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Castanedo de Luarda, Spagna, 19 aprile 1866 - Madrid, Spagna, 12 agosto 1936
Unì una brillante preparazione intellettuale a una straordinaria capacità di governo. Religioso domenicano, docente universitario, missionario, provinciale nelle Filippine e infine Maestro Generale dell'Ordine, dedicò tutta la vita alla formazione dei religiosi, alla promozione degli studi e allo sviluppo delle missioni. Uomo di profonda preghiera, era stimato per l'equilibrio, l'umiltà e la competenza con cui affrontava le responsabilità affidategli. Dopo aver guidato l'Ordine in un periodo di importanti riforme, rinunciò all'incarico per motivi di salute e tornò alla vita conventuale. Allo scoppio della guerra civile spagnola, pur consapevole del grave clima anticlericale, rimase nel proprio Paese. Arrestato a Madrid unicamente per la sua condizione di sacerdote domenicano, fu ucciso il 12 agosto 1936. La Chiesa lo venera come martire della fede, beatificato nel 2007 insieme ad altri compagni vittime della persecuzione religiosa che accompagnò i primi mesi del conflitto spagnolo.
Etimologia: Dal latino Bona Ventura, cioè 'buona sorte', 'felice destino'.
Emblema: Abito domenicano, rosario, palma del martirio, libro, crocifisso.
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Buenaventura García Paredes nacque il 19 aprile 1866 a Castanedo de Valdés, nelle Asturie, da una modesta famiglia di pastori profondamente cristiana. Trascorse l'infanzia aiutando il padre nel pascolo delle pecore e frequentando la scuola del paese. L'incontro con alcuni missionari domenicani segnò definitivamente la sua vita: essi ne riconobbero subito le qualità umane e intellettuali e lo indirizzarono alla Scuola Apostolica di Corias. Una malattia lo costrinse temporaneamente a interrompere gli studi, ma, ristabilitosi, entrò nella scuola apostolica di Ocaña, dove proseguì il cammino verso la vita religiosa. Vestì l'abito domenicano nel 1883 e pronunciò la professione solenne nel 1887, assumendo il nome di Bonaventura di San Ludovico Bertrando.
Una formazione di altissimo livello Compì gli studi filosofici e teologici nei principali centri di formazione dell'Ordine. Studiò a Toledo, Ávila, Salamanca, Valencia e Madrid, distinguendosi sempre per gli eccellenti risultati accademici. Fu ordinato sacerdote il 25 luglio 1891 ad Ávila. Conseguì il dottorato in Filosofia e Lettere con una ricerca dedicata al pensiero di san Tommaso d'Aquino e all'estetica moderna, oltre alla laurea in Diritto civile. La solidità della sua preparazione gli aprì rapidamente le porte dell'insegnamento universitario e della ricerca.
Le Filippine e l'impegno missionario Ancora giovane fu inviato nelle Filippine, allora uno dei principali territori missionari affidati ai domenicani. A Manila insegnò nell'Università di San Tommaso, ricoprì incarichi di governo e collaborò attivamente alla diffusione della cultura cattolica anche attraverso il quotidiano Libertas. Nel 1910 venne eletto Provinciale della Provincia del Santo Rosario, la più numerosa dell'Ordine, comprendente circa seicento religiosi e vaste missioni in Asia. Durante il suo governo visitò personalmente le missioni in Cina, Giappone e Vietnam, promosse nuove scuole, ospedali e case religiose, incoraggiò la formazione dei missionari e fondò la rivista Missiones Dominicanas, destinata a sostenere e far conoscere l'opera evangelizzatrice dei frati. Favorì inoltre l'ampliamento dell'Università di San Tommaso di Manila e la costruzione del centro teologico domenicano di New Orleans.
