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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera S > Santa Sura (Syra) Condividi su Facebook

Santa Sura (Syra) Martire

Festa: 10 settembre

Roma o Lazio, III-IV sec.

Commemorata il 10 settembre, questa santa martire rappresenta quelle migliaia di cristiani che, tra il III e il IV secolo, sigillarono con il sangue la loro fede nelle persecuzioni dell'Impero romano. Le informazioni storiche su Sura sono scarsissime, come spesso accade per i martiri dei primi secoli di cui si sono perduti gli atti processuali e le passioni originali. Tuttavia, il fatto che il suo nome compaia nel Martyrologium Hieronymianum, uno dei più antichi e autorevoli elenchi di santi, testimonia l'antichità e l'autenticità del suo culto. La qualifica di martire non è un titolo onorifico assegnato in epoca tarda, ma deriva da una tradizione consolidata che affonda le radici nei secoli delle grandi persecuzioni. Il nome Sura, di chiara origine latina, suggerisce una provenienza dall'ambiente romano o laziale. Potrebbe trattarsi di un cognomen o di un soprannome derivato dal termine che indica il polpaccio della gamba, usato talvolta nell'onomastica romana.

Etimologia: Dal latino 'sura' che indica il polpaccio della gamba, oppure cognomen romano.

Emblema: Palma del martirio, corona, talvolta vestiti imperiali romani.


La memoria di Santa Sura ci è giunta principalmente attraverso il Martyrologium Hieronymianum, compilato probabilmente nel V secolo ma basato su elenchi e calendari liturgici molto più antichi. Questo martirologio, attribuito tradizionalmente a San Girolamo ma in realtà opera collettiva sviluppatasi nel tempo, rappresenta una delle fonti più preziose per ricostruire il culto dei primi martiri cristiani.
Al 10 settembre, il martirologio registra il nome di Sura insieme ad altri martiri, senza fornire dettagli sul luogo del martirio o sulle circostanze della morte. Questa sobrietà di informazioni è tipica delle commemorazioni più antiche, che si limitavano a registrare i nomi e le date di morte dei cristiani giustiziati per la loro fede. La semplicità della testimonianza è anzi garanzia di autenticità: non ci troviamo di fronte a leggende sviluppatesi in epoca tarda, ma alla memoria viva di una comunità cristiana che non dimenticava i propri martiri.

Il contesto storico delle persecuzioni
Per collocare storicamente Santa Sura, dobbiamo riferirci al periodo delle grandi persecuzioni imperiali contro i cristiani, che si intensificarono particolarmente nel III secolo e all'inizio del IV. Le persecuzioni di Decio (249-251), Valeriano (257-260) e soprattutto quella di Diocleziano (303-311) mietevano migliaia di vittime in tutto l'Impero.
Roma e il Lazio furono certamente teatro di numerosi martiri in questi anni terribili. Le fonti storiche, sia cristiane che pagane, descrivono un clima di terrore in cui i fedeli di Cristo erano costretti a nascondersi o affrontare il processo e la condanna a morte. Le modalità di esecuzione variavano: decapitazione per i cittadini romani, crocifissione o esposizione alle belve per gli altri, torture di ogni genere per estorcere l'abiura della fede.
Sura potrebbe essere stata vittima di una di queste ondate persecutorie. L'assenza di dettagli specifici non ci permette di stabilire sotto quale imperatore subì il martirio, né le circostanze precise del suo arresto e della sua condanna. Tuttavia, la qualifica di martire attribuitale dalla tradizione non lascia dubbi sul fatto che morì per non rinnegare Cristo.

