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Llano de Brujas, nell'Huerta de Murcia, Spagna, 1 luglio 1895 - Cuello de Tinaja, Murcia, Spagna, 4 settembre 1936
Fu un sacerdote della diocesi di Cartagena che esercitò il ministero a Murcia negli anni difficili della Seconda Repubblica e della guerra civile spagnola. Nato a Llano de Brujas nel 1895 in una famiglia cristiana, entrò nel Seminario di San Fulgencio e fu ordinato sacerdote il 14 giugno 1919. Nei primi anni del ministero svolse diversi incarichi nella vita ecclesiale e sociale della diocesi: fu amministratore del Seminario minore di San José, amministratore del giornale cattolico La Verdad e consigliere della Confederación Católica Agraria. Dal 1931 fu parroco della chiesa di San Bartolomé di Murcia, dove promosse l'Azione Cattolica e diverse iniziative pastorali, prestando particolare attenzione ai giovani e alle persone più povere. Era inoltre membro del Terz'Ordine francescano. Con l'aggravarsi della persecuzione religiosa del 1936, Sánchez Barba non abbandonò il proprio impegno sacerdotale. Nella notte tra il 3 e il 4 settembre fu arrestato nella casa paterna a Llano de Brujas e condotto al luogo dell'esecuzione insieme al francescano Buenaventura Muñoz Martínez e al fratello Fulgencio. Quando gli fu chiesto di rinnegare il sacerdozio, rifiutò. Ferito dalla prima scarica di colpi, morì sul posto. Il fratello Fulgencio, gravemente ferito, sopravvisse e divenne un importante testimone degli ultimi momenti della sua vita. La Chiesa lo riconobbe martire ucciso per la fede e lo beatificò a Tarragona nel 2013.
Etimologia: Pedro deriva dal latino Petrus, pietra, roccia.
Emblema: Sacerdote, palma del martirio, crocifisso.
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Pedro Sánchez Barba nacque il 1 luglio 1895 a Llano de Brujas, nella Huerta de Murcia, secondo di sette figli di José Sánchez y Sánchez ed Encarnación Barba Sánchez. Fu battezzato il giorno successivo nella chiesa di Nuestra Señora de las Lágrimas. Ricevette la Confermazione il 13 luglio 1898. La sua formazione religiosa maturò all'interno della famiglia e dell'ambiente ecclesiale murciano. Fin dall'adolescenza manifestò l'intenzione di dedicarsi al ministero sacerdotale e intraprese gli studi nel Seminario di San Fulgencio di Murcia.
La formazione e il ministero sacerdotale Dopo gli studi seminaristici, Pedro fu ordinato sacerdote il 14 giugno 1919. I primi incarichi lo misero in contatto con diversi ambiti della vita ecclesiale della diocesi. Fu amministratore del Seminario minore di San José e svolse un ruolo importante nella gestione del quotidiano cattolico La Verdad. Fu inoltre consigliere della Confederación Católica Agraria, organismo attraverso il quale l'ambiente cattolico cercava di sostenere la formazione e l'organizzazione del mondo rurale. Questi incarichi mostrano un sacerdote inserito non soltanto nell'attività strettamente parrocchiale, ma anche nella più ampia vita sociale e culturale della Chiesa murciana. La sua azione si collocava nel quadro del cattolicesimo sociale dell'epoca, particolarmente attento alla formazione dei laici e alla presenza cristiana nella società.
Parroco di San Bartolomé Nel 1931 Sánchez Barba fu destinato alla parrocchia di San Bartolomé di Murcia, una delle comunità ecclesiali più importanti della città. Qui concentrò il proprio ministero sulla predicazione, sulla formazione dei giovani e sull'organizzazione della vita associativa dei laici. Promosse in particolare l'Azione Cattolica e altre associazioni, cercando di coinvolgere direttamente i fedeli nella vita della parrocchia. Le testimonianze successive lo ricordano come un sacerdote vicino alla popolazione e attento alle necessità dei più poveri. La sua attività pastorale si svolse in un periodo nel quale la vita religiosa spagnola era attraversata da forti tensioni politiche e sociali. Dopo la proclamazione della Seconda Repubblica nel 1931, il rapporto tra istituzioni repubblicane e Chiesa cattolica divenne progressivamente più conflittuale. Nel 1936, con l'inizio della guerra civile, in numerose zone della Spagna si verificarono violenze contro sacerdoti, religiosi, edifici ecclesiastici e fedeli.
La fedeltà alla Chiesa nel tempo della persecuzione Anche a Murcia la situazione divenne rapidamente pericolosa. Gli attacchi contro edifici religiosi e istituzioni cattoliche spinsero numerosi sacerdoti a cercare rifugio. Sánchez Barba, invece, cercò di continuare il proprio servizio pastorale finché le circostanze lo resero possibile. Una testimonianza relativa a quei giorni ricorda il suo impegno nella protezione della chiesa di San Bartolomé, dove rimase durante la notte insieme ad alcuni giovani dell'Azione Cattolica per impedire che l'edificio venisse incendiato o distrutto. Il suo atteggiamento va letto nel contesto della persecuzione religiosa del 1936. La causa ecclesiastica non lo presenta come vittima di un conflitto politico in quanto tale, ma come sacerdote ucciso a motivo della sua identità e della sua fedeltà alla fede cattolica e al ministero sacerdotale.
