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Montgay, Spagna, 18 ottobre 1903 - Lleida, Spagna, 20 agosto 1936
Fu un sacerdote della diocesi di Urgell, nato a Montgai, in Catalogna, il 18 ottobre 1903. Dopo una prima formazione presso il seminario francescano di Balaguer, proseguì gli studi nel seminario di La Seu d'Urgell, dedicandosi al latino, alla filosofia, alla teologia e alla morale. Ordinato sacerdote il 2 giugno 1928, svolse il ministero pastorale in diverse comunità della diocesi: Tèrmens, Linyola, Albesa e La Cardosa. Dal dicembre 1933 fu economo di Mont-roig, incarico che conservò fino alla morte. Lo scoppio della guerra civile spagnola, nel luglio 1936, sconvolse la sua esistenza. Di fronte alla persecuzione anticattolica, Paolo cercò rifugio nella nativa Montgai, dove si trovava anche il fratello Francesc, carmelitano scalzo. I due rimasero nascosti per alcuni giorni. Quando i persecutori minacciarono la famiglia, decisero di consegnarsi al comitato locale. Furono arrestati, trasferiti a Lleida e incarcerati. Il 20 agosto 1936 furono fucilati nel cimitero cittadino insieme al carmelitano padre Silverio di San Luigi Gonzaga. La Chiesa riconobbe ufficialmente il loro martirio in odium fidei. Papa Francesco autorizzò la promulgazione del relativo decreto il 3 giugno 2013 e Paolo Segalá fu beatificato a Tarragona il 13 ottobre dello stesso anno, insieme ad altri 521 martiri della persecuzione religiosa in Spagna.
Etimologia: Dal latino Paulus e significa 'piccolo', 'umile'.
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Paolo nacque a Montgai, nella comarca della Noguera, allora appartenente alla diocesi di Urgell. Era figlio di Josep Segalà Sorribes e Cecilia Solé Massana. Fu battezzato nella parrocchia del paese il 22 ottobre 1903, quattro giorni dopo la nascita. Nel 1917 entrò nel seminario dei francescani di Balaguer, dove compì i primi due anni di studio del latino. Nel 1919 passò al seminario diocesano di La Seu d'Urgell, proseguendo una formazione ecclesiastica destinata a prepararlo al sacerdozio. Il percorso formativo fu articolato e relativamente lungo. Dopo gli studi di latino affrontò quelli filosofici, quindi la teologia e, negli ultimi anni, la morale. La documentazione della diocesi di Lleida permette di fissare le principali tappe: filosofia nel 1921, teologia dal 1923 e studi di morale nel biennio 1927-1928. Questa formazione si inseriva nella tradizione del clero diocesano catalano del tempo, fortemente legato alla vita delle parrocchie rurali e alla formazione religiosa delle popolazioni locali.
Il ministero sacerdotale Paolo fu ordinato sacerdote il 2 giugno 1928 nella chiesa del Santo Cristo di Balaguer. Pochi giorni dopo, l'8 giugno, ricevette il primo incarico come vicario di Tèrmens. La sua attività pastorale lo portò successivamente in diverse comunità della diocesi. Il 18 giugno 1929 fu nominato economo di Linyola e, il 30 ottobre dello stesso anno, vicario maestro di Albesa. Nel giugno 1931 ricevette l'incarico di vicario della Cardosa. Il 17 dicembre 1933 fu nominato economo di Mont-roig, negli attuali Plans de Sió. Fu l'ultimo incarico pastorale della sua vita. La diocesi di Urgell lo ricorda infatti come sacerdote impegnato nella cura pastorale delle comunità che gli erano state affidate. La documentazione conservata non presenta Paolo come autore di opere teologiche o spirituali di particolare rilievo. La sua figura emerge piuttosto attraverso il ministero ordinario del sacerdote diocesano: formazione, cura delle parrocchie e presenza pastorale. È proprio questa dimensione quotidiana a caratterizzare la sua vicenda.
La guerra civile e la persecuzione religiosa Nel luglio 1936 la guerra civile spagnola provocò una radicale trasformazione della situazione politica e sociale. In diverse zone della Catalogna si sviluppò una violenta persecuzione contro sacerdoti, religiosi e religiose e contro persone identificate con la Chiesa. La Santa Sede, nel decreto di riconoscimento del martirio, inserì Paolo Segalá nella causa comprendente quattro Carmelitani Scalzi e lo qualificò espressamente come sacerdote diocesano ucciso in odio alla fede. Per Paolo il pericolo divenne concreto nell'estate del 1936. Lasciata la propria sede pastorale, cercò rifugio presso la famiglia a Montgai. Qui era giunto anche il fratello Francesc Segalà Solé, carmelitano scalzo con il nome religioso di padre Francesco dell'Assunzione, che era fuggito da Barcellona dopo alcune detenzioni e dopo la dispersione della sua comunità. I due fratelli rimasero nascosti per alcuni giorni nel territorio di Montgai. La situazione divenne però sempre più pericolosa. Secondo la documentazione diocesana, fu loro fatto sapere che, qualora non si fossero presentati, i familiari avrebbero potuto essere uccisi. Di fronte alla minaccia, Paolo e Francesc decisero di consegnarsi al comitato locale. Furono quindi arrestati e trasferiti a Lleida, dove vennero incarcerati. La decisione di consegnarsi non deve essere letta come un gesto privo di consapevolezza del pericolo. Le fonti descrivono una scelta compiuta nel contesto di una minaccia concreta alla famiglia. La successiva qualificazione ecclesiale del loro sacrificio come martirio riguarda soprattutto il motivo per cui furono perseguitati e uccisi, cioè la loro identità sacerdotale e religiosa e la fedeltà alla fede cristiana.
