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San Formerio Venerato a Bañares, martire

Festa: 25 settembre

III o IV sec.

La tradizione lo presenta come un giovane cristiano e pastore, talvolta originario di una località chiamata Cesarea e martirizzato durante una persecuzione dell'epoca romana. Le fonti agiografiche che raccontano in dettaglio la sua vita sono però tarde e furono sottoposte a severa critica già dagli eruditi dei secoli XVIII e XIX. I Bollandisti, nel commento pubblicato per il 25 settembre, rilevarono esplicitamente che le gesta del martire erano ignote e considerarono prive di valore storico le più ampie 'Acta' pubblicate nel Seicento da Tamayo de Salazar. Anche la successiva ricostruzione di padre Manuel Risco, nell'España Sagrada del 1781, concludeva che non era possibile stabilire con sicurezza né il luogo e il tempo della vita di Formerio né le circostanze del suo martirio. La figura storicamente più sicura è quindi quella di un martire antico oggetto di culto locale, mentre i particolari biografici appartengono alla formazione successiva della sua memoria. Particolare importanza assume l'arca-reliquiario conservata a Bañares, una notevole opera medievale di legno e smalti, che documenta la lunga storia materiale del culto.

Emblema: Giovane pastore, con bastone e attributi pastorali; nelle immagini di Bañares compaiono anche il libro dei Vangeli e la palma del martirio.


La prima difficoltà nello studio di San Formerio (Formerius, Formedio) consiste nel fatto che non possediamo una fonte antica attendibile che racconti la sua vita. Quando Giovanni Marieta scrisse alla fine del XVI secolo sulla santità della Spagna, affermò di conoscere il culto di Formerio ma dichiarò sostanzialmente di non avere notizie delle sue gesta. Questa testimonianza è importante perché precede le elaborate narrazioni agiografiche che saranno diffuse nel Seicento.
Gli Acta Sanctorum, esaminando il culto del martire al 25 settembre, conservarono la stessa prudenza. Il commentatore bollandista osservava che Marieta considerava Formerio un martire straniero, venerato il 25 settembre, ma senza una vera storia della sua vita. Proprio questa constatazione rendeva sospetta la successiva comparsa di una biografia assai dettagliata.
La documentazione consente dunque di distinguere due livelli. Da una parte vi è un culto antico e localmente consolidato, dall'altra una biografia narrativa elaborata molti secoli più tardi. Il secondo livello non può essere utilizzato senza cautele per ricostruire il primo.

Le tradizioni sulla patria
Uno dei problemi più discussi riguarda il luogo di origine. La tradizione parla di una 'Cesarea', ma tale denominazione è stata interpretata in modi differenti.
Una prima tradizione, legata soprattutto al culto di Formerio nel territorio di Treviño, identificò Cesarea con Cesarea di Cappadocia, nell'Asia Minore. Secondo questa versione il martire sarebbe stato originario dell'Oriente e le sue reliquie sarebbero state successivamente trasferite nella regione di Treviño.
Per il Formerio venerato a Bañares si sviluppò invece un'altra interpretazione. Nel 1701 il cappuccino Mateo Anguiano Nieva identificò la Cesarea della tradizione con Cerasio, nome medievale associato a Cerezo de Río Tirón, nell'attuale provincia di Burgos. Egli sostenne inoltre che esistessero due Formerii distinti, uno collegato a Bañares e l'altro al territorio di Treviño, pur facendoli entrambi originari della stessa località. L'identificazione di Cerasio con un'antica Cesarea è però problematica, poiché Cerasio è una denominazione medievale e non costituisce una prova dell'esistenza di una Cesarea antica in quel luogo.
La questione non è quindi risolvibile sulla base delle fonti disponibili. Il luogo di nascita di San Formerio deve essere considerato non documentato.

La leggenda del giovane pastore
La narrazione più conosciuta presenta Formerio come un giovane cristiano appartenente a una famiglia agiata. Rimasto orfano, avrebbe distribuito i propri beni ai poveri e scelto una vita solitaria come pastore. La tradizione gli attribuisce inoltre una particolare familiarità con gli animali e un'attività di predicazione.
Questi elementi appartengono alla letteratura agiografica tarda. La versione diffusa da Anguiano nel Compendio historial de la provincia de La Rioja, pubblicato nel 1701, presenta Formerio come un giovane pastore cristiano che avrebbe ricevuto miracolosamente un bastone e i Vangeli. La sua immagine tradizionale a Bañares conserva proprio questi caratteri pastorali.
Non vi sono tuttavia fonti antiche indipendenti che permettano di verificare tali episodi. Per questo non possono essere utilizzati come dati biografici certi.

