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Almería, Spagna, 21 novembre 1914 – Turón, Spagna, 22 maggio 1938
José Quintas Duran nacque ad Almería, nell’omonima provincia e diocesi, il 21 novembre 1914. Era membro dell’associazione dell’Adorazione Eucaristica notturna. Morì in odio alla fede cattolica il 22 maggio 1938 a Turón, in provincia di Granada. Inserito in un gruppo di 115 martiri della diocesi di Almeria, nel quale è compreso anche suo fratello Luis, è stato beatificato ad Aguadulce, presso Almería, il 25 marzo 2017.
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Nato ad Almería, in Spagna, il 21 novembre 1914, José Quintas Duran fu
battezzato nella chiesa parrocchiale di San Pedro. Era il primogenito di otto
fratelli. Così ha ricordato i suoi primi anni sua sorella, Doña Julia: “Mio
fratello è stato bravo fin dall’infanzia perché ha ricevuto buoni esempi dai
miei genitori. Era un buon cristiano, aiutava tutti coloro che avevano bisogno
di lui; apparteneva all’Adorazione Notturna ed alla Congregación de los Luises,
dove svolgeva le sue attività di formazione e di lavoro apostolico. Ho
accompagnato mio padre a visitare malati e bisognosi ogni domenica. Ha vissuto
una grande vita di misericordia. Andava a Messa, si confessava e si comunicava
ogni domenica. Eravamo uniti. Aveva devozione per la Vergine Santa, che potevo
osservare a causa dell’entusiasmo con cui pregava e parlava di Lei; in famiglia
pregavamo il Rosario ogni giorno”. Il 1° luglio 1936 fu arruolato come soldato,
rimandando i suoi studi di medicina. Con licenza allo scoppio della guerra
civile spagnola, è stato arrestato insieme a due dei suoi fratelli.
Martirizzato suo fratello, il Beato Luis, il più giovane ricevette una brutale
botta e fece ritorno a casa. Rimase in prigione, fino a quando non fu mandato
al fronte di Cuenca. Essendo in congedo ad Almería, il 4 aprile 1938 fu
nuovamente arrestato dopo che fu scoperta la sua appartenenza ai Luises. Il 3
maggio venne trascinato a Turon, dove subì una vera tortura. Il 22 maggio, dopo
una giornata estenuante, fu costretto a scavare una fossa. Suo fratello Don
Mario così raccontò il martirio: “Quando ebbe scavato la fossa, fu colpito alle
ginocchia, sdraiato nella fossa. Quando cominciarono a farlo uscire per
seppellirlo, mio fratello, ancora vivo, gridò: “Per Dio, finitemi che Dio vi
perdonerà”. Morì chiedendo perdono per i suoi nemici”. Aveva solamente ventitré
anni. Inserito in un gruppo di 115 martiri della diocesi di Almeria, nel quale
è compreso anche suo fratello Luis, è stato solennemente beatificato ad Aguadulce, presso
Almería, il 25 marzo 2017, sotto il pontificato di Papa Francesco.
Autore: Don Fabio Arduino
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