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Venerabile Simon Mpeke (Baba Simon) Sacerdote

Festa: .

Batombé, Camerun, 1906 circa - Édéa, Camerun, 13 agosto 1975

Mpeke nacque intorno al 1906 a Batombé, in Camerun, da genitori non cristiani. Nel 1914, mentre frequentava la scuola gestita dai Pallottini tedeschi, chiese di poter diventare cristiano: al Battesimo, ricevuto il 14 agosto 1918, ebbe il nome di Simon. Dopo alcuni anni come maestro nelle scuole della missione di Édéa, ruppe il fidanzamento che aveva in corso ed entrò nel Seminario Minore di Yaoundé. Fu ordinato sacerdote l’8 dicembre 1935: era uno dei primi otto sacerdoti camerunesi. Nei suoi primi anni di ministero conobbe i Piccoli Fratelli di Gesù e lo stile di missione portato avanti da fratel Charles de Foucauld (canonizzato nel 2022): divenne membro dell’Unione Sacerdotale Jesus Caritas, per sacerdoti diocesani, che promosse anche nel suo Paese. Nel 1959 divenne missionario “fidei donum” dalla sua diocesi d’origine al Nord Camerun, a servizio dei Kirdi, popolazione delle montagne messa ai margini dalla comunità musulmana. Baba (“papà”) Simon, come divenne presto noto, portò il Vangelo a quella gente, promuovendo istruzione e cure mediche, lottando contro le ingiustizie e cercando un dialogo con le religioni tradizionali. Malato di cuore, fu portato a Parigi per curarsi, ma chiese di essere rimpatriato quando divenne grave. A causa delle condizioni di salute, però, non poté essere riportato nella sua missione: morì a Édéa, in Camerun, il 13 agosto 1975, a circa sessantanove anni. Il 20 maggio 2023 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sulle virtù eroiche di Baba Simon, che diventava quindi il primo Venerabile camerunese. I suoi resti mortali riposano sul retro della cattedrale del Sacro Cuore di Édéa, nel quartiere Mbanda.


L’inizio del suo cammino
Mpeke nacque intorno al 1906 a Batombé, vilaggio distante circa sei chilometri da Édéa, in Camerun; i suoi genitori, Yomba e Iniyem Ngo Epouhe, erano contadini e praticavano la religione tradizionale dell’etnia Bakoko.
Nel 1914, mentre frequentava la scuola gestita dai sacerdoti della Società dell’Apostolato Cattolico, ovvero i padri Pallottini (tedeschi, come i primi colonizzatori del Camerun), chiese di ricevere il Battesimo. 
Il suo desiderio venne esaudito dopo la prima guerra mondiale, quando la missione di Édéa fu riaperta da alcuni religiosi francesi della Congregazione dello Spirito Santo, ovvero gli Spiritani: il 14 agosto 1918 venne quindi battezzato e ricevette il nome di Simon. 

Il desiderio di diventare prete
Nel frattempo aveva iniziato a esercitare la professione di maestro nelle scuole della “brousse”, ossia la boscaglia, quindi nella missione centrale di Édéa, dove ricevette la Cresima due anni dopo il Battesimo.
Sempre a Édéa, nel 1921, manifestò il desiderio di diventare sacerdote, come altri maestri: erano rimasti colpiti dalla fotografia, comparsa su di una rivista missionaria, che ritraeva un sacerdote senegalese. Ruppe quindi il fidanzamento con Monique, la ragazza con cui era fidanzato, e si diede allo studio del latino insieme a un gruppetto di amici.
Con loro, nell’agosto 1924, entrò nel Seminario Minore di Yaoundé, che era stato inaugurato nel luglio 1923. Lasciò il ricordo di un seminarista eccellente, serio, molto religioso e incline a portare pace. Venne particolarmente segnato dall’esempio e dalla vita di monsignor François-Xavier Vogt, Vicario apostolico di Yaoundé, che si occupò personalmente della formazione dei seminaristi.

La sua formazione
Il 10 ottobre 1927 fu inaugurato il Seminario Maggiore e il 19 marzo 1928 Simon e dieci compagni indossarono per la prima volta la veste clericale. I superiori gli affidarono compiti di responsabilità, come la formazione di alcuni catecumeni e l’aiuto nell’inserimento degli alunni che passavano dal Seminario Minore al Maggiore.
Per l’anno scolastico 1932-’33 fu inviato come professore in prova al Seminario Minore di Akono. Ricevette i primi Ordini Minori il 3 maggio 1934 e i restanti il 3 ottobre dello stesso anno. Il 22 aprile 1935 fu ordinato suddiacono e, il 10 agosto seguente, diacono.

Sacerdozio e primi incarichi
L’8 dicembre 1935 fu ordinato sacerdote: faceva parte del primissimo gruppo di sacerdoti camerunesi, appartenenti a due Vicariati apostolici distinti e ordinati in due celebrazioni svolte lo stesso giorno, una a Yaoundé e una, quella in cui c’era anche lui, a Douala.
Nel 1936, terminato un anno aggiuntivo di studi pastorali (lui e compagni erano stati giudicati ancora inadatti per l’impegno pastorale diretto), fu nominato vicario nella missione di San Francesco Saverio a Ngovayang, dove affiancò lo spiritano padre Sohler. Si spese senza sosta per il bene della gente, anche a costo di mettersi contro alcune pratiche delle religioni tradizionali della regione.