Il presunto martirio
La tradizione più tarda colloca il martirio di Formerio durante la persecuzione dell'imperatore Aureliano. La data del 277 è stata soprattutto collegata alla versione di Anguiano, che identifica il luogo del martirio con la zona di Tormantos, presso Cerezo de Río Tirón.
Una narrazione agiografica tarda racconta una serie di prodigi: il giovane sarebbe stato sottoposto a tormenti, avrebbe resistito a una prova nel fuoco e sarebbe stato poi condotto nell'arena. Anche un leone, secondo il racconto, avrebbe riconosciuto la sua santità invece di aggredirlo. Infine il martire sarebbe stato decapitato e il suo corpo raccolto da una discepola chiamata Coloma o Camila, con l'aiuto di due soldati convertiti al cristianesimo. Il corpo sarebbe stato quindi trasferito a Bañares.
Questa narrazione non può essere considerata una testimonianza storica del III secolo. Il problema è particolarmente evidente perché le fonti che la trasmettono sono molto tarde e perché il più antico autore che viene normalmente citato per la storia locale, Marieta, dichiarava ancora di non conoscere le gesta del martire.
Anche la data del 277 deve pertanto essere considerata tradizionale e non una data storicamente accertata.

Il problema dei due Formerii
La presenza di un culto di Formerio sia a Bañares sia nel territorio di Treviño ha prodotto una lunga discussione sull'identità del santo.
Nel santuario di San Formerio presso Pangua, nel Condado de Treviño, esiste infatti una seconda tradizione relativa a un martire con lo stesso nome. Le due memorie condividono la festa del 25 settembre e alcuni elementi della rappresentazione, ma le tradizioni locali attribuiscono loro vicende e luoghi di culto differenti. La questione fu già affrontata dagli eruditi dell'età moderna.
Nel 1596 il padre Juan de Marieta riferiva una tradizione secondo la quale il Formerio venerato nel territorio di Treviño sarebbe stato originario della Cesarea di Cappadocia e il suo corpo sarebbe giunto nella regione in modo prodigioso. Nel 1647 Luis Rodríguez de Porras, beneficiato della chiesa di Bañares, elaborò invece una storia di un Formerio martirizzato nel 277 e collegato direttamente a Bañares. Nel 1701 Anguiano cercò di risolvere il problema ammettendo due personaggi distinti.
La soluzione più prudente fu quella proposta nel 1781 da Manuel Risco. Nel volume XXXIII dell'España Sagrada, dedicato anche ai santi dell'area di Calahorra, egli riconobbe l'impossibilità di stabilire con sicurezza dove e quando fossero vissuti i due Formerii e in quali circostanze fossero stati martirizzati. Secondo Risco, l'unico dato realmente resistente alla critica era l'antichità della venerazione loro tributata nella regione.

Il culto medievale a Bañares
La storia del culto offre elementi molto più concreti della biografia.
A Bañares Formerio è patrono della comunità e la sua memoria è legata alla chiesa della Santa Cruz. Una confraternita dedicata al martire è attestata documentalmente almeno dal XIV secolo. Questa testimonianza è di particolare importanza perché dimostra che il culto era già consolidato nel Medioevo, pur senza permettere di ricostruire la vita del santo. Il Comune di Bañares sottolinea inoltre che, almeno a partire da quel periodo, dovevano trovarsi nella località le reliquie oggi associate al martire e l'arca che le custodisce.
La tradizione relativa alle reliquie è dunque molto più antica delle biografie dettagliate che comparvero tra XVI e XVIII secolo. Questo non dimostra però che le reliquie appartengano realmente al martire del III secolo descritto dalla leggenda. Dimostra piuttosto la continuità storica di un culto locale e della venerazione di determinati resti attribuiti a Formerio.

