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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera G > Beato Giuseppe Azurmendi Larrìnaga Condividi su Facebook

Beato Giuseppe Azurmendi Larrìnaga Sacerdote francescano, martire

Festa: 21 settembre

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Durango, Paesi Baschi, Spagna, 18 agosto 1870 - Azuaga, Spagna, 21 settembre 1936

Nacque a Durango, nei Paesi Baschi, il 18 agosto 1870. Entrato ancora giovane nel collegio francescano di Chipiona, vestì l'abito dei Frati Minori nel 1887, emise la professione solenne nel 1891 e fu ordinato sacerdote a Siviglia nel 1896 dal beato Marcelo Spínola, allora arcivescovo della città. La sua vita religiosa fu segnata soprattutto dall'attività educativa e dal servizio missionario: dal 1900 al 1913 operò nella Custodia di Terra Santa, vivendo nei conventi del Santo Sepolcro di Gerusalemme, di Betlemme, di Ain Karem e di Nazaret e accompagnando i pellegrini nei principali santuari. Fu inoltre formatore dei giovani francescani e svolse incarichi in diverse comunità della Spagna. Rientrato definitivamente in patria nel 1913, fu destinato a diverse case della Provincia francescana di Granada. Nel luglio 1936 raggiunse la comunità di Fuente Obejuna, dove la persecuzione religiosa aveva ormai investito anche i religiosi. Insieme ad altri sei francescani fu arrestato e trasferito nella prigione di Azuaga. Il 21 settembre, nel cortile del carcere, gli fu intimato di bestemmiare; egli rifiutò e venne ucciso. Fu il primo dei sette confratelli a subire il martirio. La Chiesa riconobbe ufficialmente il carattere martiriale della loro morte e Giuseppe Azurmendi fu beatificato a Roma il 28 ottobre 2007 insieme ai suoi compagni.

Etimologia: Dall'ebraico Yosef, 'Dio aggiunga' o 'Dio accresca'.

Emblema: Abito francescano, crocifisso, palma del martirio.


José Mariano Azurmendi de Larrínaga Mugarza nacque a Durango il 18 agosto 1870 e fu battezzato subito dopo la nascita, poiché si temeva per la sua vita. Il 30 luglio 1878 ricevette la cresima nella chiesa parrocchiale della sua città dal vescovo Sebastián Herrero y Espinosa.
Ancora ragazzo entrò, insieme al fratello gemello Agapito, nel Collegio di Nostra Signora della Regola a Chipiona, in provincia di Cadice. Il fratello non proseguì nella vita religiosa, mentre José Mariano intraprese gli studi umanistici e maturò la vocazione francescana. Il 31 gennaio 1887 vestì l'abito dei Frati Minori. Dopo l'anno di noviziato emise la professione temporanea il 23 febbraio 1888 e quella solenne il 22 luglio 1891.
Proseguì il cammino verso il sacerdozio attraverso la tonsura e gli ordini minori, il suddiaconato e il diaconato, fino all'ordinazione presbiterale, ricevuta il 30 maggio 1896 a Siviglia dalle mani del beato Marcelo Spínola, arcivescovo della città.

La prima esperienza francescana
La salute delicata condizionò in parte i primi anni del suo ministero. Rimase per qualche tempo nel Collegio della Regola, dedicandosi alla vita della comunità e alla formazione.
Quando i Frati Minori avviarono la presenza francescana a Fuente Obejuna, Azurmendi fece parte del primo gruppo destinato alla nuova comunità. Questa esperienza lo mise in contatto con una realtà pastorale diversa da quella del collegio e preparò il successivo periodo della sua vita, nel quale avrebbe alternato attività comunitaria, formazione e servizio pastorale.

Tredici anni in Terra Santa
Nel febbraio 1900 i superiori lo destinarono alla Custodia di Terra Santa. Per circa tredici anni svolse il proprio ministero nei luoghi legati alla vita di Gesù, vivendo nelle comunità francescane del Santo Sepolcro a Gerusalemme, di Betlemme, di Ain Karem e di Nazaret.
Il suo servizio non consistette soltanto nella cura liturgica dei santuari. Fu anche impegnato nell'accoglienza e nell'accompagnamento dei pellegrini e nella formazione dei giovani francescani. Il 31 luglio 1902 venne nominato maestro degli studenti a Betlemme. Nel 1907 passò al noviziato di Nazaret come secondo maestro. Nello stesso anno fu trasferito in Egitto, prima al Roseto presso Alessandria e poi, dal luglio 1908, a Damietta, dove assunse analoghi incarichi.
L'esperienza mediorientale rappresentò una parte significativa della sua vita religiosa. Azurmendi non fu soltanto un religioso residente nei santuari: ebbe responsabilità educative e contribuì alla formazione delle nuove generazioni francescane. La sua permanenza in Terra Santa costituì quindi un periodo nel quale la dimensione contemplativa dei luoghi santi si unì al lavoro quotidiano della comunità e della formazione.

