|
>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
29 settembre 1880 - Lidzbark Warmiński, Polonia, 2 febbraio 1945
Nata il 29 settembre 1880 a Schöndammerau (Dąbrowa), il 3 aprile 1902 emise la professione religiosa. Fu uccisa nel Convento di Heilsberg il 2 febbraio 1945. Aveva 64 anni di età. Papa Francesco in data 14 marzo 2024 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede, insieme a quello di altre quattordici consorelle anch’esse vittime dei soldati dell’Armata Rossa, poi tutte beatificate il 31 maggio 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.
|
Nacque il 29 settembre 1880 a Schöndammerau (Dąbrowa) in Varmia, vicino a Braniewo. Leggi di più I suoi genitori, Anton Angrick e Amalie nata Schulz, possedevano una grande tenuta agricola. Rosalia fu battezzata nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina a Plasswich (Płoskina). Aveva sei fratelli e quattro sorelle. Frequentò prima la scuola elementare a Dąbrowa e poi fu mandata al collegio di Braniewo. Lì conobbe le suore di Santa Caterina e molto presto volle entrare in convento. Questo avvenne il 14 agosto 1899. Nell’aprile del 1900 fu ammessa al noviziato e ricevette il nome religioso di Sabinella. Dopo la formazione, suor M. Sabinella emise i voti religiosi il 3 aprile 1902. Rimase nel convento di Braniewo per 11 anni della sua vita. Durante questo periodo completò la sua formazione infermieristica e iniziò a lavorare in ospedale. Durante la Prima Guerra Mondiale fu reindirizzata alla cura dei feriti, il che significò quattro anni di servizio infermieristico estremo sul campo. Al suo ritorno a Braniewo, nel 1919, fu inviata a Santoppen (Sątopy), un villaggio tra Bischofstein (Bisztynek) e Reszel. Il suo compito era principalmente quello di fornire assistenza sanitaria e spirituale ai malati e ai poveri. Suora intraprendente, era anche in grado di aiutare i residenti con varie necessità pratiche. Dopo il 1923, tornò di nuovo a Braniewo e nel 1926 si stabilì a Lidzbark Warmiński. Le fu assegnato il compito di occuparsi delle ragazze che studiavano al liceo e che vivevano nel pensionato. Si fece conoscere come una persona molto materna e aperta verso le sue ragazze, dando loro un senso di sicurezza e allo stesso tempo guidandole ed educandole. Si prendeva cura del loro sviluppo e dei loro bisogni. Nel 1939, suor M. Sabinella fu nominata superiora del convento principale della città. I suoi compiti non comprendevano solo il coordinamento della comunità religiosa. Le suore avevano anche una grande fattoria. Uno dei compiti della comunità era anche quello di preparare le ostie e i comunicandi. In questo modo rifornivano i sacerdoti e le parrocchie vicine. Inoltre, una parte della casa veniva utilizzata come stanza per le ragazze che studiavano nelle scuole della città. Alla fine del 1944, i rifugiati provenienti dalle zone di confine della Prussia orientale arrivarono al convento. Sempre più persone in fuga dall’Armata Rossa passavano per la casa del convento. Avevano bisogno di cibo, calore e un momento di riposo. La maggior parte delle suore, insieme a suor M. Sabinella, si occupavano di loro. La sera del 2 febbraio, un gruppo di soldati sovietici si avvicinò al convento. Le suore furono ammassate nel refettorio del convento. Vedendo tutto questo, suor M. Sabinella, nel momento decisivo, disse alle suore terrorizzate: “È meglio lasciarsi fucilare che lasciarsi disonorare”. Iniziarono da parte dei soldati diversi tentativi di picchiare e strappare le singole sorelle al gruppo che avevano formato pur avendo le armi puntate contro di loro. La Superiora della casa che difendeva le giovani sorelle, disse a uno dei soldati: “Invece che a loro, spara a me!”. Tutte ricevettero duri colpi con i calci dei fucili e furono strattonate e derise. I sovietici spararono a due delle sorelle. La vittima successiva fu la Superiora della casa, scelta da un ufficiale ubriaco. Le sparò alla cieca, colpendola alla carotide. Quando una delle sorelle tentò di adagiarla a terra, il soldato si avvicinò e strattonò violentemente il corpo della Superiora facendole battere violentemente la testa sulle assi del pavimento. Questa donna esperta di 65 anni, che visse più di 40 anni di voti religiosi, ha dato la sua vita per difendere le sorelle che le erano state affidate e di cui si sentiva responsabile. Rispettando la consacrazione religiosa e la dignità umana delle sue compagne, non esitò a stare al loro fianco, proteggendole e sostenendole. Suor M. Sabinella, che ha vissuto i suoi voti religiosi in modo semplice, li ha rinnovati nel modo più bello nell’ora della sua morte, dimostrando quanto valore avessero per lei.
|
Fonte:
|
|
https://programadesecretaria.redesantacatarina.org.br/
|
|