Le reliquie e l'arca
Le reliquie sono custodite nella chiesa della Santa Cruz di Bañares, all'interno di una preziosa arca-reliquiario. L'arca è una delle testimonianze artistiche più importanti legate al culto del santo.
Si tratta di una cassa di legno rivestita da placche di rame smaltato, tradizionalmente datata al XII secolo. La decorazione comprende motivi geometrici, vegetali e figurativi, oltre a elementi araldici e immagini di particolare interesse. Alcune placche risultano collocate in posizione irregolare, circostanza che ha fatto ipotizzare il loro riutilizzo da un manufatto precedente.
La provenienza delle placche non è del tutto risolta. La produzione degli smalti è stata collegata all'ambiente della grande tradizione di Limoges e alla circolazione degli smalti medievali nell'area navarro-riojana. Una possibilità studiata dagli storici dell'arte è che alcune placche siano state riutilizzate da un precedente manufatto legato all'ambiente della monarchia di Navarra. Questa ipotesi è stata messa in relazione con la dispersione di materiali preziosi avvenuta dopo il saccheggio di Pamplona del 1276, ma non può essere considerata una certezza.
L'arca costituisce quindi una testimonianza eccezionale della storia del culto, ma la sua datazione e il suo valore artistico non possono essere utilizzati per dimostrare l'autenticità delle reliquie che custodisce.

Le ricognizioni delle reliquie
La venerazione dei resti fu sottoposta anche a verifiche in età moderna. Una prima ricognizione ufficiale delle reliquie è indicata al 25 settembre 1612, quando sarebbe stato redatto un elenco dei resti. Un'altra apertura dell'arca avvenne il 4 settembre 1759 durante una visita del vescovo di Calahorra e La Calzada, Andrés de Porras.
Quest'ultimo episodio è particolarmente significativo. Il vescovo aveva ricevuto la notizia che l'arca di Bañares potesse essere priva di resti, soprattutto perché nella chiesa di Pangua era venerato un altro corpo attribuito a San Formerio. Ordinò quindi di aprire l'arca. Il contenuto risultò effettivamente costituito da resti umani, ma tale constatazione non poteva risolvere la questione dell'identità del defunto.
La vicenda mostra bene la differenza tra l'esistenza materiale delle reliquie e la loro attribuzione. È possibile documentare l'esistenza di resti venerati a Bañares; non è invece possibile dimostrare storicamente che appartengano al martire del III secolo descritto dalla tradizione.

La critica dei Bollandisti
La valutazione più importante per la storia della figura di Formerio è quella contenuta negli Acta Sanctorum per il 25 settembre.
I Bollandisti registrano Formerio come martire venerato a Bañares e riferiscono la sua festa al 25 settembre. Ma, dopo avere esaminato le fonti disponibili, osservano che Marieta non conosceva alcuna storia della sua vita e che gli Acta pubblicati più tardi da Tamayo de Salazar non possono essere considerati autentici documenti antichi.
Tamayo aveva presentato una biografia articolata in nove lezioni e corredata da inni, sostenendo che provenisse da un antico ufficio manoscritto. I Bollandisti, alla luce delle numerose falsificazioni e attribuzioni pseudo-antiche presenti nell'opera di Tamayo, giudicarono invece quelle Acta una costruzione tarda. La loro conclusione è netta: i dettagli sulla nascita in Cappadocia e sul martirio sotto Aureliano non possono essere considerati storicamente dimostrati.

La posizione di Risco
Questa linea critica fu ulteriormente sviluppata da Manuel Risco nell'España Sagrada. Il suo esame è importante perché non si limita a ripetere le tradizioni locali, ma confronta le differenti versioni e riconosce i limiti della documentazione.
Risco conclude che non è possibile stabilire con sicurezza il luogo di origine, l'epoca precisa della vita, le circostanze del martirio o l'identificazione delle diverse tradizioni relative a Formerio. Al tempo stesso non nega la realtà storica del culto: ritiene infatti che la venerazione di Formerio nella regione della diocesi di Calahorra abbia radici molto antiche, anche se la sua origine non può essere ricostruita.
Questa distinzione rimane ancora oggi il modo più corretto di presentare il santo: la storia del culto è documentabile molto meglio della biografia del martire.

