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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beata Maria Mascalda Romano Colonna Calafato Condividi su Facebook

Beata Maria Mascalda Romano Colonna Calafato Vedova e monaca

Festa: 17 ottobre

Messina, 1407 - Messina, 17 ottobre 1482

Mascalda Romano Colonna Calafato, al secolo Maria, chiamata anche Maya o Madia, fu una donna messinese del XV secolo appartenente a una famiglia di rango elevato, ricordata nella tradizione francescana come madre di Santa Eustochia Smeralda Calafato. Dopo il matrimonio con Bernardo Cofino, detto Calafato, rimase vedova e si avvicinò alla spiritualità dell'Osservanza francescana, entrando nel Terz'Ordine e dedicandosi alla preghiera, alla penitenza e alle opere di carità. In seguito entrò nella comunità delle clarisse legata alla riforma promossa dalla figlia Eustochia e ne sostenne l'opera anche materialmente. La sua memoria è rimasta strettamente associata a quella della figlia e al monastero di Montevergine, centro della tradizione clariana riformata a Messina. La ricostruzione della sua vita presenta tuttavia alcuni elementi tramandati da fonti tarde e dalla tradizione francescana, mentre le attestazioni sulla sua identità, sulla maternità di Eustochia, sull'appartenenza al Terz'Ordine e sulla morte nel 1482 sono meglio radicate nella tradizione storica successiva.



Maria Romano Colonna (Maya Romano Colonna; Madia Romano Colonna; Mascalda Romano; Mascalda Colonna Calafato; Eustochio Colonna Calafato) nacque a Messina nel 1407. Le fonti agiografiche la identificano come figlia di Nicolò Romano Colonna, barone di Fiumedinisi. Il cognome Calafato deriva invece dal marito, Bernardo Cofino, ricordato anche come Bernardo Calafato. Le fonti moderne non sono uniformi nel descrivere l'origine sociale della coppia: alcune tradizioni presentano Mascalda come appartenente a una famiglia nobile, mentre la documentazione relativa alla figlia Eustochia utilizzata dalla Santa Sede presenta Bernardo Cofino e Mascalda Romano come persone di condizione modesta.
Secondo la tradizione agiografica, Maria avrebbe desiderato dedicarsi alla vita religiosa, ma fu data in matrimonio. Dalla sua unione con Bernardo Cofino nacquero diversi figli, tra i quali Smeralda, futura santa Eustochia, e Mita, tradizionalmente venerata come beata Franceschina. Il numero complessivo dei figli è riportato in maniera divergente dalle fonti: alcune ne indicano quattro, mentre una tradizione locale ne elenca sei. Per questo dato non esiste uniformità sufficiente per stabilire con certezza il numero complessivo.
Il racconto dei maltrattamenti subiti da Maria da parte del marito appartiene soprattutto alla tradizione agiografica successiva. Le fonti che lo riferiscono la presentano come donna dedita alla preghiera, alla penitenza e alle opere di misericordia, in contrasto con lo stile di vita del marito. L'episodio non è documentato da una testimonianza contemporanea indipendente.

L'incontro con la spiritualità francescana
La vita religiosa di Mascalda è legata alla diffusione dell'Osservanza francescana nella Messina del Quattrocento. La documentazione ufficiale relativa a Santa Eustochia ricorda che sua madre Mascalda Romano era seguace della spiritualità francescana e che, dopo avere ascoltato la predicazione del beato Matteo d'Agrigento, entrò nel Terz'Ordine francescano. La stessa fonte vaticana sottolinea l'influenza esercitata dalla madre sulla formazione religiosa della figlia Smeralda.
La data 1448, spesso indicata come anno dell'ingresso di Mascalda nel Terz'Ordine dopo la morte del marito, appartiene alla ricostruzione tradizionale della sua vita. Le fonti consultate non consentono di stabilire con certezza il giorno o il mese dell'ingresso. La tradizione la descrive quindi come terziaria francescana dedita alla preghiera, alla penitenza e alla carità.

