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10 marzo 1887 - 5 giugno 1945
Nata il 10 marzo 1887 a Bürgerwald (Miejska Wola), il 29 aprile 1912 emise la professione religiosa. Mentre svolgeva il servizio di Vicaria Generale della Congregazione, il 22 febbraio 1945, le autorità tedesche emanarono l’ordine di evacuare la popolazione civile da Braunsberg e, tra il 23 e il 24 febbraio, le Suore furono caricate sui camion delle SS e scaricate ad Heiligenbeil (Mamonowo), dove si imbarcarono su un traghetto per Danzica. Qui subirono l’aggressione dei soldati dell’Armata Rossa. Suor Maria Charitina tentò di proteggere le Novizie ma fu percossa e colpita con il calcio del fucile. Morì il 5 giugno 1945 in seguito alle ferite riportate. Aveva 58 anni di età. Papa Francesco in data 14 marzo 2024 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede, insieme a quello di altre quattordici consorelle anch’esse vittime dei soldati dell’Armata Rossa, poi tutte beatificate il 31 maggio 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.
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Nacque a Bürgerwald (Miejska Wola), nel distretto di Braniewo il 10 marzo 1887. Fu battezzata nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Migehen (Mingajny), vicino a Orneta, dove le fu dato il nome di Hedwig. Suo padre Anton Fahl era un insegnante di scuola elementare, mentre sua madre, Maria Trebbau, morì quando Hedwig era ancora una bambina. Crebbe in una famiglia numerosa, poiché il padre si risposò. I suoi genitori si sforzarono di dare a tutti i figli un’adeguata educazione cristiana e, per le condizioni dell’epoca, una buona base per la loro istruzione. Le sue due sorelle maggiori entrarono nel convento di Braniewo. Ben presto anche Hedwig espresse il desiderio di entrare nella Congregazione delle Suore di Santa Caterina. Come postulante, frequentò il seminario per insegnanti a Braniewo. Dopo aver ricevuto il diploma di stato, fu ammessa al noviziato il 1° aprile 1910. Insieme all’abito religioso, ricevette il nome di Charitina. Il 29 aprile 1912 pronunciò i voti religiosi. Rimase a Braniewo e venne mandata a lavorare come educatrice in un collegio femminile. Durante la Prima Guerra Mondiale fu anche inviata ad assistere i soldati malati e feriti nell’ospedale militare da campo. Nel 1917 fu trasferita a Kętrzyn. Il suo compito principale era l’istruzione religiosa e il lavoro educativo. Si interessava di musica. Condivideva il suo versatile talento con i bambini e i giovani, organizzando per loro incontri, spettacoli e attività extrascolastiche. Passarono così 14 anni di lavoro catechistico, educativo e pastorale. Nel novembre 1931 le fu affidato l’incarico di segretaria generale. Mentre lavorava a Braniewo nel 1933, ebbe l’opportunità di viaggiare con un gruppo di pellegrini varmiani a Roma per la celebrazione dell’Anno Santo. Un anno dopo accompagnò la Superiora generale in un viaggio in Brasile per una visita alle comunità locali delle Suore di Santa Caterina. Un’altra tappa della sua vita e una nuova sfida iniziarono nel 1940, quando fu eletta Vicaria generale. Il suo ministero coincise con gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale e, allo stesso tempo, con la persecuzione della Chiesa. Suor M. Charitina è stata una persona devota nella sua vita religiosa. La caratteristica più evidente della sua spiritualità era l’amore per Dio e per il prossimo, che si manifestava soprattutto nella fedeltà alla sua vocazione religiosa, ai suoi voti e alle sue preghiere, oltre che nel mostrare gentilezza e comprensione soprattutto verso le sorelle malate e anziane. Inoltre, dava molto calore e amore materno ai più giovani. Nel gennaio 1945, con l’ingresso dell’Armata Rossa in Prussia orientale, i primi rifugiati arrivarono a Braniewo portando notizie spaventose sul comportamento dei sovietici. A partire da febbraio, le bombe cominciarono a cadere sulla città. Tra un’incursione e l’altra, suor M. Charitina riuscì a ripulire il cimitero delle suore, dove una bomba aveva distrutto diverse file di tombe. Molte suore lasciarono Braniewo per occuparsi di orfani e anziani. Si diressero a nord, verso i porti marittimi, poiché questa era l’unica via di fuga rimasta. Il 22 febbraio 1945, le autorità tedesche emisero un ordine di evacuazione completa degli abitanti di Braniewo. L’ultimo gruppo di suore, insieme alla Madre Generale e a Suor M. Charitina, dovette lasciare il convento. Dopo molte difficoltà raggiunsero Danzica. Lì i soldati sovietici entrarono il 28 marzo. Regnavano distruzione, violenza costante e morte. Nei primi giorni di giugno, alla periferia di Danzica, a Brentau (Brętowo) le sorelle sperimentarono un altro ingresso di una pattuglia sovietica. I soldati iniziarono a cercare le giovani sorelle. Allora suor M. Charitina si alzò in piedi, bloccando la strada agli uomini. Infuriati, i sovietici cominciarono a strattonarla e, non riuscendo a resistere, la picchiarono con il calcio dei fucili. Con coraggio, difese le giovani donne, facendo loro da scudo con il suo corpo. Ricevette diversi colpi in modo tale che il sangue le sgorgò dalla bocca e dal naso. Morì pochi giorni dopo, il 5 giugno 1945, con grandi sofferenze dovute a lesioni interne. Aveva 58 anni. Fu sepolta nel vicino cimitero. Per 75 anni i suoi resti mortali hanno riposato nel vecchio cimitero della chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. Dopo l’esumazione, effettuata nel luglio 2020, sono state trasferite in una tomba nel cimitero conventuale di Braniewo.
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Fonte:
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https://programadesecretaria.redesantacatarina.org.br
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