L'arca come documento della memoria
L'arca di Bañares permette di osservare come la memoria di Formerio si sia materializzata nel corso del Medioevo. La sua datazione al XII secolo mostra che il culto era abbastanza importante da essere associato a un manufatto di grande valore artistico.
La presenza di placche smaltate riutilizzate aggiunge un ulteriore elemento di interesse. Studi sull'arte degli smalti medievali hanno ipotizzato rapporti con la produzione limosina e con la circolazione di manufatti preziosi nell'area navarro-castigliana. Alcuni frammenti potrebbero essere stati recuperati da altri oggetti, forse appartenenti a contesti aristocratici o ecclesiastici, ma la loro provenienza precisa resta discussa.

Una tradizione agiografica costruita tardi
Il caso di Formerio è particolarmente istruttivo per la storia dell'agiografia spagnola. La documentazione mostra infatti il passaggio da un culto locale privo di una biografia conosciuta a una narrazione sempre più elaborata.
Nel XVI secolo gli eruditi cercavano ancora di spiegare l'origine di un culto di cui conoscevano pochi dati. Nel XVII secolo comparvero racconti più dettagliati, attribuiti a fonti antiche che i Bollandisti giudicarono invece non autentiche. Nel XVIII secolo la critica storica cominciò a separare sistematicamente ciò che era documentabile da ciò che apparteneva alla leggenda.
Formerio costituisce quindi un esempio significativo di come una memoria cultuale antica possa generare, nel corso dei secoli, una biografia molto più ricca delle testimonianze originarie.

Il rapporto con San Firmino di Amiens
Gli antichi eruditi presero in considerazione anche la possibilità che Formerio fosse identificabile con San Firmino di Amiens, anch'egli commemorato il 25 settembre.
La somiglianza della data liturgica e l'assenza di una biografia antica per Formerio favorirono questa ipotesi. I Bollandisti la esaminarono esplicitamente, ma non la accolsero come identificazione dimostrata. Il problema mostra ancora una volta quanto fosse facile, nella storiografia agiografica dell'età moderna, sovrapporre figure diverse sulla base di pochi elementi comuni.
Non vi sono quindi motivi sufficienti per identificare San Formerio di Bañares con San Firmino di Amiens.

Curiosità
- L'arca-reliquiario di San Formerio è una delle opere medievali più importanti conservate a Bañares ed è stata presentata anche in esposizioni internazionali dedicate all'arte degli smalti medievali. Nel 2002 fu esposta a Bruxelles insieme ad altre opere rappresentative di questa produzione artistica.
- Nel 1759 il vescovo Andrés de Porras fece aprire l'arca di Bañares dopo avere ricevuto informazioni che mettevano in dubbio la presenza delle reliquie; l'apertura confermò la presenza di resti umani, ma non poteva stabilirne l'identità storica.
- La festa principale di Bañares è stata trasferita in epoca contemporanea al terzo fine settimana di agosto, mentre il 25 settembre continua a essere ricordato come giorno di San Formerio con una celebrazione locale.
- Il 25 settembre è anche il giorno tradizionale della memoria del Formerio venerato nel territorio di Treviño, elemento che ha contribuito per secoli alla confusione tra i due culti.

