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Beato Enrico Pietro Gonzalvez Andreu Giovane laico, martire

Festa: 22 settembre

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Cartagena, Spagna, 15 luglio 1910 - Cartagena, Murcia, Spagna, 22 settembre 1936

Fu un giovane laico di Cartagena, appartenente all'Associazione dei Figli di Maria della Medaglia Miracolosa, che durante la guerra civile spagnola venne arrestato, processato e fucilato il 22 settembre 1936 insieme agli amici Modesto Allepuz Vera e José Ardil Lázaro. Aveva ventisei anni ed esercitava la professione di ufficiale notarile. La sua vicenda si distingue per il ruolo svolto nella formazione religiosa dei giovani di Cartagena e per l'attività svolta nell'associazione mariana, nella quale ricoprì incarichi direttivi e collaborò alla stampa dell'istituzione. Le fonti ricordano in particolare la sua attenzione alla dottrina sociale della Chiesa e la sua opposizione alla violenza e alle persecuzioni contro la religione. Arrestato nell'agosto 1936, fu condannato a morte da un Tribunale Popolare. Una nota scritta durante la prigionia testimonia la serenità con cui affrontò la condanna e la volontà di affidarsi a Dio. Prima dell'esecuzione ricevette i sacramenti, indossò la Medaglia Miracolosa e, secondo la documentazione raccolta nel processo, perdonò coloro che lo avrebbero ucciso. La Chiesa cattolica lo ha riconosciuto martire e lo ha beatificato nel 2017 insieme a Vicente Queralt Lloret e ad altri venti compagni.

Etimologia: Enrico deriva dal germanico Haimirich, 'signore della casa' o 'potente nella casa'; Pietro dal greco Petros, 'roccia'.


Enrique-Pedro Gonzálvez Andreu nacque a Cartagena il 15 luglio 1910, secondo la data riportata dalle principali fonti ecclesiastiche e vincenziane. Una fonte biografica secondaria indica invece il 16 luglio, motivo per cui la data deve essere considerata con una certa prudenza. Anche la grafia del cognome presenta una variante: accanto a 'Gonzálvez', forma utilizzata dalle fonti ecclesiastiche ufficiali, compare infatti 'Gonzálbez'.
La sua formazione si svolse nell'ambiente cattolico della Cartagena degli anni Venti e Trenta. A diciannove anni entrò nell'Associazione dei Figli di Maria della Medaglia Miracolosa, realtà particolarmente attiva nell'ambiente giovanile legato alla Famiglia Vincenziana. L'associazione, sostenuta dalle Figlie della Carità e dai sacerdoti vincenziani, aveva sviluppato a Cartagena una significativa presenza tra i giovani cattolici.
Gonzálvez possedeva una buona preparazione culturale e mostrava particolare inclinazione per la scrittura. Le fonti ricordano il suo carattere affabile e disponibile e le sue qualità di moralità e discrezione. Nell'associazione assunse incarichi di responsabilità, risultando segretario e successivamente vicepresidente. La sua attività non si limitava quindi alla partecipazione alle pratiche religiose: fu uno dei giovani maggiormente impegnati nella vita dell'organizzazione.

L'impegno nell'associazione e nella stampa
Un aspetto particolarmente interessante della sua biografia è costituito dall'attività intellettuale. Nella pubblicazione El Eco de la Milagrosa furono conservati 23 suoi articoli. Questa documentazione permette di conoscere direttamente, almeno in parte, le idee religiose e sociali del giovane.
In uno scritto dell'agosto 1932 rifletteva sulla crescita della fede nelle situazioni di persecuzione e di ingiustizia. Un altro articolo, pubblicato nell'aprile 1935 con il titolo 'La negazione', si collocava nel clima di crescente difficoltà vissuto dai giovani cattolici spagnoli. Gonzálvez era particolarmente attento ai problemi sociali e religiosi del suo tempo e cercava di interpretarli alla luce della dottrina sociale della Chiesa e delle encicliche pontificie.
Le fonti vincenziane ricordano inoltre la sua partecipazione a iniziative di formazione e a incontri dell'associazione. In questo contesto entrò in contatto con ambienti cattolici di più ampia dimensione nazionale. La sua attività deve quindi essere compresa non soltanto come una pratica devozionale personale, ma come un impegno associativo e culturale svolto nel mondo cattolico giovanile della Spagna repubblicana.

