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Beato Agustín Bermejo Miranda Sacerdote e martire

Festa: 28 agosto

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Puerto Castilla, Spagna, 10 aprile 1904 - El Barraco, Spagna 28 agosto 1936

Agustín Bermejo Miranda fu un sacerdote della diocesi di Ávila che visse appena trentadue anni, dieci dei quali dedicati al ministero sacerdotale. Nato a Puerto Castilla nel 1904, entrò ancora bambino nel Seminario di San Millán ad Ávila e vi compì gli studi di lettere, filosofia e teologia. Ordinato sacerdote nel dicembre 1926, svolse il suo ministero in diverse parrocchie della diocesi e prestò anche servizio come cappellano delle truppe spagnole in Africa. La sua esperienza pastorale fu dunque caratterizzata da continui trasferimenti, ai quali aderì con disponibilità e spirito di obbedienza. Nel 1935 fu nominato parroco di Hoyo de Pinares, dove si dedicò in particolare ai bambini e ai giovani, alla visita degli ammalati e all'assistenza dei poveri. Allo scoppio della guerra civile spagnola, nel luglio 1936, la chiesa parrocchiale fu requisita e il sacerdote fu confinato nella casa canonica insieme alla madre anziana. Pur avendo ricevuto offerte di fuga verso Ávila, preferì rimanere accanto alla madre e alla propria comunità. Dopo circa quaranta giorni di reclusione, fu prelevato all'alba del 28 agosto e condotto verso El Barraco. Fu ucciso nei pressi del bacino del Burguillo. La Chiesa ha riconosciuto la sua morte come martirio per odio alla fede. Beatificato a Tarragona il 13 ottobre 2013 insieme ad altri 521 martiri spagnoli del XX secolo, Agustín Bermejo Miranda appartiene al gruppo dei cinque sacerdoti della diocesi di Ávila riconosciuti martiri dalla Chiesa.

Etimologia: Da Augustus, con il significato di venerabile, degno di onore.

Emblema: Abito sacerdotale, palma del martirio, croce.


Agustín Bermejo Miranda nacque a Puerto Castilla, nella provincia e diocesi di Ávila, il 10 aprile 1904, da Adolfo Bermejo ed Eulogia Miranda. La famiglia era descritta come semplice e profondamente cristiana. Il bambino fu battezzato nella parrocchia del paese il 13 aprile 1904.
La vocazione sacerdotale maturò precocemente. Il 2 ottobre 1915, quando aveva appena undici anni, entrò nel Seminario conciliare di San Millán ad Ávila. Qui seguì il percorso formativo ordinario del seminario, iniziando con latino e materie umanistiche, proseguendo con filosofia e quindi con gli studi teologici. Ricevette la cresima ad Ávila il 9 ottobre 1919.
Gli anni della formazione furono caratterizzati, secondo le testimonianze raccolte nella sua causa, dalla pietà, dall'impegno nello studio e da buoni risultati accademici. Terminò gli studi nel giugno 1926.

L'ordinazione e il servizio pastorale
Il 18 dicembre 1926 Agustín Bermejo fu ordinato sacerdote dal vescovo di Ávila Enrique Plá y Deniel, che sarebbe divenuto in seguito cardinale e primate di Spagna. Aveva allora ventidue anni.
Il 3 marzo 1927 ricevette il primo incarico come parroco economo di Horcajo de la Ribera. Rimase poco tempo nella parrocchia, poiché fu chiamato al servizio militare come cappellano delle truppe spagnole in Africa. Vi prestò servizio per parte del 1927, per tutto il 1928 e per i primi mesi del 1929.
Rientrato nella penisola, il suo ministero si sviluppò attraverso una successione di incarichi:
- il 16 aprile 1929 fu nominato parroco economo di El Mirón;
- il 7 gennaio 1930 divenne parroco economo di San Juan de la Nava;
- il 20 ottobre 1930 fu trasferito come coadiutore alla parrocchia di Santo Domingo ad Arévalo;
- successivamente fu nominato parroco reggente di Parrillas;
- il 3 dicembre 1932 fu trasferito a Bohoyo;
- nell'aprile 1935 lasciò Bohoyo;
- il 27 aprile 1935 fu nominato parroco di Hoyo de Pinares.
In circa dieci anni di sacerdozio Bermejo Miranda ricoprì dunque otto incarichi. La frequenza dei trasferimenti non impedì una continuità sostanziale nella sua dedizione pastorale. Le fonti diocesane sottolineano soprattutto la sua disponibilità verso le disposizioni del vescovo e la semplicità con cui affrontava i diversi incarichi.

