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† Beverley, Yorkshire, Inghilterra, 15 settembre 733 o 740
Discepolo e successore di San Giovanni di Beverley, uno dei grandi vescovi e maestri dell'Inghilterra anglosassone, Brituno ereditò la guida del monastero di Beverley in un periodo cruciale per la consolidazione della fede cristiana nel regno di Northumbria. La sua vicenda si inserisce nel contesto della straordinaria fioritura culturale e spirituale che caratterizzò l'Inghilterra del Nord tra VII e VIII secolo, epoca di figure come Beda il Venerabile e di centri monastici che divennero fari di civiltà cristiana. Brituno non ci ha lasciato scritti né le cronache del tempo lo menzionano ampiamente, ma la sua memoria è stata custodita dalla tradizione locale di Beverley, che lo venerò come abate saggio e fedele continuatore dell'opera del suo maestro Giovanni.
Etimologia: Dall'anglosassone 'beorht' (splendente, luminoso) e 'hun' (orso) o 'wine' (amico).
Emblema: Abito benedettino, bastone abbaziale, libro dei Vangeli.
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Per comprendere la figura di Brituno (Brecthun, Brechtun) è necessario collocarla nel quadro storico della Northumbria del VII-VIII secolo. Questo regno anglosassone, che si estendeva dall'Humber fino ai confini con la Scozia, era stato evangelizzato grazie all'opera combinata dei missionari romani inviati da Sant'Agostino di Canterbury e dei monaci irlandesi provenienti da Iona. La fusione di queste due tradizioni aveva dato vita a una Chiesa vitale, caratterizzata da una forte impronta monastica. Beverley, nell'East Yorkshire, era uno dei centri principali di questa rete monastica. Fondato originariamente come monastero doppio (che ospitava cioè sia monaci che monache), divenne presto un punto di riferimento spirituale e culturale per tutta la regione.
La formazione sotto San Giovanni di Beverley Brituno entrò nella comunità di Beverley probabilmente ancora giovane, diventando discepolo di San Giovanni di Beverley, che guidò il monastero prima di diventare vescovo di Hexham e poi di York. Giovanni era una figura di primissimo piano: vescovo colto e santo, celebrato da Beda il Venerabile per la sua sapienza e le sue virtù, fu anche un grande educatore. Sotto la guida di Giovanni, Brituno ricevette una formazione monastica completa secondo la regola che in quel periodo si stava diffondendo in Inghilterra, influenzata sia dalla tradizione benedettina che da quella colombaniana. La giornata del monaco era scandita dalla preghiera liturgica, dalla lectio divina, dal lavoro manuale e dallo studio. Beverley, come altri grandi monasteri northumbriani, era anche un centro di produzione culturale dove si copiavano manoscritti e si studiavano le Scritture. Brituno assimilò dal suo maestro non solo la dottrina ma soprattutto lo stile di governo pastorale: Giovanni era noto per la sua capacità di coniugare l'autorità con la misericordia, l'esigenza della disciplina monastica con l'attenzione alle debolezze umane. Queste qualità sarebbero diventate il fondamento del futuro governo abbaziale di Brituno.
La successione alla guida del monastero Quando San Giovanni di Beverley lasciò la guida diretta del monastero per assumere pienamente le funzioni episcopali (morì nel 721), la comunità scelse Brituno come suo successore. Questa scelta indica che il discepolo aveva saputo guadagnarsi la stima dei confratelli per la sua maturità spirituale e le sue capacità di governo. Assumere la guida di Beverley in quel momento storico non era compito facile. Il monastero attraversava una fase di consolidamento dopo la morte del fondatore-carismatico. Era necessario mantenere l'unità della comunità, preservare il patrimonio spirituale lasciato da Giovanni e al tempo stesso garantire la continuità della vita monastica in un periodo in cui i monasteri northumbriani erano al centro di trasformazioni sociali e politiche.
Il governo abbaziale Le fonti non ci tramandano dettagli specifici sugli anni di governo di Brituno, ma possiamo ricostruire il quadro generale sulla base di ciò che conosciamo del monachesimo northumbriano dell'epoca. Come abate, Brituno aveva la responsabilità totale della comunità: spirituale, amministrativa e disciplinare. Doveva garantire che la preghiera liturgica fosse celebrata con dignità, che i monaci fossero formati nella vita spirituale e nello studio, che il monastero fosse autosufficiente economicamente grazie al lavoro dei monaci e alle donazioni dei fedeli. Beverley era anche un centro di evangelizzazione e pastorale: i monaci uscivano dal chiostro per predicare nelle campagne ancora parzialmente pagane e per assistere spiritualmente la popolazione. Il fatto che la memoria di Brituno sia stata conservata nei secoli suggerisce che il suo governo fu apprezzato e che seppe mantenere vivo il carisma del fondatore. La tradizione locale lo ricorda come abate saggio e prudente, capace di guidare la comunità con fermezza ma anche con comprensione delle fragilità umane.
