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Cardinali

Il Collegio Cardinalizio e le principali categorie dei cardinali: elettori, ultraottantenni e cardinali defunti.

Il Collegio Cardinalizio

I cardinali sono i più alti collaboratori e consiglieri del papa per gli affari della Chiesa. Il termine «cardinale» deriva probabilmente dal latino cardo, «cardine», e indicava originariamente un chierico stabilmente incardinato presso una chiesa.

A partire dal Medioevo il Collegio Cardinalizio assunse progressivamente la sua forma attuale e i cardinali furono scelti anche al di fuori di Roma. Oggi il Collegio svolge un ruolo centrale nell'elezione del romano pontefice, nel concistoro e nella collaborazione con il papa nel governo della Chiesa universale.

Cardinali durante un concistoro in Vaticano
Cardinali durante il concistoro ordinario pubblico del 15 marzo 2016. Foto: Centro Televisivo Vaticano, Wikimedia Commons, licenza CC BY 3.0.

Il ruolo dei cardinali

Secondo il Codice di diritto canonico, il Collegio dei cardinali ha tre funzioni fondamentali: eleggere il romano pontefice, assistere e consigliare il papa nelle questioni di maggiore importanza e collaborare con lui, anche individualmente, nella cura della Chiesa universale.

Le tre categorie tradizionali

Storicamente i cardinali erano distinti in tre ordini: cardinali vescovi, cardinali presbiteri e cardinali diaconi. La distinzione conserva ancora oggi un significato nell'ordinamento del Collegio Cardinalizio.

Il cardinale decano e il cardinale vicario

Il cardinale decano presiede il Collegio Cardinalizio e svolge specifiche funzioni previste dal diritto canonico, mentre il cardinale vicario rappresenta il papa nel governo pastorale della diocesi di Roma.

Il limite degli ottant'anni

Nel 1970 Paolo VI stabilì che i cardinali ultraottantenni non partecipassero al conclave. La distinzione tra cardinali elettori e non elettori è quindi legata all'età, oltre che alle altre condizioni previste dalla normativa della Chiesa.