I primi tempi Salvador Valera Parra nacque il 27 febbraio 1816 a Huércal-Overa, al tempo nella diocesi di Cartagena e dal 1957 nella diocesi di Almería, in una famiglia di contadini. A tredici anni diede una grande prova di fiducia nella Provvidenza: alla morte del padre, si inginocchiò davanti al cadavere e recitò da solo l’Ufficio Divino, con una devozione che fece commuovere i presenti. L’anno successivo, a quattordici anni, decise di farsi sacerdote: continuò gli studi nel Seminario di San Fulgenzio a Murcia. In città venne accudito da sua zia Maria Giuseppa, badessa del convento delle Clarisse Cappuccine, che lo ospitò in una casa donata alle monache e ubicata di fronte al convento.
È ordinato sacerdote Terminati gli studi per il sacerdozio, a ventiquattro anni, il 4 aprile 1840, fu ordinato sacerdote. Non abbiamo la certezza sul luogo dell’ordinazione: si ritiene che si avvenuta ad Alicante, visto che il vescovo di Cartagena in quel periodo era rifugiato nella città di Tudela. Sei giorni dopo celebrò la sua Prima Messa nel convento delle Clarisse Cappuccine, in ringraziamento di tutto l’aiuto che aveva ricevuto durante gli studi per il sacerdozio. Alcuni giorni dopo, don Salvador tornò a Huércal-Overa, suo paese natale, come viceparroco.
Parroco a Murcia Alcuni anni dopo, assunse la guida della parrocchia di San Lazzaro ad Alhama de Murcia. Qui visse nella più assoluta povertà, abitando nel granaio annesso alla chiesa. Fu un parroco zelante, attento ai suoi parrocchiani. Mantenne quest’incarico fino alla fine di maggio del 1851. In quell'anno, venne indetto un concorso per le parrocchie nella diocesi di Cartagena: don Salvador partecipò e vinse per quella di Nostra Signora dell’Assunzione a Huércal-Overa. In questa sede rimase parroco per tredici anni. Nel 1859, per le sue attività e per la vita esemplare di parroco, ricevette dallo Stato spagnolo dapprima l’onorificenza di Cavaliere del Real Ordine di Isabella la Cattolica, e poi quella dell’Ordine civile di Carlo III. Come parroco si distinse per la sua attività a opere di carattere spirituale e sociale, in particolare per il suo impegno nel periodo dell’epidemia di colera e durante i terremoti che nel 1863 provocarono distruzioni e vittime.
Parroco a Cartagena Dopo la permanenza a Huércal-Overa, nel 1864, il vescovo di Cartagena, monsignor Francisco Landeira Sevilla, impose d’autorità a don Salvador di accettare la nomina di parroco della parrocchia di Cartagena, all’epoca la più grande della diocesi. Nel 1865 a Cartagena scoppiò un'epidemia di colera. Don Salvador fece di tutto per portare aiuto e speranza sia ai malati che alle loro famiglie: nelle cronache dell’epoca si ricorda che non c'era moribondo che non avesse ricevuto le sue cure e il suo aiuto. Per questa sua totale dedizione il Consiglio comunale di Cartagena riconobbe il suo lavoro nel libro dei verbali della città di quell'anno; in segno di riconoscimento, gli fu regalato un calice per la Messa. Il 26 settembre 1868, il generale Juan Prim y Prats fu ricevuto dalle autorità civili e militari nella piazza di Cartagena e fu informato dell’attività sociale svolta dal parroco. Anche se il generale lo volle in un altro incarico, don Salvador gli chiese solo di poter tornare nella sua amata città di Huércal-Overa.
Parroco a Huércal-Overa Verso la fine del 1868, le campane a Huércal-Overa suonarono a festa: don Salvador tornava definitivamente come parroco. Tutto il paese andò incontro al carro su cui il loro concittadino era tornato. Ormai aveva cinquantadue anni e zoppicava alla gamba destra, ma dissimulava appoggiandosi a un bastone. A Huércal-Overa fu testimone di eventi straordinari relativi alla lampada del Santissimo Sacramento, ai diversi terremoti, al caso di Vicente-Casa Rubio, al caso di Práxedes, all'incendio nel Tempio che improvvisamente si spense quando invocò la Vergine Maria, venerata come Madonna degli Abbandonati, e chiese a tutte le persone accorse di pregare in ginocchio, al caso del Velonero e al caso del Cura Mena. Inoltre previde anche il sacerdote che gli sarebbe succeduto alla guida della parrocchia di Huércal-Overa dopo la sua morte. Questi episodi sono raccontati e documentati nel libro «El Cura Valera y sus cosas» di Antonio Jiménez. Come parroco collaborò attivamente anche nello spegnimento dei frequenti incendi e alle raccolte di fondi per aiutare i bisognosi. Insieme a madre Teresa di Gesù Jornet e Ibars, fondatrice delle Piccole Suore degli Anziani Abbandonati (canonizzata nel 1974), nel 1885 fondò una casa di cura e di ricovero per gli anziani.
