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Beato Michele Goñi Ariz Sacerdote redentorista, martire

Festa: 31 luglio

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Imarcoain, Spagna, 27 aprile 1902 - Cuenca, Spagna, 31 luglio 1936

Michele Goñi Ariz nacque a Imarcoain, in Navarra, il 27 aprile 1902. Fin dall'infanzia avvertì il desiderio di diventare sacerdote e, ancora adolescente, entrò nella formazione dei Missionari Redentoristi. La sua vocazione maturò negli anni della formazione a El Espino e a Cuenca, dove sperimentò anche momenti di incertezza, superati grazie alla perseveranza e alla devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso. Emise la professione religiosa nel 1920 e fu ordinato sacerdote ad Astorga il 27 settembre 1925. Dotato di salute fragile e di carattere riservato, si dedicò con particolare intensità alla predicazione delle missioni popolari. Operò nelle comunità redentoriste di Granada, Barcellona, Santander e Vigo, distinguendosi per lo zelo apostolico e per la capacità di avvicinare le persone al ministero sacerdotale. Il progressivo aggravarsi di una malattia polmonare lo costrinse però a limitare l'attività missionaria. Nel 1935 trascorse un periodo a Nava del Rey e all'inizio del 1936 fu trasferito a Cuenca, dove esercitò soprattutto il ministero nella chiesa di San Filippo Neri. Nella primavera del 1936 la situazione politica e religiosa della città divenne sempre più pericolosa. Goñi fu già aggredito e inseguito per le strade nel maggio. Dopo l'inizio della guerra civile abbandonò la comunità redentorista e cercò rifugio insieme al confratello Ciriaco Olarte. Il 31 luglio 1936 i due furono arrestati, condotti fuori dalla città e colpiti a colpi d'arma da fuoco. Goñi, gravemente ferito, rimase agonizzante per ore e morì a Cuenca nello stesso giorno. La Chiesa riconobbe ufficialmente il loro martirio il 20 dicembre 2012 e Michele Goñi fu beatificato da Papa Francesco a Tarragona il 13 ottobre 2013, insieme agli altri cinque Martiri redentoristi di Cuenca.

Etimologia: Dall'ebraico Mikha'el e significa 'Chi è come Dio?'.

Emblema: Abito religioso redentorista, crocifisso.


Michele nacque nella famiglia di Domingo Goñi e María Ariz. La sua formazione religiosa ebbe origine nell'ambiente familiare e parrocchiale di Imarcoain. Ricevette i sacramenti dell'iniziazione cristiana e svolse anche il servizio di chierichetto. Le testimonianze biografiche ricordano un'istruzione scolastica iniziale piuttosto limitata, compensata dall'interesse personale per lo studio.
Ancora bambino manifestò il desiderio del sacerdozio. Un passaggio decisivo fu la predicazione di una missione popolare nella sua località da parte di alcuni Redentoristi. L'incontro con quei missionari suscitò in lui una forte attrazione per la loro forma di apostolato e contribuì alla scelta di entrare nella Congregazione del Santissimo Redentore.
Nel settembre 1913 iniziò la formazione presso il Jovenado redentorista di El Espino. Nel 1915 proseguì gli studi nel nuovo seminario redentorista di San Paolo a Cuenca. Fu proprio durante gli anni giovanili che la sua vocazione attraversò una fase di incertezza. In seguito egli stesso avrebbe riconosciuto l'importanza della preghiera e della devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso nel superamento di quella crisi. Nel 1919 iniziò il postulantato e quindi il noviziato a Nava del Rey. Il 26 agosto 1920 emise la professione religiosa.

Il sacerdote missionario
Dopo la professione religiosa Goñi proseguì gli studi filosofici e teologici ad Astorga, nella provincia di León. Ricevette il suddiaconato e il diaconato nel settembre 1925 e fu ordinato sacerdote il 27 settembre dello stesso anno.
La sua aspirazione era quella di diventare missionario popolare, secondo una delle principali forme dell'apostolato redentorista. Dopo un ulteriore periodo di formazione a Nava del Rey, fu destinato a Granada nel 1927. Qui si ricongiunse con il confratello e coetaneo Julián Pozo, che sarebbe anch'egli morto martire a Cuenca nel 1936. Durante il soggiorno granadino fu presente anche alla solenne incoronazione canonica dell'icona della Madonna del Perpetuo Soccorso, celebrata nel giugno 1927.
Nel 1928 partecipò alla fondazione della comunità redentorista di Barcellona. Nel settembre 1929 passò a Santander e nel 1932 a Vigo. In questi anni svolse diversi incarichi comunitari e partecipò alla predicazione di missioni popolari, anche nella Galizia. Le testimonianze lo descrivono come un sacerdote di carattere cordiale, dotato di zelo apostolico e capace di suscitare simpatia negli ambienti in cui operava.
La salute, tuttavia, rappresentò progressivamente un limite. Un'affezione polmonare lo costrinse nel 1935 a trasferirsi a Nava del Rey, alla ricerca di condizioni climatiche più favorevoli. All'inizio del 1936 fu destinato nuovamente a Cuenca. Qui l'attività missionaria esterna dovette lasciare in gran parte il posto al ministero interno nella chiesa di San Filippo Neri, soprattutto alla celebrazione dell'Eucaristia e alle confessioni.

