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Sant' Albano di Magonza Sacerdote e martire

Festa: 21 giugno

IV-V sec.

Secondo la tradizione moguntina, egli giunse a Magonza nel 404 circa, proveniente dall'isola di Nasso, per sostenere il vescovo Aureo nella lotta contro l'arianesimo. Tuttavia, la sua predicazione lo portò al martirio, per mano degli ariani o forse dei Vandali, nel villaggio di Hunnum. Il suo culto si diffuse rapidamente, come testimonia la basilica eretta in suo onore per volere di Carlo Magno e l'abbazia benedettina annessa.



La vita di questo santo ci è giunta attraverso una fioritura di leggende confuse e inestricabili. Secondo la tradizione moguntina, egli, durante l’impero di Teodosio, sarebbe partito dall’isola di Nasso in compagnia dei ss. Teonesto e Orso; giunti a Milano ca. il 385, quando vi ferveva la lotta contro gli ariani, i tre santi sarebbero stati sollecitati da s. Ambrogio a varcare le Alpi per rafforzare i cristiani oltremontani nella fede. Orientatisi quindi verso le Gallie, s. Orso sarebbe stato martirizzato ad Aosta, mentre Teonesto e Albano, giunti a Magonza verso il 404, vi si sarebbero fermati per coadiuvare il vescovo Aureo nella lotta contro l’eresia. Ma per poco, perché Albano fu presto preso e decapitato nel villaggio di Hunnum (e non dagli Unni, come male interpretarono alcuni, perché gli Unni non poterono arrivare a Magonza prima del 451, anno in cui la città fu da essi distrutta) ad opera degli avversari ariani o più probabilmente dei Vandali in una delle loro incursioni.
Albano fu seppellito fuori della città. Quando, poi, questa fu riedificata verso la fine dello stesso sec. V, le reliquie del santo furono trasportate su una collina, che portava prima il nome di Mons Martis o Martyrum, e che poi si chiamò Albansberg. Un'iscrizione metrica del sec. IX, posta ai due lati di un’effigie del santo, ritratto in una cappella nell'atteggiamento, abbastanza ripetuto nell’iconografia agiografica, dei martiri cefalofori, cioè nell’atto di portarsi verso il sepolcro con la propria testa fra le mani, lo dice proveniente «longis ab oris» e arrivato a Magonza «dum tenet imperii moderamina Honorius» e «urbis sceptra Moguntiae Anzacus fert praesul». L'iscrizione serve, se non altro, ad attestare la durata della tradizione fino a quattro secoli dopo il martirio del santo.
Del resto, di una cappella dedicata a s. Albano e situata fuori della città, ci dànno notizia due carte dell’abbazia di Fulda del 758 e del 765. Nel 767, per assecondare un desiderio di Carlo Magno, il vescovo di Magonza, Riculf, vi iniziò la costruzione di una splendida basilica, consacrata solo il 1° dicembre 805. dove già prima, durante la costruzione, l’imperatore volle che fosse seppellita la sua terza moglie Falstrada (794). Accanto alla basilica il vescovo Riculf fece erigere una abbazia benedettina, St. Albanskloster, che durante tutto il Medioevo fu celebre asilo di pietà e di cultura, reso ancor più famoso dai sinodi ecclesiastici e dalle assemblee degli Stati, che vi si tennero negli anni 813, 847, 1084, 1182. e per il battesimo ivi ricevuto dal re Harald dì Danimarca nell’826.
La città di Namur nel Belgio ebbe fin dal 1055 un monastero e una chiesa dedicata a s. Albano e il 22 ottobre dello stesso anno vi fu solennemente recata, come reliquia insigne, una parte del teschio del martire. Quando poi, nel 1560, Namur fu creata sede vescovile, s. Albano fu proclamato patrono di tutta la diocesi. Anche in Baviera, dove il santo era particolarmente invocato contro la peste, i temporali e varie malattie, si ebbero molte chiese a lui dedicate, mèta di numerosi pellegrinaggi.
La festa di Albano si celebra il 21 giugno.  
La tradizione moguntina intorno alla vita de! santo fu accolta da Rabano Mauro nel suo Martyrologium sotto il 21 giugno, derivandola dalla passio leggendaria di s. Teonesto e compagni.
Per alcuni s. Albano di Magonza sarebbe lo stesso personaggio che s. Albano di Verulamio, ma, se anche di questo secondo la festa si trova menzionata in vari martirologi antichi al 21 giugno, mentre del primo non si fa alcuna menzione, tuttavia le circostanze dei due martirii sono assai differenti. Inoltre il s. Orso della leggenda martirizzato ad Aosta, non può essere il s. Orso venerato ad Aosta il 1° febbraio, perché questi non fu né vescovo, ne martire.


Autore:
Celestino Testore


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2023-11-21

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