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San Felice di Sutri Sacerdote e martire

Festa: 23 giugno

III sec.

E' citato nella tradizionale “passio” di San Mustiola. Secondo quel testo, san Felice predicava il cristianesimo nella zona di Falerii (oggi Civita Castellana) ai tempi dell’imperatore Aureliano, nel III secolo. Arrestato dal prefetto Turcio fu lapidato per essersi rifiutato di tradire la sua fede cristiana. Il corpo del martire fu sepolto “iuxta muros civitatis Sutrinae” o “Faleriae”. Anche se la “passio” non ha alcun fondamento storico, si ritiene che i martiri citati potrebbero essere autentici.
 



La figura di San Felice di Sutri, sacerdote e martire, emerge da una tradizione agiografica frammentaria e complessa, intrecciata con la narrazione di Santa Mustiola. Sebbene la sua storicità non sia del tutto certa, la devozione verso questo santo è attestata da antica data, come testimoniato dall'inserimento del suo nome nel Martirologio di Usuardo alla data del 23 giugno.
La principale fonte di informazioni su San Felice è la "passio" di Santa Mustiola, un testo agiografico che narra la vita e il martirio della santa. In questo testo, San Felice viene menzionato come un predicatore cristiano attivo nella zona di Falerii (l'odierna Civita Castellana) durante il regno dell'imperatore Aureliano (III secolo). Arrestato dal prefetto Turcio per la sua fede incrollabile, San Felice subì il martirio per lapidazione. Il suo corpo venne sepolto "iuxta muros civitatis Sutrinae" o "Faleriae".
Mentre la "passio" di Santa Mustiola offre un resoconto dettagliato del martirio di San Felice, la sua veridicità storica è oggetto di dibattito. La mancanza di riscontri archeologici o epigrafici, unita a diverse incongruenze interne al testo, rende difficile confermare con certezza l'esistenza e la vicenda di San Felice. Tuttavia, l'antichità del culto e la presenza di San Felice in diversi martirologi medievali suggeriscono che la figura di questo martire sia stata ritenuta autentica sin da epoche remote.
L'identificazione precisa di San Felice risulta problematica a causa della molteplicità di omonimi venerati nella regione umbro-laziale. La mancanza di informazioni specifiche nella "passio" e l'assenza di elementi distintivi non consentono di distinguere San Felice di Sutri da altri santi omonimi.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-05-24

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