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Bell-lloc d’Urgell, Spagna, 25 luglio 1911 - Monzón, Spagna, 12 agosto 1936
Appartiene alla schiera dei numerosi sacerdoti che pagarono con la vita la propria fedeltà alla Chiesa durante la persecuzione religiosa scoppiata in Spagna all'inizio della Guerra Civile. Nato nel 1911 in Catalogna, mostrò fin da ragazzo una vocazione limpida e precoce, alimentata da una profonda vita spirituale, da una sincera devozione mariana e dall'amore per la liturgia. Ordinato sacerdote nel giugno 1935, poté esercitare il ministero per poco più di un anno nella parrocchia di Santa María di Monzón, distinguendosi per lo zelo pastorale, la cura dei poveri, l'attenzione agli ammalati, la dedizione al confessionale e la formazione dei giovani attraverso l'Azione Cattolica e il canto liturgico. Arrestato durante la persecuzione anticattolica del 1936, affrontò la morte con straordinaria serenità, perdonando i propri uccisori e professando apertamente la fede in Cristo. Il suo martirio, riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa come avvenuto in odio alla fede, costituisce una significativa testimonianza della violenza religiosa che colpì il clero spagnolo negli anni della Guerra Civile.
Etimologia: Dall'ebraico Yosef e significa 'Dio aggiunga' oppure 'Dio accresca'.
Emblema: Abito sacerdotale, crocifisso, palma del martirio.
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Josep Nadal Guiu nacque il 25 luglio 1911 a Bell-lloc d'Urgell, nella provincia di Lleida, in una famiglia cristiana che favorì la maturazione della sua vocazione. Fin da bambino manifestò un carattere mite, equilibrato e generoso, qualità ricordate unanimemente da quanti lo conobbero. A soli undici anni entrò nel Seminario di Lleida. Gli anni della formazione furono segnati da uno studio serio e da una intensa vita interiore. I superiori lo consideravano un seminarista esemplare, capace di coniugare disciplina, pietà e disponibilità verso i compagni.
Gli anni del seminario Durante il percorso formativo sviluppò una particolare sensibilità musicale. Divenne organista del seminario e diresse il coro, contribuendo con competenza alla solennità delle celebrazioni liturgiche. Entrò inoltre nella Congregazione Mariana, della quale fu eletto presidente. La devozione alla Vergine Maria costituì uno dei tratti più caratteristici della sua spiritualità. Le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione descrivono un rapporto filiale con Maria, vissuto con semplicità, costanza e fiducia. Tra i modelli sacerdotali che maggiormente lo ispiravano emergeva san Giovanni Maria Vianney, il Curato d'Ars, del quale desiderava imitare l'umiltà, la dedizione pastorale e la disponibilità verso i penitenti.
Un ministero breve ma intenso Fu ordinato sacerdote il 15 giugno 1935 dal vescovo di Lleida, mons. Salvi Huix Miralpeix. Il giorno successivo, festa della Santissima Trinità, celebrò la sua prima Messa nella chiesa del paese natale. Ricevette quindi l'incarico di vicario cooperatore presso la parrocchia di Santa María di Monzón. Sebbene il suo ministero durasse appena poco più di un anno, lasciò un ricordo profondo. Fondò l'Azione Cattolica parrocchiale, organizzò un coro di ragazzi, dedicò molte ore al confessionale, visitò gli infermi e si distinse per la carità verso i poveri. L'Eucaristia rappresentava il centro della sua giornata e della sua spiritualità sacerdotale.
La persecuzione religiosa Nel luglio 1936 lo scoppio della Guerra Civile spagnola provocò, in vaste aree del Paese, una violenta persecuzione contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici. Anche Monzón fu coinvolta negli episodi di violenza anticlericale. Don Giuseppe comprese rapidamente il pericolo cui era esposto il clero. Poco tempo prima aveva scritto al fratello gemello, entrato nella Compagnia di Gesù, parole che sembrano anticipare il suo destino: «Vittima come sacerdote, e quindi per Cristo. Ecce adsum, eccomi, ciecamente.» Questa frase, conservata dalle testimonianze processuali, esprime la piena disponibilità con cui accettava l'eventualità del sacrificio.