L'arresto e il martirio Nella notte tra il 3 e il 4 settembre 1936, un gruppo armato raggiunse la casa della famiglia Sánchez Barba a Llano de Brujas. I fratelli José e Fulgencio furono prelevati per primi. Gli uomini tornarono quindi nell'abitazione e individuarono Pedro, che si era nascosto. Il sacerdote fu condotto verso il luogo dell'esecuzione insieme al giovane francescano Buenaventura Muñoz Martínez. Con loro si trovava anche il fratello Fulgencio. Secondo la testimonianza resa successivamente da Fulgencio, ai prigionieri fu attribuita un'appartenenza politica che essi respinsero. Pedro chiese invece che fosse risparmiato il fratello, necessario per assistere la madre. La richiesta rivela che, anche nelle circostanze estreme della prigionia, la sua attenzione rimase rivolta alla famiglia. La prima scarica di colpi ferì gravemente i tre uomini. Pedro e Buenaventura morirono, mentre Fulgencio sopravvisse alle ferite. La sua sopravvivenza ebbe particolare importanza nella ricostruzione degli ultimi momenti del sacerdote. Pedro Sánchez Barba aveva 41 anni.
Il riconoscimento del martirio La fama del martirio dei quattro Servi di Dio della diocesi di Cartagena, Pedro Sánchez Barba, Fulgencio Martínez García, Antonio Faúndez López e Buenaventura Muñoz Martínez, portò all'apertura del processo diocesano. Il processo informativo si svolse nella diocesi di Cartagena negli anni 1963-1964. La Congregazione delle Cause dei Santi ne riconobbe la validità giuridica il 5 giugno 1992. La Positio super martyrio fu quindi sottoposta all'esame degli organismi competenti della Santa Sede. Il 25 settembre 2009 il Congresso dei Consultori Teologi espresse un giudizio favorevole. Il 16 novembre 2010 i cardinali e vescovi della Congregazione riconobbero che i Servi di Dio erano stati uccisi per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Il 10 dicembre 2010 papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio.
La beatificazione Pedro Sánchez Barba fu beatificato il 13 ottobre 2013 a Tarragona insieme ad altri 521 martiri spagnoli del XX secolo. La celebrazione fu presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di papa Francesco. I nuovi beati appartenevano a differenti stati di vita: sacerdoti, religiosi e laici. La Chiesa li riconobbe come martiri della persecuzione religiosa verificatasi in Spagna negli anni Trenta. Nel messaggio rivolto da papa Francesco ai partecipanti alla beatificazione, il Pontefice presentò i martiri come testimoni di una fede vissuta fino alle conseguenze estreme, sottolineando il loro esempio di perseveranza, speranza e fraternità. Per Pedro Sánchez Barba, la beatificazione rappresentò il riconoscimento ecclesiale di una vita sacerdotale conclusasi con la morte violenta proprio nel contesto della persecuzione contro la fede cattolica.
Il Terz'Ordine francescano Accanto al ministero diocesano, un elemento significativo della sua spiritualità fu l'appartenenza al Terz'Ordine francescano, oggi Ordine Francescano Secolare. Non fu quindi religioso francescano in senso stretto: rimase sacerdote diocesano, vivendo però la spiritualità francescana nella condizione propria dei laici associati al Terz'Ordine. Le fonti ne ricordano l'orientamento alla povertà, alla mortificazione e a una vita cristiana intensa. Questo legame spiega anche perché la sua causa di beatificazione sia stata coltivata insieme a quella di due francescani dell'Ordine dei Frati Minori, Antonio Faúndez López e Buenaventura Muñoz Martínez, e di un altro sacerdote diocesano appartenente al Terz'Ordine, Fulgencio Martínez García.
Le reliquie Nel giugno 2013, in preparazione alla beatificazione, furono esumati i resti mortali di Pedro Sánchez Barba per consentirne la ricognizione. Dopo la beatificazione, le reliquie furono trasferite nella sua antica parrocchia. Il 26 ottobre 2013 si svolse nella chiesa di San Bartolomé di Murcia la cerimonia di traslazione e sepoltura. Le reliquie furono collocate sotto l'altare della chiesa nella quale aveva esercitato il suo ministero sacerdotale. La scelta di San Bartolomé assume un particolare significato storico: il luogo nel quale aveva svolto la sua attività pastorale è divenuto anche il luogo nel quale è conservata la memoria materiale del suo martirio.
