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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beata Maria Sekundina (Barbara Rautenberg) Condividi su Facebook

Beata Maria Sekundina (Barbara Rautenberg) Vergine e martire

Festa: 27 gennaio

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Blankenberg, Germania, 23 dicembre 1887 - Kętrzyn, Polonia, 27 gennaio 1945

Nata il 23 dicembre 1887 a Blankenberg (Gołogóra), nel 1912 emise la professione religiosa. A Rastenburg (Kętrzyn), presso il Convento di Fischerstrasse, fu uccisa il 27 gennaio 1945. Aveva 57 anni di età. Papa Francesco in data 14 marzo 2024 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede, insieme a quello di altre quattordici consorelle anch’esse vittime dei soldati dell’Armata Rossa, poi tutte beatificate il 31 maggio 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.



Nacque il 23 dicembre 1887 nel villaggio di Blankenberg (Gołogóra) in Varmia, nella casa di Andreas e Rosa Rautenberg, insieme al fratello gemello.
Fu battezzata nella chiesa parrocchiale della Natività della Beata Vergine Maria a Schlitt (Skolity) e le fu dato il nome di Barbara. I bambini delle famiglie contadine terminavano la loro educazione alla scuola elementare e di solito rimanevano nella fattoria dei genitori. È probabile, tuttavia, che mentre era ancora nella casa di famiglia, Barbara abbia acquisito la professione di infermiera.
Le sue due sorelle maggiori entrarono nel convento delle Suore di Santa Caterina a Braniewo. Il 1° settembre 1909 Barbara seguì le loro orme. Nell’aprile del 1910 fu ammessa al noviziato e ricevette il nome di Sekundina. Prima di prendere i voti religiosi, scrisse queste parole: “O mio Gesù, ti resterò fedele, anche se dovessi passare attraverso le spine”. Il 29 aprile 1912 confermò pubblicamente di voler essere fedele a Dio per sempre. Dopo i voti religiosi, si recò a Berlino per lavorare come infermiera in un ospedale. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, alcune suore, tra cui suor Sekundina, furono trasferite in un ospedale militare a Brieg (Brzeg), in Slesia. Lì rimase per tre anni, curando soldati feriti di varie nazionalità. Dopo questa missione tornò all’ospedale di Berlino. Vi lavorò fino al 1922 e fu insignita della Croce d’Argento dei Cavalieri di Malta per il servizio reso ai soldati feriti. Da Berlino giunse in Varmia e si stabilì a Olsztyn, in una casa in via Santa Barbara. Si dedicò al lavoro tra i malati della città. Faceva turni alla stazione ambulatoriale e visitava i malati nelle loro case.
Nel 1932 fu trasferita a Königsberg anche per l’attività ambulatoriale. Lì, suor M. Sekundina si occupò anche delle postulanti della Congregazione che studiavano alla scuola per infermiere. Con il suo atteggiamento di fedeltà ai voti e allo spirito della Congregazione, conquistò il rispetto di queste ragazze e la loro volontà di seguirla.
Dopo sette anni del suo servizio, fu trasferita a Rastenburg (Kętrzyn). Era il 1938 o il 1939 e il compito delle due sorelle che lavoravano lì era di occuparsi della chiesa di Santa Caterina, suonare l’organo, lavorare con i giovani e fornire assistenza ambulatoriale ai malati. L’esperienza accumulata in trent’anni di lavoro, compresa la pratica tra i soldati feriti, fece di Suor M. Sekundina un’infermiera molto stimata grazie anche a una conoscenza medica molto completa.
Durante i primi anni della Seconda Guerra Mondiale, la vita a Kętrzyn continuava come sempre, ma all’inizio del 1945 la città si riempì di persone in fuga dall’Est. Tutto questo aumentò il panico. Le suore decisero di non muoversi, vedendo che parte della popolazione era rimasta in città e nei dintorni, impotente di fronte agli eventi improvvisi. Non potevano pensare di salvarsi la vita abbandonando i loro vicini e parrocchiani. L’ingresso dei sovietici in città, il 27 gennaio, fu rumoroso e violento. Iniziarono i saccheggi e le uccisioni. Le due sorelle furono viste esposte agli scherni di un gruppo di uomini dell’Armata Rossa. Una testimonianza parla di un lungo interrogatorio. Un’altra testimonianza parla dell’atteggiamento fermo di suor M. Sekundina durante i tormenti e gli interrogatori a cui fu sottoposta. Dopo il brutale stupro, alla fine, un grande rosario che portava alla cintura dell’abito fu usato per strangolarla e trascinarla dietro un’auto, per le strade della città in fiamme. In seguito, fu abbandonata per strada. Al momento della morte, suor M. Sekundina aveva 58 anni.


Fonte:
https://programadesecretaria.redesantacatarina.org.br/

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Aggiunto/modificato il 2026-01-22

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