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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera E > Santa Everilda di Everingham Condividi su Facebook

Santa Everilda di Everingham Badessa

Festa: 9 luglio

Wessex, Inghilterra meridionale, VII sec.

Le notizie sulla sua vita sono estremamente scarse e provengono quasi esclusivamente dal Breviario di York, che ne ha conservato la memoria liturgica e alcuni cenni biografici. Pur avvolta da una tradizione essenziale, la sua figura testimonia la straordinaria diffusione del monachesimo femminile nell'Inghilterra del VII secolo, in un'epoca segnata dalla progressiva evangelizzazione dei regni anglosassoni. Nobile di origine, Everilda rinunciò ai privilegi della propria condizione per consacrarsi a Dio. Con l'appoggio di san Wilfrid di York fondò una comunità monastica destinata a diventare uno dei principali centri religiosi femminili della regione. La sua fama non deriva da imprese straordinarie o da scritti conservati, ma dalla capacità di guidare una numerosa comunità di monache e di lasciare un'impronta durevole nella vita ecclesiale dello Yorkshire, tanto che il suo nome continua ancora oggi a identificare il villaggio di Everingham e le chiese a lei dedicate.

Emblema: Badessa con pastorale; talvolta accompagnata da due monache o raffigurata con il monastero da lei fondato.


La ricostruzione della vita di Santa Everilda (Everild, Eoforhild Everildis, Everild o Averil) presenta notevoli difficoltà. Nessuna fonte contemporanea ne parla direttamente e la quasi totalità delle informazioni deriva dalle tre lezioni liturgiche contenute nel Breviario medievale di York, successivamente riprese dall'Acta Sanctorum, dal Martirologio di Usuardo e dalla tradizione ecclesiastica inglese. Gli studiosi considerano pertanto molti particolari come appartenenti alla tradizione agiografica, pur ritenendo verosimile l'esistenza storica della santa e del monastero da lei fondato.

Origini nobili nel Wessex
Secondo la tradizione, Everilda apparteneva a una nobile famiglia del regno del Wessex, nell'Inghilterra meridionale. La sua giovinezza coincise con una delle fasi decisive della cristianizzazione dei regni anglosassoni.
Il Breviario di York racconta che ricevette il battesimo nel 635 insieme al re Cynegils del Wessex per mano di san Birino, il missionario inviato da papa Onorio I per evangelizzare quella regione. Sebbene il particolare non possa essere verificato con assoluta certezza, esso si inserisce coerentemente nel contesto storico dell'epoca, quando la conversione delle élite favorì la diffusione del cristianesimo nel sud dell'Inghilterra.

La scelta della vita religiosa
La tradizione riferisce che Everilda abbandonò la casa paterna per dedicarsi interamente alla vita monastica, rinunciando alle prospettive offerte dal proprio rango.
Ad accompagnarla furono due giovani donne anch'esse venerate come sante: Bega e Wuldreda (o Wulfreda). L'episodio rientra nel motivo ricorrente della letteratura agiografica altomedievale, nel quale la fuga dalla famiglia rappresenta la scelta radicale della consacrazione religiosa. Sebbene i dettagli siano tradizionali, essi riflettono un fenomeno storicamente ben attestato nella società anglosassone del VII secolo.

L'incontro con san Wilfrid
Il momento decisivo della sua vita fu l'incontro con san Wilfrid, uno dei maggiori protagonisti della Chiesa inglese del VII secolo.
Wilfrid affidò alle tre religiose un terreno conosciuto come Bishop's Dwelling o Bishop's Farm, destinato alla fondazione di una comunità monastica. Con il tempo il luogo sarebbe stato identificato con Everildisham e quindi con l'attuale Everingham, nello Yorkshire orientale.
L'intervento di Wilfrid appare storicamente plausibile, poiché il vescovo promosse numerose fondazioni monastiche durante il proprio episcopato.

La fondazione del monastero di Everingham

Il monastero crebbe rapidamente fino a diventare uno dei principali centri religiosi femminili della regione.
Le fonti medievali parlano di una comunità composta da circa ottanta monache, numero probabilmente simbolico ma indicativo della notevole importanza raggiunta dal monastero.
Il Breviario di York descrive Everilda come una superiora capace di «formare molte vergini alla perfezione dell'amore divino», insistendo soprattutto sulla sua opera educativa e sulla formazione spirituale delle religiose. Si tratta di un ritratto tipicamente monastico, nel quale l'autorità della badessa si manifesta attraverso l'esempio, la disciplina e la direzione spirituale.

Gli ultimi anni
Nulla è noto degli ultimi decenni della sua vita.
La tradizione afferma che morì serenamente dopo aver consolidato la propria comunità monastica, probabilmente attorno all'anno 700. Non sono conservate testimonianze riguardanti il luogo della sepoltura né eventuali reliquie.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-10

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