La madre di Eustochia
Il legame con Smeralda Calafato costituisce l'elemento meglio attestato della memoria di Mascalda. Gli atti pontifici relativi alla canonizzazione di Eustochia identificano infatti Mascalda Romano come sua madre. La Santa Sede ricorda inoltre che Mascalda trasmise alla figlia la propria formazione religiosa francescana e la devozione alla vita di penitenza e di preghiera.
Smeralda nacque a Messina nel 1434 ed entrò successivamente tra le clarisse, assumendo il nome di Eustochia. La futura santa promosse una riforma della vita religiosa clariana che portò alla nascita della comunità poi stabilita nel monastero di Montevergine. La presenza di Mascalda nella vicenda della figlia è ricordata dalle fonti francescane come quella di una madre che ne condivise e sostenne l'orientamento spirituale.

La vita tra le clarisse
Dopo la vedovanza, Mascalda entrò nella vita religiosa. La tradizione francescana la presenta dapprima come terziaria e successivamente come clarissa presso la comunità con la quale era legata la figlia Eustochia. Alcune fonti collocano il suo ingresso nella comunità delle clarisse di Santa Maria di Basicò, mentre altre lo collegano direttamente alla comunità poi trasferita a Montevergine. La successione precisa delle diverse fasi della sua vita religiosa non è documentata con la stessa sicurezza della sua appartenenza alla spiritualità francescana e del suo rapporto con Eustochia.
La tradizione le attribuisce un ruolo di sostegno alla riforma promossa da Eustochia. In particolare, Mascalda avrebbe contribuito anche attraverso i propri beni alle esigenze della nuova comunità. Il monastero di Montevergine divenne il centro della riforma clariana promossa da Eustochia e rimase strettamente legato alla memoria della madre.

Gli ultimi anni e la morte
Mascalda morì a Messina il 17 ottobre 1482. La data è quella costantemente associata alla sua memoria nel calendario francescano e nella tradizione agiografica. La tradizione la ricorda morta 'in concetto di santità', espressione che riflette la venerazione sviluppatasi intorno alla sua figura.
La sua morte precedette di alcuni anni quella della figlia Eustochia, morta nel 1485 secondo la cronologia oggi adottata dalla documentazione ecclesiastica. Il rapporto fra le due figure contribuì in modo determinante alla conservazione della memoria di Mascalda, la cui venerazione rimase connessa a quella della figlia e al monastero messinese di Montevergine.

Il culto e le reliquie
La memoria di Mascalda è attestata nella tradizione francescana come quella di una vedova e terziaria poi clarissa. Il santorale francescano la presenta come 'Mascalda Romano-Colonna', terziaria francescana e poi clarissa, madre di Eustochia Smeralda Calafato.
Le reliquie attribuite a Mascalda sono venerate a Montevergine, a Messina, nella stessa cappella nella quale è custodita la memoria della figlia Eustochia. Una tradizione locale riferisce che il cranio di Mascalda fu ritrovato durante il Giubileo del 1750 e collocato in una piccola urna insieme al cranio attribuito alla figlia Mita, detta Franceschina. L'identificazione delle reliquie appartiene alla storia cultuale successiva e non equivale a una prova documentaria dell'identità dei resti.

Stato del culto
Mascalda è tradizionalmente chiamata beata e compare nel santorale francescano con memoria il 17 ottobre. Non risulta invece una beatificazione pontificia paragonabile a quella della figlia Eustochia, che fu beatificata da Pio VI nel 1782 e canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1988. La venerazione di Mascalda appartiene pertanto alla tradizione cultuale francescana e locale, senza una documentazione di una causa canonica autonoma paragonabile a quella di Eustochia.

