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San Tommaso Tran Van Thien Martire

Festa: 21 settembre

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Trung-Quang, Vietnam, 1820 - Quang-Tri, Vietnam, 21 settembre 1838

Fu un giovane cristiano vietnamita che, a soli diciotto anni, affrontò il carcere e il martirio durante le persecuzioni contro i cattolici sotto l'imperatore Minh Mạng. Nato nel 1820 a Trung Quán, nella provincia di Quảng Bình, crebbe in una famiglia cristiana e ricevette una formazione religiosa che lo orientò verso il sacerdozio. Nel 1838 fu chiamato al seminario di Di Loan, nella provincia di Quảng Trị, ma proprio in quei mesi la repressione contro i missionari e le comunità cristiane si era intensificata. Appena giunto a Di Loan, Tommaso venne arrestato insieme ad altri cristiani. Condotto a Quảng Trị, fu sottoposto a interrogatori e percosse e gli fu chiesto di rinunciare alla fede. Rimase fermo nella sua professione cristiana e fu rinchiuso in carcere, dove incontrò il missionario francese Francesco Jaccard. I due furono condannati a morte e il 21 settembre 1838 furono strangolati nel luogo di esecuzione di Nhan Biều, presso Quảng Trị. Tommaso non era ancora sacerdote: era un seminarista all'inizio del cammino verso il ministero presbiterale. Proprio questa circostanza rende particolarmente significativa la sua vicenda. La sua testimonianza appartiene infatti alla storia della giovane Chiesa vietnamita, nella quale sacerdoti, catechisti, seminaristi e semplici fedeli affrontarono insieme le persecuzioni. Beatificato da Leone XIII nel 1900, fu canonizzato da Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988 insieme agli altri 116 martiri del Vietnam.

Etimologia: Dall'aramaico te'oma, con il significato di 'gemello'.

Emblema: Abito da seminarista, palma del martirio, talvolta corda o strumenti del supplizio.

Martirologio Romano: Nella fortezza di Quang-Tr nell’An Nam, ora Viet Nam, santi martiri Francesco Jaccard, sacerdote della Società per le Missioni Estere di Parigi, e Tommaso Tran V n Thien, che, sotto l’imperatore Minh M ng, subirono per Cristo carcere e percosse e morirono, infine, strangolati.


Tommaso Trần Văn Thiện nacque nel 1820 a Trung Quán, nella provincia di Quảng Bình, in una famiglia cristiana. Le fonti ecclesiali vietnamite lo presentano come un giovane dotato di intelligenza e inclinazione allo studio, educato alla fede fin dall'infanzia.
Le informazioni più dettagliate sulla sua famiglia e sui primi anni di formazione provengono soprattutto da tradizioni biografiche vietnamite posteriori. Esse ricordano il suo apprendimento della scrittura cinese e successivamente del latino, insieme al servizio come chierichetto. È invece solidamente attestato il fatto che, da adolescente, si orientò verso la formazione ecclesiastica e che nel 1838 si recò al seminario di Di Loan.
La sua vicenda va inserita nel quadro della difficile situazione della Chiesa cattolica vietnamita nella prima metà del XIX secolo. Durante il regno dell'imperatore Minh Mạng, iniziato nel 1820, furono emanati provvedimenti contro il cristianesimo e contro i missionari stranieri. Le comunità cattoliche furono sottoposte a controlli, arresti e pressioni perché rinunciassero alla propria fede.

La chiamata al seminario
Nel 1838 Tommaso fu chiamato al seminario di Di Loan, nella provincia di Quảng Trị. L'istituzione era collegata all'attività missionaria della Società per le Missioni Estere di Parigi, impegnata nella formazione del clero locale.
La scelta di raggiungere il seminario avvenne in un momento particolarmente difficile. Le autorità stavano infatti cercando missionari e sacerdoti cristiani e la zona era sottoposta a controlli. Secondo la tradizione tramandata dalle fonti ecclesiali vietnamite, Tommaso, pur essendo venuto a conoscenza del pericolo, non rinunciò al viaggio verso Di Loan.
Il giovane era appena arrivato quando le autorità intervennero contro la comunità cristiana. Non essendo riusciti a catturare il missionario che cercavano, i soldati arrestarono alcuni cristiani presenti nella zona, tra i quali Tommaso. Egli fu condotto a Quảng Trị e sottoposto a interrogatorio.