Il martirio Il 12 agosto 1936 venne arrestato e condotto fuori città per essere fucilato. Le testimonianze riferiscono che affrontò gli esecutori senza manifestare paura. Dichiarò apertamente di morire per Cristo e perdonò coloro che stavano per ucciderlo. Colpito dai primi spari, era ancora vivo. Estrasse allora il crocifisso che portava con sé, lo mostrò ai suoi carnefici e pronunciò parole che la tradizione processuale ha tramandato: «Ora puoi uccidermi». Poco dopo venne raggiunto dal colpo mortale. Il suo comportamento durante l'esecuzione fu uno degli elementi che contribuirono alla diffusione della fama del suo martirio.
Il riconoscimento ecclesiale Negli anni successivi la Chiesa raccolse numerose testimonianze sulla sua morte e sulla motivazione religiosa dell'uccisione. Il 10 dicembre 2010 Papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto che riconosceva il martirio di Giuseppe Nadal Guiu e di Giuseppe Jordán Blecua, entrambi sacerdoti diocesani assassinati a Monzón il 12 agosto 1936 in odio alla fede. La beatificazione fu celebrata il 13 ottobre 2013 a Tarragona, insieme a numerosi altri martiri della persecuzione religiosa spagnola degli anni Trenta. Autore: Giampietro Cattini
Josep Nadal Guiu nacque il 25 luglio 1911 a Bell-lloc, Lleida, in Spagna. Fin da ragazzo, con il suo carattere dolce e gentile sentì di essere attratto dalla vocazione sacerdotale.
A soli undici anni entrò nel seminario di Lleida, dove divenne un esempio per tutti per la sua vita esemplare e la sua profonda pietà.
Desideroso di ambire alla perfezione cristiana e ad essere il tramite per la santificazione delle anime attraverso l'apostolato e lo spirito di sacrificio, amava il mondo del lavoro e desiderava ardentemente di imitare il Santo curato d’Ars .
In seminario divenne l’organista e il direttore del coro. Iscrittosi alla Congregazione mariana, ne divenne il presidente.
Il suo amore per la Vergine Maria era simile a quello di un bambino per la propria madre: tenero, affettuoso e sacrificato.
Il giorno 15 giugno 1935 fu ordinato sacerdote dal vescovo mons. Salvi Huix Miralpeix e il giorno successivo, festa della Santissima Trinità, celebrò la sua prima messa nella sua città natale.
Divenuto sacerdote fu nominato Coadiutore della parrocchia di Santa María de Monzón dove fondò l'Azione Cattolica che diresse con zelo giovanile.
Da bravo organista in parrocchia organizzò un coro di bambini. Quale sacerdote ebbe la massima cura per i poveri e gli ammalati. Oltre a trascorrere molte ore nel confessionale, dimostrò una grande devozione per l'Eucaristia.
Forse presagiva la sua morte di martire, quando scrisse a suo fratello gemello, divenuto gesuita, queste parole: “Vittima come sacerdote, e quindi per Cristo. Ecce adsum, eccomi, ciecamente”.
Dopo solo un anno di ministero sacerdotale a Monzón, è stato ucciso il giorno 12 agosto 1936.
I testimoni al martirio riportano che perdonò i suoi carnefici con queste parole: "Muoio per Cristo ... non ho paura di te ... e ti perdono in suo nome." Anche se gli spararono diversi colpi era ancora in vita quando mostrò ai suoi carnefici un crocifisso e lasciandolo cadere a terra disse: "Ora puoi uccidermi". Subito dopo l'ultimo proiettile lo fece morire.
La fama del martirio del sacerdote Josep Nadal Guiu e altri Servi di Dio si diffuse nella comunità ecclesiale e dopo i diversi processi, dopo che il pontefice Benedetto XVI, il 10 dicembre 2010 autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a pubblicare il Decreto super martyrio, è stato beatificato, durante il pontificato Papa Francesco, il 13 ottobre 2013 a Tarragona, in Catalogna.
Autore: Mauro Bonato
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