La tradizione del martirio
Con il passare dei secoli, intorno alla figura di Santa Sura si svilupparono inevitabilmente tradizioni agiografiche che cercavano di colmare i vuoti della documentazione storica. Questi racconti, sebbene privi di fondamento storico certo, testimoniano la devozione popolare e il desiderio dei fedeli di conoscere meglio i propri santi patroni.
Alcune tradizioni tardive collocano il martirio di Sura a Roma stessa, suggerendo che potesse essere una cristiana della comunità capitolina. Altre versioni la dicono originaria del Lazio, forse di una delle città che circondavano Roma. Non mancano leggende che la descrivono come una giovane donna di nobile famiglia, convertitasi al cristianesimo e per questo denunciata alle autorità.
Questi particolari, per quanto suggestivi, devono essere considerati con la massima cautela. L'agiografia medievale e moderna tendeva infatti ad arricchire le vite dei santi antichi con dettagli edificanti che rispondessero alla pietà popolare più che alla verità storica. Ciò che rimane certo è il dato fondamentale: Sura morì martire per la fede cristiana e la Chiesa non ha mai cessato di venerarla.

Il culto attraverso i secoli
Nonostante la scarsità di notizie biografiche, il culto di Santa Sura si è mantenuto vivo lungo i secoli. La sua presenza nei martirologi medievali dimostra che la memoria liturgica del 10 settembre fu costantemente osservata nelle Chiese locali, specialmente in quelle del centro Italia.
Nel Medioevo, alcune chiese e monasteri potrebbero aver posseduto reliquie attribuite a Santa Sura, sebbene non abbiamo documenti certi al riguardo. La devozione ai martiri antichi era infatti accompagnata spesso dalla venerazione delle loro spoglie o di oggetti che si credeva fossero stati in contatto con loro.
Con la riforma del Martirologio Romano voluta dal Concilio di Trento e realizzata nel XVI secolo, Santa Sura fu mantenuta nel calendario liturgico, segno che la sua memoria era considerata autentica e degna di essere tramandata. Anche nelle successive revisioni del martirologio, fino all'edizione attuale, il suo nome continua a comparire al 10 settembre.

Iconografia
L'iconografia di Santa Sura è piuttosto povera, come si conviene a una santa dei primi secoli di cui non si conoscono dettagli biografici. Quando viene raffigurata, compare generalmente con gli attributi comuni a tutti i martiri: la palma, simbolo della vittoria sul peccato e sulla morte, e la corona, segno del premio celeste.
In alcune rappresentazioni più tarde, soprattutto in epoca barocca, può apparire vestita con abiti che richiamano la nobiltà romana del III-IV secolo, seguendo le convenzioni artistiche del tempo più che dati storici certi. Talvolta è raffigurata in atteggiamento orante, con le mani levate al cielo, secondo l'iconografia classica dei martiri.

Culto locale
Non risultano santuari o chiese particolarmente dedicati a Santa Sura, né tradizioni popolari specifiche legate al suo nome. Questo è comprensibile data la scarsità di informazioni sulla santa e l'assenza di reliquie certe che potessero diventare oggetto di pellegrinaggio e devozione particolare.
Tuttavia, in alcune località del Lazio il 10 settembre potrebbe essere stato tradizionalmente osservato come giorno di festa, specialmente in chiese antiche che custodivano memorie locali legate al martirio di Sura. La ricerca storica locale potrebbe eventualmente far emergere tracce di questo culto oggi dimenticato.

Curiosità
- Il nome Sura è piuttosto raro nell'onomastica cristiana e santa. Curiosamente, lo stesso termine in latino indicava il polpaccio della gamba, e talvolta veniva usato come soprannome per persone particolarmente alte o atletiche. Esisteva anche un cognomen romano "Sura", portato da alcune famiglie nobili dell'antica Roma.
- Un'altra curiosità: nel Martirologio Geronimiano, al 10 settembre, il nome di Sura compare insieme ad altri martiri i cui nomi sono spesso abbreviati o corrotti dai copisti medievali. Questo ha creato nel tempo alcune confusioni e varianti nella trascrizione del nome (Syra, Sura, Surra), tutte comunque riferite alla stessa santa.

Cronologia
- III-IV secolo: Martirio di Santa Sura durante le persecuzioni imperiali romane
- V secolo: Inserimento nel Martyrologium Hieronymianum al 10 settembre
- Medioevo: Diffusione del culto nelle Chiese locali del centro Italia
- XVI secolo: Conferma nel Martirologio Romano post-tridentino
- Oggi: Memoria liturgica mantenuta nel Martirologio Romano attuale.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-09-02

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