Gli interrogatori e il carcere
Il mandarino cercò di ottenere dal giovane una rinuncia alla fede. La tradizione agiografica vietnamita conserva, a questo proposito, il ricordo di promesse di carriera e persino della possibilità di entrare nella famiglia del funzionario attraverso il matrimonio. Tommaso avrebbe risposto dichiarando di desiderare soltanto il 'potere del cielo' e di non essere interessato agli onori terreni.
Il particolare della risposta è divenuto uno degli elementi più noti della sua memoria agiografica. Anche se la formulazione letterale della frase appartiene alle fonti devozionali posteriori, essa esprime il nucleo storicamente riconosciuto della sua vicenda: Tommaso non accettò di rinnegare la fede per ottenere la libertà.
Il Martirologio Romano riassume sobriamente la sua passione ricordando che egli, insieme a Francesco Jaccard, subì il carcere e le percosse prima di essere strangolato. Le fonti biografiche ricordano inoltre le violenze subite durante la detenzione.
In prigione Tommaso incontrò il sacerdote francese Francesco Jaccard, appartenente alla Società per le Missioni Estere di Parigi. I due condivisero l'ultima parte della loro detenzione e furono destinati allo stesso supplizio.

Il martirio
Il procedimento contro Tommaso e Jaccard si concluse con la condanna a morte. Il giovane seminarista, pur non essendo ancora sacerdote, venne considerato dalle autorità un cristiano irriducibile e fu incluso nella condanna insieme al missionario.
Il 21 settembre 1838 Tommaso e Francesco Jaccard furono condotti al luogo dell'esecuzione a Nhan Biều, nei pressi di Quảng Trị. Il Martirologio Romano indica la fortezza di Quảng Trị come luogo della loro passione e specifica che furono infine strangolati.
Secondo la tradizione conservata dalle fonti vietnamite, prima dell'esecuzione Tommaso ricevette la confessione da padre Jaccard. I due avrebbero pregato insieme prima che venissero tolti i ceppi e sostituiti con le corde del supplizio.
La morte di Tommaso avvenne quando aveva appena diciotto anni. La sua testimonianza si colloca così accanto a quella di numerosi altri cristiani vietnamiti che, nel corso delle persecuzioni del XIX secolo, subirono il carcere, le torture e la morte per non rinnegare la fede.

La sepoltura e le reliquie
Dopo l'esecuzione, Tommaso fu sepolto presso il luogo del supplizio. La sua sepoltura rimase in Vietnam per alcuni anni. Nel 1847 i resti dei due martiri furono esumati e trasferiti in Francia presso il seminario della Società per le Missioni Estere di Parigi.
La traslazione delle reliquie testimonia il legame esistente tra la Chiesa vietnamita e i missionari delle Missioni Estere di Parigi, che nel XIX secolo svolsero un ruolo importante nell'evangelizzazione e nella formazione del clero locale.
Anche in Vietnam la memoria dei due martiri è rimasta legata al luogo della loro morte. A Nhan Biều è sorto successivamente un luogo di culto dedicato a Francesco Jaccard e a Tommaso Trần Văn Thiện.

La beatificazione
Tommaso fu beatificato da papa Leone XIII il 27 maggio 1900, insieme a numerosi altri martiri del Vietnam. La sua causa si inserì così nel più ampio riconoscimento ecclesiale delle vittime delle persecuzioni anticristiane avvenute in Vietnam tra il XVII e il XIX secolo.
La beatificazione confermò la venerazione ecclesiale del giovane seminarista come testimone della fede e martire.

La canonizzazione
Il 19 giugno 1988 papa Giovanni Paolo II canonizzò Tommaso Trần Văn Thiện insieme agli altri martiri vietnamiti riconosciuti dalla Chiesa. Nel gruppo figuravano vescovi, sacerdoti, missionari stranieri, catechisti, seminaristi e laici.
La canonizzazione mise in evidenza la varietà delle vocazioni presenti nella Chiesa vietnamita perseguitata. Tommaso rappresenta in particolare la componente dei seminaristi e dei giovani cristiani che, senza aver ancora ricevuto l'ordinazione sacerdotale, furono capaci di affrontare la persecuzione fino alla morte.
La documentazione ufficiale della Santa Sede lo registra infatti come seminarista tra i martiri canonizzati nel 1988.