Un cattolico nel clima di crescente conflitto
La situazione politica e religiosa della Spagna si deteriorò progressivamente negli anni Trenta. La proclamazione della Repubblica nel 1931 fu seguita da un forte conflitto sulle questioni religiose, culminato in provvedimenti legislativi che limitarono la presenza pubblica delle istituzioni ecclesiastiche e delle congregazioni religiose. Nelle fonti relative a Gonzálvez viene ricordata la sua opposizione alla distruzione di edifici e monumenti religiosi e alle misure che interessavano le confessioni e le congregazioni.
Il suo orientamento sociale merita particolare attenzione. Le testimonianze lo presentano come un giovane sensibile alla questione operaia e alla dottrina sociale cattolica. La sua posizione non viene descritta come adesione alla violenza politica, ma piuttosto come ricerca di una soluzione ai problemi sociali fondata sull'insegnamento della Chiesa. Le fonti ricordano infatti la sua opposizione sia alla violenza degli agitatori sia agli egoismi e alle incomprensioni delle classi sociali più agiate.
Questo elemento contribuisce a spiegare perché la sua figura sia stata ricordata all'interno dell'associazione come quella di un giovane cattolico impegnato non soltanto nella devozione mariana, ma anche nella formazione e nella vita sociale.

L'arresto e la prigionia
All'inizio della guerra civile, nel luglio 1936, la situazione di Cartagena divenne rapidamente pericolosa per molti esponenti del mondo cattolico. Gonzálvez cercò inizialmente rifugio presso familiari. Le fonti della causa riferiscono che la sua famiglia era preoccupata per la sua sicurezza e cercò di nasconderlo.
Il 19 agosto 1936 fu tuttavia arrestato e condotto in carcere. Qui ritrovò Modesto Allepuz Vera e José Ardil Lázaro, anch'essi membri dell'Associazione dei Figli di Maria della Medaglia Miracolosa. I tre giovani, già legati da una stretta amicizia e dall'attività associativa, condivisero da quel momento la prigionia e il destino finale.
L'accusa riguardava principalmente la loro partecipazione agli atti pubblici di culto e l'attività svolta in difesa della religione, della morale pubblica e della dottrina sociale della Chiesa. Le fonti della Famiglia Vincenziana sottolineano proprio questo elemento: l'appartenenza religiosa e l'impegno pubblico cattolico costituirono una parte essenziale delle imputazioni rivolte ai tre giovani.

La condanna a morte
Gonzálvez fu giudicato da un Tribunale Popolare e condannato alla pena capitale. La documentazione relativa alla causa conserva una particolare testimonianza della sua reazione alla sentenza.
Il 20 settembre 1936, dopo avere appreso che la condanna a morte era stata pronunciata, scrisse a matita una breve nota destinata ai familiari. Nel messaggio manifestava la propria tranquillità, chiedeva ai suoi cari di non lasciarsi andare alla disperazione e li invitava ad affidarsi a Dio. Chiedeva inoltre di pregare per la sua vita e, qualora la morte fosse stata inevitabile, per la salvezza della sua anima.
La nota, conservata dai familiari, costituisce uno dei documenti più significativi della sua vicenda. Al di là della successiva interpretazione agiografica, essa offre una testimonianza concreta dello stato d'animo di un giovane che conosceva ormai la propria sorte.

