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Vienna, Austria, 27 giugno 1818 - Catumbi, Brasile, 17 marzo 1873
Religiosa, fondatrice della Congregazione delle Suore dell’Immacolato Cuore di Maria. Papa Benedetto XVI l'ha beatificata il 6 novembre 2010.
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Maria Barbara della Santissima Trinità, al secolo Barbara Maix, nasce il 27 giugno 1818 a Vienna; la sua infanzia e la sua adolescenza furono segnate da continui attacchi tifoidi e privazioni. Dai genitori eredita la fede cristiane e lo spirito di perseveranza di fronte alle sfide. Fin dalla più tenera età non è ignara alla realtà che la irconda ed esprime già lo spirito missionario e profetico. Nel 1843, vedendo la situazione sociale e la crescente disoccupazione decide di aprire una pensione destinata ad accogliere giovani lavoratrici e disoccupate. In quegli anni, la situazione sociopolitica-culturale e religiosa a Vienna e in tutta Europa era carica di tensione e conflitti e si mosse una vera persecuzione degli ordini religiosi. Le leggi vietavano l'ingresso a nuove fondazioni e nuovi membri. Questa situazione spinse Barbara e i suoi 21 compagni ad accettare la proposta di lasciare il Paese. Le giovani donne intendevano stabilirsi nel Nord America, ma mentre aspettavano nel porto di Amburgo, non trovando navi dirette negli Stati Uniti, dopo trenta giorni di inutile attesa, si imbarcarono su una nave diretta in Brasile, Barbara era ormai convinta che fosse quello il volere della Provvidenza. Madre Barbara si fece brasiliana con i brasiliani, fondando la Congregazione delle Suore dell’Immacolato Cuore di Maria, con l'obiettivo di assistere orfani e malati. Come ha ricordato il card. Angelo Amato durante l'omelia di beatificazione: “Ha molto amato: ha amato e servito i poveri; ha amato ed educato i piccoli; ha amato e perdonato le sue figlie spirituali. La carità è come l’oro, sottolinea mons. Amato, il tempo non solo non lo corrode, ma ne aumenta lo splendore e il valore”. Da qui, il ricordo vivo della missionaria in Brasile. Certo “Porto Alegre – sottolinea il prefetto della Congregazione per la causa dei santi – non è il paradiso, ma ha avuto la grazia di ammirare lo spettacolo della carità di Madre Barbara, uno spettacolo che è preludio delle gioie del Cielo”. Se a Vienna la Beata si era interessata delle domestiche e delle giovani disoccupate, in Brasile apre scuole e istituti per bambini orfani e abbandonati. Si interessa dell’educazione delle giovani e cura anche l’assistenza ai malati durante l’epidemia e i conflitti. “In questo suo operare – dice mons. Amato – si intravedono due virtù in particolare, che lei esercitò in grado eroico: la fiducia in Dio e la bontà materna”. Nella sua missione di carità, Madre Barbara incontrò ostacoli, divisioni, umiliazioni. Anche nei momenti più difficili – ricorda mons. Amato – ripeteva: “Dio troverà strade e mezzi. LasciamoLo fare tranquillamente”. Questa fiducia era alimentata dall’amore a Gesù e da una particolarissima devozione al Cuore di Maria. In una lettera la nostra Beata scriveva: “Facciamo del Cuore di Maria una cassaforte per mettere tutti i dolori, le afflizioni e le fatiche, come elemosina al Santo Padre, giacché non abbiamo denaro da dare”. Madre Barbara, per la sua fede ferma, la speranza incrollabile e l'amore misericordioso, ha superato molte difficoltà: limiti di salute, mancanza di denaro, incomprensioni, disprezzo, perdita; viveva ogni cosa con il Cuore Immacolato di Maria come “Madre e modello di tutte le virtù. ", Confidando nella sua protezione e aiutandola, come lei, a seguire la strada di Gesù, dandole la vita per gli altri. Morì il 17 marzo 1873, lasciando in eredità il grande esempio di "perdonare sempre, con tutto il piacere e il conforto del Cuore" e l'amore della Verità.
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