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24 aprile 1904 - 7 aprile 1945
Nata il 24 aprile 1904 ad Engelswalde (Sawity), il 20 ottobre 1932 emise la professione religiosa. Nel 1937 fu trasferita presso la comunità delle Suore di Allenstein, a servizio dell’Ospedale Marienkrankenhaus come Capo Dietologa e Insegnante di cucina nella Scuola per Infermiere. Catturata dall’Armata Rossa e ripetutamente violentata dai soldati sovietici, venne condotta in marcia forzata sino a Praschnitz (Przasnysz), per essere condotta il giorno successivo, sempre a piedi, a Zichenau, distante 27 km. Da qui, deportata a Tula dove si prese cura dei malati di tifo. Morì per i maltrattamenti il 7 aprile 1945. Stava per compiere 41 anni di età. Papa Francesco in data 14 marzo 2024 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede, insieme a quello di altre quattordici consorelle anch’esse vittime dei soldati dell’Armata Rossa, poi tutte beatificate il 31 maggio 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.
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Nacque a Altmark (Stary Targ), vicino a Sztum, nella regione di Powisle, il 5 febbraio 1900 insieme al fratello gemello da August Bönigk e da sua moglie Maria. Leggi di più I genitori la battezzarono nella chiesa parrocchiale di Peterswalde (Piotrowiec), dandole il nome di Anna. Erano agricoltori e gestivano una fattoria. Quando la figlia terminò la scuola elementare, la mandarono alla Scuola di Economia Domestica gestita dalle Suore di Santa Caterina a Wormditt (Orneta). La permanenza nella scuola e il contatto con le suore fecero nascere in lei il desiderio di intraprendere il cammino della vita religiosa. Questo avvenne nel 1927. Come postulante fu inviata alla scuola per infermiere di Olsztyn, situata presso l’ospedale municipale. Fu poi ammessa al noviziato il 20 ottobre 1930, dove ricevette il nome religioso di Mauritia. Pronunciò i primi voti il 20 ottobre 1932 e il suo primo incarico fu a Berlino, dove lavorò come infermiera. Amava il lavoro di infermiera e serviva i suoi pazienti con dedizione. Mentre si occupava della loro salute fisica, spesso lottava per la loro salute spirituale, che apprezzava ancor più di quella del corpo. Sue caratteristiche erano una grande pazienza con i degenti, un sorriso gentile e la cura e la preoccupazione per il benessere dei suoi assistiti. Il suo lavoro all’ospedale di Berlino durò cinque anni, durante i quali completò anche un corso di dietetica ospedaliera. Nel 1937 fu rimandata in Varmia, all’ospedale municipale di Olsztyn, dove assunse l’incarico di capo dietologa. Nel lavoro su se stessa, soprattutto nei momenti difficili che andavano ripresentandosi sempre più spesso, si ripeteva insistentemente le parole: “Voglio diventare una santa”. Le frequenti difficoltà erano presenti non solo nel suo lavoro ospedaliero, ma soprattutto nei suoi rapporti con le autorità statali. Sempre più istituzioni ecclesiastiche e si trovavano ad affrontare vessazioni e ostacoli. Quando nel gennaio 1945 arrivò la guerra, le suore dell’ospedale decisero di rimanere con i malati, vivendo il loro servizio religioso come un aiuto alle persone bisognose di cure professionali e di sostegno spirituale. Suor M. Mauritia fece del suo meglio per portare a termine i suoi compiti quotidiani, anche tra i suoni lontani dell’artiglieria. Durante l’evacuazione dell’ospedale, quando la maggior parte dei pazienti fu portata alla stazione, l’ultimo gruppo, insieme al personale dell’ospedale, dovette recarsi nel seminterrato. Quando i soldati entrarono nell’edificio iniziarono le percosse con i manici delle mitragliatrici, gli strattoni e iniziarono anche a lacerare i vestiti. Suor M. Mauritia fu presa dal gruppo, trascinata fuori dal bunker e, mentre si difendeva e urlava, riceveva colpi sempre più forti. Tornò dalle suore dopo poche ore, quando riuscì a fuggire dai suoi persecutori, dopo aver subito una serie di stupri. Fu quindi gettata in prigione con le altre sorelle. Dopo dieci giorni furono tutte separate per essere trasferite altrove. Fu portata a Praschnitz (Przasnysz) e poi a Zichenau (Ciechanów). Estremamente esausta a causa delle percosse e dei maltrattamenti, raggiunse un campo dell’NKVD, da dove partì per i gulag nella profonda Russia. Dopo un lungo viaggio, il treno si fermò a Tula. Lì, suor M. Mauritia fu incaricata di curare i detenuti più gravemente malati. Consegnò a Cristo tutte le sofferenze legate ai maltrattamenti subiti, alle privazioni della deportazione e alla vita quotidiana nel campo. Nella seconda metà del marzo 1945 si ammalò di tifo. Sdraiata nell’umida baracca, rimase calma e paziente. Era pronta per il trapasso. Ripete’ le parole: “Vado dal buon Dio”. Si spense il 7 aprile 1945, all’età di 41 anni. È ricordata come una sorella sorridente che pensava più ad aiutare gli altri che a se stessa, tutto per amore di Dio.
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Fonte:
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https://programadesecretaria.redesantacatarina.org.br
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