Il parroco di Hoyo de Pinares
Agustín Bermejo arrivò a Hoyo de Pinares alla fine di aprile del 1935. Il periodo era particolarmente difficile. La Spagna viveva una crescente polarizzazione politica e sociale e, nella primavera-estate del 1936, la situazione degenerò rapidamente fino allo scoppio della guerra civile.
Nel suo breve ministero a Hoyo de Pinares, Bermejo si distinse per la vicinanza alla popolazione. Le testimonianze lo ricordano come sacerdote impegnato nella catechesi e nell'educazione dei bambini e dei giovani, nella visita agli ammalati e nell'aiuto ai poveri. Viene inoltre descritto come uomo semplice, laborioso, prudente e attento a promuovere la pace e la comprensione. La sua attività pastorale gli procurò la stima di numerosi abitanti, anche di persone lontane dalla pratica religiosa.
Il 18 luglio 1936 ebbe inizio la rivolta militare che sfociò nella guerra civile. Nelle zone rimaste sotto il controllo delle forze repubblicane si intensificò anche la persecuzione contro esponenti e istituzioni della Chiesa cattolica. A Hoyo de Pinares la chiesa parrocchiale fu requisita il 19 luglio. L'edificio venne utilizzato come deposito di viveri; alcune immagini sacre furono danneggiate e oggetti e paramenti liturgici furono asportati o profanati.
Bermejo Miranda e la madre furono confinati nella casa parrocchiale. Il sacerdote non poteva più celebrare pubblicamente la Messa né svolgere il ministero pastorale. Alcuni fedeli continuarono tuttavia ad assistere clandestinamente lui e la madre, portando loro cibo e notizie, nonostante i rischi personali.

La scelta di rimanere
Di fronte al pericolo, alcuni parrocchiani gli proposero di fuggire verso Ávila, città rimasta sotto il controllo delle forze nazionaliste. Bermejo Miranda rifiutò di allontanarsi. La decisione fu determinata da due motivi che le testimonianze pongono in stretta relazione: non voleva abbandonare i suoi fedeli e non intendeva lasciare sola la madre anziana.
Nel frattempo arrivarono le notizie dell'uccisione di altri sacerdoti della zona, tra cui Basilio Sánchez García, parroco di Navalperal de Pinares, e José Máximo Moro Briz, parroco di Cebreros. Per Bermejo Miranda divenne quindi evidente il rischio che correva. Nonostante questo, rimase nella casa parrocchiale sotto sorveglianza.
I circa quaranta giorni trascorsi in questa condizione furono caratterizzati, secondo le testimonianze raccolte successivamente, dalla preghiera, dalla lettura e dallo studio. La sua permanenza forzata nella casa canonica costituì l'ultima fase della sua vita sacerdotale.

Il martirio
All'alba del 28 agosto 1936 alcuni miliziani si presentarono alla casa parrocchiale. Bermejo Miranda comprese che era giunto il momento della sua cattura. Prima di essere portato via, abbracciò la madre. Una tradizione agiografica raccolta nelle testimonianze della causa riferisce che, di fronte alla derisione di uno dei miliziani, il sacerdote difese con fermezza e serenità il diritto di un figlio a salutare per l'ultima volta la propria madre.
Il sacerdote fu quindi condotto via in automobile. Il gruppo si diresse verso Cebreros e poi verso El Barraco, raggiungendo la zona del bacino del Burguillo e il ponte della Gaznata. Nei pressi di una parete di una vigna, a circa trecento metri dalla casetta dei cantonieri, Agustín Bermejo Miranda fu ucciso. Era circa mezzogiorno. Il luogo apparteneva al territorio comunale di El Barraco.
Una testimonianza riferita dalle fonti sostiene che uno dei miliziani coinvolti nella sua morte avrebbe successivamente riconosciuto il coraggio del sacerdote e raccontato di non essere riuscito a costringerlo a compiere il gesto del pugno chiuso, simbolo dell'adesione politica richiesta dai suoi persecutori. La stessa tradizione riferisce che Bermejo Miranda sarebbe morto invocando Cristo Re. Poiché questo particolare deriva da una testimonianza indiretta riportata dopo gli eventi, va distinto dal dato storico fondamentale, ossia la sua uccisione e il riconoscimento ecclesiale del carattere martiriale della morte.