Nella grande parrocchia di New-Bell
Dopo dodici anni, il 13 marzo 1947, don Simon lasciò defnitivamente Ngovayang perché nominato vicario della parrocchia indigena di Nostra Signora delle Vittorie a Douala, più precisamente a New-Bell, il grande quartiere indigeno; ne diventò parroco nel giro di un anno. 
Impiegò tutti i suoi sforzi per la parrocchia, incrementando le confraternite, il Soccorso Cattolico (ovvero la Caritas), l’Azione Cattolica, la Legio Mariae e le scuole; cercava di essere disponibile e generoso per il suo popolo.
Si alzava alle quattro di mattina, per iniziare la giornata davanti al Santissimo Sacramento, quindi chiamava a raccolta i fedeli per la Messa delle cinque. Ogni settimana, puntualmente, si ritagliava una giornata di ritiro. Venne perfino proposto, insieme ad altri due sacerdoti, come vescovo ausiliare della sua diocesi, per via dell’influenza spirituale che lo circondava.

L’incontro con le Piccole Sorelle e i Piccoli Fratelli di Gesù
Nel 1951 piccola sorella Magdeleine di Gesù, fondatrice delle Piccole Sorelle di Gesù (dichiarata Venerabile nel 2021), invitata da monsignor Pierre Bonneau, il nuovo Vicario apostolico, incontrò don Simon, a cui propose la nascita di una fraternità operaia a New-Bell. Le prime sorelle furono ben accolte dal parroco, che si trovò in perfetto accordo con loro.
Due anni, dopo, padre René Voillaume, iniziatore dei Piccoli Fratelli di Gesù sulla scia di fratel Charles de Foucauld (canonizzato nel 2022), visitò la parrocchia e passò molto tempo con don Simon. Quest’ultimo, dal canto suo, aveva ravvisato nello stile delle Piccole Sorelle l’unione tra vita attiva e vita contemplativa a cui lui stesso mirava: negli anni del Seminario, infatti, aveva progettato, con alcuni compagni, una congregazione che fondesse quei due aspetti. Tuttavia, non voleva diventare uno di loro, ma restare sacerdote diocesano.

Nell’Unione Sacerdotale Jesus Caritas
Ottenne dal suo vescovo, il quale temeva però di perdere uno dei suoi elementi migliori, di poter vivere un anno sabbatico a El Abiodh, in Algeria, per conoscere meglio la via spirituale di fratel Charles. 
Dal 20 al 25 giugno 1953 partecipò agli Esercizi Spirituali a Versailles, in Francia, insieme a una trentina di preti e ad alcuni laici: era il primo germe dell’Unione sacerdotale dei Fratelli di Gesù, poi denominata Unione Sacerdotale Jesus Caritas, l’Istituto secolare per sacerdoti che, restando a servizio delle proprie diocesi, si rifanno all’insegnamento di fratel Charles. Tre anni dopo, divenne il primo responsabile in Camerun della stessa Unione. 

Chiamato all’evangelizzazione dei Kirdi
Intorno al 1954, però, don Simon accolse l’appello, letto in un articolo di giornale, a partecipare all’evangelizzazione delle popolazioni del Nord Camerun, chiamate con disprezzo “Kirdi”: è un termine che indica gli abitanti dei villaggi di montagna, di origine sudanese, che praticano le religioni tradizionali di tipo animista e non sono accolti nella comunità musulmana.
Rifletté a lungo prima di prendere la sua decisione. Il vescovo, monsignor Thomas Mongo, un giorno lo convocò in episcopio, annunciandogli che non gli permetteva di andare, anzi, era lui a mandarlo, anche in risposta all’enciclica «Fidei Donum», con la quale papa Pio XII concedeva l’invio di sacerdoti diocesani come missionari in altre diocesi.

Missionario da una diocesi all’altra del suo Paese
Nel 1959, dunque, partì per Mayo-Ouldémé, dove operavano già i Piccoli Fratelli di Gesù, ma ebbe qualche difficoltà di adattamento; ad esempio, a differenza degli altri missionari, non accettava che i Kirdi andassero in giro nudi. 
Nel 1960, quindi, si trasferì a Tokombéré, oggi in diocesi di Maroua-Mokolo, ma rimase in buoni rapporti con i Piccoli Fratelli. Il 23 luglio 1962, nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, davanti al Santissimo Sacramento, fu tra i primi a pronunciare la consacrazione perpetua nell’Istituto secolare dell’Unione Sacerdotale Jesus Caritas.

Per tutti diventa Baba Simon
Don Simon aveva intanto iniziato a viaggiare per le montagne a piedi scalzi e a predicare, condividendo in povertà la vita dei Kirdi e senza tralasciare la preghiera e la fedeltà al Vangelo. Fu accolto dal responsabile dei Piccoli Fratelli di Mayo-Ouldémé, fratel Jacques Legrand, il quale gli diede il nome di Baba (ovvero “papà”) Simon, col quale divenne presto noto anche in mezzo al popolo.

