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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beata Maria Bona (Anna Pestka) Condividi su Facebook

Beata Maria Bona (Anna Pestka) Vergine e martire

Festa: 1 maggio

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1905 - 1° maggio 1945

Nata nel 1905, emise la professione religiosa il 30 aprile 1932 e quella perpetua il 30 aprile 1935. Contratta la tubercolosi, fu ricoverata all’Ospedale sull’Andreasberg a Wormditt (Orneta), dove fu malmenata dai soldati dell’Armata Rossa il 14 febbraio 1945. Morì in conseguenza dei pestaggi il 1° maggio 1945. Aveva circa 40 anni di età. Papa Francesco in data 14 marzo 2024 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede, insieme a quello di altre quattordici consorelle anch’esse vittime dei soldati dell’Armata Rossa, poi tutte beatificate il 31 maggio 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.



Nacque nel 1905. Nessun documento sulla sua formazione, sulla sua famiglia e sulla sua infanzia è giunto fino a noi. Fu probabilmente ammessa alla Congregazione nella primavera del 1929, all’età di 24 anni.
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Il 21 ottobre dello stesso anno Anna fu ammessa al noviziato e ricevette il nome di Bona.
Il 30 aprile 1932 fece la sua prima professione religiosa. Subito dopo i voti fu inviata a lavorare nell’amministrazione dell’ospedale municipale di Olsztyn. Svolse i suoi compiti in modo professionale, trattando sempre i pazienti con rispetto. Lavorava in modo silenzioso, coscienzioso e molto efficiente. Cercò di sfruttare al meglio le opportunità a sua disposizione per servire l’ ospedale, il personale e i pazienti con tutto il suo impegno. Dopo tre anni di preghiera e lavoro, professò i voti perpetui il 30 aprile 1935.
A un certo punto suor M. Bona si ammalò di tubercolosi polmonare. Fu ricoverata nel reparto infettivi dell’ospedale in cui lavorava e poi in un centro di cura a Orneta, che durante la guerra divenne un ospedale per tubercolosi. Non si sa quando esattamente suor M. Bona fu mandata a Orneta, per quanto tempo vi rimase e se riuscì a tornare alla sua comunità di Olsztyn dopo periodi di ricaduta. Suora molto gentile per natura, mostrava sempre con il suo atteggiamento di essere felice e contenta. Era caratterizzata da una grande allegria e gentilezza nei confronti di chi la circondava. Essendo lei stessa gravemente malata, finché fu in grado di farlo, era felice di aiutare gli altri pazienti.
È probabile che la sua salute sia peggiorata notevolmente nel 1944. Nel momento critico del 1945, quando l’Armata Rossa si stava avvicinando alla Varmia e alla Masuria, la maggior parte dei reparti di Orneta, insieme alle suore di Santa Catarina, intraprese una fuga a piedi in direzione di Pieniężno, ma rimasero tre pazienti allettati, di cui M. Bona era la più debole. La Superiora della comunità ospedaliera, insieme a un gruppo di suore, decise che non avrebbero abbandonato i malati più gravi.
Il 15 febbraio all’alba i sovietici irruppero nelle cantine. Maltrattarono i malati, spararono alla cieca, strapparono gli abiti alle sorelle e, vedendo le urla terrorizzate dei disabili, aggredirono tutti con ferocia. Si scagliarono anche contro le tre sorelle malate, abusando di loro, tagliandole con le baionette, torturandole nel modo più brutale.
Suor M. Bona era troppo debole per difendersi, ma lottò disperatamente per la sua dignità. Le suore di Santa Caterina, che riuscirono a sopravvivere a quelle ore terribili, non riuscirono a trovare le parole giuste per descrivere ciò che le tre sorelle malate avevano subito.
Dopo aver subito crudeli maltrattamenti, con numerose ferite, visse la sua sofferenza in silenzio per otto settimane, confidando che non sarebbe stata vana. Per lunghi giorni e notti rimase saldamente aggrappata al suo cuore. Non permise al dubbio, al rimpianto o al desiderio di insinuarsi in lei per vendicare i torti subiti. Le sorelle che si occupavano di lei sottolinearono che confidava nella misericordia di Dio, aspettando il Signore con desiderio e gioia, seguendolo il 1° maggio 1945, all’età di 40 anni. Con il suo atteggiamento ha testimoniato che anche da un’esperienza del genere si può trarre il bene, senza rispondere con il male alla violenza e all’odio.
Dopo l’esumazione nel dicembre 2020, il suo corpo è stato trasferito nel cimitero del convento di Braniewo.


Fonte:
https://programadesecretaria.redesantacatarina.org.br

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Aggiunto/modificato il 2026-04-06

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