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Beati Martiri Spagnoli Passionisti a Carabanchel Bajo
Festa:
23 luglio
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>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
† Carabanchel Bajo (oggi quartiere di Madrid), Spagna, 23 luglio 1936
Il gruppo dei Beati Martiri Passionisti a Carabanchel Bajo apparteneva alla comunità passionista di Daimiel, una delle più giovani e ferventi della Provincia della Sacra Famiglia. Costretti ad abbandonare il convento nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936, subirono una lunga fuga segnata da arresti, violenze e fucilazioni. Alcuni furono uccisi immediatamente a Manzanares; altri, gravemente feriti ma sopravvissuti, vennero nuovamente catturati e infine fucilati a Carabanchel Bajo il 23 luglio 1936. La loro vicenda testimonia uno degli episodi più drammatici della persecuzione anticattolica che colpì la Spagna durante i primi mesi della guerra civile. La Chiesa ha riconosciuto il loro sacrificio come autentico martirio in odio alla fede, beatificandoli insieme agli altri Passionisti della comunità di Daimiel.
Martirologio Romano: In località Carabanchel Bajo presso Madrid sempre in Spagna, beati martiri Germano di Gesù e Maria (Emanuele) Pérez Giménez, sacerdote, e otto compagni, religiosi sempre della Congregazione della Passione, che nella medesima persecuzione portarono a termine vittoriosi la loro prova per Cristo. [I loro nomi sono: beati Filippo del Sacro Cuore di Maria Valcabado Granado, sacerdote; Maurilio di Gesù Bambino Macho Rodríguez, Giuseppe di Gesù e Maria Osés Sainz, Giulio del Sacro Cuore Mediavilla Concejero, Giuseppe Maria di Gesù Morente Ruiz Martínez, Laurino di Gesù Crocifisso Proaño Cuesta, Anacario dell’Immacolata Benito Nozal, Filippo di San Michele Ruiz Fraile, religiosi.]
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I nove martiri appartenevano alla comunità passionista di Daimiel, nella provincia di Ciudad Real. La casa religiosa ospitava sacerdoti, studenti e giovani religiosi impegnati nella formazione secondo il carisma di san Paolo della Croce. La comunità era guidata dal provinciale padre Niceforo di Gesù e Maria e costituiva uno dei principali centri della Congregazione Passionista nella Spagna centrale.
Il contesto storico Nel luglio del 1936 il fallimento del colpo di Stato militare contro la Repubblica diede origine alla guerra civile spagnola. Fin dalle prime settimane il conflitto assunse, in vaste zone del territorio repubblicano, anche il carattere di una violenta persecuzione contro la Chiesa cattolica. Chiese, conventi e monasteri furono incendiati, mentre migliaia di sacerdoti, religiosi e religiose vennero arrestati e uccisi semplicemente per la loro condizione religiosa. Gli storici distinguono chiaramente il conflitto politico dalla persecuzione religiosa: pur nel contesto della guerra civile, numerose vittime furono eliminate esclusivamente in quanto appartenenti al clero o agli ordini religiosi.
L'abbandono del convento Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 i miliziani circondarono il convento di Daimiel. I Passionisti furono costretti a lasciare l'edificio e si divisero in piccoli gruppi nella speranza di raggiungere luoghi più sicuri. Il loro intento non era quello di partecipare al conflitto, ma semplicemente di salvarsi. Molti vennero però riconosciuti dall'abito religioso o denunciati durante gli spostamenti.
La prima fucilazione Un primo gruppo fu catturato nei pressi di Manzanares. Dodici Passionisti vennero condotti fuori dall'abitato e fucilati durante la notte. Alcuni morirono immediatamente; altri, sebbene gravemente feriti, riuscirono a sopravvivere. Tra questi ultimi vi erano i religiosi che pochi giorni dopo sarebbero stati condotti a Carabanchel Bajo.
Il martirio a Carabanchel Bajo I superstiti, dopo essere stati medicati, furono nuovamente arrestati. Trasferiti a Carabanchel Bajo, presso Madrid, vennero riconosciuti come religiosi passionisti. Il 23 luglio 1936 furono condotti alla fucilazione. Secondo le testimonianze raccolte durante il processo canonico affrontarono la morte serenamente, perdonando i persecutori e professando apertamente la fede cristiana fino agli ultimi istanti. Per la Chiesa questo costituisce l'elemento decisivo del loro martirio: non morirono come combattenti, ma come religiosi uccisi in odio alla fede.
Il riconoscimento ecclesiale Terminata la guerra, la Congregazione Passionista raccolse documenti e testimonianze sui ventisei religiosi della comunità di Daimiel. Il loro processo di beatificazione mise in evidenza l'assenza di motivazioni politiche personali e il carattere eminentemente religioso della loro uccisione. San Giovanni Paolo II li proclamò Beati il 1 ottobre 1989 insieme agli altri Passionisti martiri della stessa comunità.
Il culto La memoria liturgica del gruppo ricorre il 23 luglio, data scelta perché ricorda il martirio del primo gruppo dei Passionisti di Daimiel, comprendendo anche quelli uccisi a Carabanchel Bajo. La loro venerazione è particolarmente viva nella Congregazione Passionista e nelle diocesi spagnole interessate dalla persecuzione religiosa del 1936.
Componenti del gruppo:
Beato Germano di Gesù e Maria (Emanuele Pérez Giménez), sacerdote Beato Filippo del Sacro Cuore di Maria (Valcabado Granado), sacerdote Beato Maurilio di Gesù Bambino (Macho Rodríguez), religioso Beato Giuseppe di Gesù e Maria (Osés Sainz), religioso Beato Giulio del Sacro Cuore (Mediavilla Concejero), religioso Beato Giuseppe Maria di Gesù (Morente Ruiz Martínez), religioso Beato Laurino di Gesù Crocifisso (Proaño Cuesta), religioso Beato Anacario dell'Immacolata (Benito Nozal), religioso Beato Filippo di San Michele (Ruiz Fraile), religioso.
Autore: Giampietro Cattini
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