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> Home > Sezione Servi di Dio > Suor Teresa Macaluso dei Sacri Cuori Condividi su Facebook

Suor Teresa Macaluso dei Sacri Cuori Fondatrice

Festa: .

Vicari, Palermo, 15 Febbraio 1831 - 20 novembre 1902

Fin da piccola si rivelò amante della virtù, e il Padre Luigi Ventura, che ne conobbe l'alto spirito, la condusse a Palermo nel 1852, quasi intuendo i disegni di Dio. Ben presto lo spirito di pietà e la sua profonda umiltà condussero Suor Teresa ad altissimi gradi di perfezione, sotto la guida di quel santo uomo, pio e dotto, fondò l'Istituto dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria. L'Istituto fu fondato nella povertà, senza rendite, affidato alla Provvidenza, e pur nella povertà la Fondatrice apparve la donna della carità cristiana. Visse una vita di martirio quasi sempre in sofferenze atroci, ma il suo amore per Gesù era eroico ed essa tutto sopportò con umiltà. Ma come essa in maniera tanto eroica amava Dio, così Egli in vari modi le dimostrò la sua predilezione: sia traendola a sé con le estasi, sia dotandola dello spirito della profezia. Il 20 novembre 1902, l'angelica suora si univa in eterno a Dio, lasciando un luminoso esempio di virtù religiose e fu subito salutata come una santa.



La casa natale  
Cosima Macaluso nacque in via delle Pergole angolo via Militello, nel quartiere Madonna delle Grazie, a Vicari, paese dell’entroterra siciliano, in provincia e diocesi di Palermo, il 15 febbraio 1831, figlia di Salvatore e di Anzaldi Vincenza, rinascendo a vita nuova nell’acqua e nello Spirito, con il sacramento del battesimo che le fu amministrato il giorno seguente nella chiesa parrocchiale di san Giorgio martire.
La sua fanciullezza e la sua adolescenza furono caratterizzate da una grande pietà e da un fortissimo fervore eucaristico che la portava sovente a visitare Gesù sacramentato e ad abbandonarsi a Lui in una preghiera costante e fiduciosa. Inoltre, non le mancò di perfezionarsi nell’esercizio delle virtù cristiane, del cui corredo andò sempre più arricchendosi. Devota della Vergine Maria, la onorava recandosi spesso presso la chiesa di san Vito, al Collegio di Maria, sostando in preghiera davanti all’immagine dell’Addolorata.
Fin da piccola, Cosima trascorreva il suo tempo, aiutando i suoi genitori, facendo i lavori più umili, da casalinga, nell'amore familiare e nell'obbedienza.  La sua prima estasi, la ebbe quando era ancora giovanetta, e furono tanti i testimoni che videro il suo corpo farsi leggero in aria per poi adagiarsi dolcemente in terra. Nel 1852, per espletare il suo ministero sacerdotale, giunse a Vicari, il sacerdote Luigi Ventura (1808-1893), fratello del più noto P. Gioacchino, ambedue appartenenti alla famiglia dei Chierici Regolari Teatini, fondata da san Gaetano da Thiene. Durante la sua permanenza, ebbe modo di avvicinare la giovane Cosima e, intuendone la statura spirituale e il fatto che il Signore la chiamava a fondare una nuova istituzione religiosa, la invitò a seguirlo a Palermo.

La nuova vita da consacrata
Dopo un ulteriore periodo di ricerca e di approfondimento vocazionale, nel 1856, all’età di venticinque anni, diede vita, all’Istituto dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, emettendo i voti religiosi, insieme ad un gruppo di compagne a lei nel frattempo aggregatesi ed assumendo il nome di suor Teresa dei Sacri Cuori, appellativo con il quale sarà ormai da tutti conosciuta. Ben presto, cominciò ad avvertire di essere dotata di doni non comuni, cioè di carismi straordinari, quali estasi, rapimenti spirituali, bilocazioni, finanche nozze mistiche. Era tutta di Dio che sempre più con forza e determinazione cercava e possedeva.

