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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera T > Beata Teresa Enrica dell’Annunciazione Faurie Condividi su Facebook

Beata Teresa Enrica dell’Annunciazione Faurie Vergine sacramentina, martire

Festa: 13 luglio

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Sérignan, Francia, 13 febbraio 1770 - Orange, Francia, 13 luglio 1794

Monaca dell’Ordine delle Sacramentine, dedicato all’adorazione eucaristica, visse un’esistenza nascosta, segnata dalla preghiera e dalla vita contemplativa. Quando le leggi rivoluzionarie imposero la soppressione degli ordini religiosi e la sottomissione della Chiesa al nuovo potere politico, preferì restare fedele ai voti professati piuttosto che rinnegare la propria vocazione. Arrestata insieme ad altre consorelle, affrontò il processo e la condanna con serenità, venendo ghigliottinata a Orange il 13 luglio 1794. 

Etimologia: Teresa: dal greco, probabilmente 'abitante di Tera' oppure 'colei che raccoglie, che miete'.

Emblema: Palma del martirio, giglio, abito delle Sacramentine.

Martirologio Romano: A Orange in Francia, beata Maddalena della Madre di Dio (Elisabetta) Verchière e cinque compagne, vergini e martiri nella stessa persecuzione. [I loro nomi sono: beate Teresa Enrica dell’Annunciazione Faurie, Anna Andrea di Sant’Alessio Minutte, Marianna di San Francesco Lambert, Marianna di Santa Francesca Depeyre e Maria Anastasia di San Gervasio de Roquard.]


Marguerite Faurie nacque il 13 febbraio 1770 a Sérignan, nella Linguadoca, in una Francia ancora governata dalla monarchia borbonica. Le fonti conservano poche notizie sulla sua famiglia e sulla sua formazione, circostanza frequente per molte religiose contemplative del XVIII secolo.
Fin da giovane manifestò il desiderio di consacrarsi completamente a Dio scegliendo la vita claustrale.

La vocazione tra le Sacramentine
Entrò nell’Ordine delle Religiose del Santissimo Sacramento, comunemente chiamate Sacramentine, istituto fondato nel XVII secolo e caratterizzato dalla centralità dell’adorazione eucaristica.
Con la professione religiosa assunse il nome di Teresa Enrica dell’Annunciazione, esprimendo una particolare devozione al mistero dell’Incarnazione.
La sua vita trascorse nella preghiera, nella disciplina monastica e nell’adorazione del Santissimo Sacramento, secondo il carisma proprio dell’Ordine.

La Rivoluzione francese e la persecuzione
Lo scoppio della Rivoluzione francese nel 1789 modificò profondamente i rapporti tra Stato e Chiesa.
La Costituzione civile del clero (1790), la soppressione degli ordini religiosi contemplativi e, successivamente, il periodo del Terrore determinarono una vasta persecuzione contro sacerdoti e religiosi rimasti fedeli alla Chiesa cattolica.
Le comunità contemplative furono sciolte e molte religiose continuarono a vivere clandestinamente la propria consacrazione.
Teresa Enrica rifiutò di rinnegare i voti religiosi e di aderire alle imposizioni rivoluzionarie.

L’arresto e il martirio
Nel 1794 venne arrestata insieme ad altre Sacramentine e religiose appartenenti a diversi monasteri della città di Bollène.
Trasferite a Orange, furono processate dal Tribunale rivoluzionario, che considerava la loro perseveranza nella vita religiosa una prova di ostilità verso la Repubblica.
Le accuse non riguardavano delitti comuni, ma la fedeltà alla Chiesa, il rifiuto di prestare i giuramenti richiesti e la volontà di continuare la vita consacrata.
Il 13 luglio 1794 Teresa Enrica dell’Annunciazione fu condotta al patibolo insieme a cinque consorelle:
- Maddalena della Madre di Dio (Elisabetta Verchière);
- Anna Andrea di Sant’Alessio Minutte;
- Marianna di San Francesco Lambert;
- Marianna di Santa Francesca Depeyre;
- Maria Anastasia di San Gervasio de Roquard.
Furono ghigliottinate conservando fino all’ultimo la serenità e la fedeltà alla propria vocazione religiosa.

Il culto
La memoria delle martiri di Orange rimase viva nelle comunità cattoliche francesi anche dopo la fine del Terrore.
Dopo l’esame storico delle loro vicende e il riconoscimento dell’autenticità del martirio “in odium fidei”, papa Pio XI le proclamò beate il 10 maggio 1925.
Il Martirologio Romano le ricorda il 13 luglio.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-13

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