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Beato Giulio Melgar Salgado Sacerdote e martire

Festa: 22 agosto

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Bercero, Spagna, 16 aprile 1900 - Peralvillo, Ciudad Real, Spagna, 22 agosto 1936

Fu un sacerdote della diocesi di Ciudad Real che visse il proprio ministero sacerdotale accanto al vescovo Narciso de Estenaga y Echevarría, del quale divenne segretario. Nato a Bercero, nell'arcidiocesi di Valladolid, il 16 aprile 1900, entrò ancora adolescente nel Seminario di Valladolid e completò la propria formazione ecclesiastica prima di essere ordinato sacerdote nel 1924 dallo stesso Estenaga. Da allora rimase al suo fianco per dodici anni, condividendone il ministero e le vicende della diocesi manchega. Nell'estate del 1936, allo scoppio della guerra civile spagnola e nel clima di violenta persecuzione religiosa che colpì ampie zone della Spagna, Melgar rimase accanto al proprio vescovo anche quando la sua vita era ormai gravemente minacciata. Il 22 agosto entrambi furono prelevati e condotti nei pressi di Peralvillo, sulle rive del Guadiana, dove vennero uccisi a colpi d'arma da fuoco. Melgar aveva trentasei anni. La sua figura non è legata a fondazioni, opere letterarie o incarichi di particolare rilievo pubblico. Il tratto che emerge dalle fonti è piuttosto quello di un sacerdote caratterizzato dalla fedeltà al proprio ministero e al vescovo che lo aveva ordinato. La Chiesa lo riconosce come martire insieme a Estenaga e agli altri 496 compagni beatificati da Benedetto XVI il 28 ottobre 2007.



Giulio Melgar Salgado nacque a Bercero, nella provincia e arcidiocesi di Valladolid, il 16 aprile 1900. Fu battezzato sei giorni dopo, il 22 aprile. Una fonte di carattere storico ricorda come genitori Dionisio Melgar e Laureana Salgado.
All'età di dieci anni entrò nel Seminario di Valladolid, dove compì gli studi ecclesiastici. La formazione ricevuta nel seminario segnò gli anni decisivi della sua preparazione al sacerdozio. Proprio durante questo periodo conobbe Narciso de Estenaga y Echevarría, allora figura di rilievo del clero spagnolo e futuro vescovo di Ciudad Real. Tra i due si sviluppò un rapporto di particolare fiducia che avrebbe avuto conseguenze decisive nella vita di Melgar.
Estenaga fu nominato vescovo di Ciudad Real nel 1922 e assunse anche l'ufficio di priore delle quattro antiche Ordini militari di Santiago, Calatrava, Alcántara e Montesa presenti nel territorio. Nel 1924 ordinò sacerdote il giovane Melgar e lo chiamò a collaborare con lui come segretario.

Dodici anni accanto al vescovo
Con l'ordinazione sacerdotale del 1924 iniziò la fase centrale della vita di Giulio Melgar. Trasferitosi nella diocesi di Ciudad Real, rimase per dodici anni accanto a Estenaga, esercitando il servizio di segretario e collaborando nella vita ordinaria della curia e dell'attività pastorale del vescovo.
Le fonti che ne hanno tramandato la memoria insistono soprattutto sulla sua discrezione, semplicità e fedeltà. Non emerge il profilo di un sacerdote protagonista di grandi iniziative personali, quanto quello di un collaboratore strettamente legato al proprio vescovo e al servizio della Chiesa diocesana. Proprio questa dimensione di servizio costituisce l'elemento più caratteristico della sua vicenda.
Tra gli aspetti della sua vita spirituale ricordati dalle fonti vi è anche la devozione alla Vergine di Guadalupe. Melgar accompagnò Estenaga in alcune visite al santuario di Guadalupe e condivise con lui questa particolare espressione della pietà mariana. È documentata almeno la partecipazione alla peregrinazione diocesana del 1925; altre fonti ricordano inoltre la presenza a Guadalupe nel 1927 e in occasione della solenne incoronazione canonica del 1928.

La persecuzione religiosa del 1936
La situazione mutò radicalmente nell'estate del 1936. Dopo l'inizio della guerra civile spagnola, la persecuzione contro il clero e contro le istituzioni ecclesiastiche si intensificò anche nella diocesi di Ciudad Real. Molti sacerdoti e religiosi furono uccisi e numerosi edifici di culto furono profanati o distrutti.
Il vescovo Estenaga decise di rimanere nella propria diocesi nonostante il crescente pericolo. Il 5 agosto 1936 alcuni miliziani fecero irruzione nel palazzo episcopale. Nei giorni successivi il vescovo fu costretto ad abbandonare la propria residenza e trovò rifugio presso una famiglia amica. Giulio Melgar rimase con lui.
La presenza del sacerdote accanto al vescovo assume in questo contesto un significato particolare. Non si trattava più soltanto di una collaborazione ecclesiastica, ma della condivisione di una situazione nella quale entrambi erano consapevoli del rischio che stavano correndo.
Le fonti agiografiche successive hanno conservato alcune parole attribuite a Melgar per spiegare la sua decisione di non separarsi dal vescovo. La formulazione varia nelle diverse testimonianze, ma il nucleo del racconto è costante: quando gli sarebbe stata prospettata la possibilità di salvarsi, egli avrebbe scelto di rimanere con il proprio vescovo. Poiché questo particolare proviene soprattutto dalla tradizione biografica posteriore, va distinto dalla documentazione essenziale del martirio.