Cuenca alla vigilia della persecuzione
Cuenca aveva un'importanza particolare nella vicenda personale di Goñi, perché vi aveva trascorso gli anni della formazione giovanile. Nel 1936 la comunità redentorista di San Filippo Neri fu coinvolta nella crescente persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola.
Una lettera di Goñi alla famiglia, datata 30 giugno 1936, documenta direttamente il clima di tensione nel quale viveva. Egli raccontò di essere stato coinvolto, insieme a un confratello, in un'aggressione avvenuta nel maggio e descrisse il progressivo deteriorarsi della situazione cittadina. Il documento è particolarmente importante perché consente di conoscere non soltanto gli avvenimenti, ma anche la percezione personale del sacerdote davanti al precipitare della situazione.
Con l'aggravarsi della persecuzione, i Redentoristi lasciarono progressivamente la loro residenza. Il 20 luglio Goñi si trasferì insieme ad altri sacerdoti in una casa privata. Dopo pochi giorni, per motivi di sicurezza, il gruppo venne sciolto. Goñi e Ciriaco Olarte trovarono allora ospitalità presso il sacerdote Enrique García, beneficiato della cattedrale di Almería. Continuarono, per quanto possibile, a celebrare l'Eucaristia e condussero una vita sempre più ritirata, dedicata alla preghiera e alla preparazione spirituale.

Arresto e martirio
Il 31 luglio 1936, dopo aver celebrato la Messa, Goñi e Olarte furono scoperti dai miliziani. Un primo gruppo effettuò una perquisizione nella casa, quindi ritornò poco dopo per arrestare i due religiosi. Fu ordinato loro di togliersi l'abito ecclesiastico e di seguirli.
I due sacerdoti compresero immediatamente il pericolo. Secondo la testimonianza riportata nelle fonti biografiche, prima di essere condotti via salutarono il sacerdote che li aveva ospitati con le parole 'Hasta el cielo', cioè 'Arrivederci in cielo'. Questo particolare appartiene alla tradizione testimoniale relativa alle ultime ore dei due martiri e va distinto dai dati documentati dagli atti della causa.
Furono condotti fuori dall'abitato, verso la zona del fiume Júcar e dell'antica cava presso la stazione elettrica del Batán. Qui furono colpiti con armi da fuoco. Secondo la documentazione utilizzata nella causa, Goñi non morì immediatamente, ma rimase gravemente ferito e fu abbandonato sul luogo, dove agonizzò per diverse ore. L'atto pontificio di beatificazione precisa che il 31 luglio 1936 fu arrestato dai persecutori, colpito a fucilate insieme a Ciriaco Olarte e lasciato morire dopo una lunga agonia.
Una fonte biografica più dettagliata riferisce che, dopo essere stato colpito, Goñi riuscì ancora a trascinarsi verso Olarte, anch'egli ferito. La tradizione interpreta questo gesto come il desiderio di rimanere accanto al confratello e di sostenersi reciprocamente negli ultimi momenti. La stessa fonte riferisce che il cadavere presentava gravi lesioni ossee e che, secondo la registrazione della morte, il sacerdote morì il 31 luglio 1936 intorno alle ore 20, a causa delle ferite riportate.
La morte di Goñi e Olarte ebbe particolare rilievo nella storia della persecuzione religiosa a Cuenca: furono infatti i primi due membri della comunità redentorista della città a essere uccisi. Il loro martirio fu seguito, nelle settimane e negli anni successivi, da quello degli altri membri del gruppo che sarebbe stato poi riconosciuto come quello dei Martiri redentoristi di Cuenca.

La causa e il riconoscimento
La fama del martirio si diffuse rapidamente nella Congregazione del Santissimo Redentore e tra i fedeli. Il processo informativo diocesano ebbe inizio nella diocesi di Cuenca l'11 maggio 1952. La validità dell'inchiesta fu riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi nel 2000. Successivamente la Positio fu sottoposta all'esame dei consultori teologi e dei cardinali e vescovi.
L'11 giugno 2011 i consultori teologi espressero voto favorevole. Il 6 novembre 2012 i cardinali e i vescovi esaminarono la questione del martirio e si pronunciarono positivamente. Il 20 dicembre 2012 Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio di José Javier Gorosterratzu e dei cinque compagni della Congregazione del Santissimo Redentore.
La beatificazione fu celebrata a Tarragona il 13 ottobre 2013. A nome di Papa Francesco, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, lesse la formula di beatificazione. Michele Goñi fu proclamato beato insieme a José Javier Gorosterratzu, Ciriaco Olarte Pérez de Mendiguren, Julián Pozo Ruiz de Samaniego, Pedro Romero Espejo e Victoriano Calvo Lozano.
Il decreto pontificio stabilì per il gruppo dei martiri la celebrazione liturgica il 6 novembre. Pertanto, per una scheda aggiornata secondo la documentazione ufficiale della Santa Sede, questa è la memoria da indicare, mentre la data del 31 agosto presente in alcune pubblicazioni secondarie non deve essere assunta come dato principale.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-17

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