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Beato Giovanni Antonio Perez Mayo Sacerdote e martire
Festa:
24 luglio
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Santa Marina del Rey, Spagna, 18 novembre 1907 - Pozuelo de Alarcon, Spagna, 24 luglio 1936
Giovanni Antonio Pérez Mayo rappresenta una figura emblematica della persecuzione religiosa che colpì la Spagna durante la guerra civile. Sacerdote dei Missionari Oblati di Maria Immacolata e brillante professore di filosofia, seppe unire il rigore della formazione intellettuale a una profonda vita spirituale. La sua esistenza, seppur breve, si consumò in una fedeltà radicale al proprio ministero: fu arrestato e giustiziato insieme ai suoi studenti nel 1936, trasformando l'aula di formazione in un luogo di testimonianza suprema.
Etimologia: Giovanni deriva dall'ebraico Yehohanan, che significa 'Dio è misericordioso'. Antonio ha origine incerta, forse etrusca o greca, 'colui che affronta' o 'di inestimabile valore'.
Emblema: Abito talare e mantello dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, palma del martirio, libro.
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Giovanni Antonio Pérez Mayo nacque il 18 novembre 1907 a Santa Marina del Rey, nella provincia di León e diocesi di Astorga, da Modesto Pérez e Beatriz Mayo, una famiglia di cattolici praticanti. Fin dall'infanzia, denominato affettivamente Tarsicio per la sua precoce devozione eucaristica, mostrò un carattere studioso e una spiccata intelligenza. La preghiera quotidiana del Rosario in famiglia e la sua iscrizione all'Adorazione Notturna a quattordici anni segnarono il suo percorso spirituale. Attratto dall'ideale missionario, decise di entrare nella Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, compiendo il noviziato a Urnieta ed emettendo la professione religiosa il 15 agosto 1927.
La formazione a Roma e il ministero docente Completati gli studi iniziali, fu inviato a Roma per approfondire la Filosofia e la Teologia presso l'Università Pontificia San Tommaso d'Aquino. Il 26 giugno 1932 ricevette l'ordinazione sacerdotale. Rientrato in Spagna, il suo primo incarico fu la predicazione a Las Arenas, nei pressi di Bilbao. La sua preparazione accademica e la dedizione all'insegnamento lo portarono, nel 1935, a essere nominato professore di Filosofia presso lo Scolasticato della sua congregazione a Pozuelo de Alarcón, vicino a Madrid. I testimoni dell'epoca lo ricordano come un formatore tenace, meticoloso nella preparazione delle lezioni e capace di trasmettere agli studenti non solo nozioni, ma una solida convinzione nella verità della fede cristiana.
L'arresto e il martirio Lo scoppio della guerra civile spagnola nel luglio 1936 precipitò la situazione. Il 22 luglio 1936, miliziani anticlericali fecero irruzione nel convento di Pozuelo, arrestando l'intera comunità. Giovanni Antonio Pérez Mayo fu trattenuto come prigioniero insieme ai suoi confratelli. All'alba del 24 luglio 1936, fu prelevato dal convento insieme ad altri sei studenti oblati e al laico Cándido Castán San José. Il gruppo fu condotto a Casa de Campo, un'area boschiva tra Pozuelo de Alarcón e Madrid, e fucilato senza processo. Aveva ventinove anni. La sua morte fu immediatamente riconosciuta dalle comunità locali e dai familiari come un martirio in odio alla fede, privo di qualsiasi movente politico o comune.
Il culto e la beatificazione La causa di beatificazione di Giovanni Antonio Pérez Mayo fu introdotta insieme a quella di altri ventuno confratelli oblati e un laico, tutti martirizzati nel medesimo contesto storico. Il 2 aprile 2011 fu promulgato il decreto sul martirio. La cerimonia di beatificazione si svolse il 17 dicembre 2011 nella Cattedrale di Santa María la Real de la Almudena a Madrid, celebrata dal cardinale Angelo Amato per delega di Papa Benedetto XVI. La memoria liturgica individuale è fissata al 24 luglio, anniversario del suo martirio, mentre il 28 novembre la Congregazione celebra la memoria collettiva di tutti i martiri oblati di Spagna.
Autore: Enrico Quiri
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