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Carmena, Spagna, 27 giugno 1914 - Boca de Congosto, Spagna, 8 agosto 1936
Fu alunno dei Fratelli nella Scuola Professionale del Sagrado Corazón de
Jesús a Madrid. Entrò all'Aspirantato di Grinón nel marzo 1927. Vestì
l'abito religioso il 14 agosto 1930. Dopo lo Scolasticato fu destinato a
Consuegra, dove lo sorprese la persecuzione religiosa.
Arrestato con i Fratelli della Comunità, non lo uccisero nello stesso
giorno, perché lo confusero con un'altra persona che aveva lo stesso
roche, e che era in prigione perché era impiegato in un convento. Lui
disse che quella persona non era un religioso e che era lui che stavano
cercando, ma non gli diedero retta. La corona del martirio gli giunse
nella notte tra il 7 e l'8 agosto, quando fu ucciso con altre persone in
un luogo chiamato Fuente de Fresno (Ciudad Real). Beatificato il 18 ottobre 2007.
Etimologia: Felipe deriva dall'antico nome greco Philippos, composto da philos 'amico' e hippos 'cavallo', con il significato di 'amante dei cavalli'. José deriva dall'ebraico Yosef, interpretato come 'Dio aggiun
Emblema: Abito religioso dei Fratelli delle Scuole Cristiane, palma del martirio.
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Pedro Juan Álvarez Pérez nacque il 27 giugno 1914 a Carmena, piccolo centro della provincia di Toledo, in una Spagna attraversata da profondi cambiamenti sociali e politici. La sua infanzia si svolse in un ambiente tradizionalmente legato alla fede cattolica, in un periodo nel quale le congregazioni religiose svolgevano un ruolo importante soprattutto nel campo dell’istruzione. Le fonti disponibili non conservano molte informazioni sulla sua famiglia e sui primi anni di vita. La documentazione agiografica si concentra soprattutto sul suo percorso religioso e sulla sua formazione presso le istituzioni lasalliane. Fin dalla giovinezza entrò in contatto con i Fratelli delle Scuole Cristiane, la congregazione fondata in Francia nel XVII secolo da san Giovanni Battista de La Salle con la missione specifica dell’educazione cristiana dei giovani, soprattutto dei ceti popolari.
La formazione presso i Fratelli delle Scuole Cristiane Pedro Álvarez fu alunno dei Fratelli nella Scuola Professionale del Sacro Cuore di Gesù a Madrid. L’esperienza educativa ricevuta dai religiosi contribuì alla maturazione della sua vocazione. Nel marzo 1927 entrò nel Noviziato Minore di Griñón, iniziando il cammino di formazione nella famiglia lasalliana. Il 14 agosto 1930 ricevette l’abito religioso assumendo il nome di Fratel Felipe José. La scelta del nome religioso indicava l’inizio di una nuova identità consacrata al servizio dell’educazione. Dopo il periodo di formazione spirituale e pedagogica, emise i primi voti religiosi il 1 settembre 1931 a Barcellona. La sua preparazione lo portò progressivamente ad assumere il compito proprio dei Fratelli delle Scuole Cristiane: accompagnare i giovani non soltanto nell’apprendimento scolastico, ma anche nella formazione umana e religiosa.
Il servizio educativo nella comunità di Consuegra Dopo gli studi e la formazione iniziale, Fratel Felipe José fu destinato alla comunità lasalliana di Consuegra, nella diocesi di Toledo. Qui i Fratelli gestivano la scuola della Fondazione Díaz-Cordovés, un’opera educativa frequentata soprattutto da giovani del territorio. La comunità era composta da quattro religiosi: - Fratel Teodosio Rafael (Diodoro López Hernández), direttore; - Fratel Carlos Jorge (Dalmacio Bellota Pérez); - Fratel Eustaquio Luis (Luis Villanueva Montoya); - Fratel Felipe José (Pedro Álvarez Pérez). Il giovane religioso svolgeva il proprio apostolato in un ambiente difficile, segnato dalle tensioni politiche e sociali che precedettero lo scoppio della guerra civile spagnola. Le testimonianze raccolte durante il processo ricordano come i Fratelli fossero consapevoli dei rischi crescenti, ma continuassero il loro servizio educativo.