Maestro Generale dell'Ordine dei Predicatori Il 22 maggio 1926 il Capitolo Generale lo elesse Maestro Generale dell'Ordine dei Predicatori. Accolse l'elezione con sincera riluttanza, manifestando il desiderio di esserne dispensato, ma obbedì alla decisione dei confratelli. Durante il suo governo promosse l'aggiornamento delle Costituzioni domenicane alla luce del nuovo Codice di Diritto Canonico del 1917, rafforzò il senso di unità della Famiglia Domenicana e riconobbe ufficialmente alle religiose e alle monache il diritto di utilizzare la sigla O.P., sottolineando la comune appartenenza spirituale all'Ordine fondato da san Domenico. La salute, però, si deteriorò rapidamente e lo costrinse a rinunciare all'incarico dopo circa due anni e mezzo. Scelse liberamente di tornare nel convento di Ocaña, desiderando riprendere una vita semplice dedicata allo studio, alla predicazione e alla direzione spirituale.
La persecuzione religiosa e il martirio Nel luglio del 1936 la Spagna precipitò nella guerra civile. Nei territori controllati dal Fronte Popolare si sviluppò una violenta persecuzione anticlericale che colpì migliaia di sacerdoti, religiosi e religiose. Bonaventura si trovava a Madrid quando la situazione precipitò. Consapevole del pericolo, non cercò di fuggire all'estero. L'11 agosto 1936 venne arrestato dalle milizie rivoluzionarie esclusivamente a motivo della sua identità sacerdotale e religiosa. Il giorno seguente fu condotto nei pressi di Fuencarral e fucilato. Accanto al suo corpo furono ritrovati il rosario e il breviario, segni della sua perseveranza nella preghiera fino agli ultimi istanti di vita. Morì perdonando i persecutori e offrendo la propria esistenza in testimonianza della fede.
Beatificazione e culto Il 26 giugno 2006 san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio, pubblicato dalla Santa Sede durante il pontificato di Benedetto XVI. Il 28 ottobre 2007 Bonaventura Garcia Paredes fu beatificato a Roma insieme a Miguel Léibar Garay e ad altri quarantuno compagni martiri della persecuzione religiosa spagnola. La sua memoria liturgica è celebrata il 12 agosto, anniversario del martirio. Nell'Ordine Domenicano viene ricordato anche nella memoria comune dei martiri domenicani della guerra civile spagnola. Autore: Giampietro Cattini
Bonaventura Garcìa Paredes nacque il 19 aprile 1866 in Asturia (Spagna), a Castanedo de Luarda, in una semplice famiglia di pastori, i cui forti principi cristiani fecero maturare nel giovane la vocazione religiosa. Aiutava il padre nel pascolo delle pecore e frequentava la prima classe nella scuola parrocchiale, quando conobbe l’Ordine Domenicano durante una missione popolare nel suo paese. I frati intuirono che il giovane possedeva doti non ordinarie e, nei due anni successivi, gli fecero frequentare la Scuola Apostolica Domenicana di Curias. Iniziò quindi il noviziato e, dopo un breve periodo in famiglia a causa di un problema di salute, proseguì gli studi a Toledo, abitando nella cella che era stata del martire s. Melchor Garcìa Sampedro. Il 30 agosto 1883 ricevette l’abito, quattro anni dopo fece la professione solenne. Prese il nome di Bonaventura di San Ludovico Bertran. Frequentò i corsi di teologia ad Avila, studiando in particolare la Summa di San Tommaso d’Aquino. Passò all’Università di Salamanca, poi a Valencia e a Madrid. Il 25 luglio 1891, nella cappella del palazzo episcopale di Avila, venne ordinato sacerdote. Nei vari corsi universitari che frequentò ebbe sempre i massimi voti. Ottenne il dottorato in filosofia e lettere, con tesi su s. Tommaso e l’estetica moderna, e in diritto civile. Trentenne fu mandato nelle isole Filippine, a Manila, per completare gli studi, poi, tornato in patria, ad Avila, iniziò