Curiosità
- Il nome Mascalda è quello con cui Maria Romano Colonna è ricordata nella vita religiosa; le fonti tramandano anche le forme Maya e Madia.
- La tradizione francescana collega strettamente Mascalda alla figlia Eustochia, tanto che nei repertori francescani è ricordata soprattutto come madre della futura santa.
- La memoria liturgica tradizionale di Mascalda ricorre il 17 ottobre, mentre quella di Eustochia ricorre il 20 gennaio.

Cronologia
- 1407 - Nascita di Maria Romano Colonna a Messina.
- 25 marzo 1434 - Nascita a Messina di Smeralda Calafato, figlia di Mascalda Romano, futura santa Eustochia.
- 1440 circa - Secondo la ricostruzione tradizionale, Mascalda aderisce alla spiritualità del Terz'Ordine francescano.
- 1448 - Secondo la tradizione agiografica, dopo la morte del marito Mascalda entra nel Terz'Ordine francescano.
- 1460 circa - La figlia Eustochia promuove a Messina una nuova comunità di clarisse ispirata alla più rigorosa osservanza della Regola di santa Chiara.
- 1464 - La comunità delle clarisse riformate si trasferisce a Montevergine.
- 17 ottobre 1482 - Morte di Mascalda Romano Colonna Calafato a Messina.
- 1750 - Secondo la tradizione locale, viene ritrovato il cranio attribuito a Mascalda durante l'anno giubilare.