Il martirio a Lleida Il 20 agosto 1936 Paolo fu prelevato dal carcere di Lleida insieme al fratello Francesc e al carmelitano padre Silverio di San Luigi Gonzaga. Furono condotti al cimitero della città e fucilati. La stessa giornata fu segnata dall'esecuzione di numerosi altri sacerdoti, religiosi e laici. Secondo la documentazione relativa al gruppo, le vittime uccise quel giorno furono complessivamente 77. I corpi furono deposti in una fossa comune del cimitero di Lleida. Per questa ragione non è stata conservata una tomba individuale di Paolo Segalá Solé e non risultano reliquie individualmente riconoscibili. La circostanza che Paolo morisse insieme al fratello Francesc costituisce uno degli elementi più caratteristici della sua vicenda. I due fratelli, entrambi sacerdoti, appartenevano però a realtà ecclesiali differenti: Paolo era sacerdote diocesano di Urgell, mentre Francesc era religioso professo dei Carmelitani Scalzi. Il martirio dei cinque membri della causa fu successivamente riconosciuto dalla Chiesa come avvenuto in odio alla fede. La formula utilizzata dalla Santa Sede non presenta quindi la loro morte semplicemente come una conseguenza generica della guerra civile, ma la colloca nel contesto specifico della persecuzione religiosa.
La causa di beatificazione La fama del martirio dei cinque Servi di Dio si diffuse nella comunità ecclesiale e portò all'apertura del processo informativo presso la diocesi di Lleida. L'inchiesta diocesana si svolse tra il 1952 e il 1954; la validità giuridica del processo fu riconosciuta con decreto della Congregazione delle Cause dei Santi il 31 gennaio 1992. La causa comprendeva i quattro Carmelitani Scalzi Giovanni di Gesù, Bartolomeo della Passione, Silverio di San Luigi Gonzaga e Francesco dell'Assunzione, insieme al sacerdote diocesano Paolo Segalá Solé. Nel 2000 fu presentata alla Congregazione delle Cause dei Santi la Positio super martyrio. Il 4 dicembre 2010 i consultori teologi espressero parere favorevole. Successivamente, nella sessione ordinaria del 7 maggio 2013, cardinali e vescovi membri della Congregazione riconobbero che i cinque Servi di Dio erano stati uccisi per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Il 3 giugno 2013 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio.
La beatificazione a Tarragona La beatificazione fu celebrata a Tarragona il 13 ottobre 2013. La celebrazione, presieduta dal cardinale Angelo Amato come delegato di papa Francesco, riunì 522 martiri della persecuzione religiosa del XX secolo in Spagna. Tra loro figurava anche Paolo Segalá Solé. La Lettera apostolica di papa Francesco stabilì che i nuovi beati fossero iscritti tra i beati martiri e indicò per il gruppo la memoria liturgica del 6 novembre. Il documento pontificio cita espressamente Paolo Segalá Solé come presbyter dioecesanus, sacerdote diocesano, insieme ai quattro Carmelitani Scalzi della medesima causa. La celebrazione del 2013 concluse così un iter iniziato molti decenni prima. La beatificazione non fu fondata sul riconoscimento di un miracolo, poiché nel caso dei martiri la beatificazione può avvenire attraverso il riconoscimento ecclesiale del martirio, senza la necessità di un miracolo attribuito alla loro intercessione.
Il fratello Francesc e la dimensione familiare del martirio Un elemento singolare della biografia di Paolo è il rapporto con il fratello Francesc Segalà Solé. Nato nel 1912, nove anni dopo Paolo, Francesc entrò dapprima nel seminario di Urgell, ma in seguito passò al seminario minore dei Carmelitani Scalzi di Palafrugell. Nel 1928 iniziò il noviziato a Tarragona e assunse il nome religioso di Francesco dell'Assunzione. Fu ordinato sacerdote nel 1936 e pochi mesi dopo venne ucciso insieme al fratello Paolo. La corrispondenza tra i due fratelli durante gli anni della formazione di Francesc documenta un legame personale che accompagnò entrambi nel cammino sacerdotale. La loro morte comune costituisce pertanto un episodio particolarmente significativo all'interno della storia dei martiri della Chiesa di Urgell e dei Carmelitani Scalzi di Catalogna.
Autore: Giampietro Cattini
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