La spiritualità dell'Istituto    
La devozione o spiritualità incentrata al Sacro Cuore di Gesù o ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria domina i secoli XVIII e XIX, fino alla metà del XX. Essa ne caratterizza i periodi, sebbene con sfumature o accentuazioni spirituali diverse. Il nuovo Istituto fondato dal Suor Teresa Macaluso dei Sacri Cuori, “si colloca tra vecchio e nuovo, cioè in una fase di trapasso tra la vita consacrata di antico modello e la nuova forma di vita religiosa”.  L’inaugurazione del nuovo Istituto avvenne il 14 settembre 1856, festa liturgica dell’Esaltazione della Croce, con la convocazione del I° Capitolo indetto con il consenso dell’Arcivescovo di Palermo, il cardinale Michelangelo Celesia. L’Istituto, agli inizi, ebbe un’indole eminentemente contemplativa. La prima dimora fu in via Celso, traversa di via Maqueda. La fondazione fu caratterizzata da una povertà estrema.     Le suore, senza alcuna rendita, abitavano in una casa presa in affitto, possedendo ancor meno del necessario ma conducendo una vita semplice e dignitosa. Durante gli eventi rivoluzionari del 1859, le suore si ritirarono presso parenti ma la Fondatrice, non volle rientrare a Vicari, fiduciosa in un positivo ristabilimento degli eventi. Nel 1860, l’anno dell’impresa dei Mille, i rapporti tra Chiesa e stato andarono sempre più deteriorandosi ed alcuni provvedimenti governativi mirarono sempre più a colpire la Chiesa. Fu proprio in quell’anno, il 16 giugno, che avvenne lo scioglimento e l’espulsione dall’isola dei gesuiti e dei liguorini con la confisca dei loro beni, il decreto sull’abolizione delle decime e la censuazione dei beni ecclesiastici. In seguito alla legge del 7 luglio 1866, furono soppresse 2.382 comunità religiose e dispersi ben 28.991 religiosi. In questo stesso anno l’Istituto dei Sacri Cuori riprese l’attività con nuova lena e fervore e alle donne già consacrate se ne unirono altre, prima fra tutte, la giovane Giovanna Daj. La nuova dimora, sempre in affitto, fu fissata in via detta Scarparelli, compresa dalla via Rua Formaggi alla via Benfratelli. Già nel 1870, l’apostolato delle suore si estese anche a fanciulle esterne, con l’apertura di scuole di istruzione primaria, laboratori gratuiti di cucito e ricamo e l’insegnamento catechistico, per rispondere ai bisogni del tempo.

La visione del Sacro Cuore di Gesù  
Nei primi anni del 1856, suor Teresa, mentre pregava nella cappella, davanti un’immagine del Cuore di Gesù, posta nell’unico altare, le parve di vederLo, circondato da vivissima luce, con il costato aperto, come se volesse effondere tutti i tesori del suo perfetto amore. Estatica e rapita in questa visione, ebbe una dolcezza e soavità interiori tanto forti da sentirsi trasformata e si rafforzò in lei il proposito di esercitare sempre più intensamente la devozione e la pratica rigida di ogni virtù. Volle poi che la visione venisse rappresentata come l’aveva vista e chiamò un pittore del tempo, il Lo Presti, per dipingere l’immagine. Questi, ultimato il lavoro, attestò che mentre dipingeva, gli era sembrato che nel tracciare i lineamenti del viso e delle mani, aveva sentito il pennello mosso come da una forza invisibile. Da allora suor Teresa onorò fortemente tale immagine e la fece onorare. Ancor oggi questo quadro è conservato nella cappella dell’Istituto di corso Calatafimi e le suore innalzano davanti ad esso le loro quotidiane preghiere.

Le opere di carità    
Suor Teresa riusciva ad ottenere dal Signore guarigioni miracolose a vantaggio di quanti la interpellavano. Colpita da numerose prove e sottoposta a molteplici sofferenze, subì ben 3900 salassi e fu tormentata da orribili piaghe ai piedi che le cagionavano terribili sofferenze. Ma tutto questo non le impedì di offrire sempre un sorriso a chi l’avvicinava, donando a tutti soccorsi materiali e sostegni spirituali, effettuando finanche la questua per le strade. Predisse anche degli avvenimenti futuri che non mancarono di realizzarsi. A proposito del suo regime penitenziale cui era solita sottoporsi e delle sofferenze abbracciate con vero ed autentico spirito di mortificazione, rimane quale testimonianza, un rosario-cilicio, ancor oggi devotamente e gelosamente custodito dai suoi familiari.