Il ritorno in Spagna
Nell'estate del 1913 Azurmendi tornò in Spagna e si reinserì nel Collegio di Chipiona. Da allora fu destinato a diverse comunità francescane dell'Andalusia, assumendo incarichi differenti.
Tra il 1922 e il 1925 ricoprì l'incarico di consigliere del Commissariato francescano provinciale. Nel novembre 1925 si trasferì a Puente Genil. Nel gennaio 1929 fu destinato a Lebrija e successivamente a Coín, dove esercitò l'ufficio di vicario fino agli eventi del maggio 1931, quando l'incendio e la distruzione di conventi costrinsero i religiosi ad abbandonare la comunità.
Nel 1932 svolse il servizio di cappellano presso il convento delle Clarisse di Sanlúcar de Barrameda, per poi tornare a Lebrija. Nel gennaio 1934 venne nuovamente scelto come vicario del convento di Coín e in seguito fece ritorno a Lebrija.

A Fuente Obejuna
All'inizio di luglio del 1936 Azurmendi partì da Lebrija per raggiungere Fuente Obejuna, dove era stato destinato alla comunità dei Frati Minori. Aveva allora sessantacinque anni, essendo nato nell'agosto del 1870.
Poche settimane dopo, la situazione politica e sociale precipitò. La persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola colpì numerose comunità religiose. Anche i sette francescani della comunità di Fuente Obejuna furono arrestati e sottoposti a detenzione.
Secondo la documentazione relativa alla causa di beatificazione, i religiosi furono costretti ad abbandonare il convento e furono incarcerati. Il loro caso fu successivamente esaminato dalla Chiesa nel quadro delle persecuzioni contro i cattolici avvenute in Spagna negli anni della guerra civile.
La documentazione locale e francescana ricorda che Azurmendi, nonostante l'età, rimase con i suoi confratelli. La sua permanenza nella comunità fino alla cattura mostra la continuità della sua scelta religiosa fino alle ultime settimane della vita.

Il martirio
Il 20 settembre 1936 i sette francescani furono trasferiti dalla detenzione di Fuente Obejuna alla prigione di Azuaga, nella provincia di Badajoz. La loro sorte era ormai segnata.
José Azurmendi fu il primo della comunità a essere ucciso. Il 21 settembre venne condotto nel cortile del carcere e gli fu chiesto di bestemmiare contro Dio. Di fronte al rifiuto, fu ucciso a colpi d'arma da fuoco. Le fonti francescane tramandano che affrontò la morte senza rinnegare la fede. Alcune testimonianze riportano anche l'invocazione a Cristo Re; questo particolare appartiene alla tradizione testimoniale legata al martirio e va distinto dalla formulazione più sobria del decreto apostolico, che afferma il rifiuto delle bestemmie contro il nome di Dio.
Azurmendi aveva 66 anni, quarantanove anni di vita religiosa e quaranta di sacerdozio. La sua morte precedette di un giorno quella degli altri membri della comunità, che furono uccisi il 22 settembre. La Santa Sede considera infatti il martirio dei sette francescani come avvenuto tra il 21 e il 22 settembre 1936.
Il decreto apostolico di beatificazione sottolinea un elemento decisivo per il riconoscimento del martirio: i religiosi rifiutarono di pronunciare bestemmie contro Dio e affrontarono per questo sofferenze e persecuzioni. Prima di morire, secondo il documento pontificio, perdonarono i loro carnefici e inneggiarono a Cristo Re. La Chiesa riconobbe quindi nella loro morte una testimonianza della fede cristiana nel contesto della persecuzione religiosa.

La causa di beatificazione
La fama di martirio dei sette francescani si mantenne negli anni successivi alla loro morte. Il processo ordinario per la causa fu celebrato nel 1964 e la sua validità giuridica venne riconosciuta con decreto del 19 giugno 1992.
Il 17 febbraio 2004 il Congresso particolare dei consultori teologi riconobbe il carattere autenticamente martiriale della morte dei Servi di Dio. Il 17 maggio 2005 si espressero favorevolmente anche i cardinali e i vescovi riuniti nella Sessione ordinaria. Il 28 aprile 2006 Benedetto XVI autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto sul martirio.
La beatificazione fu celebrata a Roma il 28 ottobre 2007, in piazza San Pietro. La cerimonia, presieduta per mandato di Benedetto XVI dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, inserì Giuseppe Azurmendi e i suoi sei compagni tra i beati martiri della Chiesa cattolica. Il gruppo faceva parte dei 498 martiri della persecuzione religiosa in Spagna beatificati in quella celebrazione.