Il 22 settembre 1936
Nelle prime ore del 22 settembre 1936 Gonzálvez, Modesto Allepuz e José Ardil furono condotti al cimitero di Cartagena per essere fucilati.
La documentazione raccolta nel corso della causa riferisce che i tre si prepararono alla morte attraverso la confessione e la preghiera. Prima dell'esecuzione indossarono la Medaglia Miracolosa con il caratteristico cordone bianco e azzurro dell'associazione alla quale appartenevano.
Un elemento particolarmente noto della vicenda riguarda la medaglia di Gonzálvez. Uno dei proiettili attraversò il metallo della medaglia che egli portava sul petto. L'oggetto venne conservato dalla famiglia e successivamente considerato una preziosa reliquia.
Le fonti riferiscono inoltre che i tre giovani cantarono la Salve e l'inno dell'associazione e manifestarono il perdono nei confronti di coloro che li stavano conducendo alla morte. La documentazione notarile richiamata nelle fonti della causa viene utilizzata per sostenere questo particolare della loro preparazione al martirio.
Gonzálvez morì a Cartagena il 22 settembre 1936. Aveva ventisei anni.

Il riconoscimento del martirio
La memoria di Gonzálvez rimase legata a quella degli altri membri dell'Associazione dei Figli di Maria della Medaglia Miracolosa uccisi durante la persecuzione religiosa. Nel procedimento ecclesiastico fu inserito nella causa unitaria di Vicente Queralt Lloret e venti compagni.
Il nulla osta per l'apertura della causa fu concesso il 27 novembre 2003. L'inchiesta diocesana si svolse dal 4 marzo 2004 al 6 giugno 2008, dopo il trasferimento della competenza alla diocesi di Valencia per i candidati appartenenti a diverse circoscrizioni ecclesiastiche.
Il 1° dicembre 2016 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con cui veniva riconosciuto il martirio di Vicente Queralt Lloret e dei suoi venti compagni. Per Gonzálvez non fu quindi necessario il riconoscimento di un miracolo: la beatificazione avvenne in quanto martire.
La celebrazione si svolse a Madrid l'11 novembre 2017, insieme a quella di José María Fernández Sánchez e dei suoi 38 compagni. Il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiedette la celebrazione come delegato pontificio. Il giorno seguente papa Francesco ricordò pubblicamente i nuovi beati all'Angelus, sottolineando che appartenevano in parte alla Congregazione della Missione e in parte all'Associazione della Medaglia Miracolosa.

La memoria a Cartagena
Il culto locale del Beato Gonzálvez ha conservato una particolare concretezza attraverso le reliquie. Il 1° febbraio 2019, nella chiesa di Santa Maria de Gracia a Cartagena, furono inumate le reliquie dei sette beati martiri cartageneri appartenenti alla Famiglia Vincenziana. Tra essi figurava anche Gonzálvez, insieme a Pedro Gambín Pérez, Isidro Juan Martínez, Francisco García Balanza, Modesto Allepuz Vera, José Ardil Lázaro e Francisco Roselló Hernández.
La collocazione comune delle reliquie sottolinea il carattere comunitario della loro testimonianza. Gonzálvez non fu infatti un martire isolato: la sua vicenda appartiene alla storia di un gruppo di giovani cattolici di Cartagena che condivisero associazione, amicizia, attività religiosa e, infine, la morte.

La Medaglia Miracolosa come segno di appartenenza
La medaglia che Gonzálvez portava al momento della morte costituisce uno degli oggetti più significativi legati alla sua memoria. Non si tratta soltanto di una reliquia personale: il suo significato va compreso nel contesto dell'Associazione dei Figli di Maria della Medaglia Miracolosa, nella quale la medaglia rappresentava un segno concreto di appartenenza.
Il fatto che il proiettile abbia attraversato il metallo della medaglia ha contribuito fortemente alla memoria popolare del martire. L'oggetto è stato conservato dalla famiglia e la tradizione relativa alla sua ultima notte è stata trasmessa insieme alle altre testimonianze raccolte durante il procedimento di beatificazione.