Il martirio a Peralvillo
La mattina del 22 agosto 1936 Giulio Melgar e Narciso de Estenaga furono prelevati dal luogo nel quale si erano rifugiati. Furono condotti verso Peralvillo, nei pressi di Ciudad Real, fino al luogo chiamato El Piélago, presso il corso del Guadiana. Qui furono uccisi a colpi d'arma da fuoco.
La diocesi di Ciudad Real indica con precisione il luogo del martirio nelle vicinanze di Peralbillo, sulle rive del Guadiana. Nel corso del tempo la zona è stata modificata dalla realizzazione dell'invaso del Vicario, ma la memoria del luogo è stata conservata attraverso un monumento commemorativo.
Giulio aveva trentasei anni.
I corpi furono ritrovati il giorno successivo e trasportati al cimitero di Ciudad Real, dove furono sepolti nella tomba riservata al Capitolo della Cattedrale. Il 10 maggio 1940 i resti furono trasferiti nella Cattedrale. In seguito, dopo la beatificazione del 2007, furono nuovamente sistemati sotto l'altare maggiore della Cattedrale di Santa María del Prado, dove oggi riposano insieme a quelli del vescovo Estenaga.

La causa di beatificazione
La causa di beatificazione di Narciso de Estenaga, Giulio Melgar e degli altri compagni della diocesi di Ciudad Real fu avviata a motivo del martirio il 18 gennaio 1956. La fase diocesana si concluse il 27 giugno 1958. La documentazione fu successivamente trasmessa a Roma e la Positio venne presentata alla Congregazione per le Cause dei Santi nel 1995.
Il gruppo fu riconosciuto nel più ampio insieme dei martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il 28 ottobre 2007, in Piazza San Pietro, il cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiedette per delega di Benedetto XVI la celebrazione nella quale furono beatificati 498 martiri del XX secolo in Spagna. Tra essi figurava Giulio Melgar Salgado.
La grande celebrazione comprendeva vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici uccisi nel contesto della persecuzione religiosa degli anni 1934, 1936 e 1937. La documentazione vaticana sottolinea che i processi di beatificazione avevano raccolto testimonianze sul comportamento dei martiri e sulla loro fedeltà alla fede cristiana fino alla morte.

Il significato del martirio
La vicenda di Giulio Melgar presenta una caratteristica particolare. La sua fama di santità non nasce da una lunga attività pubblica, da opere scritte o da una fondazione religiosa, ma dalla coerenza con cui un sacerdote visse il proprio servizio fino alle conseguenze estreme.
Per dodici anni Melgar fu soprattutto il collaboratore del vescovo Estenaga. Il rapporto nato negli anni della formazione sacerdotale divenne una relazione di servizio che non venne meno quando la situazione si fece pericolosa. La sua morte insieme al vescovo trasformò così quella fedeltà quotidiana in una testimonianza martiriale.
Da un punto di vista storico, è importante evitare di sovrapporre alla documentazione le numerose elaborazioni devozionali sviluppatesi negli anni successivi. È invece ben documentato il fatto essenziale: Melgar era sacerdote diocesano, segretario del vescovo di Ciudad Real, rimase con lui durante la persecuzione e fu ucciso insieme a lui il 22 agosto 1936. La Chiesa lo ha riconosciuto come martire e lo ha beatificato nel 2007.

Il culto e la memoria liturgica
Il 22 agosto, giorno della morte, è rimasto fortemente legato alla memoria popolare e diocesana di Giulio Melgar e di Narciso de Estenaga. La diocesi di Ciudad Real continua infatti a commemorare in questa data il loro martirio e conserva il luogo della loro uccisione come spazio della memoria.
La memoria liturgica dei due beati è però il 6 novembre, insieme agli altri martiri del gruppo beatificato nel 2007. Lo confermano il calendario liturgico proprio dell'arcidiocesi di Valladolid e le fonti della diocesi di Ciudad Real.
Questa distinzione è importante anche per la redazione della scheda: il 22 agosto deve essere indicato come anniversario del martirio, mentre il 6 novembre costituisce la memoria liturgica.

Reliquie
Dopo la morte, Giulio Melgar fu sepolto nel cimitero di Ciudad Real insieme al vescovo Estenaga. Nel 1940 i loro resti furono trasferiti nella Cattedrale di Santa María del Prado. Dopo la beatificazione del 2007 furono collocati sotto l'altare maggiore, dove sono tuttora conservati e venerati.
La presenza delle reliquie nella cattedrale diocesana assume un particolare valore per la Chiesa di Ciudad Real: i due martiri appartengono infatti direttamente alla storia della diocesi e rappresentano una testimonianza della sua vita ecclesiale negli anni drammatici della guerra civile.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-11

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