Le reliquie e la memoria
I corpi dei sette francescani, inizialmente sepolti in una fossa comune nel cimitero di Azuaga, furono successivamente esumati e trasferiti a Fuente Obejuna. Nel giugno 2007, pochi mesi prima della beatificazione, le reliquie furono nuovamente esaminate, identificate e preparate per la conservazione.
Nel novembre 2024 la diocesi di Córdoba ha consacrato nella chiesa di San Francesco a Fuente Obejuna un altare destinato alle reliquie dei sette martiri. Le urne dei beati sono state collocate nell'altare, restituendo alla comunità locale un luogo stabile per la memoria dei religiosi che avevano vissuto e svolto il loro ministero proprio in quella fraternità.
La memoria di Azurmendi rimane dunque strettamente legata a due luoghi principali: la sua città natale, Durango, e Fuente Obejuna, dove trascorse le ultime settimane della vita e da dove fu condotto al martirio.

Un francescano tra Europa, Terra Santa e Andalusia
La vicenda di Azurmendi presenta una caratteristica particolare: la sua vita religiosa attraversò ambienti molto diversi. Dalla formazione a Chipiona passò alle comunità dell'Andalusia, quindi alla Terra Santa e all'Egitto, per ritornare infine nelle comunità francescane spagnole.
Il lungo soggiorno nella Custodia di Terra Santa lo mise a contatto con alcuni dei luoghi più importanti della tradizione cristiana e con il flusso internazionale dei pellegrini. La sua attività di formatore mostra inoltre che il servizio ai santuari era accompagnato da una responsabilità educativa verso i giovani religiosi.

Il rapporto con i compagni martiri
Azurmendi fu uno dei sette religiosi della comunità francescana di Fuente Obejuna. Il gruppo era guidato dal padre Félix Echevarría Gorostiaga e comprendeva sacerdoti e religiosi di diversa età. La morte di Azurmendi il 21 settembre precedette quella degli altri cinque frati e di Echevarría, che furono uccisi il 22 settembre.
La beatificazione non riguarda quindi un episodio isolato, ma la testimonianza collettiva di una comunità religiosa colpita dalla persecuzione. La Santa Sede ha riconosciuto il martirio dei sette come unitario, pur distinguendo le circostanze e i momenti delle singole uccisioni.

Il significato del martirio
Nel caso di Azurmendi il nucleo documentario del martirio è particolarmente chiaro: la morte avvenne nel contesto della persecuzione religiosa e fu preceduta dal rifiuto di bestemmiare contro Dio. È questo elemento, più che eventuali particolari della tradizione successiva, a costituire il fondamento della causa di beatificazione.
La sua figura è pertanto significativa non per episodi straordinari della vita precedente, dei quali le fonti non conservano una documentazione particolare, ma per la coerenza con cui una lunga esistenza religiosa si concluse nella fedeltà alla propria fede.

Curiosità
- Era fratello gemello di Agapito, che entrò con lui nel collegio francescano di Chipiona ma non proseguì nella vita religiosa.
- Trascorse circa tredici anni nella Custodia di Terra Santa, vivendo in comunità francescane del Santo Sepolcro, di Betlemme, di Ain Karem e di Nazaret.
- Fu maestro degli studenti a Betlemme e successivamente secondo maestro del noviziato di Nazaret.
- Fu il primo dei sette francescani di Fuente Obejuna a essere ucciso. Il suo martirio avvenne il 21 settembre 1936, mentre gli altri sei morirono il giorno seguente.
- Nel 2024 le reliquie dei sette martiri sono state collocate in un altare nella chiesa di San Francesco a Fuente Obejuna.

Cronologia
- 18 agosto 1870: nasce a Durango, nei Paesi Baschi.
- 31 gennaio 1887: veste l'abito francescano a Chipiona.
- 23 febbraio 1888: emette la professione temporanea.
- 22 luglio 1891: emette la professione solenne.
- 30 maggio 1896: viene ordinato sacerdote a Siviglia.
- 1900: è destinato alla Custodia di Terra Santa.
- 1902: diventa maestro degli studenti a Betlemme.
- 1907: è nominato secondo maestro del noviziato di Nazaret.
- 1913: ritorna definitivamente in Spagna.
- 1936: viene destinato alla comunità di Fuente Obejuna.
- 20 settembre 1936: è trasferito con i confratelli nella prigione di Azuaga.
- 21 settembre 1936: viene ucciso nel carcere di Azuaga.
- 28 ottobre 2007: viene beatificato a Roma da Benedetto XVI.
- 2024: le reliquie dei sette martiri vengono collocate nell'altare della chiesa di San Francesco a Fuente Obejuna.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-10

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