Un giovane scrittore cattolico
La presenza di 23 articoli attribuiti a Gonzálvez in El Eco de la Milagrosa rende la sua figura particolarmente interessante rispetto ad altri laici martiri della guerra civile spagnola. La sua attività letteraria permette infatti di conoscere non soltanto il ricordo successivo del giovane, ma anche alcune delle sue effettive preoccupazioni prima della morte.
Gli scritti mostrano l'importanza attribuita alla formazione religiosa, alla situazione dei giovani cattolici e ai problemi sociali. Per questo la sua memoria non si riduce alla circostanza della morte: esiste una documentazione che consente di ricostruire almeno in parte la sua attività intellettuale e associativa.

Il gruppo dei tre giovani
Gonzálvez fu ucciso insieme a Modesto Allepuz Vera e José Ardil Lázaro. I tre erano tra i membri più attivi dell'Associazione e le fonti li presentano come particolarmente uniti. La loro vicenda è significativa perché mostra come la persecuzione colpisse anche giovani laici impegnati nella vita associativa cattolica.
Nella memoria successiva è diventata celebre l'accusa secondo cui uno degli elementi contestati ai tre fosse il fatto di 'stare sempre insieme'. Al di là della formulazione divenuta tradizionale, la documentazione ufficiale conferma che essi furono perseguitati nel contesto della loro appartenenza religiosa e della loro attività pubblica cattolica.

Curiosità
- Gonzálvez aveva soltanto 26 anni quando venne fucilato.
- Il proiettile che lo uccise attraversò la Medaglia Miracolosa che portava sul petto; la medaglia è stata conservata dalla famiglia come reliquia.
- Della sua attività di scrittore sono stati conservati 23 articoli pubblicati su El Eco de la Milagrosa.
- Il giovane era conosciuto nell'ambiente familiare con il diminutivo 'Pedrín'.
- La sua data di nascita presenta una piccola divergenza nelle fonti: le principali fonti ecclesiastiche riportano il 15 luglio 1910, mentre altre indicano il 16 luglio.
- Il suo cognome compare nelle fonti sia nella forma 'Gonzálvez' sia nella variante 'Gonzálbez'.

Cronologia
- 15 luglio 1910 - Nascita di Enrique-Pedro Gonzálvez Andreu a Cartagena; alcune fonti riportano il 16 luglio.
- 1929 circa - Entra, a diciannove anni, nell'Associazione dei Figli di Maria della Medaglia Miracolosa.
- Anni Trenta - Svolge attività nell'associazione, ricoprendo incarichi direttivi e collaborando alla pubblicazione El Eco de la Milagrosa.
- Agosto 1932 - Pubblica uno scritto nel quale riflette sulla fede nel contesto della persecuzione e dell'ingiustizia.
- Aprile 1935 - Pubblica l'articolo intitolato 'La negazione'.
- Luglio-agosto 1936 - Dopo l'inizio della guerra civile cerca rifugio presso familiari.
- 19 agosto 1936 - Viene arrestato e incarcerato a Cartagena.
- 20 settembre 1936 - Dopo la condanna a morte scrive ai familiari una nota nella quale manifesta la propria fiducia in Dio.
- 22 settembre 1936 - Viene fucilato nel cimitero di Cartagena insieme a Modesto Allepuz Vera e José Ardil Lázaro.
- 1 dicembre 2016 - Papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto sul martirio di Vicente Queralt Lloret e dei suoi venti compagni.
- 11 novembre 2017 - Viene beatificato a Madrid insieme agli altri martiri della causa.
- 1 febbraio 2019 - Le sue reliquie vengono inumate nella chiesa di Santa Maria de Gracia a Cartagena insieme a quelle degli altri sei beati martiri cartageneri della Famiglia Vincenziana.