La morte e il ricordo Negli ultimi anni della sua vita fu colpito da alcune gravi malattie. Don Salvador morì il 15 marzo 1889 a Huércal-Overa, compianto da tutti i suoi parrocchiani. Il 19 marzo, dopo il suo funerale, fu sepolto sotto il presbiterio della chiesa parrocchiale di Nostra Signora dell'Assunzione. Il 24 marzo 1889, il giornale locale di Huércal-Overa, «El Almanzora», pubblicò un numero speciale in sua memoria. Tra i mesi di marzo e aprile 1889, sempre sul giornale «El Almanzora», vennero pubblicati diversi articoli in memoria del Cura Valera, com’era più noto (“cura”, in spagnolo, è sinonimo di “prete”, da “curato”). Durante l'anno 1889, venne stampata la prima biografia «Biografía del Sor. Cura D. Salvador Valera», edita dall'Imprenta de la Libertad. Il 19 luglio 1907, il consiglio comunale di Huércal-Overa decise di intitolargli una strada e di erigere una statua quando la sistemazione della piazza della chiesa sarebbe stata terminata.
Il suo profilo spirituale Don Salvador fu uomo di profonda fede in Dio, che attingeva dalla sua intensa vita di orazione, con una particolare devozione mariana che si concretizzava nella devozione alla Madonna degli Abbandonati, venerata a Huércal-Overa e popolarmente detta Madonna del Fiume (Virgen del Río). Esercitò la carità verso il prossimo, mettendosi sempre al servizio degli ultimi.
La fama di santità Il 1° novembre 1915, il parroco di Huércal-Overa, don Diego Alpañés, scrisse al vescovo, esprimendosi a favore dell'apertura del processo di beatificazione per don Salvador. Tra il 1928 e il 1933, un altro parroco di Huércal-Overa, don Bartolomé López Cerón, raccolse le testimonianze sull'intervento di don Salvador durante l'epidemia di colera a Overa. Negli anni 1942-1943, don Antonio Tormo e Antonio Jiménez raccolsero quaranta dichiarazioni di testimoni sulla vita e sui miracoli attribuiti alla sua intercessione. Don Salvador era sempre più noto come “il Curato d’Ars” della Spagna. Il 15 febbraio 1944, la diocesi di Cartagena fu ufficialmente invitata ad avviare il processo di beatificazione del Cura Valera. Il 20 ottobre 1954, il vescovo della diocesi di Cartagena, monsignor Ramón Sanahuja y Marcé, nominò don Manuel Bonet y Muixi postulatore della causa di beatificazione. Il 15 marzo 1962, il vescovo di Almería, monsignor Alfonso Ródenas, proclamò ufficialmente a Huércal-Overa l'apertura da parte della diocesi del processo di beatificazione. Nel 1964 fu pubblicato il primo bollettino “Ecos de Huércal-Overa – Pro Beatificación del Venerable Sacerdote”.
Il processo di beatificazione Il processo per la beatificazione di don Salvador Valera Parra ottenne il nulla osta da parte della Congregazione delle Cause dei Santi il 10 luglio 1989. L’inchiesta diocesana, iniziata il 15 febbraio 1991, si concluse il 14 giugno 1996. Il rescritto di validità della stessa fu emanato il 27 febbraio 1998. Presentata la “Positio super virtutibus” nel 2018, si tenne quindi il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, il 23 gennaio 2020, con esito positivo. I Cardinali e i Vescovi della stessa Congregazione, il 2 marzo 2021, riconobbero che don Salvador aveva praticato eroicamente le virtù teologali, cardinali e annesse. Il 18 marzo 2021, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con cui don Salvador veniva dichiarato Venerabile.
Il miracolo per la beatificazione Il miracolo preso in esame per la beatificazione di don Salvador riguarda Tyquan Hall, un bambino nato il 14 gennaio 2007 nel Memorial Hospital of Rhode Island, a Pawtucket, negli Stati Uniti d’America. Le gravi condizioni con le quali si presentava alla nascita condussero il dottor Juan Sánchez-Esteban, nativo di Huércal-Overa, a chiedere l’intercessione del Cura Valera con una piccola e semplice invocazione: «Ho fatto tutto il possibile; ora tocca a te». Mentre si apprestava ad annunciare ai genitori la morte del bambino, fu raggiunto da un’infermiera, che gli comunicò l’improvvisa ripresa del bambino. Contrariamente alle prospettive dei medici, non ebbe alcuna sequela, come normalmente accade in caso di prolungata assenza di ossigeno al cervello. L’inchiesta diocesana sul miracolo fu celebrato nella diocesi di Rhode Island dall’8 al 19 settembre 2014; gli atti dell’inchiesta vennero convalidati il 26 giugno 2015.
La beatificazione Il 20 giugno 2025, ricevendo in udienza il cardinal Semeraro, papa Leone XIV autorizzò la promulgazione del decreto che confermava come la guarigione fosse miracolosa e attribuita all’intercessione di don Salvador. La Messa con il Rito della Beatificazione fu celebrata il 7 febbraio 2026 nello Spazio Municipale Polivalente di Huércal-Overa, presieduta dal cardinal Semeraro come inviato del Santo Padre. La memoria liturgica del Beato Salvador venne fissata al 27 febbraio, giorno della sua nascita.
Autore: Mauro Bonato ed Emilia Flocchini
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