Il significato della sua testimonianza
La vicenda di Tommaso Trần Văn Thiện acquista un rilievo particolare proprio per la brevità della sua vita. Non fu un vescovo, un sacerdote o un fondatore e non lasciò opere scritte di carattere teologico. La sua importanza deriva dalla testimonianza offerta in una fase ancora iniziale della sua formazione.
La sua storia mostra inoltre che la persecuzione colpì la comunità cristiana vietnamita a diversi livelli. Accanto ai missionari stranieri furono perseguitati sacerdoti locali, catechisti, seminaristi e semplici fedeli. Il martirio di Tommaso, dunque, non può essere isolato da quello di Francesco Jaccard, ma va compreso all'interno della più ampia storia dei martiri vietnamiti.
Il Martirologio Romano li ricorda insieme proprio per sottolineare la comunione nella prova: il missionario francese e il giovane vietnamita condivisero il carcere, le percosse e la morte.

Culto e memoria
La memoria liturgica di Tommaso Trần Văn Thiện ricorre il 21 settembre, giorno della sua morte. Nel calendario liturgico è ricordato insieme a san Francesco Jaccard.
La sua memoria è particolarmente viva nella Chiesa cattolica vietnamita e nelle comunità vietnamite presenti in altri Paesi. È venerato soprattutto come esempio di giovane seminarista e martire.
La sua figura è inoltre legata alla memoria storica delle persecuzioni contro i cristiani durante il regno di Minh Mạng. Il suo nome compare nell'elenco ufficiale dei martiri vietnamiti canonizzati nel 1988, dove è indicato come seminarista e con la data del martirio, 21 settembre 1838.

Curiosità
- Tommaso morì a soli diciotto anni, quando il suo percorso verso il sacerdozio era appena iniziato.
- È uno dei pochissimi seminaristi inclusi nel gruppo dei 117 martiri vietnamiti canonizzati nel 1988.
- Fu martirizzato nello stesso giorno e nello stesso luogo del missionario francese Francesco Jaccard.
- Le sue reliquie furono trasferite in Francia nel 1847, creando un legame materiale tra la memoria della Chiesa vietnamita e quella delle Missioni Estere di Parigi.
- Il suo nome vietnamita è Tôma Trần Văn Thiện.

Cronologia
- 1820: nasce a Trung Quán, nella provincia di Quảng Bình.
- 1838: entra nel percorso di formazione seminaristica a Di Loan.
- 1838: viene arrestato durante la repressione contro i cristiani.
- 21 settembre 1838: viene strangolato a Nhan Biều, presso Quảng Trị, insieme a Francesco Jaccard.
- 1847: le sue reliquie vengono trasferite in Francia presso il seminario delle Missioni Estere di Parigi.
- 27 maggio 1900: viene beatificato da papa Leone XIII.
- 19 giugno 1988: viene canonizzato da papa Giovanni Paolo II insieme agli altri martiri vietnamiti.
- 21 settembre: memoria liturgica.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Compagno di martirio del p. Jaccard, il Thien aveva solo diciotto anni quando colse la palma del martirio. Nato nel 1820 da famiglia cristiana nel villaggio di Trung-Quang, passò al collegio di Di-Loan, da poco ristabilito dal p. Candalh; ma vi era appena giunto, che fu arrestato con altri cristiani indigeni, tradotto a Quang-Tri e presentato al mandarino, il quale cercò da prima di indurlo all'apostasia con le buone; ma non ottenendo che rifiuti decisi, gli inflisse quaranta colpi di bambù, che il martire sopportò sorridendo, gli occhi fissi al cielo e in volto la limpida gioia di versare il sangue per la sua fede. I compagni arrestati con lui a Di-Loan, cedettero alle promesse del mandarino, sperando di ottenere subito la libertà; ma tardando questa a venire, ne incolparono la costanza del Thien e si trasformarono nei più accaniti persecutori insistendo con minacce a che anch'egli imitasse l'esempio del loro tradimento; ma tutto fu inutile. Il martire, chiuso in prigione, flagellato orribilmente, fu infine condannato a morte per strangolamento; l'esecuzione ebbe luogo il 21 settembre 1838. Il corpo, sepolto a Phan-Bien, presso Quang-Tri, in una fossa accanto a quella del p. Jaccard, vi rimase fino al 1847, quando fu portato in Francia nel Seminario delle Missioni Estere di Parigi. Il Thien fu beatificato da Leone XIII il 27 maggio 1900 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988.


Autore:
Celestino Testore


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-10

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