Suor Carmela di Gesù   
Il 4 ottobre 1875, entrò nell’Istituto dei Sacri Cuori, la giovane Francesca Paola Prestigiacomo (nata a Palermo il 15 ottobre 1858 e morta a Roma il 14 dicembre 1948) che prese il nome di Suor Carmela di Gesù, emettendo i voti religiosi il 22 giugno 1876. Dopo aver ricevuto una buona istruzione, conseguito il diploma di maestra, si occupò dell’insegnamento, protrattosi per circa dieci anni e divenendo in seguito anche direttrice della scuola. Donna virtuosa, affrontò grandi sofferenze, in unione alla passione di Gesù, conducendo una vita di aspra penitenza. Dopo un lungo e vero martirio interiore, sotto la guida di don Emanuele Calì, confessore delle suore, nove anni dopo, uscì dall’Istituto. Il 3 settembre 1884, con la compagna Eufemia Re, diede vita all’ Istituto del Sacro Cuore di Gesù sotto il titolo dell’Incarnazione, di indole più contemplativa, denominazione poi mutata in Istituto del Sacro Cuore del Verbo Incarnato ed approvato dal cardinale Michelangelo Celesia nel 1890. La Prestigiacomo testimoniò: “Ricordo l’Istituto di Suor Teresa con gratitudine ed affetto, perché da esso ho ricevuto tanto bene, e tra quelle mura ho ricevuto tante grazie spirituali. Io ricordo con gioia il tempo trascorso tra quelle sante mura, e sempre prego per quelle consorelle per il bene che mi hanno fatto”. Una gran bella testimonianza di affetto e gratitudine pur nella comprensione di vie diverse volute dal Signore. Il 6 dicembre 2014, sono state riconosciute le sue virtù eroiche, attribuendole il titolo di Venerabile.

La nascita al cielo   
Suor Teresa ebbe sentore della sua morte, predicendone la data e componendosi da sé stessa per il trapasso come se si fosse disposta a dormire, piegando dolcemente il capo sulla mano. Era il 20 novembre 1902. Ai suoi solenni funerali, celebrati nella chiesa dell'Istituto, il 16 dicembre successivo, il canonico Andrea Termini pronunciò l’Elogio Funebre, che venne stampato dalla tipografia S. Biondo di Palermo nel 1903. Il corpo della Madre fu inumato presso il cimitero di Santo Spirito, più noto come Sant’Orsola, nei pressi dell’ospedale Civico, presso la tomba gentilizia del Principe di Torrebruna Filippo Landolina. Il 12 giugno 1989, i suoi resti mortali vennero esumati e riposti in una piccola urna, furono trasportati al Cimitero detto dei Cappuccini, in fondo a via Pindemonte e, quindi, deposti nella tomba intestata all’“Istituto Sacri Cuori”, nel viale Gesù Salvatore, dove sono custoditi insieme con quelli di altre sue consorelle.
Una vita così piena di sante opere, si concluse lasciando un luminoso esempio di virtù eroicamente esercitate, ottenendo subito dopo la sua morte tante grazie. Con l’apertura della Causa di canonizzazione, suor Teresa Macaluso dei Sacri Cuori, è stata riconosciuta quale Serva di Dio.

Le Opere dell'Istituto    
L’Istituto dei Sacri Cuori, nel 1902, procedette all’acquisto di una nuova casa, a Palermo, nella zona di Mezzomonreale, in Corso Calatafimi, al civico 461, oggi 459.
Durante il primo conflitto mondiale del 1915-1918 le suore assistettero, a Palermo, i figli dei richiamati in guerra, interni ed esterni, sovvenzionati da un apposito Comitato che in seguito, rilascerà, all’Istituto un diploma di benemerenza.
Da Palermo, l'Opera si estese anche in altri paesi della Sicilia: Montemaggiore Belsito, Alia, Caronia e Piraino.
La presenza e l’attività delle suore a Caronia, in provincia di Messina e diocesi di Patti, caldeggiata dall’arciprete del tempo, don Antonino Valenti, si concretizzò il 4 dicembre 1944, con l’arrivo di tre suore: suor Teresa Leone, suor Margherita Sorce e suor Alfonsina La Cola, stanziatesi in locali presi in affitto dalla signora Rosalba Contino, figlia di un noto oculista. Le suore avviarono diverse attività, quali la panificazione, la mensa per gestanti, l’asilo, la scuola di taglio e cucito.
Nell’altra casa aperta fuori Palermo, ad Alia, in diocesi di Cefalù e provincia di Palermo, fu avviata l’attività dell’asilo. Dal 1938 si iniziò l’assistenza ad alcune anziane, col preciso scopo di prestare loro tutte quelle cure e premure richieste dalla loro condizione.
Nel 1957, l’Istituto contava 26 membri in tre case. Il 21 settembre del 1966, rischiando di estinguersi per mancanza di vocazioni, si fuse con quello delle Suore Maestre Dorotee Figlie dei Sacri Cuori, fondate a Vicenza da mons. Giovanni Antonio Farina, prima Vescovo a Treviso e successivamente a Vicenza, beatificato il 4 novembre 2001 e canonizzato il 23 novembre 2014.


Autore:
Padre Salvatore Fiumanò sdP

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Aggiunto/modificato il 2024-01-10

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