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Gross Bertung, Polonia, 12 agosto 1882 - Lidzbark Warmiński, Polonia, 2 febbraio 1945
Nata il 12 agosto 1882 a Groß Bertung (Bartąg), il 25 aprile 1905 emise la professione religiosa. Fu uccisa a Heilsberg, dove svolgeva il servizio di infermiera, il 2 febbraio 1945. Aveva 62 anni di età. Papa Francesco in data 14 marzo 2024 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede, insieme a quello di altre quattordici consorelle anch’esse vittime dei soldati dell’Armata Rossa, poi tutte beatificate il 31 maggio 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.
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Nacque il 12 agosto 1882 a Gross Bertung (Bartąg), vicino a Olsztyn, da Johannes e Maria (nata Freundt), una di cinque figlie. Fu battezzata nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista. Aveva un carattere molto allegro e portava molta gioia nella sua casa e nell’ambiente circostante. L’8 ottobre 1902 entrò nella Congregazione delle Suore di Santa Caterina a Braniewo. L’anno successivo fu ammessa al noviziato, ricevendo il nome di Aniceta. Il 25 aprile 1905 prese i voti religiosi. Subito dopo la professione religiosa, fu inviata in una comunità di suore a Elbing (Elbląg) per lavorare come infermiera. Ciò presuppone che fosse già qualificata per farlo. Come infermiera parrocchiale, visitava i malati e forniva assistenza ambulatoriale. Iniziò così la sua missione che portò avanti per tutta la sua vita religiosa. Già l’anno successivo c’era urgente bisogno di un’infermiera nella parrocchia di San Giacomo a Olsztyn. Di conseguenza, nel novembre 1906 vi fu trasferita. Quattro anni dopo fu inviata a Berlino, per lavorare in un sanatorio. Quando nel 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale, l’ospedale fu trasformato in un lazzaretto militare e Suor Aniceta iniziò a lavorare intensamente con i soldati feriti. Per questo servizio ricevette un attestato di benemerenza. In un documento da lei firmato, annota: “Mi è stata conferita la medaglia al merito della Croce Rossa”. Le persone più vicine a lei la conoscevano come una persona piena di amore per Dio e le suore ricordano che l’Eucaristia quotidiana era il centro della sua vita. Si distingueva anche per la sua profonda fede e l’intensa vita di preghiera. Dopo aver attraversato il periodo più difficile della guerra, nel 1916 tornò a Olsztyn per svolgere il suo servizio tra i malati e i poveri. I suoi successivi luoghi di lavoro tra i malati furono l’ospedale di San Giorgio a Pieniężno, la parrocchia del Corpus Domini a Berlino, l’ospedale di Orneta e ancora Olsztyn e Sensburg (Mrągowo). Ricordata come una persona felice di aiutare i malati e sempre allegra, nel 1934 si stabilì a Lidzbark Warmiński. Il suo carattere allegro conquistò le persone e la sua disponibilità ad aiutare tutti senza giudicare fece sì che iniziasse molto presto a godere di una buona reputazione tra i residenti. Vedeva chi aveva bisogno e andava in loro aiuto, soprattutto i bambini, ai quali era molto affezionata. Dava una bella testimonianza di unione con Dio, insegnando anche a pregare intimamente e ad avere un rapporto personale con Lui. Il suo compito nella parrocchia di Lidzbark terminò il 31 gennaio 1945, nel momento in cui le truppe sovietiche entrarono in città. Di fronte al pericolo imminente, le suore ebbero l’opportunità di fuggire in Occidente, ma volontariamente non la presero in considerazione. Una determinata suor M. Aniceta disse: “È mio dovere restare qui per aiutare i malati e gli anziani, i bambini e i giovani”. Rimase quindi, medicando i feriti fino alla fine e incoraggiando e consolando i malati che non erano in grado di affrontare le difficoltà di una fuga invernale. Nei suoi ultimi giorni di vita, lei e la sua comunità si occuparono di un folto gruppo di rifugiati accampati nel loro convento. La sera del 2 febbraio, quando i soldati sovietici fecero irruzione nel convento, le suore diedero prova di grande fede e coraggio. Mentre si tenevano in gruppo, i soldati strapparono con la forza i loro rosari, strattonarono i loro collari religiosi e le cinture dei loro abiti. Uno di loro cercò a tutti i costi di tirare verso di sé suor M. Aniceta, e quando i suoi sforzi fallirono, sparò un colpo di rivoltella nella sua direzione. La donna cadde a terra e morì dissanguata. A lei seguì la morte di altre due sorelle. Non fu possibile seppellire i morti e le suore furono costrette a lasciare il convento. Vi tornarono solo a giugno, ma a quel punto nessuno sapeva dove fossero sepolte suor M. Aniceta e le sue due compagne.
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Fonte:
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