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Beato Felice Gonzalez Bustos Sacerdote e martire

Festa: 19 agosto

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Alcubillas, Spagna, 23 febbraio 1903 - Valdepeñas, Spagna, 19 agosto 1936

Appartiene al gruppo dei sacerdoti e religiosi della diocesi di Ciudad Real uccisi durante la persecuzione religiosa che colpì la Spagna negli anni della guerra civile. Nato ad Alcubillas il 23 febbraio 1903, entrò in seminario e ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1927. Dopo un primo periodo di ministero a Carrizosa, alla fine del 1934 fu trasferito a Santa Cruz de Mudela, dove esercitò il servizio pastorale in una comunità nella quale operavano anche altri due sacerdoti diocesani e i Fratelli delle Scuole Cristiane. Con l'inizio della persecuzione religiosa del 1936, la sua condizione sacerdotale lo rese particolarmente esposto. Fu arrestato il 20 luglio e rinchiuso dapprima nella prigione locale, quindi trasferito al Pósito, un antico deposito di grano utilizzato come carcere. Qui condivise la detenzione con altri sacerdoti e con i Fratelli delle Scuole Cristiane. Nella notte tra il 18 e il 19 agosto fu condotto al cimitero di Valdepeñas e ucciso insieme ai suoi compagni. Il suo corpo fu deposto in una fossa comune. La Chiesa cattolica riconobbe il suo martirio nel contesto della causa comprendente il vescovo Narciso de Esténaga e dieci compagni. Il decreto sul martirio fu promulgato il 28 aprile 2006 e Felice fu beatificato a Roma il 28 ottobre 2007 insieme agli altri 497 martiri della persecuzione religiosa in Spagna.

Etimologia: Dal latino 'Felix' e significa 'felice', 'fortunato', 'favorito dalla buona sorte'.

Emblema: Abito sacerdotale.


Felice González Bustos nacque ad Alcubillas, nella provincia di Ciudad Real, il 23 febbraio 1903. Fu battezzato quattro giorni dopo la nascita. Le fonti disponibili sulla sua infanzia e sulla sua famiglia sono relativamente scarne, mentre è documentato il suo ingresso in seminario e il successivo cammino verso il sacerdozio.
Nel 1927 ricevette l'ordinazione sacerdotale. Apparteneva al clero diocesano di Ciudad Real e il suo ministero si sviluppò interamente nel territorio della diocesi. La documentazione ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi conferma la data dell'ordinazione e la sua appartenenza al presbiterio diocesano.
Non sono disponibili elementi sufficienti per ricostruire nel dettaglio gli anni della sua formazione seminaristica, né sarebbe corretto attribuirgli particolari incarichi o orientamenti spirituali non documentati. Le fonti posteriori alla sua morte, tuttavia, lo ricordano come un sacerdote dedito al ministero e caratterizzato da uno stile di vita sobrio, disponibile e caritatevole. Una biografia pubblicata da Francisco del Campo Real sottolinea in particolare il suo distacco dai beni materiali, lo zelo apostolico e la disponibilità verso le persone.

Il ministero a Carrizosa
Dopo l'ordinazione, González Bustos fu impegnato nel ministero parrocchiale. Per un periodo fu incaricato della parrocchia di Carrizosa, nella provincia di Ciudad Real. Le fonti non consentono di ricostruire con precisione tutti gli incarichi svolti nei primi anni di sacerdozio, ma concordano nell'indicare Carrizosa come una delle prime tappe significative del suo ministero.
In questi anni maturò l'esperienza pastorale che avrebbe caratterizzato il suo successivo servizio a Santa Cruz de Mudela. La sua attività non fu legata a particolari opere fondazionali o a una produzione scritta di rilievo: la sua figura è quella, più ordinaria e allo stesso tempo più concreta, di un sacerdote impegnato nella vita quotidiana della propria comunità.

Santa Cruz de Mudela
Alla fine del 1934 Felice fu trasferito a Santa Cruz de Mudela, dove assunse il servizio pastorale nella parrocchia locale. Alcune fonti lo indicano come parroco, mentre altre precisano il contesto nel quale sostituì il precedente parroco, che versava in condizioni di salute precarie.
Qui lavorò accanto ai sacerdoti diocesani Pedro Buitrago Morales e Justo Arévalo Mora. Nella stessa località era presente inoltre il Collegio di San José, affidato ai Fratelli delle Scuole Cristiane. Il rapporto tra il clero della parrocchia e la comunità lasalliana costituiva una realtà pastorale significativa per la città.
Le testimonianze raccolte nella documentazione agiografica successiva ricordano la collaborazione e la fraternità esistenti tra i tre sacerdoti. Felice, più giovane degli altri due, si trovò così inserito in una rete pastorale nella quale sacerdoti e religiosi condividevano la cura della comunità cristiana.

