venne successivamente arrestato e quindi martirizzato sotto Diocleziano; secondo la tradizione fu gettato nudo in un fiume ghiacciato assieme ad altri compagni. Il Corpo di S. Fortunato venne sepolto a Roma nel Cimitero di Santa Priscilla, fuori di Porta Salaria. Avvenuta verso la fine del 1600 la ricostruzione della Chiesa di Turbigo (MI), per interessamento degli Agostiniani Scalzi, essendo nel 1605 divenuto papa Paolo V della famiglia Borghese, dietro richiesta di donna Ortensia di Santacroce, moglie di Francesco Borghese fratello del Papa, Paolo V con regolare Bolla in data 9 Gennaio 1614 concedeva alla Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta di Turbigo i Corpi di S. Fortunato Martire, di S. Felicita Martire ed altri tre Corpi di Martiri che vennero cosi trasferiti a Turbigo dove, due anni dopo, il 29 Ottobre 1616, il Vicario Generale della Diocesi di Milano Mons. Mario Antonino ne faceva solenne ricognizione e conferma. Infine, il 27 settembre 1951 il cardinale di Milano, il Beato Alfredo Ildefonso Schuster, permise la traslazione delle ossa di San Fortunato nella chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo (VA), ove si trovano tuttora, ricoperte di cera ed esposte in un'urna di vetro incassata dentro l'altare.
Autore: Franco Maria Boschetto
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