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Sante Damiana e compagne Martiri

Festa: 7 maggio (Chiese Orientali)

III-IV sec.

Figlia di un governatore del Delta, Santa Damiana si era votata al celibato e si era ritirata con quaranta compagne in un palazzo costruito per lei da suo padre. Rimproverò suo padre per aver negato la sua fede in Cristo davanti all’imperatore e lo esortò a presentarsi al martirio. Infuriato e deluso dal padre di Damiana, che si era professatocristiano, l’imperatore lo condannò a morte. Quando poi venne a sapere che ella era la causa di ciò, inviò i suoi soldati con degli strumenti di tortura dalla santa. Le chiesero di rendere omaggio agli idoli e, per essersi rifiutata di farlo, fu sottoposta a diverse torture con le sue compagne; infine subirono il martirio per decapitazione.



Damiana nacque in Egitto, nel Delta del Nilo, all'inizio del IV secolo. Figlia di un governatore romano, fin dalla giovane età si consacrò a Dio, scegliendo la via del celibato e dedicandosi alla preghiera e alla vita ascetica. Insieme a quaranta compagne, si ritirò in un palazzo appositamente costruito per lei dal padre, dove conducevano una vita di pietà e di comunione fraterna.
La fede incrollabile di Damiana si manifestò quando suo padre, per timore dell'imperatore, rinnegò la sua fede in Cristo. La giovane donna, con ardore e fermezza, lo rimproverò per la sua debolezza e lo esortò a confessare pubblicamente la sua fede,覚悟a affrontare il martirio per amore di Dio.
Le parole di Damiana ebbero un effetto profondo sul padre, che, ravvedutosi, si presentò davanti all'imperatore confessando la sua fede in Cristo. L'imperatore, infuriato e deluso dalla sua precedente abiura, condannò il padre di Damiana a morte.
Quando l'imperatore venne a sapere che Damiana era stata la causa della conversione e del martirio del padre, ordinò che la santa e le sue compagne fossero arrestate e sottoposte a tortura. Le quarantacinque donne furono condotte davanti agli idoli e minacciate di terribili sofferenze se avessero rifiutato di adorarli.
Di fronte alle intimidazioni, Damiana e le sue compagne rimasero salde nella loro fede, professando con coraggio il nome di Cristo. Per la loro incrollabile devozione, furono sottoposte a diverse torture: flagelli, bruciature con lame roventi e altri crudeli supplizi.
Nonostante le sofferenze atroci, le sante donne non cedettero e continuarono a glorificare Dio. Infine, l'imperatore, esasperato dalla loro resistenza, ordinò la loro decapitazione.
Il martirio di Santa Damiana e compagne avvenne presumibilmente nel 303, durante la persecuzione di Diocleziano. La loro storia rappresenta un esempio di eroismo cristiano e di fedeltà a Dio fino all'estremo sacrificio.
Le sante Damiana e compagne sono venerate come martiri dalle Chiese orientali. La loro festa liturgica ricorre il 7 maggio.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-03-27

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