Valutazione storico-critica
- La vicenda essenziale di Gonzálvez è storicamente ben documentata rispetto a molti martiri della guerra civile spagnola: sono attestati la nascita a Cartagena, l'attività nell'Associazione dei Figli di Maria della Medaglia Miracolosa, la professione di ufficiale notarile, l'arresto nell'agosto 1936, la condanna a morte e l'esecuzione del 22 settembre.
- La principale piccola incertezza riguarda la data di nascita. Le fonti ecclesiastiche ufficiali e quelle vincenziane indicano il 15 luglio 1910, mentre altre fonti riportano il 16 luglio. Per questa ragione il 15 luglio è preferibile come data principale, con l'opportuna segnalazione della variante.
- Anche la grafia del cognome non è uniforme. 'Gonzálvez' è la forma utilizzata dalle fonti ecclesiastiche ufficiali, mentre 'Gonzálbez' compare in altre tradizioni documentarie e biografiche. Non si tratta di due persone diverse.
- La documentazione relativa alla sua attività associativa e giornalistica è particolarmente importante perché consente di andare oltre la semplice memoria del martirio. La conservazione di numerosi articoli permette infatti di conoscere direttamente alcune delle sue preoccupazioni religiose e sociali.
- Il riconoscimento ecclesiale del martirio è particolarmente significativo: papa Francesco autorizzò nel 2016 il decreto relativo all'intero gruppo di Vicente Queralt Lloret e venti compagni. La Santa Sede considera quindi la loro morte avvenuta in odium fidei, nel contesto della persecuzione religiosa durante la guerra civile spagnola.
- Alcuni particolari della preparazione all'esecuzione, del perdono dei persecutori e dell'uso della Medaglia Miracolosa appartengono alla documentazione testimoniale e notarile raccolta nella causa e alla successiva tradizione biografica. È corretto distinguerli dal dato fondamentale, solidamente documentato, dell'arresto, della condanna e della fucilazione.
- La memoria del Beato non si è sviluppata soltanto attraverso la devozione personale, ma anche attraverso la conservazione delle reliquie e la venerazione comune dei sette martiri cartageneri della Famiglia Vincenziana. La storia del culto è quindi strettamente legata alla storia dell'Associazione dei Figli di Maria della Medaglia Miracolosa a Cartagena.

Fonti e bibliografia essenziale
- Congregazione delle Cause dei Santi, Martiri Spagnoli Vincenziani, scheda ufficiale dei martiri Vicente Queralt Lloret e 20 compagni, con dati sulla causa, il decreto di martirio e la beatificazione.
- Francesco, Angelus, 12 novembre 2017, intervento ufficiale nel quale il papa ricorda la beatificazione del giorno precedente dei martiri Vicente Queralt Lloret e 20 compagni e di José María Fernández Sánchez e 38 compagni.
- Congregazione della Missione, Fr. Vicente Queralt Lloret, C.M. - Blessed, documentazione biografica sulla causa e sui tre giovani martiri di Cartagena: Modesto Allepuz Vera, Enrique-Pedro Gonzálvez Andreu e José Ardil Lázaro.
- Congregazione della Missione, Martiri di Cartagena: testimoni di fede e unità, 22 settembre 2025, sintesi della memoria dei tre giovani laici martirizzati nel 1936.
- Diocesi di Cartagena, Cartagena celebra la inhumación de las reliquias de los siete beatos mártires de la familia vicenciana, 4 febbraio 2019, per la collocazione delle reliquie dei sette beati martiri cartageneri nella chiesa di Santa Maria de Gracia.
- Los mártires de la Familia Vicenciana en el siglo XX: La guerra civil española de 1936-1939, terza parte, per la biografia di Enrique Pedro Gonzálvez Andreu, la sua attività nell'associazione e le circostanze dell'arresto e della morte.
- Elias Fuente, Paúles e Hijas de la Caridad. Mártires 1936, Madrid, La Milagrosa, 1942, opera indicata nelle pubblicazioni vincenziane come fonte storica per la documentazione sui martiri della Famiglia Vincenziana.
- El Eco de la Milagrosa, raccolta degli articoli attribuiti a Enrique-Pedro Gonzálvez Andreu, tra le principali testimonianze sulla sua attività intellettuale e associativa.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-11

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