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Beato Senen Lopez Cotz Chierico clarettiano, martire

Festa: 26 luglio

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Barcellona, Spagna 21 febbraio 1915 - Lleida, Spagna, 26 luglio 1936

Entrato molto giovane tra i Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, i Clarettiani fondati da sant'Antonio Maria Claret, affrontò con perseveranza una formazione resa difficile da una salute fragile. I superiori lo descrissero come intelligente, laborioso, profondamente legato alla Congregazione e sempre disponibile verso i confratelli. Nell'estate del 1936, mentre il clima rivoluzionario sfociava nella violenta persecuzione religiosa, fu costretto ad abbandonare la comunità di Cervera insieme agli altri studenti. Dopo pochi giorni di fuga venne catturato e imprigionato. Il 26 luglio 1936 fu fucilato presso il cimitero di Lleida insieme a padre Manuel Jové Bonet e ad altri tredici giovani clarettiani, tutti uccisi esclusivamente a motivo della loro fede e della loro appartenenza religiosa. La Chiesa ne ha riconosciuto il martirio nel 2016 e lo ha proclamato beato nel 2017 insieme ad altri 108 martiri clarettiani.

Etimologia: Senén deriva dal latino Senenus, nome di origine antica diffuso soprattutto nella tradizione catalana e spagnola.

Emblema: Palma del martirio, abito clarettiano, croce, talvolta raffigurato con il gruppo dei giovani martiri di Cervera.


Senén López Cotz nacque a Barcellona il 21 febbraio 1915 da Constantí López e Antònia Cotz. Ricevette il Battesimo nella cattedrale della città il 17 marzo dello stesso anno e la Confermazione il 25 aprile 1926.
Manifestò presto il desiderio di consacrarsi a Dio e fu accolto nel seminario minore dei Missionari Clarettiani, dove iniziò il cammino formativo verso il sacerdozio. A causa della giovane età dovette attendere prima di poter iniziare ufficialmente il noviziato.

Gli anni della formazione
Dopo l'inizio degli studi filosofici a Solsona, vestì l'abito religioso il 14 agosto 1930.
L'anno seguente una seria malattia toracica lo costrinse a interrompere la formazione e a tornare presso la famiglia per ricevere le cure necessarie. Una volta ristabilito rientrò nella Congregazione il 14 settembre 1931 e il 6 gennaio 1932 emise la professione religiosa.
Le difficoltà di salute continuarono però ad accompagnarlo. Tra il 1933 e il 1934 sospese nuovamente gli studi, trasferendosi a Barbastro per recuperare le forze. Nonostante questi ostacoli riuscì a completare il corso filosofico e ad avviare quello teologico, terminando gli studi a Cervera nel 1935.

Il giudizio dei superiori
Le testimonianze conservate negli archivi della Congregazione restituiscono il profilo di un giovane religioso serio e promettente.
Padre Pau Jansà lo definì dotato di talento, prudente, laborioso e molto affezionato alla Congregazione, pur osservando una certa sensibilità caratteriale. Altre relazioni lo descrivono come gentile, disponibile, collaborativo e importante per la vita della comunità.
Il 16 gennaio 1935 rinnovò la professione religiosa. Nei drammatici giorni del luglio 1936, rifugiato con la comunità nel monastero mercedario di San Ramon, pronunciò anche la professione perpetua insieme al confratello Josep Maria Casademont Vila, in circostanze ormai segnate dall'imminente persecuzione.

La persecuzione religiosa del 1936
Nel luglio 1936 l'insurrezione militare e la successiva guerra civile provocarono, in molte zone della Spagna repubblicana, una vasta persecuzione contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici.
La comunità clarettiana di Cervera fu costretta ad abbandonare la casa religiosa. I giovani seminaristi cercarono rifugio in varie località della Catalogna, spostandosi inizialmente verso Mas Claret e poi in piccoli gruppi, nella speranza di passare inosservati.
Il tentativo fallì. Durante il cammino furono riconosciuti, arrestati e consegnati ai comitati rivoluzionari locali.

Il martirio
Anche padre Manuel Jové Bonet si consegnò spontaneamente per condividere la sorte dei suoi studenti.
La mattina del 26 luglio 1936 i quindici religiosi vennero caricati su un camion, legati a due a due e trasportati verso il cimitero di Lleida. Durante il tragitto trascorsero il tempo nella preghiera.
Giunti sul luogo dell'esecuzione furono fucilati uno dopo l'altro. Le testimonianze riferiscono che affrontarono la morte con serenità, perdonando i persecutori e professando la loro fede. Senén López Cotz aveva soltanto ventuno anni. La Chiesa considera la loro uccisione un autentico martirio "in odium fidei", cioè motivato dall'odio verso la fede cristiana.

Il riconoscimento ecclesiale
La causa dei martiri clarettiani fu istruita insieme a quella di altri confratelli uccisi durante la guerra civile.
L'8 febbraio 2016 i consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi espressero parere favorevole sul martirio. Il 21 dicembre 2016 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto che riconosceva il sacrificio di Senén López Cotz e di altri 108 Missionari Clarettiani.
La beatificazione fu celebrata il 21 ottobre 2017 nella Basilica della Sagrada Familia di Barcellona, con il cardinale Angelo Amato quale legato pontificio.