ad insegnare ed a pubblicare alcuni articoli. Nel 1901 fu eletto priore del convento di s. Tommaso. Ebbe quindi l’incarico di scrivere il volume dedicato a Papa Leone XIII per l’Historia Ecclesiastica iniziata dal P. Rivas e aprì una scuola a Segovia. Il 14 maggio 1910 fu eletto superiore della Provincia di Manila, la più numerosa dell’Ordine, che contava seicento frati. Animato dallo spirito missionario, si preoccupò costantemente della formazione dei nuovi frati. Visitò la Cina, il Giappone, il Vietnam, dove eresse scuole e ospedali. Fondò la rivista “Missiones Dominicanas”, per far conoscere le fatiche dei missionari. A Manila progettò e costruì la nuova sede della curia provinciale. Nel 1911, a trecento anni dalla fondazione, diede inizio all’ampliamento della Università di s. Tommaso in Spagna. Costruì inoltre il Centro Studi Teologici di New Orleans. Al termine dei quattro anni di provincialato fu, da Papa Pio X, riconfermato nell’incarico perché proseguisse il suo intenso apostolato. Nel 1917 diede mano alla costruzione della casa del Rosario di Madrid di cui poi divenne superiore. Viveva in quella casa anche il b. Manuel Alvarez che riceverà, nel 1936, anch’egli la corona del martirio. Era un punto di riferimento per tutto l’Ordine e il 22 maggio 1926 fu eletto Maestro Generale, nonostante le sue suppliche d’esserne esonerato. Alla prima benedizione come Maestro, erano presenti alcuni futuri compagni di martirio. Chiese la collaborazione di tutti, mettendo la preghiera a fondamento del nuovo, gravoso, compito. Si trasferì quindi nella sua nuova dimora, la città eterna.
Come guida di tutta la congregazione il suo impegno non poteva certo conoscere rallentamenti. Ad un anno dall’elezione assunse, nei confronti di tutte le monache e le suore legate all’Ordine, un provvedimento importante. Ognuna di esse, per diritto, poteva firmare con la sigla O.P. Tutti erano chiamati a testimoniare la fede nel nome del s. Padre Domenico, perché, come in una sola grande famiglia, “batte in tutti i cuori domenicani, lo stesso amore per il bene comune dell’Ordine”. Nominò quindi le commissioni per adattare le Costituzioni, sia dei frati che del ramo femminile, al nuovo diritto canonico. Intanto, nella sua amata Spagna veniva proclamata la Repubblica (1930), dopo la caduta del dittatore Primo de Rivera. Il governo era però debole e, per reprimere le agitazioni operaie in Asturia e in Catalogna, fu chiamata dal Marocco la Legione Straniera, comandata da Francisco Franco. Nel 1936 ci furono libere elezioni ampiamente vinte dal Fronte popolare che era però diviso al suo interno (era composto da anarchici, comunisti, socialisti e repubblicani). In questo clima ebbe il sopravvento, con un colpo di stato, Francisco Franco. Scoppiò la guerra civile che vide giungere nel paese moltissimi volontari antifascisti da tutta Europa mentre, dall’Italia e dalla Germania, arrivava il sostegno opposto. I morti furono numerosissimi, tra i quali molti sacerdoti e molte suore, vittime di una cultura ideologica anticlericale.
Mentre giungevano anche le tristi notizie delle persecuzioni religiose in Messico, dopo alcune udienze private con Papa Pio XI, P. Bonaventura tornò in Spagna, consapevole di quanto fosse rischioso . Ai primi di agosto fu prelevato dal convento di Ocana e condotto a Madrid dove fu ucciso il 12 agosto 1936.
Il figlio del pastore, che era stato guida di tutto l’Ordine dei Predicatori, come il Buon Pastore pronto a dare la vita per le sue pecore, testimoniava una fiduciosa rassegnazione alla volontà di Dio. Il beato Bonaventura è stato beatificato, insieme a numerosi altri compagni, il 28 ottobre 2007.
Autore: Daniele Bolognini
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