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Sant' Abele di Reims Vescovo
Festa:
5 agosto
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† Abbazia di Lobbes, odierna Belgio, 5 agosto 764/770
Resse la sede arcivescovile di Reims dal 744 al 748, in uno dei periodi più complessi della Chiesa franca. Nella cronotassi ufficiale della diocesi è generalmente collocato al ventottesimo posto, tra Milone di Treviri e Turpino, sebbene alcune liste episcopali lo pongano al trentesimo. Il suo nome figura nell'antico catalogo dei vescovi di Reims, già noto all'epoca dell'arcivescovo Incmaro e utilizzato da Flodoardo nella Historia Remensis ecclesiae. Probabilmente originario della Scozia o dell'Irlanda, era monaco dell'Abbazia di Lobbes quando Pipino il Breve lo designò a succedere a Milone di Treviri, accusato di aver concentrato nelle proprie mani numerosi uffici ecclesiastici. L'autorità del suo predecessore rimase però così forte che, secondo alcuni storici, Abele esercitò il governo della diocesi solo nominalmente; lo stesso Flodoardo riferisce che alcuni suoi contemporanei lo consideravano un semplice corepiscopo. Impossibilitato a svolgere pienamente il proprio ministero, rinunciò alla sede di Reims e fece ritorno all'Abbazia di Lobbes, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita e morì tra il 764 e il 770.
Etimologia: Dall'ebraico Hebel, soffio, alito, fragilità della vita.
Emblema: Pastorale, abiti vescovili, libro, monastero di Lobbes.
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Le notizie sulle origini di Abele (Abel, Abelus) sono scarse e non sempre concordi. Le fonti medievali lo indicano alternativamente come scozzese, irlandese oppure inglese. La maggior parte degli studiosi concorda comunque nel collocare la sua formazione nell'ambiente monastico delle Isole Britanniche, da cui provenivano numerosi missionari destinati all'evangelizzazione dell'Europa continentale durante il VII e l'VIII secolo. Queste divergenze dipendono dalla scarsità delle testimonianze contemporanee e dalla successiva elaborazione delle cronache medievali.
Monaco dell'Abbazia di Lobbes Abele entrò nell'Abbazia di San Pietro di Lobbes, uno dei principali centri monastici dell'attuale Belgio. Il monastero costituiva un importante polo culturale e spirituale della regione e manteneva stretti rapporti con il movimento missionario guidato da san Bonifacio. La tradizione lo descrive come un monaco colto, prudente e profondamente dedito alla vita religiosa, qualità che gli valsero la stima dei riformatori ecclesiastici del tempo.
La riforma della Chiesa franca Nel primo periodo carolingio molte sedi episcopali erano controllate da uomini legati al potere politico, spesso più interessati all'amministrazione dei beni ecclesiastici che alla cura pastorale. San Bonifacio, con l'appoggio di Carlomanno e soprattutto di Pipino il Breve, promosse una vasta riforma destinata a ristabilire la disciplina ecclesiastica e l'autorità dei vescovi. Durante il sinodo di Soissons del 744 Abele venne scelto per sostituire Milone di Treviri alla guida della Chiesa di Reims, una delle sedi più prestigiose della Gallia.
Un episcopato difficile L'elezione non bastò però a garantirgli il pieno esercizio del ministero episcopale. Milone continuò infatti a conservare un forte potere sulla diocesi e, secondo diverse testimonianze, impedì ad Abele di governare realmente la Chiesa di Reims. Alcuni storici ritengono addirittura che Abele abbia svolto il ruolo di corepiscopo o di amministratore senza poter esercitare tutte le prerogative dell'arcivescovo. Anche papa Zaccaria non gli concesse il pallio, preferendo conferirlo all'arcivescovo Artberto di Sens. Questa decisione limitò ulteriormente il riconoscimento della sua autorità metropolitana.
Il ritorno a Lobbes Resosi conto dell'impossibilità di svolgere efficacemente il proprio ministero, Abele lasciò Reims dopo pochi anni e fece ritorno alla sua abbazia. Qui riprese la vita monastica e si dedicò alla predicazione nelle regioni dell'Hainaut, delle Fiandre e dell'area di Liegi. Le fonti sottolineano soprattutto il suo stile umile e la sua perseveranza nella preghiera, più che grandi imprese pastorali o politiche.
Morte Morì nell'Abbazia di Lobbes il 5 agosto, probabilmente nel 764, anche se alcune tradizioni riportano una data leggermente posteriore. La sua memoria rimase viva nel monastero e nella Chiesa di Reims, dove venne ricordato come esempio di vescovo fedele alla riforma ecclesiastica nonostante le difficoltà incontrate.
Il culto Il culto di sant'Abele è attestato fin dall'Alto Medioevo. Il suo nome compare negli antichi cataloghi episcopali di Reims e nelle raccolte agiografiche medievali. I Bollandisti ne conservarono la memoria liturgica fissandola al 5 agosto, data rimasta nel Martirologio Romano. La venerazione è rimasta soprattutto locale, in particolare negli ambienti legati all'antica abbazia di Lobbes e alla diocesi di Reims.
Autore: Giampietro Cattini
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