Il culto
Il culto del Beato Senén López Cotz è strettamente legato a quello dei 109 Martiri Clarettiani della guerra civile spagnola.
La Congregazione celebra annualmente la loro memoria il 1° febbraio, mentre numerose pubblicazioni e calendari liturgici ricordano il gruppo anche nelle rispettive date del martirio. Il sito Santi e Beati lo commemora il 26 luglio, anniversario della sua uccisione.

I rapporti con gli altri martiri
Senén condivise gli ultimi giorni con padre Manuel Jové Bonet e con tredici giovani confratelli provenienti dalla comunità di Cervera. La loro vicenda rappresenta uno degli episodi più significativi della persecuzione contro i Clarettiani durante la guerra civile spagnola.

La Congregazione Clarettiana
I Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, fondati nel 1849 da sant'Antonio Maria Claret, subirono perdite gravissime durante la guerra civile. I 109 martiri beatificati nel 2017 appartengono a diverse comunità religiose della Congregazione e costituiscono uno dei più numerosi gruppi di martiri clarettiani riconosciuti dalla Chiesa.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il Beato Senén López Cotz nacque a Barcellona da Constantí e Antònia, il 21 febbraio 1915. Fu battezzato il 17 marzo da don Plácido Buezo nella cattedrale della città. Ricevette il sacramento della confermazione il 25 aprile 1926.
Senén López Cotz entrò da bambino nel seminario minore clarettiano, tra i Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, detti Clarettiani dal nome del fondatore, sant’Antonio Maria Claret, ma essendo troppo giovane non poté entrare in noviziato. Dopo l’inizio dei suoi studi di filosofia a Solsona, vestì l’abito religioso il 14 agosto 1930. A causa di una malattia al torace l’anno successivo il 23 maggio 1931 dovette tornare a casa a curarsi.
Una volta recuperate le forze fisiche rientrò tra i clarettiani il 14 settembre 1931, emettendo la propria professione religiosa il 6 gennaio 1932 insieme ad altri novizi tedeschi.
Il giorno successivo ritorna a Solsona per continuare gli studi, ma la salute non gli permise di continuare. Infatti, decise di sospenderli per un anno tra l’agosto 1933 e l’agosto 1934, recandosi a Barbastro.
Anche se tra mille difficoltà riuscì a terminare gli studi filosofici e i primi studi di teologia a Solsona, concludendo il ciclo degli studi a Cervera nel 1935.
Il suo superiore, padre Pau Jansà scrivendo al padre generale della congregazione, Nicolás García dice che Senén López è dotato di talento, si comporta molto bene ed è molto affezionato alla Congregazione. E’ un po’ nervoso, ma è prudente e laborioso.
In un’altra nota Senén è stato descritto come una persona gentile, eccellente, sempre disponibile e accondiscendente e che riveste un ruolo importante per la comunità.
Il 16 gennaio 1935 ha rinnovato la sua professione religiosa, firmandone l’atto con il suo futuro compagno di martirio Lluís Plana.
Nel monastero mercedario di San Ramon, quando l’intera comunità, a causa della rivoluzione venne cacciata da Cervera, egli fece la sua professione perpetua insieme a Josep Maria Casademont Vila.
Subito dopo la comunità si avviò verso Mas Claret, una fattoria a sette chilometri da Cervera, già luogo di vacanze per i Missionari. Arrivati a destinazione, un gruppo, con padre Manuel Jové Bonet, si diresse a Vallbona de les Monges, villaggio natale di quest’ultimo. Al tramonto giunsero a Giunti a Montornés, dove furono bene accolti e poterono sfamarsi. Il mattino seguente, passando per Guimerà, decisero di andare a coppie, ma il progetto non servì: i giovani furono catturati mentre si stavano riposando.
Anche Padre Jové, si consegnò al Comitato rivoluzionario di Ciutadilla, dov’erano stati imprigionati i giovani, fra cui Senén López.
Alle otto di mattina di domenica 26 luglio, furono caricati su un camion furono legati ai polsi e ai piedi, a due a due. Dopo un paio d’ore di viaggio, che i religiosi trascorsero in preghiera e meditazione, furono slegati ai piedi e condotti presso il cimitero di Lerida, dove furono tutti fucilati.
Quella mattina anche Senén López Cotz venne ucciso, insieme a padre Manuel Jové e i suoi 13 compagni.
Il 21 dicembre 2016, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui Senén López Cotz e i suoi 108 compagni e confratelli sono stati riconosciuti martiri in odio alla fede cattolica.
La loro beatificazione è stata celebrata il 21 ottobre 2017, nella basilica della Sagrada Familia a Barcellona.
La memoria liturgica di tutto il gruppo dei martiri della congregazione clarettiana, è stata fissata nel giorno 1 febbraio. Noi in questo sito li ricordiamo il 26 luglio, giorno del loro martirio.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-07-21

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