|
|
Newsletter
|
Per ricevere i Santi di oggi inserisci la tua mail:
|
|
E-Mail: [email protected]
|
|
|
Beato Emilio Arce Diez Coadiutore salesiano, martire
Festa:
23 luglio
|
|
>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
San Martín de Ubierna, Burgos, Spagna, 31 ottobre 1908 - Madrid, Spagna, 23 luglio 1936
Il beato Emilio Arce Díez era il più giovane dei salesiani destinati
al martirio nei primi giorni del conflitto e fu anche il primo
appartenente alla Congregazione Salesiana a essere ucciso durante quella
violenta ondata persecutoria. La sua esistenza, breve ma intensamente
vissuta, testimonia la fedeltà quotidiana alla vocazione religiosa più
che il compimento di imprese straordinarie. Entrato giovanissimo tra i
Salesiani di Don Bosco come coadiutore, dedicò la propria vita al lavoro
educativo e ai servizi della comunità, incarnando quella santità
semplice e laboriosa tanto cara al fondatore. Arrestato soltanto perché
riconosciuto come religioso, affrontò la morte senza rinnegare la
propria identità cristiana. La Chiesa lo venera come martire della fede
insieme a numerosi confratelli vittime della persecuzione religiosa del
1936.
Etimologia: Emilio deriva dal latino Aemilius, appartenente alla gens Aemilia; richiama il significato di 'rivale', 'emulo', oppure, secondo altre interpretazioni, 'laborioso'.
Emblema: Abito salesiano, palma del martirio, croce.
|
Emilio Arce Díez nacque il 31 ottobre 1908 a San Martín de Ubierna,
piccolo centro della provincia di Burgos, in una famiglia profondamente
cristiana. Ricevette una formazione religiosa che favorì fin
dall'infanzia la maturazione della vocazione. La Castiglia dei primi
decenni del Novecento era caratterizzata da una forte presenza della
Chiesa nella vita sociale e da numerose opere educative, tra le quali
quelle salesiane godevano di particolare prestigio.
La vocazione salesiana Ancora adolescente entrò nelle opere di Don Bosco. Scelse
la vocazione del coadiutore salesiano, figura tipica della
Congregazione fondata da san Giovanni Bosco. I coadiutori non ricevono
l'ordinazione sacerdotale, ma professano gli stessi voti religiosi dei
sacerdoti salesiani, condividendo pienamente la missione educativa
attraverso il lavoro professionale e il servizio quotidiano. Emilio
emise la professione religiosa nel 1926. I superiori ne apprezzavano il
carattere semplice, la disponibilità e la grande laboriosità.
Il servizio a Madrid Fu destinato alla casa salesiana di Madrid. Qui
svolse i compiti propri del coadiutore, mettendo le proprie capacità al
servizio della comunità educativa. Come molti religiosi salesiani
dell'epoca, conduceva una vita nascosta fatta di preghiera, lavoro e
assistenza ai giovani. Nulla lasciava presagire che di lì a poco la situazione politica spagnola sarebbe precipitata nella violenza.
La persecuzione religiosa Nel
luglio 1936 lo scoppio della guerra civile diede origine, in molte zone
della Spagna, a una durissima persecuzione contro sacerdoti, religiosi e
laici impegnati nella vita della Chiesa. Le case religiose vennero assalite, incendiate o confiscate; molti consacrati furono costretti a fuggire oppure a nascondersi. Anche i Salesiani di Madrid furono dispersi.
Il martirio Il 23 luglio 1936 Emilio venne riconosciuto come religioso mentre cercava di mettersi in salvo. Fu
arrestato dai miliziani esclusivamente per la sua appartenenza alla
Congregazione Salesiana e per la sua identità di consacrato. Le
testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione concordano
nel ritenere che non gli fosse contestato alcun fatto politico o
militare: la ragione della condanna fu l'odio verso la fede cristiana. Venne ucciso lo stesso giorno, all'età di soli ventisette anni. Per questo motivo la Chiesa lo riconosce autentico martire in odium fidei.
Il riconoscimento del martirio Il
lungo lavoro storico svolto dalla Congregazione delle Cause dei Santi
portò al riconoscimento ufficiale del suo martirio insieme a quello di
altri sessantadue membri della Famiglia Salesiana uccisi durante la
persecuzione religiosa spagnola. Il 28 ottobre 2007 fu proclamato beato a Roma insieme al beato Enrico Saiz Aparicio e ai suoi sessantadue compagni martiri.
Il coadiutore salesiano La figura del coadiutore rappresenta una delle intuizioni più originali di san Giovanni Bosco. Questi
religiosi condividono pienamente la consacrazione salesiana pur non
essendo sacerdoti. Attraverso il lavoro professionale, l'educazione e i
servizi comunitari testimoniano che ogni attività, se vissuta nello
spirito evangelico, può diventare autentica via di santità. Emilio ne costituisce un esempio particolarmente significativo.
Il culto La memoria liturgica ricorre il 23 luglio, giorno del martirio. È
venerato soprattutto nelle comunità salesiane della Spagna e
dell'intera Famiglia Salesiana, che lo ricorda come il primo confratello
ucciso durante la persecuzione del 1936.
Autore: Giampietro Cattini
|
|
|
|
Album Immagini
|