Cronologia
- XIV secolo: la confraternita di San Formerio è attestata documentalmente a Bañares; le reliquie dovevano già essere associate alla località.
- 1596: Juan de Marieta propone una tradizione relativa a un Formerio originario della Cesarea di Cappadocia, collegato al culto di Treviño.
- 1647: Luis Rodríguez de Porras redige a Bañares un manoscritto dedicato alla vita di San Formerio, collocandone il martirio nel 277.
- XVII secolo: Tamayo de Salazar pubblica gli Acta attribuiti a un antico ufficio del santo, testi che saranno successivamente giudicati inattendibili dai Bollandisti.
- 1701: Mateo Anguiano Nieva pubblica il Compendio historial de la provincia de La Rioja e identifica la Cesarea della tradizione con Cerasio, collegandola a Cerezo de Río Tirón.
- 25 settembre 1612: secondo la documentazione locale viene effettuata una ricognizione delle reliquie e redatto un primo elenco dei resti.
- 1781: Manuel Risco, nell'España Sagrada, conclude che non è possibile stabilire con certezza l'origine, l'epoca e il martirio di Formerio, distinguendo la realtà del culto dalla fragilità della biografia tradizionale.
- 2002: l'arca-reliquiario di San Formerio viene esposta a Bruxelles in una mostra dedicata agli smalti medievali.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un culto di San Formerio a Bañares è storicamente documentabile almeno dal Medioevo, e una confraternita a lui dedicata è attestata dal XIV secolo. Questo costituisce il nucleo storico più solido della documentazione.
- Non esiste una fonte antica attendibile che permetta di ricostruire la vita del martire, la sua nascita, la sua famiglia, la sua attività pastorale o le circostanze della sua morte. La stessa tradizione erudita antica riconosceva questa lacuna.
- La data del 277, l'origine a Cerezo de Río Tirón, il martirio sotto Aureliano, la decapitazione a Tormantos e gli episodi miracolosi appartengono alla tradizione agiografica tarda e non possono essere presentati come fatti storici accertati.
- Gli Acta attribuiti a un antico ufficio del santo e pubblicati da Tamayo de Salazar furono respinti criticamente dai Bollandisti, che li considerarono una costruzione tarda e non una fonte autentica per la vita del martire.
- L'identificazione di Formerio con una delle due Cesaree proposte dalla tradizione non è dimostrabile. In particolare, l'identificazione di Cerasio con un'antica Cesarea, sostenuta da Anguiano, poggia su una lettura errata della storia del toponimo.
- La presenza di un secondo culto di Formerio nel territorio di Treviño rappresenta un problema storico reale. Non è prudente fondere le due tradizioni in un'unica biografia, poiché la documentazione disponibile non consente di dimostrare che si tratti dello stesso personaggio.
- Le reliquie custodite a Bañares e l'arca medievale sono testimonianze concrete della storia del culto, ma la ricognizione dei resti non permette di dimostrare l'identità del defunto con il martire descritto dalla tradizione.
- La conclusione storicamente più prudente è quindi quella già formulata da Risco: della persona storica conosciamo pochissimo, mentre è molto meglio documentabile la lunga durata della sua venerazione nella regione di Calahorra e, in particolare, a Bañares.

Fonti e bibliografia essenziale
- J. S., Acta Sanctorum, 25 settembre, commentario 'De S. Formerio M. cultu in vico de Vanares, in Alava Hispaniae provincia'. I Bollandisti esaminano criticamente le fonti sul culto, respingono gli Acta attribuiti a Tamayo de Salazar e sottolineano l'assenza di una biografia antica attendibile.
- RISCO, Manuel, España Sagrada, tomo XXXIII, Madrid, 1781, pp. 356-362, sezione dedicata ai santi del vescovado di Calahorra e alle reliquie di San Formerio venerato a Bañares.
- ANGUIANO NIEVA, Mateo, Compendio historial de la Provincia de La Rioja, de sus santos y santuarios, tomo I, Madrid, 1701, pp. 157-158. Fonte fondamentale per conoscere la tradizione settecentesca relativa a Formerio, ma da utilizzare criticamente.
- RODRÍGUEZ DE PORRAS, Luis, manoscritto sulla vita di San Formerio, Bañares, 1647. La sua esistenza e la sua funzione nella formazione della tradizione agiografica sono ricordate dalla documentazione storica locale.
- MARTÍN ANSÓN, María Luisa, 'Arqueta relicario de San Formerio', in YARZA LUACES, Joaquín (ed.), De Limoges a Silos, Madrid, El Viso, 2001, pp. 337-341. Studio fondamentale per la storia artistica dell'arca-reliquiario.
- DIAGO HERNANDO, Máximo, 'Linajes navarros en la vida política de la Rioja bajomedieval. El ejemplo de los Estúñiga', Príncipe de Viana, n. 197, 1992, pp. 563-581, utile per il contesto storico delle ipotesi sulla provenienza delle placche smaltate dell'arca.
- Analecta Bollandiana, catalogazione e studio dei manoscritti liturgici di Calahorra, con particolare attenzione alla tradizione del Breviario di Calahorra del XIV secolo. Il calendario conservato nel manoscritto non presenta una memoria di Formerio, elemento che conferma la necessità di non proiettare automaticamente il culto locale nei più antichi calendari diocesani.
- Ayuntamiento de Bañares, documentazione storica locale sulla storia del culto, sulle ricognizioni delle reliquie e sull'arca di San Formerio, utilizzata come fonte complementare per la documentazione locale e per il patrimonio materiale.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-14

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