Gli ultimi anni e la morte Non conosciamo la data precisa della morte di Brituno. Le fonti suggeriscono che avvenne nella prima metà dell'VIII secolo, probabilmente alcuni decenni dopo la morte di San Giovanni di Beverley (721). Morì a Beverley, dove fu sepolto, e la sua tomba divenne presto oggetto di venerazione da parte della comunità monastica e dei fedeli. La Chiesa locale iniziò a venerarlo come santo già nei secoli successivi alla morte, inserendo la sua memoria nel martirologio al 15 settembre. Questo culto, pur rimanendo prevalentemente locale, non si spense mai completamente e fu confermato dalla tradizione ininterrotta.
Il culto e la memoria Il culto di San Brituno rimase legato principalmente a Beverley e alla regione dello Yorkshire. Il suo nome compare nei martirologi medievali inglesi e la sua memoria era celebrata con particolare solennità nel monastero che aveva guidato. Dopo la Riforma protestante e la distruzione dei monasteri voluta da Enrico VIII, il culto dei santi locali inglesi subì un duro colpo, ma la memoria di Brituno sopravvisse nelle tradizioni locali e nei calendari liturgici. Oggi San Brituno è ricordato nel Martyrologium Romanum e la sua memoria liturgica è fissata al 15 settembre. A Beverley, dove sorge la splendida Minster (la chiesa collegiata che ereditò il ruolo spirituale dell'antico monastero), la sua memoria è ancora viva.
Il monastero di Beverley Beverley fu uno dei centri monastici più importanti della Northumbria medievale. Fondato da San Giovanni di Beverley verso la fine del VII secolo, divenne rapidamente un faro di spiritualità e cultura. Dopo la distruzione del monastero originale durante le invasioni vichinghe del IX secolo, la comunità fu ripristinata e Beverley continuò a essere un centro religioso di primo piano fino alla dissoluzione dei monasteri nel XVI secolo. La Beverley Minster attuale, capolavoro dell'architettura gotica inglese, custodisce ancora la memoria dei santi fondatori, tra cui San Giovanni e il suo successore Brituno.
Curiosità - Il nome Brituno (nelle forme anglosassoni Brecthun o Brechtun) è tipico dell'onomastica germanica dell'Inghilterra pre-normanna e riflette l'importanza data alle qualità di luminosità e forza. - Beverley deve il suo nome proprio a San Giovanni di Beverley: in antico si chiamava Inderawuda e fu rinominata in onore del santo fondatore. - La tradizione vuole che Brituno sia stato non solo successore di Giovanni ma anche testimone dei miracoli attribuiti al suo maestro, contribuendo a tramandarne la memoria.
Cronologia - VII secolo (seconda metà): Nascita di Brituno in Inghilterra - Fine VII secolo: Ingresso nel monastero di Beverley come discepolo di San Giovanni - Inizio VIII secolo: Formazione monastica sotto la guida di Giovanni di Beverley - Dopo il 721: Successione a San Giovanni nella guida del monastero di Beverley come abate - Prima metà dell'VIII secolo: Morte a Beverley e sepoltura nel monastero - Medioevo: Diffusione del culto locale nello Yorkshire. Autore: Enrico Quiri
San Brituno (Brithun, Bertctun, Berchthun, Bertin, Britwin, Berhthu o Beorhthun), era un monaco benedettino vissuto tra i secoli VII e VIII.
Era inglese di nascita, era nato a Beverley, dopo esser stato uno dei dicepoli di San Giovanni di Beverley, arcivescovo di York, divenne diacono.
L’arcivescovo aveva una grande considerazione per san Brituno, tanto che gli affidò il governo dell’abbazia che aveva fondato a Indervoda o Deirvoda, che diventerà Beverley che si trovava nel nord dell’inghilterra.
E sarà proprio in questo monastero che San Giovanni si era ritirato dopo aver rinunciato al governo della sua arcidiocesi.
Anche Beda a citato San Brituno che lo definisce “reverendissimo e veracitissimo”.
Anche se sappiamo ben poco su di lui, il suo nome compare in varie fonti agiografiche di Scgan.
L’unica data certa è il giorno della sua morte, avvenuta il 15 maggio e a seconda delle fonti nell’anno 733 o 740.
Il suo corpo venne sepolto nel monastero, ma dopo che gli furono attribuiti alcuni miracoli avvenuti attraverso la sua intercessione, fu traslato in chiesa e posto accanto a San Giovanni di Beverley.
San Brituno è raffigurato in un busto che si trova nella British Library, e localmente è festeggiato e ricordato nel giorno 15 settembre.
Autore: Mauro Bonato
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