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Beata Gertrude van Oosten Beghina

Festa: 6 gennaio

Voorburg, Olanda, 1300 - Delf, Olanda, 6 gennaio 1358

Beghina olandese del XIV secolo, nata a Voorburg, fin dall'infanzia si distinse per la sua pietà e prudenza. Dopo essere stata lasciata dal fidanzato, decise di dedicarsi completamente a Cristo e divenne beghina a Delft. Grazie alla sua vita austera e devota, ebbe il dono della profezia e ricevette le stimmate. Morì nel giorno dell'Epifania del 1358 e fu sepolta a Delft. La sua "Vita" è stata scritta in un periodo vicino alla sua esistenza e la sua figura è ricordata in vari martirologi e cataloghi agiografici.



La beata Gertrude van Oosten è una beghina vissuta nel XIV secolo.
Nata intorno all’anno 1300 a Voorburg in Olanda, in una famiglia di contadini, dove fin dall’infanzia si distinse per la sua pietà e prudenza. La tradizione vuole che il suo cognome derivi da un inno che aveva composto e che cantava ogni giorno che inizia con la frase "Het daghet in den Oosten", cioè "Il giorno spunta in Oriente"
Fin da giovane per guadagnarsi da vivere entrò nel servizio domestico a Delf, dove poté dedicarsi anche a pratiche di pietà e ad opere di carità.
Dopo essere stata lasciata dal suo fidanzato, decise di “abbandonare ogni vincolo umano” per dedicarsi completamente a Cristo e a fatica ottenne di poter diventare una beghina a Delft.
Anche se non era vincolata da alcun voto, non essendo religiosa,
la beata Gertrude poté esercitare il suo zelo e grazie “all’atmosfera di preghiera e di clausura raggiunse un altissimo grado di virtù”, s’immerse nella contemplazione nei misteri dell’incarnazione e dell’infanzia e della passione di Gesù.
Grazie al suo stato di grazia ebbe il dono della profezia e ricevette le stimmate, nel venerdì santo del 1340, dalle quali “il sangue sgorgava liberamente sette volte al giorno nelle ore canoniche”. Allarmata dalla moltitudine di persone che volevano assistere a tale prodigio, pregò ed ottenne dal Signore di far cessare il sangue, mentre le rimasero i segni delle sacre stimmate.
La tradizione riporta che un giorno mentre meditava sulla natività di Gesù il suo seno si riempì di latte.
Visse tutta la sua vita tra austerità e devozione. Verso la fine della sua esistenza aveva l’abitudine di parlare della sua grande gioia per questo giorno e oltre a accennare serenamente della morte, la fece diventare argomento quotidiano dei suoi canti.
La beata Gertrude l’autrice di quarantacinque meditazioni “Asceses seu exercitia familiaria” e di alcune canzoni spirituali.
Dopo la sua morte avvenuta nel giorno dell’Epifania del 1358, è stata sepolta nei pressi della porta del campanile della chiesa parrocchiale di Sant’Ippolito di Delf, in quanto le beghine non avevano una propria chiesa e un cimitero per la loro sepoltura.
La beata Gertrude fu oggetto di una certa venerazione che non venne mai sancita nelle forme liturgiche. Ma la sua “Vita” scritta in un periodo vicino alla sua esistenza diventa la testimonianza tangibile per la sua iscrizione in vari martirologi e cataloghi agiografici.
Ancor oggi si conserva la sua dimora privata e la croce davanti alla quale ricevette le stimmate viene esposta annualmente per la venerazione dei fedeli, nell’anniversario della sua morte.
Anche se il suo nome non è mai stato iscritto nel Martirologio Romano, la beata Gertrude von Oosten è commemorata in vari martirologi e il suo culto e strettamente locale.
Negli acta dei bollandisti, la beata Gertrude von Oosten è festeggiata e ricordata nel giorno 6 gennaio.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2023-05-11

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