Il destino delle reliquie
Dopo l'uccisione, il corpo rimase per qualche tempo insepolto. Le fonti riferiscono che successivamente alcuni miliziani tentarono di bruciarlo. Alcuni cantonieri provvidero quindi a seppellire ciò che rimaneva del cadavere nelle vicinanze del luogo del martirio.
In seguito i resti furono esumati e trasferiti al cimitero di El Barraco e poi nella chiesa parrocchiale di Puerto Castilla, paese natale del sacerdote. Quando la causa di beatificazione fu introdotta presso la Congregazione delle Cause dei Santi, le reliquie di Bermejo Miranda furono trasferite nella cappella dei martiri della Cattedrale di Ávila. Nel 2013 vi erano già collocate insieme a quelle degli altri quattro sacerdoti abulensi della medesima causa.
La diocesi di Ávila conferma che i resti dei cinque sacerdoti martiri sono oggi venerati nella Cattedrale.

La causa di beatificazione
Agustín Bermejo Miranda fu inserito nella causa dei cinque sacerdoti della diocesi di Ávila comprendente José Máximo Moro Briz, José García Librán, Juan Mesonero Huerta e Damián Gómez Jiménez. La documentazione della causa fu esaminata individualmente nell'ambito del più ampio procedimento relativo ai martiri della persecuzione religiosa in Spagna nel XX secolo.
Il 27 marzo 2013 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con il quale veniva riconosciuto il martirio di José Máximo Moro Briz e dei quattro compagni sacerdoti, tra i quali Agustín Bermejo Miranda, uccisi per odio alla fede. Il riconoscimento del martirio rese possibile la beatificazione senza la necessità di un miracolo attribuito alla loro intercessione.
La beatificazione si svolse il 13 ottobre 2013 a Tarragona, durante l'Anno della fede. La celebrazione, presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, riguardò complessivamente 522 martiri spagnoli del XX secolo. Papa Francesco partecipò spiritualmente alla celebrazione attraverso una videomessaggio nel quale ricordò il significato cristiano della testimonianza dei martiri.

Il significato della sua testimonianza
La vicenda di Agustín Bermejo Miranda presenta un elemento caratteristico che merita particolare attenzione: il suo martirio non fu separato dalla sua precedente attività pastorale. Il sacerdote non cercò il confronto politico né ricoprì un ruolo pubblico nella contesa civile. La sua vita si era svolta soprattutto nell'ordinaria cura delle comunità affidategli.
Proprio questa dimensione rende particolarmente significativa la sua vicenda. Il riconoscimento ecclesiale del martirio riguarda infatti un sacerdote che, nel momento della persecuzione, rimase legato al proprio ministero, ai fedeli e alla madre. La decisione di non fuggire, pur consapevole del pericolo, costituisce il punto culminante della sua breve esistenza.
La Chiesa non presenta quindi Agustín Bermejo Miranda come protagonista di un'attività politica, ma come sacerdote che affrontò la persecuzione in quanto ministro della Chiesa e credente. Il decreto pontificio del 2013 ha qualificato la sua morte come martirio per odio alla fede.

Rapporti con gli altri martiri abulensi
Bermejo Miranda appartiene a un gruppo di cinque sacerdoti della diocesi di Ávila uccisi nell'estate del 1936 in località diverse della provincia. José Máximo Moro Briz fu ucciso il 24 luglio; José García Librán il 14 agosto; Juan Mesonero Huerta il 15 agosto; Damián Gómez Jiménez il 19 agosto; Agustín Bermejo Miranda il 28 agosto.
La diocesi di Ávila li ricorda come un gruppo unitario di sacerdoti che subirono il martirio durante la persecuzione religiosa del 1936. I loro resti sono oggi custoditi nella Cattedrale di Ávila.

Culto e memoria
La memoria liturgica individuale di Agustín Bermejo Miranda ricorre il 28 agosto, giorno della sua morte. Nello stesso giorno il calendario dei santi ricorda anche altri martiri del XX secolo, tra cui il beato Francisco López Navarrete e il beato Mauro Palazuelos Maruri.
I cinque sacerdoti martiri della diocesi di Ávila sono inoltre ricordati insieme il 6 novembre, memoria dei martiri spagnoli del XX secolo. La diocesi continua a celebrare la loro memoria e a custodirne le reliquie nella Cattedrale.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-13

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