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Venerabile Maria Maddalena Frescobaldi Capponi Madre di famiglia e Fondatrice

Festa: .

Firenze, 11 novembre 1771 - 8 aprile 1839

Fedele Laica e Madre di Famiglia, Fondatrice della Congregazione delle Suore Passioniste di San Paolo della Croce; fu una madre di famiglia e fondatrice di una comunità religiosa ed ebbe fama di “donna virtuosa e piena di carità”. Educata in un ambiente familiare molto religioso, condivise la sua fede cristiana col marito e manifestò una particolare devozione verso l’Eucaristia e per la Vergine Addolorata e San Giuseppe. Papa Francesco l'ha proclamata Venerabile in data 14 marzo 2024.



La Venerabile Serva Di Dio Maria Maddalena Frescobaldi Capponi nacque a Firenze l’11 novembre 1771, in seno a una illustre famiglia di marchesi d’antica nobiltà. I suoi genitori le fecero avere una buona istruzione e una solida educazione cristiana. Nel 1790 venne data in sposa al marchese Pier Roberto Capponi. Con il marito, di molti anni più grande di lei e già impegnato nella vita di corte fiorentina, ebbe tre figlie, tutte morte prematuramente e un figlio, il marchese Gino Capponi, che diventerà animatore dei circoli letterari e culturali fiorentini, restando sempre vicino alla madre e sostenendola nelle sue attività benefiche. Entrata con il marito a far parte della vita di corte di Firenze, rimase in città anche quando, all’avvento delle truppe francesi, il coniuge dovette seguire il Granduca Ferdinando III che si era rifugiato in Austria. Riuscì a gestire con mitezza e prudenza la presenza dei francesi che avevano occupato anche il suo palazzo finché, nel 1800, insieme al figlio raggiunse il marito a Vienna restando esule per tre anni nella capitale austriaca. Qui entrò in contatto con il movimento dell’Amicizia Cristiana, che valorizzava il ruolo del laicato cristiano nella società. Tornata a Firenze la marchesa Maria Maddalena aderì alle iniziative che, pure nel capoluogo toscano, il movimento stava portando avanti. Frequentò l’ospedale Bonifazio, servendo le donne ricoverate, spesso indigenti, e si accostò a quelle che, per sopravvivere, si davano alla prostituzione. Incoraggiata dal suo direttore spirituale, radunò alcune di queste donne disagiate in una casa, nota come il Ritiro delle Convertite, appositamente creata per redimerle e dare loro una vita migliore. Alcune di esse, riavvicinatesi alla fede, manifestarono il desiderio di dedicarsi al servizio del Signore. Dopo un attento discernimento, incoraggiata dal pontefice Pio VII, che aveva incontrato personalmente, fondò a Firenze la Comunità delle Ancelle della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo e di Maria Santissima Addolorata, ispirandosi alla spiritualità di san Paolo della Croce, tanto che due anni dopo, la comunità venne affiliata ai Padri Passionisti. A questa sua fondazione la si dedicò completamente dopo la morte del marito, curandosi direttamente della formazione spirituale delle giovani, fino alla morte avvenuta l’8 aprile 1839.
La Venerabile Serva di Dio fu una madre di famiglia e fondatrice di una comunità religiosa ed ebbe fama di “donna virtuosa e piena di carità”. Educata in un ambiente familiare molto religioso, condivise la sua fede cristiana col marito e manifestò una particolare devozione verso l’Eucaristia e per la Vergine Addolorata e San Giuseppe. La sua fede si mantenne salda anche quando, a seguito del matrimonio, fu chiamata a partecipare alla vita di corte fiorentina. La sua esemplarità è testimoniata pure dalla maniera in cui seppe vivere i momenti più difficili della sua vita familiare, sopportando con rassegnazione la perdita di tre figlie in tenera età, e trasmettendo solidi principi religiosi all’unico figlio rimastole vicino e alle nipoti. Fu esemplare nella sua fedeltà alla Chiesa e al Papa in un momento storico segnato da grandi sconvolgimenti politici e sociali. Accostandosi con particolare fervore alla spiritualità passionista, visse e meditò con particolare profondità il mistero salvifico della Croce, assumendolo come ispirazione e criterio costitutivo nell’impegno caritativo della sua famiglia religiosa. Con grande spirito di carità e scevro da ogni pregiudizio, avvicinò molte giovani prostitute incoraggiandole e sostenendole in un cammino di redenzione, chiamandole figlie e provvedendo a loro come fossero realmente tali. Visse pienamente la virtù della carità verso Dio e verso il prossimo, dedicandosi all’istruzione religiosa delle persone più ignoranti e prendendosi cura personalmente dei bisognosi e delle ammalate che visitava in ospedale. La fama di santità si diffuse rapidamente nelle comunità delle suore passioniste, ed è riscontrabile anche una certa fama di segni.


Fonte:
www.causesanti.va

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Aggiunto/modificato il 2024-03-16

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