Persecuzione religiosa e arresto La crisi del 1936 e la fine della comunità di Consuegra Nel 1936 la Spagna entrò in una fase di violenta contrapposizione politica e sociale che culminò nella guerra civile iniziata nel mese di luglio. In diverse zone del Paese si verificarono persecuzioni contro membri del clero, religiosi e laici cattolici, considerati rappresentanti di una presenza ecclesiale osteggiata da settori rivoluzionari e anticlericali. Anche la comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane di Consuegra fu coinvolta in questo clima di crescente ostilità. I religiosi, che da anni svolgevano esclusivamente attività educativa, furono costretti ad abbandonare la scuola e a cercare rifugio in abitazioni private. Fratel Felipe José, insieme ai suoi confratelli, visse quei giorni nella consapevolezza del pericolo. Secondo le testimonianze raccolte nel processo di beatificazione, i religiosi non cercarono di sottrarsi alla propria identità consacrata né di rinnegare la loro vocazione, ma affrontarono gli eventi con spirito di fede. La comunità fu infine individuata e i quattro Fratelli furono arrestati. La loro sorte si inserisce nella lunga serie di episodi che colpirono i membri degli istituti religiosi impegnati nell’educazione, nella cura degli ammalati e nell’assistenza sociale.
Il martirio Fratel Felipe José fu ucciso l’8 agosto 1936 a Fuente el Fresno, nella provincia di Ciudad Real, insieme ad altri religiosi perseguitati durante la guerra civile spagnola. Aveva appena ventidue anni ed era il più giovane dei Fratelli della comunità di Consuegra. La documentazione processuale e la memoria conservata dall’istituto lasalliano sottolineano soprattutto il suo atteggiamento di fedeltà alla vocazione religiosa fino alla morte. Il riconoscimento ecclesiale del suo martirio non si fonda su una valutazione politica degli eventi della guerra civile, ma sulla constatazione che la morte fu subita in odio alla fede, cioè a causa dell’appartenenza religiosa e della testimonianza cristiana della vittima. La Chiesa distingue pertanto il contesto storico complesso della guerra civile spagnola dalla motivazione religiosa del martirio riconosciuto nel processo canonico. Il sacrificio di Felipe José fu condiviso da numerosi altri membri dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Durante il conflitto spagnolo furono infatti uccisi decine di religiosi lasalliani, molti dei quali sono stati successivamente beatificati dalla Chiesa.
Il gruppo dei martiri lasalliani La figura di Fratel Felipe José deve essere compresa anche nel quadro più ampio dei martiri lasalliani della Spagna del 1936. La persecuzione colpì comunità religiose presenti in varie regioni del Paese, causando la morte di numerosi Fratelli. Questi religiosi avevano in comune il carisma ricevuto da san Giovanni Battista de La Salle: dedicarsi all’educazione dei giovani attraverso una presenza quotidiana nelle scuole. Non erano protagonisti della vita politica, ma la loro appartenenza ecclesiale li rese vittime della violenza anticlericale sviluppatasi in alcune aree durante il conflitto. Nel caso della comunità di Consuegra, la testimonianza dei quattro Fratelli rappresenta una vicenda unitaria: uomini di diversa età e formazione, uniti dalla stessa consacrazione religiosa e dalla stessa scelta di rimanere fedeli alla propria missione educativa anche in un momento di grave rischio.
Il processo di beatificazione Dopo la guerra civile iniziò il lungo percorso ecclesiale per raccogliere documenti e testimonianze sulla vita e sulla morte dei religiosi uccisi durante la persecuzione religiosa. La causa di beatificazione dei martiri lasalliani della Spagna del XX secolo fu inserita nel più ampio programma della Chiesa per riconoscere coloro che avevano dato la vita per la fede durante quel periodo storico. Il processo canonico esaminò le circostanze della morte, la fama di martirio e la testimonianza delle persone che avevano conosciuto i religiosi. Per Fratel Felipe José e i suoi confratelli fu riconosciuto il carattere di martirio cristiano. Il 28 ottobre 2007 papa Benedetto XVI presiedette in piazza San Pietro la beatificazione di 498 martiri della persecuzione religiosa spagnola, tra i quali figuravano anche i Fratelli delle Scuole Cristiane della comunità di Consuegra. La celebrazione rappresentò una delle più numerose beatificazioni della storia della Chiesa e volle ricordare uomini e donne appartenenti a diversi stati di vita ecclesiale: sacerdoti, religiosi e laici.
Autore: Giampietro Cattini
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