La persecuzione religiosa del 1936
La situazione cambiò radicalmente nell'estate del 1936. Dopo l'inizio della guerra civile spagnola, in diverse zone del territorio repubblicano si verificarono persecuzioni contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici.
Il caso di Felice González Bustos deve essere inserito in questo quadro storico generale, evitando tuttavia semplificazioni che confondano la complessità della guerra civile con la singola vicenda del martire.
A Santa Cruz de Mudela, i Fratelli delle Scuole Cristiane furono arrestati già nel luglio 1936. Felice fu arrestato il 20 luglio e condotto nella prigione del paese. Successivamente fu trasferito, insieme ad altri detenuti, nel Pósito, antico deposito di cereali trasformato in luogo di detenzione.
Le testimonianze relative alla prigionia descrivono un ambiente caratterizzato da minacce, umiliazioni e maltrattamenti. Le fonti parlano anche di lavori forzati e di vessazioni rivolte in modo particolare ai sacerdoti e ai religiosi. Tali testimonianze appartengono alla documentazione raccolta nell'ambito della memoria dei martiri e devono essere comprese nel quadro delle deposizioni utilizzate nei processi di beatificazione.

La prigionia e il martirio
La detenzione si protrasse per diverse settimane. Felice condivise la prigionia con altri sacerdoti e con i cinque Fratelli delle Scuole Cristiane appartenenti alla comunità del Collegio di San José. Anche Pedro Buitrago Morales e Justo Arévalo Mora furono arrestati e condotti nello stesso luogo.
La notte del 18 agosto 1936 i prigionieri furono prelevati dalla prigione e condotti al cimitero di Valdepeñas. Secondo la documentazione diocesana, l'esecuzione avvenne nelle prime ore del 19 agosto. I corpi furono quindi raccolti in una fossa comune.
Questa cronologia spiega una piccola divergenza presente in alcune fonti: talvolta l'uccisione viene indicata come avvenuta il 18 agosto, in riferimento alla notte della cattura e della partenza dal carcere; la data liturgica e quella riportata ufficialmente per Felice González Bustos sono invece 19 agosto 1936, giorno nel quale avvenne il martirio secondo la ricostruzione adottata dalla documentazione agiografica e da Santi e Beati.
Felice aveva 33 anni.
La sua morte non fu accompagnata, per quanto documentato, da un processo o da una sentenza giudiziaria. Le fonti descrivono l'uccisione come parte della persecuzione contro sacerdoti, religiosi e persone considerate espressione della fede cattolica.

I compagni di martirio
La vicenda di Felice González Bustos è strettamente collegata a quella di altri membri della Chiesa di Ciudad Real.
Con lui furono uccisi i sacerdoti diocesani Pedro Buitrago Morales e Justo Arévalo Mora, insieme ai cinque Fratelli delle Scuole Cristiane Agapito León, Josafat Roque, Julio Alfonso, Ladislao Luis e Dámaso Luis.
La causa ecclesiastica li inserì nel più ampio gruppo guidato nominalmente dal vescovo Narciso de Esténaga y Echevarría, ucciso il 22 agosto 1936. Il Dicastero delle Cause dei Santi riconosce ufficialmente Felice González Bustos come uno dei sacerdoti della diocesi di Ciudad Real appartenenti a questa causa.
Il gruppo permette di comprendere una caratteristica importante della persecuzione: non furono colpiti soltanto singoli sacerdoti, ma anche comunità religiose e strutture educative cattoliche. Nel caso di Santa Cruz de Mudela, sacerdoti diocesani e Fratelli delle Scuole Cristiane furono coinvolti nella stessa vicenda carceraria e nello stesso destino finale.

La causa di beatificazione
La fama del martirio dei membri della causa di Ciudad Real si mantenne nel tempo. Secondo il Dicastero delle Cause dei Santi, il processo informativo fu celebrato tra il 1952 e il 1958. La validità giuridica del processo fu riconosciuta con decreto della Congregazione delle Cause dei Santi il 20 novembre 1992.
Il 28 aprile 2006 fu autorizzata la promulgazione del decreto sul martirio. Il riconoscimento ecclesiale non si fondò quindi semplicemente sulla memoria locale dei sacerdoti e dei religiosi uccisi, ma sul procedimento canonico previsto per l'accertamento del martirio.
La causa fu inserita nel grande procedimento relativo ai 498 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il gruppo comprendeva vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli laici appartenenti a diverse diocesi e famiglie religiose.

La beatificazione del 2007
Il 28 ottobre 2007, in Piazza San Pietro, a Roma, Felice González Bustos fu proclamato beato insieme agli altri 497 martiri del gruppo. La celebrazione fu presieduta dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, per mandato e delega di papa Benedetto XVI.
La formula della beatificazione fu pronunciata nel contesto di una celebrazione che riunì un numero eccezionalmente elevato di nuovi beati. Benedetto XVI ricordò successivamente all'Angelus che quei martiri avevano dato la vita per la fedeltà a Cristo e alla Chiesa.
Nell'omelia della beatificazione, il cardinale Saraiva Martins sottolineò anche un elemento centrale della documentazione processuale: i martiri, prima della morte, avevano perdonato i loro persecutori e pregato per loro. Questo aspetto fu presentato dalla Chiesa come una delle caratteristiche spirituali della loro testimonianza.
Per Felice González Bustos la beatificazione rappresentò dunque il riconoscimento ecclesiale non di una particolare opera letteraria o istituzionale, ma della fedeltà sacerdotale mantenuta fino alla morte nel contesto della persecuzione.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-10

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