In lotta contro l’esclusione e le malattie, fautore del dialogo
Lottò contro le ingiustizie a cui erano sottoposti i Kirdi, ad esempio promuovendo l’istruzione: riteneva, per esperienza personale, che essa fornisse la chiave per la vita. Per i primi tempi fece scuola sotto un albero, ma nel 1961 aprì una vera scuola con una sorta d’internato, intitolandola a san Giuseppe.
In più, mentre il popolo considerava le malattie una maledizione, lui, aiutato dal dottor Giuseppe Maggi, un medico svizzero, fondò un nuovo ospedale. Soprattutto, formò una vera comunità cristiana: il giorno di Pasqua del 1964 battezzò i primi dodici giovani.
Dopo averli inizialmente osteggiati, s’impegnò a cercare il dialogo con i responsabili delle religioni tradizionali, nelle quali aveva imparato a intuire una speranza che solo in Cristo poteva trovare il suo compimento: lo dimostra il suo incontro con uno di essi, a cui raccontò come i cristiani intendessero la fraternità. 

La morte
Sul finire del 1974, Baba Simon rinunciò a tutti i suoi incarichi, delegando la guida della comunità cristiana a don Jean-Marc Ela, un giovane prete che aveva voluto affiancarlo. Tuttavia, continuò a camminare per le montagne, pur essendo malato di cuore. Monsignor Jacques de Bernon, vicario apostolico di Maroua-Mokolo, lo inviò a Parigi per curarsi, all’ospedale della Pitié-Salpetrière, ma il suo stato clinico peggiorò; il suo spirito, invece, era ancora vigile.
Chiese di essere rimpatriato e riportato a Tokombéré, dove più volte aveva desiderato di essere sepolto, ma per il suo stato di salute venne invece ricoverato all’ospedale Laquintinie di Douala, per un mese e mezzo. 
Entrato in coma il 12 agosto 1975, fu portato nella canonica della missione di Édéa, dove morì alle 21.15 del 13 agosto. Contrariamente al suo desiderio, fu sepolto sul retro della cattedrale del Sacro Cuore di Édéa, nel quartiere Mbanda.
Poche settimane prima di morire, aveva confidato a Jean-Baptiste Baskoueda, che divenne poi il suo primo biografo: «Noi cristiani, donando il cristianesimo con le nostre idee di libertà, uguaglianza, fraternità, gonfiamo il pallone. Non sappiamo se bisogna smettere di gonfiare o continuare a gonfiare, ma sappiamo che a forza di gonfiare il pallone scoppia. Se il cristianesimo continua ad agire sul Nord Camerun, ci sarà una soluzione, cioè una vita sociale normale dove tutti – musulmani, cristiani, pagani  – vivranno come dei fratelli, mano nella mano…».

La fama di santità e l’inizio della causa di beatificazione e canonizzazione
La fama di santità che già in vita aveva circondato Baba Simon portò all’apertura della sua causa di beatificazione e canonizzazione, volta a dimostrarne le virtù eroiche. 
Ottenuto il 30 marzo 1997 il trasferimento di competenza dalla diocesi di Édéa a quella di Maroua-Mokolo, territorio di cui era originario, la Congregazione delle Cause dei Santi concesse, il 17 luglio 1999, il nulla osta. L’inchiesta diocesana, svolta a Maroua-Mokolo dal 18 ottobre 2000 al 19 maggio 2003, ebbe il decreto di convalida il 5 giugno 2013.
Il 18 marzo 2009, durante il suo viaggio apostolico in Camerun, papa Benedetto XVI aveva parlato di lui nel discorso nella basilica Maria Regina degli Apostoli nel quartiere di Mvolyé a Yaoundé, rivolgendosi in particolare alle persone consacrate: «Non abbiate paura di vivere pienamente l’offerta di voi stessi che avete fatta a Dio e di darne testimonianza con autenticità attorno a voi. Un esempio vi stimola particolarmente a ricercare questa santità di vita, quello del Padre Simon Mpeke, chiamato Baba Simon. Voi sapete come “il missionario dai piedi nudi” ha speso tutte le forze del suo essere in una umiltà disinteressata, avendo a cuore di aiutare le anime, senza risparmiarsi le preoccupazioni e la pena del servizio materiale dei suoi fratelli».

Il decreto sulle virtù eroiche
La “Positio super virtutibus”, consegnata nel 2021, fu esaminata dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, i quali, nel loro Congresso peculiare del 20 settembre 2022, si pronunciarono a favore dell’eroicità delle virtù di Baba Simon. Il 18 aprile 2023, invece, i Cardinali e i Vescovi membri della stessa Congregazione diedero il proprio parere positivo.
Il 20 maggio 2023, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con cui Baba Simon veniva dichiarato Venerabile, il primo candidato agli altari camerunese a ottenere quella qualifica.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2026-04-25

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