Un sacerdote nel cuore della storia spagnola La vicenda di Pedro Sánchez Barba deve essere collocata nel più ampio quadro della persecuzione religiosa che colpì numerosi membri della Chiesa cattolica durante la guerra civile spagnola. La sua biografia, tuttavia, non si riduce agli ultimi giorni del 1936. Prima del martirio vi furono diciassette anni di ministero sacerdotale, attività educativa, impegno nel cattolicesimo sociale, servizio nella stampa cattolica, formazione dei giovani e lavoro parrocchiale. È proprio questa continuità a dare rilievo alla sua figura. Il martirio non rappresentò un episodio isolato, ma l'ultimo atto di un'esistenza sacerdotale interamente inserita nella vita della Chiesa di Murcia. La richiesta di salvare il fratello durante l'ultima ora costituisce inoltre uno degli elementi più umani della sua vicenda. La testimonianza del fratello sopravvissuto permette di collegare la dimensione ecclesiale del martirio con quella familiare, mostrando un sacerdote che, davanti alla morte, continuò a preoccuparsi concretamente per una persona affidata alla sua cura.
Curiosità - Pedro Sánchez Barba nacque e morì nella stessa provincia di Murcia, nella quale svolse praticamente tutto il suo ministero sacerdotale. - Era sacerdote diocesano ma apparteneva anche al Terz'Ordine francescano. - Il fratello Fulgencio sopravvisse alla fucilazione e fornì una testimonianza particolarmente importante per la ricostruzione del martirio. - Prima di diventare parroco di San Bartolomé, Sánchez Barba aveva ricoperto incarichi nel Seminario San José, nel quotidiano cattolico La Verdad e nella Confederación Católica Agraria. - Le sue reliquie furono riportate nel 2013 proprio nella chiesa di San Bartolomé, dove aveva esercitato il ministero pastorale. - La sua beatificazione avvenne nell'ambito della grande celebrazione di Tarragona del 13 ottobre 2013, nella quale furono proclamati Beati 522 martiri spagnoli del XX secolo. Autore: Giampietro Cattini
Pedro Sànchez Bàrba nacque il giorno 1 luglio 1895 a Llano de Brujas, nell'Huerta de Murcia (Spagna), da José Sánchez y Sánchez e Encarnación Barba Sánchez.
Il giorno successivo, in occasione della festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, i suoi genitori, molto devoti alla Madre di Dio, lo fecero battezzare nella chiesa di Nostra Signora delle Lacrime a Baena di Murcia. A soli tre anni, il giorno il 13 luglio 1898 ricevette il sacramento della Confermazione.
Pedro cresciuto in un ambiente profondamente cristiano, manifestò fin da ragazzo il desiderio e la vocazione a consacrarsi al Signore per essere un fervente e santo sacerdote.
Frequentò il seminario di San Fulgencio a Murcia, dove fu ordinato sacerdote nel 1919.
Appena consacrato sacerdote fu nominato furono tesoriere del seminario, amministratore del giornale cattolico "La Verdad" e animatore della "Confederazione cattolica agraria".
Nel 1931, don Pedro fu nominato parroco di San Bartolomé, una delle più importanti parrocchie di Murcia.
Come parroco ebbe la stima e l’ammirazione di tutti i suoi parrocchiani, per i quali fondò diverse associazioni laicali, tra cui l'Azione Cattolica. Inoltre don Pedro si distinse nella predicazione, nel suo interesse per la gioventù e nelle azioni a favore dei più poveri e i dimenticati.
Entrò nel Terzo Ordine Francescano, dove mortificazione e povertà gli furono compagne.
Quando gli attacchi contro le chiese e le case religiose divennero frequenti, Don Pedro fece la guardia notturna nella sua chiesa parrocchiale, insieme ad altri giovani di Acción Católica, al fine di evitare che dosse incendiata o distrutta.
Nella notte tra il 3 e il 4 settembre 1936, fu arrestato dai miliziani nella casa di suo padre, insieme a suo fratello Fulgencio, che aveva cercato invano di proteggerlo.
Portato sul luogo del martirio, insieme a suo fratello Fulgencio e frate Bonaventura Muñoz Martínez. Don Pedro invitato a dichiararsi fascista, rispose: “Noi non abbiamo nulla di fascista. Di me, come sacerdote fate quello che volete, ma liberate mio fratello, che deve prendersi cura di mia madre inferma e per la quale è l’unico appoggio”. In quell’istante partì una prima scarica di colpi che ferì gravemente i tre prigionieri. Dopo i colpi della fucilazione, i tre prigionieri caddero a terra e solo Fulgencio sopravvisse miracolosamente, diventando così un testimone privilegiato del martirio dei Servi di Dio don Pedro e frate Bonaventura.
La fama del martirio di Pedro Sànchez Bàrba e altri tre Servi di Dio francescani si diffuse nella comunità ecclesiale, per cui dal 1963 al 1964 si celebrò il processo informativo presso la Diocesi di Cartagena-Murcia. La validità giuridica di tale processo fu riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi il giorno 5 giugno 1992.
Preparata la Positio super martyrio, il 25 settembre 2009 si celebrò il Congresso dei Consultori Teologi, che espresse parere favorevole.
I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 16 novembre 2010, riconobbero che i suddetti Servi di Dio furono uccisi per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa.
Il Santo Padre Benedetto XVI il 10 dicembre 2010 autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a pubblicare il Decreto super martyrio.
Autore: Mauro Bonato
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