Valutazione storico-critica
- L'identità di Mascalda Romano, madre di Smeralda Calafato, è attestata dalla documentazione ecclesiastica relativa alla figlia e non presenta problemi sostanziali di identificazione. Gli atti pontifici del XX secolo la indicano esplicitamente come madre di Eustochia.
- Il nome di nascita Maria, insieme alle forme Maya e Madia, appartiene alla tradizione agiografica relativa alla stessa persona. La forma Mascalda è quella associata alla sua vita religiosa.
- La discendenza da Nicolò Romano Colonna, barone di Fiumedinisi, è ampiamente ripetuta nella tradizione locale e agiografica, ma la documentazione direttamente contemporanea a Mascalda rimane poco conosciuta.
- Le fonti divergono sul numero dei figli di Mascalda. Una tradizione ne indica quattro, mentre una fonte locale ne elenca sei. Il numero complessivo non può essere considerato definitivamente stabilito sulla base delle fonti qui confrontate.
- Il racconto del matrimonio imposto e dei maltrattamenti subiti dal marito appartiene alla tradizione agiografica successiva e non risulta documentato attraverso una testimonianza contemporanea indipendente.
- L'adesione di Mascalda alla spiritualità francescana e il suo ruolo nella formazione religiosa di Eustochia sono sostenuti dalla documentazione ecclesiastica relativa alla figlia.
- La sua successiva appartenenza alla comunità delle clarisse e il sostegno alla riforma promossa da Eustochia sono elementi della tradizione francescana e locale; la precisa successione cronologica delle diverse fasi della sua vita religiosa rimane meno documentata.
- La morte il 17 ottobre 1482 costituisce il dato cronologico tradizionalmente consolidato per Mascalda. Alcune pubblicazioni francescane contengono errori o confusioni nelle date relative a lei e alla figlia, ma la tradizione prevalente distingue la morte di Mascalda nel 1482 da quella di Eustochia nel 1485.
- La venerazione come beata è attestata nella tradizione francescana e nella memoria locale. Non emerge una documentazione di una beatificazione pontificia autonoma; la sua condizione cultuale non deve quindi essere confusa con la beatificazione formale della figlia Eustochia.
- La tradizione delle reliquie conservate a Montevergine e del ritrovamento del cranio nel 1750 documenta la storia del culto, ma non costituisce da sola una prova moderna dell'identità biologica dei resti.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Apostolicae Sedis, documentazione relativa alla canonizzazione di Eustochia Smeralda Calafato, 1985-1989. Gli atti pontifici identificano Mascalda Romano come madre di Smeralda e ne ricordano l'influenza religiosa sulla figlia.
- Dicastero delle Cause dei Santi, scheda ufficiale di Eustochia Smeralda Calafato, con dati sulla famiglia, sulla formazione francescana della madre e sulla storia religiosa della figlia.
- Martirologio francescano / repertori francescani, tradizione relativa a Mascalda Romano-Colonna, vedova, terziaria francescana e poi clarissa, con memoria il 17 ottobre.
- Fonti locali messinesi sulla tradizione di Montevergine, relative alla memoria di Mascalda, alla sua permanenza nella comunità clariana e alla venerazione delle reliquie.
- Fonti agiografiche moderne sulla Beata Mascalda Romano Colonna Calafato, che conservano le tradizioni relative alla famiglia, alla vedovanza, alla vita francescana, alla clausura e al culto. Le diverse redazioni presentano alcune divergenze sul numero dei figli e su particolari biografici.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Maria (Maya o Madia) Romano Colonna Calafato (in religione Mascalda) nacque nel 1407 a Messina. E’ una figlia del barone di Fiumedinisi, Nicolò Romano Colonna.
Anche se desiderava di farsi religiosa, per volontà della famiglia fu data in sposa ad un ricco commerciante di stoffe, Bernardo Confino detto Calafato. Pare che il marito non la rispettasse, ma la maltrattasse verbalmente e fisicamente, non accettando la sua austera condotta di vita, segnata dalla preghiera e dalle opere di misericordia. Era molto devota della Vergine Maria e dei Santi Chiara e Francesco, che fece conoscere e amare alle sue due figlie, Smeralda e Mita che diventarono clarisse.
Proprio da quel matrimonio ebbe quattro figli, tra cui Mita che è venerata come Beata Franceschina, e Smeralda venerata come Santa Eustochia.
“Donna assennata e di grande fede e carità”, nel 1448, dopo la morte del marito, e aver ascoltato una predica del Beato Matteo di Agrigento è entrata nel Terz'Ordine di S. Francesco, per poi ritirarsi in clausura, tra le clarisse nel Monastero di Montevergine, dove le sue figlie avevano già vestito l’abito monacale, e una di queste, Santa Eustochia Smeralda ne è considerata la fondatrice.
Partecipò attivamente alla riforma della regola del monastero voluto da sua figlia Santa Eustochia, che era la prima badessa, seguendone l’opera e sostenendola con i suoi beni.
Morì in concetto di santità il giorno 17 ottobre 1482. 
Negli “Annales Minorim” è ricordata come Maya, ma è comunemente conosciuta come la Beata Mascalda, inoltre è ricordata nel Libro “I Santi siciliani” di Carlo Gregorio, come la beata madre di S. Eustochia di Messina.
Le sue reliquie sono venerate nel monastero di Montevergine di Messina, poste nella stessa cappella dove riposa la salma incorrotta di sua figlia, Santa Eustochia.
In una piccola urna, c’è il teschio della venerabile “Suor Maia Calafato Romano Colonna”, madre di S. Eustochia, ritrovato nell'anno del giubileo 1750. La stessa piccola urna contiene anche il teschio della Beata Francesca Calafato Romano Colonna, sorella germana di Santa Eustochia ritrovato nella stessa epoca.
Nel Menologio Francescano è così citata: nella Sicilia, la Beata Mascalda Colonna Calafato, Vedova Terziaria, la quale fu madre felice della Santa Eustochia, Vergine Clarissa e, indossato l'abito della Penitenza, servì il Signore con tanto fervore di spirito, che intenta continuamente agli esercizi di pietà e di mortificazione e alle opere di carità, superò di gran lunga, la superiorità della stirpe con la santità della vita.
La festa e la memoria liturgica per la beata Mascalda, chiamata “clarissa e madre” è stata fissata nel giorno il 17 ottobre.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-09-29

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